Togliere il cucciolo alla madre: quando è meglio farlo?

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Togliere il cucciolo alla madre

Mai togliere il cucciolo alla madre troppo presto: si spezzerebbe un legame irrinunciabile.

Noi umani siamo irresistibilmente attratti dai cuccioli, sia di uomo che di cane o di qualunque altra specie, perché risvegliano in noi un naturale senso di protezione nei loro confronti, così teneri ed indifesi.

Ecco uno dei motivi per cui, quando decidiamo di adottare un cane all’interno della nostra famiglia, pensiamo subito ad un piccolo “fagotto peloso” da accudire e coccolare. In realtà, nonostante le nostre amorevoli intenzioni, dobbiamo sapere che togliere il cucciolo alla madre troppo presto per metterlo tra le nostre braccia può solo danneggiarlo.

Per  il cane infatti, come per molte specie animali, il rapporto con la madre e con i propri fratelli è fondamentale, non solo per far fronte alle sue primarie necessità fisiche (l’allattamento), ma anche per il suo corretto sviluppo psicologico. Molti pensano che il momento giusto per togliere il cucciolo alla madre sia lo svezzamento, quando cioè inizia a nutrirsi di cibi solidi e non più solo del latte materno.

Sbagliato! Anzitutto lo svezzamento non avviene da un giorno all’altro, ma è un processo graduale, che inizia intorno al 30° giorno di vita, per cui ci sarà un periodo in cui il cucciolo mangerà già alimenti solidi, ma continuerà anche a poppare latte, in quantità sempre minori, finché la mamma glielo impedirà definitivamente allontanandolo.

Ma anche quando il cucciolo sarà completamente svezzato non sarà ancora pronto per il distacco dalla madre. A partire dal 35° giorno d’età infatti il cucciolo inizia a scoprire il mondo ed i suoi simili: è una fase importantissima e delicata della crescita, in cui il cane deve imparare a conoscere tutto ciò che lo circonda e non può farlo completamente e correttamente senza l’imprinting materno.

Solo la mamma infatti può insegnargli con il giusto linguaggio – quello canino – le regole basilari di comportamento con i propri simili, come interagire con loro, rispettando chi è adulto, chi è anziano, chi ricopre un grado più elevato nella gerarchia del branco.

Così i cuccioli impareranno, ad esempio, ad avere un corretto senso della proprietà e a misurare la loro esuberanza, che se eccessiva, sarà rimproverata con un sonoro ringhio dalla madre.

Anche noi uomini dobbiamo fare la nostra parte in questo periodo, perché è fondamentale che il cucciolo entri in contatto costante con l’uomo, imparando a riconoscerlo come qualcuno di cui si può fidare. Se questo non avviene il cane crescerà con un senso di paura e di diffidenza verso l’essere umano, che ne condizionerebbe negativamente il suo rapporto con l’uomo per tutta la vita.

Questa importantissima fase di crescita non si conclude prima del 60° giorno d’età, motivo per cui la legge italiana ha stabilito che sia vietato togliere il cucciolo alla madre prima dei due mesi.

Togliere il cucciolo alla madre troppo presto: i rischi

Togliere il cucciolo alla madre troppo presto può comportare una serie di problemi nel processo di crescita del cane perché:

  • Il cucciolo non avrà completato il necessario percorso di sviluppo psicologico, quindi da adulto molto probabilmente manifesterà problemi comportamentali di diversa natura;
  • Il cane non saprà interagire correttamente con gli altri cani: ad esempio, non avrà imparato a “dosare” la forza dei propri denti nel gioco con i fratellini. In natura, se il cucciolo esagera e morde troppo forte, la mamma lo “sgrida” immediatamente; se da piccolo non riceve questa “lezione”, da adulto potrebbe avere una maggiore tendenza a morsicare sia gli altri cani che, ahimè, anche qualche umano, con tutte le conseguenze del caso;
  • Il cane non imparerà a rispettare la proprietà altrui e a mantenere la “distanza di sicurezza” da essa, perché la mamma non avrà avuto il tempo sufficiente per insegnargli che non deve avvicinarsi troppo a ciò che appartiene ad altri, ringhiandogli in modo deciso quando il cucciolo prova a sottrarle il legnetto, la pietra o il giocattolo che tiene tra le zampe. Il cane adulto perciò potrebbe rivelarsi troppo possessivo e attaccabrighe.

Anche se i fatidici 60 giorni rappresentano il termine per poter togliere il cucciolo alla madre, va detto che la fase di “socializzazione” del cane, in cui completa l’apprendimento su come rapportarsi correttamente con i propri simili e con l’uomo, prosegue fino ai 4 mesi d’età.

È per questo motivo che alcuni comportamentisti ritengono che l’“optimum” sarebbe lasciare il cucciolo con la madre fino a 90 giorni di vita.

Su questo punto però molti non sono d’accordo, perché sostengono che il quattro zampe, rimanendo con la propria famiglia “canina” d’origine per un altro mese, non avrebbe la possibilità di venire in contatto con ambienti e situazioni che faranno parte della sua vita col padrone e a cui potrebbe perciò avere difficoltà ad abituarsi successivamente.