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La storia di kelsey, un cane speciale che ha salvato il padrone dall'assideramento

News Redazione - 02 Apr 2017

Kelsey è un cane speciale: ha salvato il padrone dall’assideramento L’incredibile storia del cane che salva il padrone durante la notte della vigilia di capodanno. Kelsey è un bellissimo Golden Retriever tutto bianco, fedele e legato al padrone a tal punto da non abbandonarlo neanche nella condizione più estrema. Questa è l’ennesima storia che ci testimonia l’affetto che i cani hanno per il loro padrone: Kelsey ha fatto di tutto pur di salvare la vita del suo adorato Bob. E’ successo in Michigan, negli Usa, durante una di quelle serate dal freddo glaciale nella notte della vigilia di capodanno. Erano le 22.30 quando Bob si limitava a guardare la partita di calcio in televisione. Con un freddo simile tutti accendono il camino e stanno ben attenti a non farlo spegnere, così ha fatto anche Bob e appena è arrivata la pubblicità ne ha approfittato per uscire in giardino a prendere altra legna da bruciare, ma il destino gli ha giocato un brutto scherzo. Trattandosi di pochi secondi è uscito senza giacca, in pantofole e con una camicia. Si è chinato per prendere qualche legno e non si è più rialzato, è scivolato, si è ferito al collo e ha quasi perso i sensi. “Ho provato a urlare per chiedere soccorso ma la casa più vicina dista un quarto di miglio e mi erano venute a mancare le forze, a fatica mi usciva la voce”. Fortunatamente col freddo il cane stava in casa ed era comunque libero di girare, nessuna catena gli ha impedito di correre immediatamente dal suo padrone per assisterlo, non solo fisicamente ma anche mentalmente dandogli la forza necessaria per non mollare. Un cane ti può salvare la vita Kelsey, sentendo le grida di Bob e vedendolo disteso a terra, ha iniziato a leccargli la faccia e le mani per tenerlo sveglio e gli si è messo sopra per scaldarlo ed evitare che il corpo andasse in ipotermia. Il cane ha continuato ad abbaiare per chiedere soccorso e per attirare l’attenzione di qualcuno che lo aiutasse. L’uomo ha trascorso tutta la notte al gelo, la temperatura era sotto i 24 gradi, dopo 19 ore Bob perde definitivamente i sensi, ma Kelsey ha continuato ad ululare, erano le 6.30 quando finalmente è intervenuto il vicino di casa. Bob è rimasto disteso per 24 ore, ma fortunatamente ad assisterlo c’era il suo fedelissimo cane che ha continuato cercare aiuto: il vicino, insospettito da tanto rumore, si è preoccupato ed ha deciso di andare a vedere a casa di Bob, ha trovato l’uomo disteso a terra col cane sopra che si era preoccupato per tutto il tempo di tenerlo in vita. Bob è arrivato al Northern Michigan dipartimento di emergenza McLaren, in ipotermia, la sua temperatura corporea era inferiore a 70° fahrenheit aveva un ernia al disco c4-c5 e lesioni al midollo spinale. Rompendosi l’osso del collo ha rischiato prima di morire, poi una paralisi alle gambe. Il chirurgo che è intervenuto per operare l’uomo ha agito subito per evitare che i danni subiti al midollo spinale potessero causare ulteriori problemi e difficoltà per ritornare a camminare. Fortunatamente finito l’intervento chirurgico il paziente ha iniziato a muovere miracolosamente le estremità del suo corpo con più forza e a reagire. Bob è uscito vivo dalla sua tragica vigilia di capodanno ed è riuscito anche a superare l’operazione con successo, senza danni permanenti ma con l’obbligo di seguire una fisioterapia per recuperare le forze e le funzioni del suo corpo. Bob afferma che sicuramente la presenza e la tenacia di Kelsey nel stargli vicino continuando ad abbaiare, accudendolo e cercando di non farlo addormentare sono stati la motivazione che lo hanno portato a non mollare ma a lottare per la vita.  E’ grazie all’assistenza di Kelsey se questo uomo è ancora vivo. Bob sottolinea che gli deve la vita oltre a ringraziare il neurochirurgo dottor Colen che lo ha operato. Fedeltà: un valore importante La storia di Kelsey è un grande esempio di fedeltà: come queste ce ne sono diverse, potremmo raccogliere numerosissimi racconti che ci parlano di cani legati ai loro padroni in modo incondizionato, a tal punto da non abbandonarli mai nel bene e nel male. Vien da pensare che dovremmo prendere esempio dai cani e dovremmo davvero riflettere anche sui comportamenti umani che a volte riescono ad essere lontanissimi da storie simili. In questo caso possiamo tranquillamente affermare che si può imparare molto dagli animali. Anche la costanza del Golden Retriever che non ha mai smesso di abbaiare e leccare il padrone, non ha mai smesso di sperare che qualcuno intervenisse, sembra incredibile la prontezza con la quale questo cane si è subito buttato sopra il suo padrone per evitare che andasse in ipotermia cercando di non fargli perdere conoscenza. Avete ancora dei dubbi su cosa sono capaci di fare i cani per i loro padroni? Quando si leggono storie di cani come queste è impossibile non pensare che gli animali possano davvero volerti bene: se stai riflettendo se prenderne uno immagino non avrai più dubbi. In particolare il Golden retriever è una razza che adora stare con gli uomini, è perfetto per tutte le età per bambini, adulti e anziani. E’ tra i cani docili adatto ad essere ammaestrato molto dolce. E’ una razza che adora passeggiare, giocare è solare e allegro è molto amichevole anche con gli altri cani e gli altri animali. I Golden retriever in particolare sono portati per prestare aiuto alle persone in difficoltà, hanno un indole altruista infatti sono molto utilizzati per le pet therapy, ma anche per i non vedenti, gli ammalti o i disabili. La sua predisposizione alla socializzazione non lo rende però un cane adatto a fare la guardia, come pure non è un cane che ama stare solo: è molto affettuoso e questo lo porta a ricercare spesso tante coccole. Non è solo un bel cane esteticamente ma lo è anche di carattere: i golden retriever sono cani affettuosi, se cercate un amico socievole da coccolare è la razza giusta per voi. Si dice Cane fedele e si dice anche che sia il migliore amico dell’uomo, giudicate voi se non è vero.

La storia di grizz, il cane anti bomba ucciso in aeroporto

News Redazione - 28 Mar 2017

E’ successo ad Auckland Nuova Zelanda la sua storia ha fatto il giro del mondo attraverso i social network. Conoscete la storia di Grizz? Era un cucciolo di dieci mesi col pelo bianco, le chiazza nere, un musetto curioso e gli occhi scuri, stava imparando un lavoro molto importante. L’aviation security service stava insegnando a Grizz un mestiere particolare: lo stavano addestrando per fiutare e trovare gli ordigni esplosivi sugli aerei, sarebbe diventato un cane poliziotto o meglio anti bomba. Questo mestiere viene insegnato ai cani dagli 8 ai 22 mesi, l’addestramento dura circa 10 settimane e le razze più indicate sono quelle che in condizioni stressanti mantengono sempre una certa calma e son poco aggressive, ad esempio il labrador retriever è un cane molto utilizzato per questo tipo di operazioni. Nell’80% dei casi i cani hanno scovato degli ordigni e si sono dimostrati più efficaci dell’utilizzo dei droni. Il fiuto dei cani può davvero salvare la vita di tante persone. E’ un lavoro di responsabilità per il nostro amico a 4 zampe, soprattutto in un periodo come questo in cui purtroppo siamo soggetti ad una serie di attentati provocati con l’utilizzo di bombe in stazioni e aeroporti e altri luoghi trafficati tutti i giorni da tantissime persone. I cani poliziotto sono davvero una figura molto importante al quale numerose persone devono anche la vita. Grizz durante uno dei suoi addestramenti stava salendo sul furgone, quando è stato spaventato da qualcosa che lo ha portato a correre ininterrottamente per l’aeroporto di Auckland: è stato impossibile prenderlo. La folle corsa del cane è durata per circa tre ore, tempo in cui nessuno è riuscito a fermarlo, tranne la morte, dopo vari tentativi senza successo, alle 4 della mattina circa, è partito l’ordine di ucciderlo. Era davvero necessario uccidere il cucciolo Grizz? Grizz durante la sua corsa aveva bloccato diversi aerei causando numerosi ritardi, i piloti di 16 aerei di voli nazionali e internazionali si sono rifiutati di decollare per evitare di uccidere il cane, ma questo non è bastato a salvare la vita del cucciolo che è stato soppresso dalla polizia. Visto le polemiche che ha sollevato la storia di Grizz l’interrogativo da sottolineare è se davvero era indispensabile ucciderlo o si poteva evitare. Secondo la ricostruzione dei fatti del quotidiano New Zealand Herald, il cane si poteva salvare perché stava correndo nel perimetro esterno della pista. La responsabile alla comunicazione dell’aeroporto si difende rispondendo che non era possibile prendere altra decisione, se non con enorme dispiacere quella di ucciderlo. Sopprimere il cane sembra che fosse l’unica soluzione possibile…o è stata la soluzione più semplice da adottare? Un funzionario della polizia ci informa che hanno provato con diverse soluzioni ma tutte senza successo: Grizz non ha ceduto al cibo, a nessun gioco e neanche all’intervento di altri cani, così l’ispettore Tacy Philips prende le difese dei suoi uomini che hanno dovuto eseguire gli ordini dettati dalla direzione dell’aeroporto di Auckland. La polemica scatenata sui social dalla storia di Grizz Peccato che il messaggio che è arrivato all’opinione pubblica sia totalmente diverso, oltretutto i media della comunicazione attraverso i social network si sono trasformati in un territorio di scontro verso le decisioni prese dai responsabili dell’aeroporto. Molti utenti hanno suggerito diverse soluzioni che avrebbero salvato il cane e messo in buona luce chi ha dato l’ordine di ucciderlo invece di salvarlo. Sono intervenute diverse associazioni animaliste tra cui Safe impegnata nel diritto degli animali, che non hanno risparmiato i responsabili della morte del cane poiché con una pistola tranquillante si sarebbe risolto tutto e se l’aeroporto non ne era in possesso bastava richiederla allo zoo di Auckland. Tra i suggerimenti qualcuno indicava la possibilità di interpellare un esperto cinofilo, impegnato nell’educazione e addestramento di cani, che sarebbe sicuramente riuscito a prenderlo e calmarlo. Qualcuno ovviamente si è schierato con chi ha deciso di uccidere il cane per riportare alla normalità il traffico aereo. C’è anche la testimonianza della passeggera di un aereo partito in ritardo, ci informa che assieme agli altri viaggiatori sono stati messi al corrente della motivazione e non hanno lamentato il ritardo anzi si sono dimostrati più che disponibili ad accettare lo sconveniente causato dal piccolo cucciolo pur di salvarlo. Grizz doveva diventare un cane anti bomba invece ha scatenato una bomba mediatica. I social network hanno il potere di diffondere le notizie in un lampo in tutto il mondo. La triste storia di Grizz ha occupato una pagina anche nei diversi quotidiani di tutto il mondo compreso quelli italiani, sia locali che nazionali: la storia di questo cagnolino ha commosso tutti. Questo fatto ha scatenato polemiche non indifferenti che ha costretto l’avsec, l’ente che si occupa dei servizi di sicurezza degli aeroporti, a non chiudere questa storia e a continuare ad indagare per evitare che si possa ripetere un fatto simile. Grizz non c’è più ma si possono evitare altre soppressioni simili, e pensare prima di uccidere gli animali. Riflettere sulla storia di Grizz per evitare di uccidere altri cani Si poteva avere una storia a lieto fine in cui l’opinione pubblica avrebbe condiviso l ‘umanità della direzione dell’Aeroporto e soprattutto potevano diffondere un messaggio di rispetto verso gli animali, invece si avvicina l’idea dell’ennesimo caso di maltrattamento degli animali. Grizz era un cucciolo che stava imparando a salvare vite, invece ha perso la sua, era così difficile risparmiarlo e avere una storia migliore in cui si salvava il cane e non una dove invece è stato ucciso? Davvero non si poteva fare diversamente o semplicemente siamo di fronte ad un'altra storia di mancato rispetto verso gli animali i cani e la vita? Speriamo che la vicenda di Grizz non sia tra quelle storie di cani che ripetono ma sia da esempio, animali poiché sopprimere gli animali non è una soluzione dei problemi anzi potrebbe causarne altri, tra cui quello di interrogare la propria coscienza e cercare di non ripetere errori simili guidati dalle scelte che possono apparire più semplici e veloci rispetto a quelle più umane.

Akbash

La storia di ashley, abbandonata e adottata dalla caserma dei pompieri di new york

News Redazione - 27 Mar 2017

Ashley, la cagnolina abbandonata e adottata dalla caserma dei pompieri di New York. E’ stata ritrovata tra la neve abbandonata, denutrita e maltrattata, ma fortunatamente qualcuno l’ha soccorsa e gli ha dato una nuova casa. Questa storia arriva dal nuovo continente, dall’America ed esattamente da New York. La protagonista si chiama Ashley ed è una piccola cagnolina di un anno: in questo caso si può dire che l’abbandono è stata la sua salvezza, certi padroni è meglio perderli che trovarli. La piccola cucciola di pitbull viveva in una casa senza riscaldamento e senza energia elettrica, con l’arrivo dell’inverno e la caduta della prima neve i suoi padroni hanno ben pensato di trovare un giaciglio più confortante…ma solo per loro. Hanno avuto il coraggio di abbandonare la cagnolina al freddo senza cibo, senza acqua, ma per fortuna esiste la provvidenza. Una coppia che abitava nei dintorni ha notato Ashley e visto il deperimento e lo stato di abbandono in cui si trovava non ha saputo chiudere gli occhi, la sua dolcezza li ha conquistati. La coppia ha chiesto aiuto alla Erica, la fondatrice di “no more pain rescue”, un’associazione animali abbandonati no-profit che grazie alle donazioni e ai suoi sostenitori si occupa di soccorre gli animali tra cui i cani abbandonati, se ne prende cura e provvede anche alle visite mediche. Erika ovviamente non si è sottratta dal soccorrere il piccolo animale abbandonato. “A vederla mi si è spezzato il cuore” testimonia la donna. Ashley era chiaramente denutrita e spaventata. Ma non solo, la povera cucciola aveva subito anche maltrattamenti, poiché riportava diverse cicatrici che sembravano chiaramente essere dei segni di bruciatura da sigaretta. La prima cosa che è stata fatta è una visita dal veterinario che ha chiaramente notato lo stato di denutrizione del cane: ad Ashley servivano almeno 11 kg per ritornare in forma e in salute. Dopo aver curato la cagnolina ed averla rimessa in forze, Erika assieme al fidanzato hanno iniziato a cercare una nuova casa e una nuova famiglia per la piccola pitbull. La caserma dei vigili del fuoco di New York faceva proprio al caso suo, ma purtroppo per un tempo limitato. In realtà appena è entrata nella sua nuova dimora ha conquistato tutti: la gioia di avere una nuova casa era così grande che è riuscita a trasmetterla anche alla sua futura “famiglia”. Ashley è stata adottata definitivamente dai pompieri della caserma del fuoco di New York, non ha più lasciato la caserma dei pompieri. A vederla era impossibile farla andare via, il suo musetto era troppo tenero per poter rinunciare a lei. Oggi Ashley fa parte della caserma e anche della vita dei suoi nuovi proprietari che non dimenticano di riservarle un posto nel camion e uno in cucina dove c’è la sua scodella di crocchette. Ashley partecipa alla vita dei vigili del fuoco, li segue quotidianamente anche durante le esercitazioni. A quanto pare i pompieri non sono solo addestrati per spegnere il fuoco, in questo caso hanno saputo donare calore e affetto al piccolo animaletto che era stato lasciato in balia degli eventi e soprattutto al freddo e al gelo. Al contrario di quanto si dica il pitbull non è un cane violento e neppure aggressivo, soprattutto con le persone. Ha un carattere molto forte ed è un cane molto dolce e fedele, potrebbe ribellarsi solo in caso di grande pericolo per prendere la difesa del padrone. Se volete prendere un cane e stavate scartando il pitbull, dopo questa storia vi consiglio vivamente di rimettere in discussione le vostre decisioni e prendere in considerazione anche i cani come Ashley. Il pitbull è un cane molto rispettoso nei confronti delle gerarchie del branco, l’unica precisazione è legata al suo carattere dominante che potrebbe ricreare qualche piccolo scontro se incontra un altro pitbull con lo stesso carattere, ma questo comportamento può essere corretto tranquillamente con qualche regola di educazione. Il pitbull è un cane che può stare in appartamento, l’importante è farlo giocare al parco e tenerlo in mezzo agli altri cani in modo che possa socializzare e scaricarsi all’aria aperta. I pitbull adorano stare con le persone e sono molto coccoloni, la nomea di cane aggressivo è dovuta semplicemente al significato di pit ovvero arena ed al fatto che son stati protagonisti nei combattimenti dei cani. Ashley si è dimostrata una cagnolina tenera, altrochè violenta e pericolosa. La nostra pitbull ha avuto una seconda possibilità e per fortuna adesso vive con persone che le vogliono bene. L’abbandono è stato tragico ma fortunatamente ci sono uomini che sanno amare gli animali e sanno prendersene cura. L’abbandono oltre ad essere un atto di crudeltà è anche un reato così come il maltrattamento animali. Le mancanze di rispetto nei confronti di altri esseri viventi sono azioni che anche la giurisprudenza riconosce. Causare sofferenza dovuta ad una mancanza di comportamenti volti a prendersi cura degli animali significa causare dolore ad esseri viventi. Oltre tutto la piccola cagnolina ha subito anche maltrattamenti. E’ cosi difficile avere rispetto per la vita e per gli esseri viventi? Non dovremmo neanche stare qui a scriverlo o a sottolinealo eppure di storie come questa ne sentiamo parlare spesso, potremmo scrivere libri sull’abbandono. L’abbandono non è l’unica soluzione, se subentrano delle condizioni di difficoltà che non consentono più di tenere un cane e ti senti costretto a dover rinunciare a lui non lasciarlo in mezzo a una strada ma valuta di potergli regalare una nuova casa e un padrone pronto ad accoglierlo e volergli bene. Ci sono persone che cercano anche cani da adottare. Ci vuole più coraggio ad abbandonare un cane che non a donargli una nuova famiglia. Non abbandonare il tuo cane, sii un essere umano col cuore.

La storia di swansea jack, il cane del secolo

News Redazione - 14 Mar 2017

Di Lavdie Sijani -  Nel giugno del 1931, un ragazzo di appena 12 anni proveniente da Swansea, nel Galles, decise di voler mostrare ad altri bambini più grandi che non aveva affatto paura di toccare e nuotare nelle profonde acque del fiume Tawe. Ma quel giorno fu terribile per Timmy perché per qualche strano e particolare motivo (forse non aveva atteso i suoi trenta minuti dopo mangiato oppure semplicemente non sapeva nuotare) iniziò da subito ad annegare. Di certo sappiamo che se non fosse stato per Swansea Jack che si trovava a pochi passi dal bambino, la morte lo avrebbe portato via in un attimo. Ma grazie all'intervento istintivo ed immediato di questo giovane cane che in un battibaleno si trasformò in un supereroe, per Timmy fu una di quelle giornate memorabili. Secondo il museo di Swansea, Swansea Jack era un cane di razza retriever di colore nero, apparteneva a William Thomas ed era nato nel 1930. Nonostante avesse poco più di un anno, il nostro cucciolone già da così giovane mostrava un gran talento nell'essere un grande eroe. Anche se questo corrisponde al suo primo vero salvataggio, la cosa rimase non dichiarata ed il piccolo Timmy decise di adottare il cucciolo per poterlo tenere sempre al suo fianco e soprattutto perché gli era profondamente grato per avergli salvato la vita. Ma non è finita qui: Swansea Jack poche settimane più tardi si prese la briga di salvare un altro nuotatore inetto. Questa volta il cucciolo, prima di poter entrare in azione, si assicurò ben bene che ci fosse una bella folla presente durante il suo eroico intervento. Ed è con questo suo secondo atto di eroismo che cane si è guadagnato un bellissimo collare d'argento da parte del consiglio comunale ed una sua foto ricordo sul giornale. Ma tutto ciò risultò poi essere soltanto l'inizio dei riconoscimenti per queste straordinarie azioni canine. A quanto pare la gente di Swansea, in quel periodo, non era molto brava a stare a galla. Così il nostro eroico canino, secondo quello che narra la leggenda, salvò almeno altre 27 persone dalle pericolose tombe acquose del fiume Tawe. Grazie a tutti i suoi interventi è stato premiato come il “Coraggioso Cane dell'anno” dalla London Star ed in seguito gli è stato consegnato una vera coppa d'argento dal sindaco di Londra in persona. Ma siccome questo non ci basta, Swansea Jack è stato l'unico cucciolo a guadagnarsi ben due medaglie di bronzo dal National Canine Defence League (ora chiamato Dog Trust). Di tutti questi premi ricevuti, ovviamente noi presumiamo che l'audace cagnolino avrebbe probabilmente preferito avere qualche giocattolo e dolcetto in più. Purtroppo nel 1937, all'età di appena 7 anni il piccolo cucciolo muore per aver ingerito veleno per topi. Ma Swansea Jack non voleva essere dimenticato dagli abitanti di Swansea. Così per poterlo ricordare per sempre, la gente del posto, attraverso una donazione pubblica, ha potuto raccogliere abbastanza denaro per potergli costruire un vero e proprio monumento in suo onore, sul lungomare. Nell'anno 2000, Swansea Jack è stato nominato “Cane del Secolo” dalla New Found Friend of Bristol, una scuola che allena i cani domestici in tecniche di soccorso acquatico.

La storia di yakkul, il piccolo cucciolo trovato in afghanistan

News Redazione - 07 Mar 2017

di Lavdie Sijani - Il soldato che ha preso Yakkul, questo piccolo cucciolo tutto bianco, l'ha trovato durante una missione in Afghanistan. Il cucciolo è stato scovato in un complesso abbandonato precedentemente abitato da forze nemiche. Quando è stato recuperato dal soldato aveva appena tre settimane. C'erano anche degli altri cani che quasi sicuramente sono stati utilizzati per combattere perché avevano le orecchie e la coda tagliata. Poi avevano anche delle ferite da morsi, sia vecchie che nuove. Erano tutti malnutriti ed erano maschi adulti, tutti tranne questo piccolo batuffolo bianco. Quando questo soldato guardò il cucciolo che sembrava gli chiedesse con gli occhi: “ Che hai intenzione di fare, amico?”. Allora il soldato si è guardato un po' intorno ed ha notato che non c'erano cani di sesso femminile. Inoltre gli altri cani non avevano alcuna fonte di cibo a disposizione e che molto probabilmente non c'erano dei proprietari che sarebbero tornati indietro per riprenderselo. Quindi ha capito che doveva, sì lui doveva portare il cucciolo con sé. Yakkul, il piccolo nuovo soldato Yakkul in breve tempo è diventato un nuovo residente presso lo stabilimento della squadra. Il soldato riferisce che nonostante le perdite che hanno dovuto sopportare durante tutto il periodo, il piccolo amico era quello che tirava su il morale e teneva di buon umore tutti con le sue buffonate costanti e la sua energia selvaggia e senza limiti. In un primo momento è stato difficile trovare del cibo che Yakkul potesse mangiare data la sua giovane età. Allora il suo amico soldato masticava la carne essiccata per lui e dopo gliela metteva in bocca. Il soldato afferma di amare il suo piccolo Yakkul tanto da considerarlo come un figlio. Da quando lo ha salvato non può più immaginare una vita senza di lui. Quando la squadra doveva spostarsi, Yakkul si muoveva con loro percorrendo anche lui le pericolose ore di macchina per andare da un rifugio all'altro. Il viaggio di Yakkul verso casa Poi grazie a molti donatori generosi e al sito web di collegamento per animali domestici di Steve Caporizzo, i fondi sono stati raccolti molto velocemente. Così in fretta, infatti, che Yakkul ha battuto il suo soldato sul tempo ed è volato a casa dei suoi genitori a New York prima del suo padrone. Lì è stato accolto con tanto amore ed ha ricevuto un calorosissimo benvenuto. Si è fatto il suo primo viaggio in macchina accanto al finestrino dall'aeroporto per arrivare nella sua nuova casa dove lo aspettava una gran ciotola piena di crocchette per cani. I genitori del suo soldato hanno fatto un gran bel lavoro per aiutare Yakkul ad adattarsi alla sua nuova vita negli Stati Uniti. Però in casa con loro c'era già un altro cane. Allora la “nonna” di Yakkul ci ha fornito alcune informazioni riguardo al comportamento ed al adattamento del piccolo cucciolone: “Oggi è solo il primo giorno. Ma le cose sembrano andare bene, credo. Il nostro vecchio cane sia un po' confuso per avere in casa questo nuovo ospite. Lo ignora proprio durante le nostre passeggiate. Yakkul è cordiale ed entusiasta annusa le foglie e l'erba ovunque”. Poi: “Siamo giunti al quarto giorno. Finora c'è solo da segnalare che Yakkul si sente sempre di più a casa e sta diventando sempre più audace”. Una settimana dopo ecco che sono cambiate le cose: “Per la prima volta Naja (il nostro vecchio cane) ha giocato con Yakkul in casa. Mi sono sentita sollevata ma allo stesso tempo li ho accompagnati a giocare fuori perché non volevo che si abituassero al gioco selvaggio dentro casa per il futuro”. Il giorno seguente: “Oggi Naja ha avviato di nuovo il gioco e in generale ha voluto mostrare di essere il cane superiore. Poi mio marito li ha portati fuori al parco dove hanno continuato a giocare insieme. Quando io e mio marito siamo andati a fare shopping li abbiamo presi con noi. Entrambi hanno condiviso lo spazio nella parte posteriore della jeep rannicchiandosi uno accanto all'altra. Si sono comportati molto bene.  Yakkul adesso risponde quando viene chiamato per nome, con Naja che lo segue subito dietro. Naja non ha più mostrato segni di di gelosia nei confronti di Yakkul. Concludiamo dicendo che la formazione in casa e le nostre sessioni problematiche in fase di allenamento si sono risolte”.

Tg cinofilo, cane salva il suo padrone tenendolo al caldo per 20 ore

News Redazione - 22 Feb 2017

Con un comportamento eroico ed intelligente, un cane ha salvato il suo padrone dal congelamento, e morte sicura: il suo amico a quattro zampe si è disteso su di lui per oltre 20 ore, dopo che l’uomo aveva avuto un incidente. Il giorno di capodanno, il sessantaquattrenne Bob era uscito in giardino per prendere dell'altra legna, vestito solo con dei pantaloncini, una maglietta e ciabatte. Un percorso di pochi metri, che Bob ha fatto centinaia se non migliaia di volte, ma questa volta le sue ciabatte, non proprio adatte alla stagione, lo hanno tradito e l’uomo è scivolato, e ha avuto come conseguenza della caduta una compressione alle vertebre, che lo ha lasciato paralizzato. Bob ha cercato di chiamare aiuto, ma con poche speranze: l’uomo abita da solo e la casa più vicina è a oltre mezzo chilometro di distanza, ma fortunatamente in suo soccorso è arrivato il suo migliore amico, un golden retriever di nome Kelsey. Ecco le parole di Bob: “Urlavo molto per chiedere aiuto, ma il vicino più vicino è a più di un quarto di miglio. La mattina seguente la mia voce era ormai andata, ma Kelsey continuava ad abbaiare, continuava a chiedere aiuto e non mi ha mai abbandonato mi ha sempre tenuto caldo e sveglio. Sapevo che dovevo tenere duro". Bob è rimasto lì, bloccato nella neve per 20 ore, con temperature rigide che toccavano i -5°C, durante le quali Kelsey lo ha sempre tenuto al caldo con il suo corpo ed anche leccandogli la faccia e le mani per mantenerlo sveglio. Nonostante tutti gli sforzi, dopo 19 ore l’uomo ha perso conoscenza, ma fortunatamente il suo vicino ha finalmente sentito i continui ululati del cane e si è precipitato a vedere cosa succedeva, trovando Bob e chiamando immediatamente i soccorsi. I medici hanno riscontrato che Bob aveva una temperatura corporea di appena 21°, fibrillazione cardiaca e compressione vertebrale: condizioni molto gravi, ma incredibilmente buone  considerando che questa persona aveva passato venti ore sotto zero e senza sintomi di congelamento irrimediabile, tutto grazie alle cure costanti del suo migliore amico Kelsey. Bob sicuramente può considerarsi un miracolato, anche perché i medici sono riusciti ad operare e a sistemare la compressione vertebrale, un caso decisamente raro: “La maggior parte delle persone che hanno avuto lesioni vertebrali non si muove più, è una tragedia, ma quando è successo, è successo. Non lo so se siano state le basse temperature o la posizione in cui era sulla neve che lo hanno salvato dalla paralisi permanente”, ci spiega il neurochirurgo che ha operato l’uomo.

La storia di duke, il cane eletto sindaco per tre mandati di fila

News Redazione - 20 Feb 2017

Si chiama Duke il primo cane/cittadino di Cormorano nel Minnesota. Ha compiuto da poco 9 anni e può vantare il fatto di far parte del mondo della politica, in quanto è stato eletto sindaco per la terza volta consecutiva. di Sijani Lavdie -Duke è un bellissimo esemplare dal pelo bianco e lungo, è un cane da montagna dei Pirenei. Pensare che appena tre anni prima Duke era soltanto un soffice signor nessuno, mentre adesso è diventato il primo sindaco onorario della borgata. Tutta questa ascesa nel mondo della politica per Duke è stata davvero veloce. La votazione è accaduta casualmente durante una festa locale chiamata “Cormorant Daze” che si svolge a Cormorano, nel Minnesota. Durante questo evento ai visitatori ed agli abitanti del posto vengono servite delle frittelle calde con lo sciroppo d'acero. Il festival si ripete ogni anno e ci si può svagare sia passeggiando nella fiera artigianale, sia partecipando ai giochi nel parco divertimenti. In questa occasione il signor David Rick, il proprietario di Duke, ha avuto un'idea invitando gli ospiti della festa a donare un dollaro per poter votare il sindaco. Allora 12 persone hanno pagato un dollaro votando proprio Duke. Il cane così è diventato una celebrità locale. È apparso anche in pubblicazioni per il Nation Geographic e vanta persino una propria pagina Facebook. Karen Nelson di Cormorano dice di essere la madre adottiva di Duke ed in una intervista per il giornale The Indipendent ha raccontato che spesso le persone che arrivano a Cormorano chiedono: “Ma il sindaco dov'è?”. E vogliono fargli delle offerte e farsi scattare delle fotografie con lui. Duke ha eletto come vice sindaco il suo caro amico più stretto, Sparky. Sparky è un piccolo nero Chihuahua. I due sono inseparabili, vanno volentieri in giro per la città insieme sul camioncino di David. Poi per il resto, Duke è molto impegnato e passa la maggior parte della sua giornata nella fattoria. Dopo il lavoro è solito stare al pub di Cormorano che si trova proprio davanti alla casa della signora Nelson. Quando era più giovane era solito correre dalla fattoria al pub per salutare i clienti, mentre adesso preferisce più volentieri farsi un giro.  Un politico a 4 zampe? Nel Minnesota c'è  In pratica il grande cagnolone da montagna dei Pirenei si è guadagnato il successo con una valanga di voti, battendo, con una vittoria schiacciante, un altro concorrente umano per la candidatura a sindaco di Cormorano. Il povero Richard Sherbrook, proprietario di un negozio a Cormorano, non aveva neanche la metà dei voti che si era procurato Duke. Parlando invece di stipendio, sappiamo che Duke riceve un anno intero di crocchette direttamente da un negozio locale di animali. Ne è valsa la pena?? Certamente che ne è valsa la pena! Per non parlare poi dei festeggiamenti per la vittoria. In un video dell'evento, il soffice cucciolo bianco come la neve, indossa un cilindrico cappello nero in testa ed una bandana patriottica a stelle e strisce al collo. Il politico a quattro zampe si dice goda di un grande consenso tra i suoi elettori a due zampe. E soprattutto gli abitanti della città sono assolutamente soddisfatti del lavoro e delle prestazioni politiche adottate in questi anni dal loro sindaco preferito. Duke, il politico a 4 zampe, è un giovane cane di appena 9 anni, rieletto sindaco per la terza volta a Cormorano nel Minnesota.

La storia di kai, abbandonato con la sua valigetta piena di giocattoli

Home Redazione - 16 Feb 2017

Di Sijani Lavdie -Il consumismo di cui siamo affetti e le conseguenze a cui siamo portati non ha limite. Come testimonianza dei nostri infiniti e incontrollabili vizi, vi racconterò la storia straziante di un cane che è stato abbandonato con una valigia contenente i suoi giocattoli, in una stazione ferroviaria al sud della Scozia. La sua storia ha, per fortuna, un lieto fine. Ma sono sicura che, visto come alcune persone trattano gli animali,non ci sentiremo comunque sollevati. Immaginiamo questa bellissima scena di un adorabile cagnolino, con di fianco una valigetta come se stesse aspettando il suo treno. Già, proprio così. Kai, un piccolo meticcio Shar Pei, è stato trovato alla stazione ferroviaria di Ayr, al sud della Scozia legato ad una ringhiera con una valigetta piena di giocattoli. È stato lasciato solo con la sua ciotola, alcune crocchette ed un cuscino. Tutto questo mi fa rabbrividire, perché risulta non soltanto triste ma assolutamente sconcertante. Chi diavolo farebbe una cosa simile e soprattutto perché? Chi ha abbandonato Kai? La società scozzese per la prevenzione della crudeltà contro gli animali (SPCA) ha deciso di ricercare il proprietario. Questa prima ricerca però non dà buoni risultati. Il microchip di Kai ci riporta ai suoi vecchi proprietari che dicono di averlo venduto nel 2013 su un sito chiamato Gumtree. Il primo buco nell'acqua per il nostro amico “rugoso”, in quanto questi ex suoi padroni non sono in grado di fornire informazioni sul compratore. I soccorritori decidono allora di dare un nome a questo viaggiatore senza meta. Decidono di chiamarlo Kai. E la sua storia in breve tempo ha fatto il giro del mondo sui social. Alla fine una signora di 39 anni, di nome Fin Rayner, attraverso un'intervista pubblicata da Daily Record, ammette di aver abbandonato Kai (il cui vero nome scopriamo ora essere Pluto). Quando alla donna viene domandato il perché di questo gesto disumano, lei semplicemente risponde che stava cercando di comprare un cane, ma quando è andata a vedere Kai si è resa conto che non era bello come nelle immagini online. Secondo l'intervista svolta da Daily Record, la donna aveva trovato l'annuncio del cane in vendita su un sito web chiamato Gumtree. Aveva allora deciso di partire verso Ayr, con la figlia di 9 anni per comprare il cane a 400 sterline. Ma quando è giunta sul posto la signora non è stata soddisfatta dell'aspetto del piccolo Shar Pei. Ha infatti dichiarato che lei era andata a comprare il cane ma che l'aspetto non rispecchiava affatto l'immagine pubblicizzata sul sito. Le condizioni di vita di Kai Arrivata a destinazione, la signora Rayner racconta di aver visto un ragazzo precipitarsi fuori con un sacco di cibo per cani da dare a Pluto, il quale sembrava alquanto malnutrito e magro. A questo punto madre e figlia decidono di voler portare Pluto a fare una passeggiata. Di fronte a tale richiesta, il giovane chiede alla signora 150 sterline a titolo di caparra nel caso non tornassero più indietro. Poi però il proprietario del cane scappa via in macchina e, nonostante le telefonate della donna affinché tornasse indietro per riprendersi il cane, non torna più. La Rayner sostiene di essersi trovata in preda al panico, in quanto avrebbe dovuto prendere l'ultimo treno per tornare a casa visto che sua figlia soffre di asma. Raggiunta la stazione, la donna pensa di portarsi dietro anche il cane ma riceve una telefonata da suo figlio, il quale spiega alla madre che la fotografia dell'annuncio con l'immagine di Kai, era stata presa da un film americano del 2005. Allora la signora decide di legare Kai ad una ringhiera della stazione, avvertendo il personale che il cane non era affatto suo, ma che sicuramente era di qualcuno. Finalmente Kai trova il suo binario Ricapitolando: la signora Rayner parte per comprare un cane che probabilmente era stato rubato, era malnutrito e che viveva in condizioni pessime. Come se non bastasse, quasi certamente era stato abbandonato....ma l'unica soluzione che viene in mente alla nostra cara Lady scozzese, è quella di legarlo ad una ringhiera della stazione ferroviaria! Una persona del genere non dovrebbe possedere affatto animali domestici. No. Mai. Ma come se non bastasse, secondo il resoconto della donna, qui la unica vera vittima di tutta questa storia è proprio lei. Non il cane. Comunque l'importante adesso è che il nostro meraviglioso Pluto/Kai è, in ogni caso, lontano da questi egoisti. Il SPCA annuncia che sono stati inondati di offerte provenienti da tutto il mondo per poter adottare il meticcio Shar Pei. E questo è il miglior finale possibile per questa triste storia.

La storia di lady, la cagnolina abbandonata che ritorna dalla sua "famiglia"

News Redazione - 26 Gen 2017

Tra le mille storie tristi, commoventi e a volte disumane di cui, purtroppo, sono protagonisti i nostri teneri amici fedeli, oggi si è meritata il primo posto nel mio cuore una cagnolina meravigliosamente ostinata. Il suo nome è Lady. L'inizio del lungo travaglio di Sijani Lavdie - Lady è un'anziana Labrador retriever. Il suo pelo nero lucido è brizzolato in qua e là per via della sua non più giovane età. Non per questo però Lady si è data per vinta, anzi. Ha lottato con tutte le sue forze affinché potesse ritrovare la sua vera casa, fino alla fine. Quando il suo padrone morì, Lady rimase sola, abbandonata e triste, molto triste. Nessun parente prossimo dell'ormai defunto padrone, voleva prendersi cura di lei. Lady, senza nessuna voce in capitolo, venne accompagnata e lasciata in un canile al sud del Kansas. Le nuove famiglie Data la bellezza, l'affidabilità e la compagnia che questa dolce razza sprizza da tutti i suoi “peli”, non poteva non trovare subito dei nuovi padroni. Infatti, Lady fu adottata immediatamente una prima volta da una famiglia, la quale però la riportò indietro al canile dopo un anno circa. Dopo aver adottato Lady, la famiglia aveva preso anche un altro cucciolo e a quanto pare, la nostra “dark Lady” non ci andava molto d'accordo. L'unico desiderio di questa amabile cagnolina era riavere la famiglia che aveva perso, la sua vecchia casa del sud con il suo adorabile padrone scomparso. Ma come far capire a Lady che non avrebbe più potuto riavere tutto quello che aveva perso? Ebbene però, ritrovatasi di nuovo al canile, i suoi occhietti dolci ed incredibilmente tristi ed abbandonati, fecero breccia nel cuore di una seconda famiglia. Lady fu portata a 30 miglia di distanza (circa 60km) dal rifugio dove si trovava. Ma i chilometri non fermeranno la nostra perseverante cagnolina. Infatti, dopo essere rimasta all'incirca per un altro anno con i suoi nuovi padroni, il suo grande ed insopportabile vuoto nei confronti di colui che Lady considerava il suo unico e vero padrone, la spinse a scappare da quel posto per tornare a “casa”. La sua casa! Il déjà vu di Lady Così, nonostante la difficoltà che aveva nel poter camminare, data la sua età avanzata, Lady, come una vera e propria maratoneta, si fece ben 60 km per ritrovare quella famiglia per lei tanto preziosa ed incomparabile a nessun altra. La famiglia che lei apprezzava e stimava più di tutte. La stessa famiglia che ripagò questa sua lealtà riportandola di nuovo al canile! Il déjà vu dell'abbandono venne rivissuto di nuovo dalla dolce ed imbattibile cagnolina. In fondo però, essere riportata allo stesso canile è stata la sua unica fortuna. Il lieto fine di Lady Questa infelice ed inimmaginabile storia, in poco tempo fece il giro dei social network. Un annuncio in particolare, postato su facebook dai proprietari del canile, salvò la vita agitata di questa instancabile creatura. Infatti, il destino volle che una ricca signora, proprietaria della società di chewing gum “Wrigley” notasse la storia di Lady proprio su facebook. Questa signora, che si chiama Helen Rich ed aveva perso da poco il suo anziano cane, si commosse a tal punto dalla storia di Lady che fece partire la sua assistente con il suo jet privato a prelevare la cagnolina immediatamente. Lady fece il suo viaggio rilassata in una poltrona prorpio vicino al finestrino dell'aereo. Destinazione: Florida. La sua nuova e vera casa la stava aspettando. Lì sarà amata e coccolata fino alla fine dei suoi giorni. Forse nessuno di noi può capire la solitudine di Lady, ma certo possiamo apprezzare la sua caparbietà e la sua tenacia nel voler mostrare al mondo l'amore e la lealtà che un cane e soltanto un cane può provare per il suo amato padrone.

Proprietario uccide i suoi cani e poi dichiara: "non sapevo che farmene"

News Redazione - 13 Dic 2016

Orribile esecuzione avvenuta in pieno giorno nelle campagne di Moncalieri, vicino Torino. Ora il criminale rischia grosso. Quattro cani da caccia di circa due anni uccisi senza alcuna motivazione a Moncalieri, in provincia di Torino: è stato possibile conoscere tale orribile gesto grazie alla segnalazione di un testimone, un podista che ha visto tutta la scena e ha poi segnalato tutto alla Polizia locale. Incredibile quello che ha raccontato: si è trattata di un'esecuzione vera e propria, infatti ai cani è stata puntata la pistola in testa e con un colpo secco sono stati uccisi. In realtà ad uccidere gli animali non è stato il proprietario direttamente, ma un suo amico incaricato: dall'inchiesta portata avanti dalla Polizia emerge che il proprietario avrebbe dichiarato che "non sapeva più che farsene", come dichiarato alle stesse Forze dell'Ordine. Cosa rischiano i due? Leggi qui il nostro approfondimento sul reato di maltrattamento e uccisione di animali, art 544 bis c.p., che disciplina la materia. Intanto arrivano anche le dichiarazioni da parte di Piera Rosati, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane: “A parte i 12 fucili sequestrati nei loro alloggi dalla polizia lascia agghiacciati la freddezza e l’indifferenza con cui questi individui, che sovente si definiscono “amanti degli animali”, scorrazzano indisturbati in un paese civile, lasciando persino i corpi delle loro quattro vittime nel prato, come rifiuti da sacrificare alla dea caccia. Purtroppo gli episodi di incrudelimento e di imbarbarimento troppo spesso sono riconducibili al mondo della caccia. Ultimo fatto di cronaca, la condanna dell’ex cacciatore che ha fatto morire di stenti, malattia e fame il proprio cane, perché non gli serviva più. Un caso di una gravità inconcepibile che LNDC ha denunciato e seguito senza tregua. Mai che si alzi all'associazionismo venatorio una parola di condanna, una costituzione di parte civile contro questi killer che si accaniscono sugli ultimi, sui deboli, perché un fucile li rende più forti e impuniti. LNDC si costituirà parte civile anche contro questo ennesimo atto di barbarie umana”.

tre cuccioli salvati

Tg cinofilo, rimini: chiusi in una cassetta chiodata, tre cuccioli salvati

News Redazione - 19 Set 2016

Erano inchiodati all'interno di una cassetta di legno: tre cuccioli salvati a Rimini E' arrivata intorno alle ore 21 di sabato sera, da parte di un cittadino attirato dai guaiti dei cuccioli che invocavano aiuto, alle Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, la notizia del ritrovamento di tre cani di pochi giorni di vita inchiodati all'interno di  una cassetta di legno, in zona centro studi. L'intervento, data la situazione, è stato fatto immediatamente. Giunta sul posto, la pattuglia ha effettivamente constatato quanto riferito. I tre poveri cuccioli erano all'interno di una cassetta della frutta, con altre asse inchiodate sopra in modo da comprimere gli animali, e non consentire loro il benché minimo movimento, oltre ovviamente a non potersi abbeverare e alimentarsi. Fortunatamente per le bestiole, chi li aveva visti non si era limitato a contattare le Guardie, ma aveva portato la cassetta presso la propria abitazione.I cuccioli erano ovviamente debilitati e pieni di pulci e zecche, ma apparentemente non in pericolo di vita. La pattuglia ha così deciso di contattare il Pubblico Ministero di Turno che ha disposto il sequestro dei cuccioli, i quali sono stati affidati al canile di Rimini "Stefano Cerni", che si occuperà anche delle prime cure. "I reati che abbiamo attualmente ipotizzato – afferma il Vice Responsabile Provinciale delle Guardie Ecozoofile Edoardo Morri -  sono quelli di maltrattamento di animali, per il quale si rischia la pena della reclusione da tre mesi ad un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro, e di abbandono di animali punito con l’ arresto fino ad un anno o con la multa da 1.000 a 10.000 euro. Al momento le indagini sono svolte contro ignoti in quanto non è stato possibile al momento identificare il colpevole". In questo caso i cani hanno avuto la fortuna di incontrare sulla loro strada una persona che non si è voltata dall'altra parte, ma, anzi li ha presi con se e se ne è occupato. Diversamente la loro sorte sarebbe stata segnata. "Il problema degli abbandoni -continua Morri- avviene prevalentemente d'estate ma, come i fatti ci confermano, anche a stagione ormai conclusa questo tipo di reati non va in ferie". Non essendoci parole per esprimere la disumanità di un tale gesto, si invita chiunque sia in grado di riferire in merito all'accaduto a contattare le Forze dell'Ordine. Anche un'informazione che all'apparenza potrebbe sembrare inutile, potrebbe essere di aiuto per assicurare ai colpevoli la giusta pena. Raccomandiamo pertanto a coloro che vengono  a conoscenza di reati in ambito zoofilo o ambientale di contattare immediatamente le Forze dell'Ordine o le Guardie Ecozoofile al numero 370 3131006, abilitato a ricevere anche messaggi WhatsApp, meglio se corredati di fotografie o video. Fonte: altarimini.it

diggy

Diggy: il cane che sorride ha vinto la battaglia

News Redazione - 16 Set 2016

Diggy: un sorriso vincente Vi ricordate di Diggy? No? Allora lasciate che vi rinfreschi un poco la memoria. Diggy è quel cane diventato famoso sul web (leggi qui il nostro articolo)  per una bellissima foto in cui, con il suo papà umano adottivo, sorride felice. Dopo qualche tempo passato in canile, aveva finalmente trovato un padrone, il musicista di Detroit Dan Tillery, che voleva prendersi cura di lui. Erano felicissimi insieme fino a quando Dan ha postato sul web la foto che in poco tempo ha cambiato tutto, minacciando di separarli e di far tornare il cagnolino in canile per colpa delle leggi vigenti nel Michigan. Il cane, infatti, era sospettato di appartenere alla razza Pitt Bull, che nello stato americano è considerato ancora una razza pericolosa e non può essere tenuto nei centri abitati. A nulla sembravano valere i certificati del veterinario che affermavano che Diggy era un American Bulldog, razza invece accettata dalla legge locale. Le autorità competenti sembravano decisissime a prenderlo e separarlo per sempre da Dan. Ma Dan, che si era già affezionato al piccolo, si è rifiutato di arrendersi alla situazione e ha lottato per lui. Ed è stato grazie alla Detroit Dog Rescue, la struttura che aveva ospitato il cane prima dell’adozione, che Dan è riuscito ad averla vinta facendo sì che il tribunale riconoscesse Diggy come appartenente ad una specie consentita. Una legge ingiusta Per fortuna la storia di Diggy è finita bene e lui può continuare a stare con il suo papà umano e continuare a sorridere con lui sapendo di essere voluto e amato. Il Detroit Dog Rescue racconta però che sono molti altri casi simili a quello che ha visto coinvolto il piccolo Diggy. Molti altri cani vengono strappati ai propri padroni e all’affetto della loro famiglia umana per colpa di queste leggi statali. Quando avevo parlato di lui per la prima volta vi avevo detto che cosa pensavo di queste leggi. Discriminatorie e ingiuste, ecco come pensavo che fossero e oggi, a qualche mese di distanza, la mia opinione non è cambiata.  Sono felice che Diggy ce l’abbia fatta, che abbia trovato una famiglia che ha preso davvero sul serio l’adozione, dimostrando che anche per loro vale la pena lottare. La storia di Diggy ha potuto contare, non bisogna dimenticarlo, anche sulla grande onda mediatica dei Social. Tantissime persone si sono schierate in favore di Diggy e Dan contribuendo a sensibilizzare un opinione pubblica spesso cieca davanti a queste ingiustizie. Sono tantissimi i cani che non hanno una famiglia e quando la trovano, una di quelle serie che vuole davvero dare affetto e cure a questi piccoli amici, allora dovrebbe sempre supportata e non osteggiata, ma viviamo ancora in mondo fatto di pregiudizio che troppo spesso non capisce il bene che gli animali possono fare agli uomini. Ma abbiamo un lieto fine questa volta. Il pregiudizio è stato piegato dalla determinazione e dall’affetto. E allora facci ancora un sorriso Diggy così che quell’affetto e quella felicità possa risplendere forte e luminosa.

Lola

Lola, la cagnolina ritrovata sotto le macerie di amatrice

News Redazione - 03 Set 2016

Lola può riabbracciare il suo padrone Quella a cui abbiamo assistito nei giorni passati è innegabilmente una tragedia. Con il terremoto tantissime persone hanno perso la vita. Ma tra tutto quel dolore ci piace parlarvi di piccoli attimi che invece hanno visto trionfare la vita, non solo degli uomini ma anche dei nostri amati pelosi. La storia che voglio raccontarvi è quella di Lola. La piccola Lola è stata trovata nei giorni scorsi dai Vigili del Fuoco che l’hanno affidata ai volontari dell’Empa per i controlli di routine prima di essere riaffidata alle cure e all’affetto del suo padrone che ne aveva denunciato la scomparsa. Un primo tentativo di messa in sicurezza era andato a vuoto per questa cagnolina fino a quando c’è stato un secondo avvistamento e finalmente il recupero. Con Lola sono più di 400 gli animali soccorsi dall’Empa nelle zone colpite dal sisma. La protezione Animali ha lavorato senza sosta e impiegato più di 30 persone tra veterinari e volontari affinché i nostri amici pelosi fossero assistiti nelle cure e sfamati. Lola ma anche tanti altri amici pelosi Come abbiamo detto Lola non è la sola cagnolina salvata in questa immane tragedia che ha spezzato tantissime vite.  Ma non ci sono solo quelli che sono stati salvati. Ci sono anche i cani che stanno accanto ai loro padroni che hanno perso tutto e che non fanno mancare loro l’affetto e la devozione. Ci sono quelli che stanno accanto ai padroni feriti e purtroppo ci sono quelli che soffrono per aver perso i loro padroni. Lola è stata fortunata. E’ potuta tornare dal suo padrone che l’ha accolta felice e commosso. E non dimentichiamoci di loro, i cani che invece sono andati con i loro conduttori nelle zone del sisma per cercare dispersi, per cercare di salvare più persone possibile. Il loro lavoro è stato indispensabile. Superare il dramma insieme Mentre scrivo questo articolo mi viene da pensare a tutti coloro che penseranno “ma chi se ne frega dei cani, l’importante è salvare le persone”.  Seppur questo pensiero sia comprensibile, chi è proprietario di un peloso sa anche quanto conforto questi animali stupendi siano in grado di dare. Seppur non posano fornire aiuti materiali possono sicuramente fornire sostegno e in momenti come questi anche questo è fondamentale e assolutamente necessario. Anche loro, Lola come molti altri, del resto hanno vissuto e vivono il dramma che ha colpito questa terra meravigliosa. Per cui, ben venga il conforto che possono dare ai loro padroni e l’affetto che molti padroni hanno riversano sui loro amici a quattro zampe. Vivono momenti difficili e non sarà facile riprendersi e riprendere quella che era la quotidianità. Quando hai un cane e lo ami per davvero allora quel cane è un membro della tua famiglia e davanti alle tragedie le famiglie stanno unite e i membri si stringono uno all’altro per superare le avversità. I nostri amici pelosi sono un toccasana per l’anima perché aldilà di tutto a loro importa solo di essere accanto a chi li ama.

Blue

Il padrone in auto e il cane blue a piedi per la passeggiata quotidiana

News Redazione - 15 Giu 2016

Le passeggiate di Blue con il padrone che lo tiene al guinzaglio mentre guida l’auto No, non è una storia di maltrattamenti o di cattiveria da parte dell’uomo verso i nostri amici cani. E’ comunque una storia insolita che ci parla di Blue, un incrocio tra un labrador e un australian cattle, di dieci anni, e del modo in cui il suo padrone lo porta a fare le passeggiate quotidiane. Siamo nel Minnesota, a Isanti Conutry. Da ormai 5 anni, il padrone sessantenne di Blue, ogni giorno, mattina e pomeriggio, sale sulla sua automobile e tenendo al guinzaglio Blue parte per la passeggiata quotidiana. Mentre lui guida l’auto, una mano sul volante e una a tenere il guinzaglio, Blue gli cammina a fianco pian piano. Penserete che sia una cosa strana e magari anche pericolosa, considerato che Blue cammina, tranquillo e scodinzolante, praticamente in mezzo alla strada mentre le altre auto sfrecciano nel senso opposto, eppure nel Minnesota è del tutto legale portare il cane a passeggio mentre si guida l’auto. La notizia ha fatto il giro del web, diventando in pochi giorni virale, quando un’altra abitante di Isanti Country, notando il modo con cui padrone e cane effettuavano le passeggiate quotidiane, li ha fotografati, chiamando poi le forze dell’ordine per segnalare la pericolosità di questa insolita modalità. Le forze dell’ordine però non hanno potuto fare nulla in merito, sostenendo appunto la legalità della metodologia. Il proprietario di Blue ha dichiarato che tra lui e il cane esiste un rapporto intenso e molto profondo e che a causa di alcuni problemi di salute lui non è più in grado portare Blue a spasso camminando. Fargli fare la passeggiata mentre guida è l’unico modo che ha trovato per non far perdere al suo amico a quattro zampe la possibilità di uscire. Afferma inoltre che sono cinque anni che lo fa e non è mai successo nulla, per cui continuerà a farlo. Cani, padroni e bizzarre abitudini I commenti sui social in merito al fatto non si sono fatti attendere. Tante sono state le perplessità di persone da tutto il mondo che si sono dichiarate preoccupate per l’incolumità di Blue, che potrebbe essere investito durante un sorpasso o non essere visto da qualche automobilista poco attento. Si parla anche di crudeltà verso gli animali. Ora per quanto io non creda che in questo caso si possa davvero parlare di crudeltà, gli atti di crudeltà verso gli animali sono, a mio avviso, ben altri, di sicuro questo non è proprio da considerarsi un metodo sicuro per garantire al cane la sua meritata passeggiata quotidiana. Può seriamente diventare pericoloso sia per Blue che per il suo padrone, nonostante l’auto venga condotta a bassissima velocità. Di suggerimenti su metodi alternativi ne avremmo sicuramente tanti, chiedere l’aiuto di qualcuno che porti Blue a fare la passeggiata, far salire in auto qualcuno dalla parte del passeggero così che almeno il cane non stia in mezzo alla strada e quindi dal lato dell’autista, o magari anche portare Blue in auto in un area verde appositamente recintata e lasciare che cammini in autonomia mentre il suo padrone se ne sta seduto tranquillo in qualche panchina. Non conoscendo però la situazione personale del padrone di Blue possiamo solo fare supposizioni e sperare che durante queste passeggiate vada sempre tutto per il meglio.

Amy

Amy: la forza di non arrendersi mai

News Redazione - 01 Giu 2016

Il coraggio di Amy e la determinazione dei volontari La storia che voglio raccontarvi oggi è quella di Amy. Forse è un miracolo che si sta compiendo, forse sono solo l’amore e le cure che i volontari del Viktor Larkhill stanno dando, ormai da 10 mesi, a questa cagnolina, che stanno permettendo ad Amy di combattere ancora, di non arrendersi. Per giorni Amy si era trascinata, strisciando, senza che nessuno si fermasse per aiutarla. Fino a quando è stata trovata dai volontari che hanno compreso fin da subito che la situazione in cui versava Amy era piuttosto grave. Entrambe le zampe anteriori erano fratturate, l’osso era necrotico e i tendini completamente distrutti da un’infezione. Anche per loro, abituati a soccorrere cani in ogni condizione, è stato difficile guardare questa cagnolina dagli occhi dolci e spaventati. E ancora più difficile sarebbe stato salvarla. Ma i volontari hanno fatto ad Amy una promessa. Avrebbero fatto tutto ciò che era in loro potere per salvarla e permetterle, in qualche modo, di camminare di nuovo. Amy si è affidata a loro e ha continuato a combattere contro quell’infezione che però era troppo forte e le stava letteralmente divorando le ossa che pian piano si stavano riducendo sempre di più. Per 10 mesi hanno provato di tutto ma la battaglia sembrava avere un unico giocatore: l’infezione che avanzava. Poi l’ultimo, disperato, tentativo. I volontari hanno progettato e impiantato sulle zampe di Amy una matrice di titanio poroso appositamente creata per lei e hanno operato un trapianto osseo rimuovendo 10 centimetri di osso morto e oramai in cancrena e sostituendolo con questa matrice. Poi hanno incrociato le dita e sperato. Amy di suo ci ha messo il coraggio e la forza di non arrendersi mai e combattere ancora la sua battaglia. Una battaglia che ora ha visto, finalmente, il capovolgersi del destino a favore di Amy. La matrice, infatti, si è trasformata in materiale osseo. Per Amy non è ancora finita ma accanto a sé ha dei volontari che lottano con lei e per lei e non la lasciano sola. Nessuno sa cosa sia capitato ad Amy e forse, la cosa migliore è continuare solo a guardare avanti e a lottare affiche possa ritrovare di nuovo anche la capacità di camminare e magari una famiglia che la ami e la protegga come hanno fatto e tutt’ora stanno facendo i volontari che si prendono cura di lei e che con determinazione e amore cercano di mantenere la loro promessa. Il lavoro dei volontari E’ bella e triste la storia di Amy ma oggi voglio guardare solo alla parte bella, quella che vede questa piccolina vincere contro un destino crudele che l’ha vista soffrire, che l’ha vista vittima dell’indifferenza ma che poi ha messo nella sua strada questo gruppo di volontari che, insieme a lei e per lei, non si sono arresi anche quando nulla andava per il verso giusto. Spesso quando si raccontano le storie sui nostri amici a quattro zampe, si racconta la sofferenza, e lieto fine quando c’è.  Si racconta della crudeltà umana perché è giusto e doveroso porre l’accento su fatti che devono farci riflettere e devono svegliare la nostra coscienza così da farci capire che gli animali vanno amati e rispettati. Oggi l’accento voglio metterlo anche su queste persone dal cuore grande che amano gli animali, che dedicano il loro tempo a aiutarli e a ridare loro una dignità e tantissimo amore. Sono persone normali, come me e come voi, che aprono il loro cuore ai nostri amici pelosi riversando, senza paura e senza chiedere nulla in cambio, su di loro quell’amore capace di compiere, qualche volta, miracoli.

Roxanne

Roxanne: un grande fiuto che ha salvato una vita

News Redazione - 30 Mag 2016

L’avventura di Roxanne Oggi vi porto a Isle of Wight in Virginia (Stati Uniti) e vi presento Roxanne, una stupenda cagnolona nera di tre anni dallo sguardo dolcissimo. Roxanne è un cane felice adesso ma, è anche lei è uno dei tanti casi di cani abbandonati. Per fortuna la sua storia è finita bene, lei è stata adottata da quella che è oggi la sua padrona, Rebecca. Ma non è questa la storia che voglio raccontarvi quanto piuttosto quella del suo incredibile fiuto e di quell’istinto che ha salvato la vita ad un’anziana signora. Rebecca è una volontaria in un rifugio per animali ed è proprio lì che stava per andare quando Roxanne l’ha convinta prima a farsi una bella passeggiata insieme. Durante la passeggiata Rebecca e Roxanne hanno incontrato un gran via vai di poliziotti. Uno di questi ha chiesto a Rebecca se avesse visto una donna aggirarsi nella zona in camicia da notte. Rebecca però non aveva visto nessuno che corrispondeva alla donna cercata dalla polizia e ha proseguito la sua passeggiata con Roxanne. Il cane però, ad un certo punto, ha iniziato a tirare cercando di dirigersi verso un fosso. Roxanne ha letteralmente trascinato Rebecca che, quando poi ha guardato nel fossato, ha notato una donna anziana in camicia da notte che corrispondeva perfettamente alla descrizione dei poliziotti. Rebecca ha quindi subito dato l’allarme così che la donna potesse essere salvata. Roxanne invece si è meritata uno spuntino extra per sua impresa. Una riflessione Si sa che i cani sono dotati di grande fiuto e di grande istinto e forse, nemmeno sarete sorpresi di quanto è riuscita a fare Roxanne. Io non lo sono, sono assolutamente convinta che i cani, ma tutti gli animali in genere, siano delle creature meravigliose che hanno delle qualità a volte molto speciali. Magari non tutti salveranno la vita a delle persone ma sicuramente non ti faranno mai mancare il loro affetto e la loro devozione. Forse la donna sarebbe stata trovata comunque ma, di sicuro, a Roxanne va riconosciuto un grande merito. La sua avventura apre, a mio avviso, la strada ad un argomento che mi sta molto a cuore e che, anche se oggi trattato ampiamente, non smetterò di sponsorizzare, ossia l’adozione di un cane abbandonato. Sono così tanti gli animali che hanno bisogno di una casa e credetemi, è stupendo quando, dopo un primo momento di reciproco adattamento, inizi ad instaurare un rapporto con il tuo cane e scopri che è speciale il doppio di quanto credevi guardandolo da dietro le sbarre del rifugio. Troppo spesso i cani vengono scelti per moda e si preferisce sempre prendere i cuccioli ma anche i cani più grandi e quelli che sono stati abbandonati hanno tanto da dare e possono creare con voi un rapporto stupendo. Roxanne ci ha dimostrato quanto anche loro possano essere speciali. Alcuni di loro hanno sofferto e richiedono di essere amati moltissimo ma, se si riesce a farli sentire al sicuro allora ti apriranno il loro cuore e ti faranno sentire la persona più speciale del mondo, perché per loro è questo che sarete.