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riporto nel cane

Come insegnare il riporto al cane: tutti i consigli

Addestramento Redazione - 12 Ago 2016

Il riporto può essere insegnato al cane utilizzando diversi accorgimenti a seconda della reazione dell’animale quando lanciamo l’oggetto da recuperare. Uno degli esercizi più comunemente richiesti nell'addestramento del cane è il riporto: consiste nel lanciare un oggetto al nostro amico a quattro zampe, il quale dovrà raccoglierlo, riportarcelo e lasciarlo nuovamente a noi. Gli ostacoli che si possono incontrare quando si insegna il riporto al cane possono riguardare una o più di queste quattro fasi dell’esercizio, a secondo del pet con cui ci troviamo a lavorare. Anzitutto bisogna considerare che per il cane è innaturale riportare un oggetto che susciti in lui interesse e ancor più scegliere di cederlo a noi; l’istinto spinge il nostro quattro zampe a tenerlo per sé e a mordicchiarlo, se si tratta di un giocattolo, o comunque a mollarlo solo quando non lo trova più divertente. Anche in questo tipo di addestramento si utilizza il gioco per insegnare il riporto al cane, perché l’educazione non deve mai essere coercitiva, ma stimolante e piacevole per il nostro pet. Prima di iniziare è bene che si sia già instaurato un certo legame tra padrone e cane; ancor meglio se quest’ultimo ha già imparato il comando “resta”, che permette un maggior controllo sull'animale, qualunque sia l’addestramento che vogliamo impartirgli. Come insegnare al cane a riportare la palla Per iniziare bisogna munirsi di un gioco che piace molto al cane, come una pallina, un fresbee o un bastone che, con il pet al nostro fianco in posizione di riposo, lanceremo lontano da noi. Appena libereremo il cane dal “resta” impartendogli un altro comando del tipo “vai” o “prendi”, questo si precipiterà verso l’oggetto che abbiamo lanciato. A questo punto si possono avere diversi comportamenti a seconda del cane: Se il cane afferra l’oggetto e ci gioca, ma rimane lontano e non lo riporta verso di noi, dovremo farlo avvicinare attirandolo con un altro gioco, che agiteremo in aria o faremo rimbalzare se è una pallina, accompagnando il tutto con un tono di voce gioioso ed enfatico, per renderlo ancor più attraente agli occhi del pet; oppure gli mostreremo un bocconcino di cui è ghiotto. In questo modo il cane tornerà verso di noi con il primo oggetto in bocca e, quando sarà vicino, lo mollerà per prendere il nuovo gioco o la ghiottoneria che gli stiamo offrendo. Nel preciso momento in cui il cane apre la bocca per lasciare l’oggetto dobbiamo pronunciare il comando che vogliamo associ a quel gesto, che può essere “Lascia”, “Molla” o quello che vogliamo purché si continui ad utilizzare sempre la stessa parola. Un’altra soluzione che non prevede l’utilizzo di ricompense può essere quella di far sedere il cane e aspettare accanto a lui che molli spontaneamente l’oggetto, che noi prenderemo al volo, pronunciando sempre il comando prescelto. Se il cane invece, una volta raggiunto l’oggetto lanciato, lo annusa appena, ma non lo prende in bocca, mostrando poco interesse, dovremo provare ad utilizzarne un altro per lui più attraente. Altrimenti, un’efficace escamotage per insegnare il riporto al cane può essere quello di usare un kong, uno di quei giochi cavi all’interno per potervi mettere qualche bocconcino. In questo modo il cane sarà attirato dall’odore del cibo e afferrerà l’oggetto; dopodiché procederemo come descritto al punto precedente. Se invece siamo così fortunati che il cane, oltre ad afferrare subito l’oggetto, lo riporta anche da noi, dobbiamo indietreggiare un po’ e riempire il pet di lodi e carezze. A questo punto il più è fatto e non ci resta altro che insegnargli a lasciare il gioco.   Come insegnare il riporto al cane adulto Se vogliamo insegnare il riporto al cane adulto che non ha più molta voglia di giocare, possiamo incentivare la sua attenzione verso l’oggetto da riportare sostituendolo direttamente con del cibo, lanciando, ad esempio, un pezzo di wurstel e pronunciano il comando “Prendi”. Il cane ovviamente raggiungerà di corsa la leccornia, ma se la mangerà all’istante, cosa che non dobbiamo assolutamente impedirgli. Dopo aver ripetuto qualche volta questo esercizio però potremo utilizzare da lanciare un oggetto che avremo impregnato con l’odore del wurstel sfregandocelo sopra.

BAT nel cane

Bat nel cane: un metodo di addestramento per cani aggressivi

Addestramento Redazione - 11 Ago 2016

BAT nel cane (sta per Behavior Adjustment Training) è una tecnica di educazione mirata a riabilitare cani con problemi che li portano a sviluppare atteggiamenti di aggressività. BAT è un metodo di addestramento cani e una terapia comportamentale piuttosto recente, introdotta nel 2009 dalla dottoressa Grisha Stewart che, dopo un Master in Psicologia con specializzazione in comportamento animale, ha iniziato a concentrare i propri studi sulle metodologie di modificazione comportamentale del cane. La BAT nel cane si basa sui principi, già da tempo utilizzati nel campo dell’addestramento cinofilo, della desensibilizzazione e del contro-condizionamento e li utilizza entrambi, associandoli in una sequenza di rinforzo negativo seguito da più rinforzi positivi. Va precisato che per rinforzo negativo non s’intende una punizione, ma semplicemente l’allontanamento del cane da quello stimolo che provoca in lui la reazione aggressiva, il che costituisce per il quattro zampe già di per sé un rinforzo funzionale, cioè un “premio”. Quando infatti il cane abbaia, ringhia, salta e rizza il pelo appena vede un altro cane o una persona lo fa allo scopo di indurli ad allontanarsi da sé, nella maggior parte dei casi perché ne ha paura, e vedendo che con questo suo comportamento ottiene il risultato voluto, viene gratificato e si autoalimenta, in un circolo vizioso che per il padrone è difficile interrompere. Con la tecnica BAT invece si fa in modo che il cane ottenga sempre lo stesso risultato desiderato, cioè l’allontanamento dallo stimolo che provoca in lui reattività, ma solo quando assume un atteggiamento non aggressivo. Così il cane capirà che c’è un altro modo per raggiungere il risultato voluto: non più reagendo, ma al contrario rimanendo calmo e che, anzi, da questo nuovo atteggiamento ricaverà anche altre gratificazioni (i rinforzi positivi), sotto forma di premi in cibo e coccole del padrone. Il Behavior Adjustment Training dunque è una metodologia per nulla coercitiva, che ha il merito di infondere fiducia nel cane ed accrescere la sua autostima, ma anche di insegnargli a controllarsi e a controllare l’ambiente circostante, modificando il proprio atteggiamento nei confronti dello stesso e imparando l’efficacia di comportamenti alternativi. Bat nel cane: dalla teoria alla pratica, come si applica Ma come si applica nella pratica il metodo BAT nel cane? Bisogna creare uno scenario tipo, riproducendo quella situazione che generalmente scatena la reattività del cane: ad esempio, se il vostro quattro zampe manifesta aggressività quando vede i suoi simili, occorre utilizzare la collaborazione di un cane quieto e paziente (e del suo padrone), da far collocare ad una distanza iniziale di circa 70 metri. Dopodiché si avanza col cane da rieducare al guinzaglio in direzione del quattro zampe che fa da “esca” e, appena il primo inizia a mostrare reattività, bisogna fermarsi e osservare con molta attenzione il cane. Al primo segnale calmante dell’animale in addestramento, quando cioè distoglie lo sguardo, volta la testa altrove, annusa a terra, si lecca il naso, ecc, bisogna dare un clicker (se si utilizza questo strumento) oppure un avviso vocale positivo (come un: “Ok” o un “Sì”), voltarsi subito indietro e correre assieme al cane in direzione opposta a quella in cui si trova il quattro zampe “esca”, premiandolo contemporaneamente con un bocconcino e con carezze e lodi. Ripetendo questo esercizio diverse volte si vedrà che il cane riuscirà ad avvicinarsi sempre più allo stimolo senza mostrare segni di reattività quindi, se inizialmente l’atteggiamento aggressivo compariva a 60 metri di distanza, poi si manifesterà a 50 metri, a 40 metri, e via via scendendo fino ad eliminare completamente la reazione del cane. Questo perché il quattro zampe sarà progressivamente desensibilizzato, capendo che avvicinandosi all’oggetto delle sue paure non accade nulla di indesiderato, e contro-condizionato, perché imparerà che per ottenere il risultato voluto (l’allontanamento) non deve diventare aggressivo, ma al contrario restare calmo e tranquillo.

Clicker training per cani

Clicker training per cani: metodo di addestramento

Addestramento Redazione - 14 Mag 2016

COS’È IL CLICKER TRAINING PER CANI Il clicker training è una tecnica di addestramento, nata negli anni ’40 per ammaestrare delfini e balene, poi trasferita anche in ambito cinofilo. Consiste nel  rinforzare positivamente un comportamento desiderato, facendo precedere il premio che abitualmente si dà al cane (il classico bocconcino) da un suono prodotto dal clicker, una specie di “cicalino” in plastica con all’interno una lamina di metallo che, premuta, emette un “click”. In questo modo il cane impara ad associare la sequenza: comando vocale - comportamento corretto - click - bocconcino. Il clicker training per cani dunque include un passaggio in più rispetto alle fasi dell’addestramento tradizionale, che funge da ponte fra il comportamento desiderato e la ricompensa al cane. Secondo i sostenitori del clicker training per cani si tratterebbe di un metodo di addestramento molto efficace perché il quattrozampe, collegando il suono al premio, imparerebbe più velocemente che cosa vogliamo da lui. Ma è davvero così semplice usare il clicker? Per prima cosa bisogna fare in modo che il cane presti attenzione al suono emesso dallo strumento. A questo scopo occorre trovare un luogo silenzioso e senza distrazioni, quindi non troppo affollato né trafficato, dopodiché premere il clicker e appena il cane mostra interesse per il segnale sonoro dargli un bocconcino; ripetendo questa sequenza un po’ di volte il cane capirà che al click segue sempre una ricompensa. A questo punto si può passare all’addestramento vero e proprio, insegnando al quattrozampe i vari comandi, quali “seduto”, “terra”, “dai la zampa”, facendo scattare il clicker nel momento preciso in cui il cane compie l’azione richiesta, con il conseguente bocconcino. Bisogna tenere bene a mente però che il “click” è solo il segnale che precede il premio, ma non va confuso con il premio stesso, che è il motivo vero e proprio per cui il cane compie una determinata azione. Il clicker permette di essere più tempestivi e puntuali nel rinforzare un comportamento, rispetto al metodo di addestramento tradizionale, perché in quest’ultimo talvolta può intercorrere troppo tempo da quando il cane compie l’azione desiderata a quando riceve la ricompensa; nel frattempo potrebbe aver modificato il comportamento o la posizione desiderata e noi finiremmo per premiare una condotta che non volevamo. Col clicker invece il cane imparerà in modo inequivocabile il momento esatto in cui sta eseguendo l’azione corretta. GLI ASPETTI NEGATIVI DEL CLICKER TRAINING Non è tutto oro quel che luccica… Se c’è chi crede incondizionatamente nell’efficacia del clicker training per cani , c’è anche chi al contrario ne sconsiglia l’applicazione. Anzitutto perché quando si usa il clicker bisogna essere molto precisi: se non si è esperti conoscitori del cane, oltre che attenti osservatori, si rischia di emettere il “click” nel momento sbagliato, finendo così per rinforzare un comportamento indesiderato. Quindi questo strumento dovrebbe essere utilizzato solo da addestratori professionisti, o comunque dietro la supervisione di personale specializzato. In secondo luogo, se il clicker viene utilizzato troppo spesso, c’è il rischio che il cane non esegua più i vari comandi, se non sono seguiti dal segnale sonoro. Occorre perciò ridurre l’uso dello strumento quando il cane ha imparato l’azione o la posizione desiderata, in modo che la sua mente la associ al comando vocale del conduttore e non al “click”. I detrattori di questa tecnica sottolineano soprattutto che il clicker potrebbe spostare l’attenzione del cane lontano dal suo educatore, che invece deve rimanere sempre al centro, perché per un addestramento gioioso, divertente ed efficace, il cane deve compiere i comportamenti richiesti principalmente per compiacere il suo padrone o addestratore. Il rapporto tra padrone e cane deve quindi rimanere sempre al primo posto, mentre con il clicker training c’è il pericolo che tutto si riduca ad un mero condizionamento meccanico, mirato esclusivamente all’ottenimento del cibo-ricompens