Torna il festival della carne di cane a Yulin, mentre dalla Sudcorea arriva una storica decisione

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Appuntamento tristemente noto quello del Festival di carne di cane a Yulin, in Cina. Ma dall’Oriente arrivano buone notizie.

E’ arrivato anche quest’anno il festival della carne di cane (e gatti) a Yulin, in Cina: ogni volta questa crudele manifestazione toglie la vita a migliaia di quattro zampe. Da molti anni l’opinione pubblica e le associazioni di tutto il mondo si stanno battendo per eliminare o quanto meno limitare il fenomeno, ma non sempre ci riescono.

I cani qui vengono torturati, uccisi e cucinati: una fine atroce. Sul posto gli appelli della comunità internazionale e le milioni di firme raccolte e inviate al governo cinese non hanno fatto effetto. Un raggio di sole arriva però dalla Sudcorea: un tribunale locale ha dichiarato illegale l’uccisione di cani ad uso alimentare.

Si tratta di una sentenza che potrebbe essere fondamentale per creare quella sensibilità anche nell’opinione pubblica locale, che non sempre c’è. In Corea infatti negli ultimi anni sempre meno persone consumano carne di cane, perchè quest’ultimo viene ritenuto un animale d’affezione.

Ma come è arrivata la sentenza coreana? Grazie ad un ricorso del gruppo animalista Care contro un allevatore di cani di Bucheon, accusato di “uccidere animali senza una ragione propria” e di aver violato regole d’igiene.

Queste le parole dell’avvocato di Care: “E’ vergognoso. Non possiamo accettare l’idea che uccidere i cani per il consumo di carne equivalga a uccidere animali per capriccio“. Invece arrivano parole diverse da Cho Hwan-ro, rappresentante di un’associazione di allevamenti di cani: “I cani per il cibo e i cani come animali d’affezione devono essere separati. Bovini, maiali, polli e anatre sono tutti allevati per essere consumati. Perché non i cani?”.

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