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Ansia da separazione del cane

L'ansia da separazione del cane: sintomi e rimedi

Comportamento Redazione - 14 Jan 2022

Ansia da separazione del cane: cos'è e come si può curare Uno dei motivi per cui più di frequente i padroni degli amici a quattro zampe si rivolgono ad un esperto in problemi comportamentali è la cosiddetta ansia da separazione del cane. Si tratta di una vera e propria patologia, un disturbo del comportamento che può interessare cani di ogni età o razza. L’ansia da separazione del cane si manifesta quando il nostro fedele amico è costretto a restare lontano dal padrone o comunque dalle sue figure di riferimento; ecco così che, ad esempio, quando uscite per andare al lavoro, il vostro cane, abitualmente dolce, giocherellone e mansueto, si “trasforma” in un uragano domestico, distruggendo tutto ciò che trova alla sua portata, abbaiando furiosamente o raspando porte e muri, come volesse aprirsi una via di fuga. Se al vostro ritorno stentate a riconoscere casa vostra e ogni volta dovete fare la conta dei danni, molto probabilmente il vostro cane soffre di ansia da separazione! Eh sì, perché bisogna aver ben chiaro che per il cane è una vera e propria sofferenza, una tortura quotidiana, come dimostrano i molteplici segnali che identificano inequivocabilmente questo problema: una volta rimasto solo il cane cade in uno stato di ansia, che si manifesta di solito entro la prima mezz’ora di assenza del padrone.Questo si può trasformare in un vero e proprio attacco di panico, che dà origine a tutta una serie di sintomi o reazioni incontrollate:tachicardia (accelerazione del battito cardiaco); respirazione accelerata; salivazione eccessiva; depressione; agitazione motoria: ad esempio correre nervosamente da una parte all’altra della casa; urinazione incontrollata: fare pipì dappertutto e più volte, anche nell’arco di un periodo di tempo ristretto; autolesionismo: leccarsi insistentemente in uno stesso punto, procurandosi delle escoriazioni; iniziare a rosicchiare mobili e a ridurre in brandelli divani, tende, tappeti, sfogando l’ansia distruttrice su qualsiasi oggetto della casa; abbaiare, ululare o piangere insistentemente per ore; raspare pavimento, porte, muri, fino talvolta a spezzarsi le unghie o a ferirsi; rifiutare il cibo che gli viene offerto e mangiare solo dal padrone; mostrare eccessive manifestazioni di gioia al vostro rientro.Molte volte le avvisaglie dell’ansia di separazione nel cane iniziano già quando il padrone è ancora in casa, ma tutti i suoi movimenti fanno capire al quattrozampe che sta per uscire. Il cane incomincia a girargli attorno in stato di agitazione e, a volte, tenta anche di trattenerlo fisicamente dall’andar via, afferrandogli i pantaloni con i denti o frapponendosi tra lui e la porta d’ingresso.Ansia da separazione del cane: le cause Ci sono alcune razze in un certo senso più predisposte di altre a sviluppare ansia da separazione, come tutti i cani caratterizzati da un forte attaccamento al padrone (Dobermann e molossoidi in genere, cani da conduzione di greggi), così come i cuccioli che sono stati tolti troppo prematuramente alla madre; nella maggior parte dei casi però la causa inconsapevole dell’ansia da separazione del cane siamo proprio noi padroni. Molto spesso, ricoprendo il nostro cane di coccole continue, dispensando premi anche quando non dovuti e non richiesti, tenendolo sempre in braccio, non facciamo altro che diminuire l’autostima del cane e contemporaneamente accrescere a dismisura il senso di dipendenza che l’animale ha nei nostri confronti. Un atteggiamento iperprotettivo verso il nostro cane può solo danneggiarlo, perché quando non siamo con lui, il nostro fedele amico si sentirà letteralmente sperso e insicuro e da lì nascerà la sua sindrome di ansia da separazione. Si dice spesso che i cani abbandonati, presi dai canili, sono più inclini a sviluppare questo problema: è vero fino ad un certo punto, perché spesso siamo noi umani a indurre in loro l’ansia da separazione. Consci dell’infelice passato del nostro nuovo amico, lo ricopriamo di attenzioni a volte morbose, pensando di “ripagarlo” in un certo senso dell’amore che non ha avuto in precedenza, ma inneschiamo in questo modo nel cane quel processo di totale dipendenza da noi, che nel momento in cui ci allontaniamo da lui, lo indurrà effettivamente a temere che anche noi lo stiamo abbandonando.Ansia da separazione del cane: cosa fare Se il vostro cane è affetto da ansia di separazione la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un professionista del settore, un esperto di comportamento canino, perché non tutti i cani rispondono agli stessi trattamenti ed è necessario quindi intraprendere un percorso mirato sulla soggettività del cane – e anche del padrone, visto che si tratta proprio di un problema nella relazione tra cane e padrone.Ma come curare o prevenire l'ansia da separazione del cane? Ecco alcuni comportamenti utili: ABITUARE IL CANE A STARE DA SOLO GRADUALMENTE: Iniziate quando è ancora cucciolo a lasciarlo in casa da solo, prima per brevi periodi, per poi andare gradualmente aumentando la durata della vostra assenza (allontanatevi per 10 minuti, poi per un quarto d’ora e così via). Soprattutto all’inizio rimanete nelle vicinanze, in modo da rientrare prima che il cane inizi a dare segni di ansia da separazione; così capirà che non lo state abbandonando, ma che ritornerete sempre da lui. LASCIATE AL CANE I SUOI SPAZI: anche quando siete in casa col vostro cane non state sempre morbosamente “appiccicati” a lui e viceversa: ogni tanto potete anche rimanere in stanze diverse, prendendovi un po’ di spazio per entrambi; non significa che vi amiate di meno… NON FATELO ANNOIARE: spesso la noia accentua l’ansia da separazione del cane. Quando uscite potete lasciare al cane dei giocattoli anti-stress, giochi d’intelligenza che lo terranno occupato diminuendo la sua frustrazione, oppure, prima di lasciarlo in casa da solo, portatelo a fare una passeggiata, a giocare al parco con altri cani, in modo che sfoghi la propria energia e arrivi più tranquillo e sereno al momento della separazione. MANTENETE UN CERTO “CONTEGNO”: prima di andare via comportatevi naturalmente, senza ricoprirlo di eccessive attenzioni e, quando rientrate, se il vostro cane vi riempie di festeggiamenti eccesivi, ignoratelo finché non si calma: solo allora potrete salutarlo adeguatamente.

I cani nascondono il cibo

I cani nascondono il cibo: ecco perche'

Comportamento Redazione - 13 Jan 2022

I CANI NASCONDONO IL CIBO: COSA SPINGE I NOSTRI AMICI A FARLO? Avete visto il vostro cane scavare furiosamente una buca in giardino e nasconderci dentro un bell’osso? Niente di strano! È un comportamento del tutto normale. I cani nascondono il cibo ed è un retaggio delle loroorigini: il lupo in natura, quando riesce a catturare una grossa preda, ne mangia fino a saziarsi, dopodiché trascina la parte rimanente della carcassa in un luogo il più possibile recondito, al riparo da altri potenziali predatori, allo scopo di conservarla per i “tempi bui”. Il cane è previdente e fa scorte di cibo, così da avere una riserva cui attingere quando la caccia non sarà fruttuosa o quando la rigida stagione invernale ridurrà al minimo la disponibilità di animali da catturare. Certo, i nostri cani non hanno gli stessi problemi di penuria di cibo, anzi sono spesso iper-alimentati e viziati con snack e biscottini appetitosi e allora perché continuano a comportarsi così? Perché è scritto nel loro codice genetico e, anche se sono trascorsi millenni da quando il cane è stato addomesticato e si è differenziato dal lupo, permane in loro un’impronta ancestrale, un istinto incancellabile, che spinge anche i quattrozampe casalinghi a mantenere questo comportamento. Ecco perché non dobbiamo sgridare se i cani nascondono il cibo: non servirebbe a nulla e non sarebbe corretto rimproverarli per una pratica innata. È pur vero che qualche volta può essere fastidioso trovare pezzi di pane secco mezzo mangiucchiato sotto ai cuscini del divano, ma non è poi così insopportabile e, tutto sommato, ci fa anche sorridere vedere il nostro amato cane che si impegna a raspare il sofà, pensando di poter scavare una buca come se fosse la terra del prato davanti a casa, senza riuscirci, indispettendosi per gli sforzi falliti! Ma i nostri ingegnosi pelosetti non si danno per vinti e trovano anche tra le mura domestiche dei nascondigli improvvisati per le loro provviste: sotto ai tappeti, dietro alle tende, sotto ai mobili, nei vasi delle piante, senza limite alla fantasia…I CANI NASCONDONO IL CIBO: COME EVITARLO Ammesso che quest'abitudine può essere tollerata senza troppo sforzo da noi umani, c’è comunque qualche rimedio che possiamo provare ad adottare per dissuadere il nostro quattrozampe dal perseverare in questo comportamento. Visto che i cani nascondono il cibo quando ne hanno in sovrabbondanza, si può ridurre la porzione giornaliera, in modo che non avanzi nulla; ma ciò non significa ovviamente “affamare” il povero animale! Rispettate sempre le dosi consigliate dal vostro veterinario di fiducia. Tanto più che, se il peloso si nutre di crocchette, sarà comunque ben difficile per lui andare a sotterrare una manciata di mangime secco, qualunque sia la quantità di pappa che gli mettete a disposizione. Più “a rischio” sono invece i cibi “tutti d’un pezzo”, come gli ossi di pelle di bufalo, i panini, le croste di formaggio. Inoltre, non necessariamente togliendo il cibo in eccesso risolverete il problema, perché il cane potrebbe comunque continuare a nascondere non più generi alimentari, ma giocattoli: in mancanza d’altro, anche un osso di gomma può essere utile allo scopo di perpetrare quest’istinto di sopravvivenza dei nostri amici cani!

Ecco come i cani ci dimostrano affetto

Comportamento Redazione - 13 Jan 2022

TUTTI I MODI CON CUI I CANI CI DIMOSTRANO AFFETTO Migliaia di anni fa il cane ha scelto di vivere accanto all’uomo e lo ha fatto nel momento in cui si è lasciato addomesticare e ha abbandonato il suo stato naturale e selvatico, differenziandosi così definitivamente dal suo progenitore lupo. Soprattutto all’inizio è stata una scelta dettata in buona parte dall’opportunità e dalla convenienza, perché il cane, vivendo con l’uomo e svolgendo alcuni “lavori” per lui (la conduzione del gregge, la guardia alla proprietà), si garantiva cibo facile e un posto più sicuro dove vivere e dormire, al riparo dai predatori. Ma non è stata solo una scelta di comodo: il cane ha riconosciuto nell’uomo il suo capobranco e, come tra i lupi, il soggetto alpha non è quello che tutti gli altri temono, ma quello che tutti riconoscono come un leader, una guida, e verso cui tutti provano rispetto e attaccamento.Come dimostra affetto un cane? Ecco una serie di comportamenti SCODINZOLARE E UGGIOLARE: ogni volta che rientriamo a casa, anche se ci siamo assentati solo per pochi minuti, il cane ci accoglie con la festosità di chi non ci vede da anni. Ci corre incontro muovendo la coda freneticamente a destra e sinistra o roteandola vorticosamente, spesso accompagnando il tutto con uggiolii, abbai e grida di gioia. Alcuni dall’emozione non riescono nemmeno a trattenere la pipì… SEGUIRE SEMPRE IL PADRONE: anche quando siamo in casa con lui, il cane sembra non poter fare a meno di seguirci. Si sposta da una stanza all’altra assieme a noi, deve sempre sapere dove siamo, non vuole mai perdere il contatto visivo con noi. A volte è talmente “asfissiante” che ce lo ritroviamo letteralmente in mezzo ai piedi ad ogni passo che facciamo. Spesso l’affettuoso quattrozampe si appoggia addirittura alle nostre gambe, spingendoci un poco, per richiamare la nostra attenzione, come a dire: “ehi, sono qui, non mi vedi?”. Per il cane la cosa più importante è essere sempre assieme al padrone e sarebbe disposto a seguirlo anche in capo al mondo, pur di stare con lui… per la serie: “due cuori e una capanna!” LECCARE IL VISO E LE MANI: è uno dei modi più teneri con cui i cani ci dimostrano affetto. Ci lecca il viso e le mani sia quando ci accoglie al nostro rientro sia quando gli stiamo facendo le coccole o al termine di un momento di gioco insieme. Anche i lupi leccano il muso del loro capobranco in segno di sottomissione, di rispetto e di amore.MOSTRARE IL VENTRE: quando il cane si sdraia “pancia all’aria” ci comunica la sua incondizionata fiducia nei nostri confronti, perché ci mostra il suo lato più debole; in quella posizione è completamente indifeso, ma il cane sa che non deve temere nulla da noi. “ACCUDIRE” IL PADRONE QUANDO È MALATO: se siamo a letto con l’influenza il nostro cane non si stacca un attimo da noi. Anche i quattrozampe più esuberanti sembrano mettere da parte la loro vivacità e rimangono tranquilli, accoccolati vicino al padrone finché non è completamente guarito. Sembrano vegliare su di noi e quasi “empatizzare” con il nostro essere malati. Quale conforto più grande e gradito per noi umani! Quasi meglio di qualsiasi medicina… VOLER DORMIRE CON IL PADRONE: il cane vorrebbe sempre dormire assieme al padrone. Farlo salire sul letto potrebbe creare problemi di dominanza e di gerarchia, ma quando è sicuro che il quattrozampe non ha nessuna velleità da capobranco, vedere la sua espressione beata mentre dorme acciambellato ai nostri piedi, la dice lunga su quanto il cane sappia dimostrare affetto.Legame cane-padrone: perchè i cani ci dimostrano affetto? La risposta al perché i cani ci dimostrano affetto è in buona parte scritta nel suo DNA. Come discendente del lupo, il cane è un animale sociale: in natura vive all’interno del branco, che è la sua famiglia e nel quale trova e offre protezione, perché la forza del branco è la coesione. Così come un lupo da solo ha ben poche possibilità di sopravvivere, allo stesso modo il cane non cercherà mai la solitudine, ma farà tutto quello che può per stare col padrone. Il lupo è uno dei pochi animali monogami in natura: si lega ad una compagna per tutta la vita e assieme a lei alleva la prole; così il cane vive in simbiosi col proprio padrone, che amerà per sempre e per cui sarebbe disposto anche a sacrificare la propria vita.

Il cucciolo piange di notte: cosa fare

Comportamento Redazione - 13 Jan 2022

Se il cucciolo piange di notte ci troviamo di fronte ad un comportamento da correggere. Avete appena preso un cucciolo di cane e siete entusiasti del nuovo membro della vostra famiglia, ma appena scende la notte iniziano i guai… Eh sì, perché l’adorabile cagnolino non vi lascia dormire e piange ininterrottamente, mettendo a rischio anche il sonno dei vostri vicini di casa. Per prima cosa non andate su tutte le furie e non stupitevi nemmeno più di tanto: il cucciolo non è un giocattolo che, quando siamo stanchi, basta togliere le pile e si spegne automaticamente. Dovevamo mettere in conto che il cucciolo, come tutti i piccoli - anche quelli umani - deve ancora essere educato e, se non ci avevamo pensato prima, è stato un errore nostro. Fatta questa doverosa premessa, occorre capire per quale motivo il cucciolo piange di notte: non è difficile se solo si pensa che è appena stato “strappato” dal suo branco, dalla sua mamma e dal suo consueto ambiente per essere portato in una casa che non ha mai visto e con persone a lui completamente sconosciute. Anche noi forse, se fossimo al suo posto, ci metteremmo a piangere... Il cucciolo si sente abbandonato, sperso, ha paura, e allora cosa fare per rassicurarlo, senza però rischiare di coprirlo di eccessive attenzioni, innescando così un circolo vizioso? Anzitutto occorre preparare per il nuovo arrivato una cuccia confortevole in un punto della casa dove possa sentirsi protetto, comunque mai all’aperto, in giardino: il piccolo non sa dove si trova, è solo e ha assolutamente bisogno di imparare a conoscere il suo nuovo branco umano, oltre all’ambiente che diventerà casa sua, e a capire che lì è al sicuro. A questo punto ci sono due possibilità: o collocare la cuccia a fianco del vostro letto o in un’altra stanza. Se scegliete la prima, sappiate che d’ora in avanti il cucciolo vorrà sempre dormire vicino a voi, ma non c’è nulla di male, se anche a voi fa piacere. In questo caso il cucciolo sicuramente si sentirà meno abbandonato e più protetto, ma è probabile che pianga comunque. Allora potrete ogni tanto accarezzarlo (non sulla testa perché è un segno di dominanza e il cane è già abbastanza insicuro in quel momento!) per fargli sentire la vostra presenza, ma senza esagerare, altrimenti il cane potrebbe convincersi che siete sempre a sua completa disposizione. Se invece optate per la soluzione di sistemare per la notte cuccia e cane in una stanza diversa dalla vostra, allora, quando il cucciolo piange di notte lasciatelo piangere; dopo le prime notti si tranquillizzerà e non lo farà più. Può sembrare estremamente crudele, ma in realtà dovrete “tenere duro” e non andare da lui, perché in questo caso non si tratterebbe solo di rassicurarlo, ma di viziarlo. Finireste per innescare nella mente del cane il meccanismo per cui, ogni volta che piange, voi siete pronti ad accorrere, così continuerebbe a farlo anche le notti seguenti e qualche volta magari pure da adulto, se vuole ottenere qualcosa.Il cucciolo piange di notte: gli errori da non commettere Vi sono alcuni errori che il nostro istinto materno o paterno ci spinge a compiere quando il cucciolo piange di notte. I più comuni sono:Andare a dormire nella stanza in cui abbiamo deciso che il cucciolo deve trascorrere la notte, invece che nella nostra camera da letto. Noi pensiamo di farlo magari solo per quella prima notte o solo finché il cane si addormenta, ma sbagliamo, perché appena proveremo ad allontanarci, il cucciolo ricomincerà a piangere e lo farà sempre più forte se vede che non accorreremo da lui; Mettere il cucciolo a dormire nel nostro letto: può essere piacevole tenere il piccolo stretto a noi, ma dobbiamo sapere che, se lo facciamo una volta, dovremo farlo per sempre, anche se il cane è di taglia maxi e tra qualche mese arriverà a pesare 50 chili! Per qualcuno può essere comunque bello dormire assieme al proprio cagnolone; il problema in questo caso però può essere di dominanza, perché in natura è il capobranco a dormire in posizione sopraelevata, quindi, concedere al cane una tale prerogativa, potrebbe mettere in discussione la nostra leadership e creare problemi comportamentali e di gestione nel cane, a meno che non si tratti di un quattrozampe che è chiaramente gregario per indole o noi siamo degli addestratori talmente bravi da sapere come comportarci in ogni situazione.

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Perchè il cane non vuole camminare? le possibili spiegazioni

Comportamento Redazione - 29 Oct 2018

In genere si tratta di un momento ludico particolarmente atteso, oltre che legato ad un bisogno fisiologico, ma se il cane non vuole uscire di casa risulta piuttosto difficoltoso portarlo fuori per una passeggiata. Vi è già successo? Il problema è più diffuso di quanto potrebbe sembrare. Premettiamo che nella maggior parte dei casi non si tratta di nulla di grave ma capiamo perfettamente che può essere un problema di fronte al quale si rischia di restare basiti e impotenti.Che fare dunque se il cane non cammina? Non allarmatevi e proviamo a capire insieme quali sono le cause più frequenti di questo comportamento e come tentare di migliorare e/o risolvere la situazione. Il cane non vuole camminare: che fare?La passeggiata all’aria aperta costituisce un momento molto importante per un cane sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psichico. Infatti, l’uscita non viene vista solo come l’occasione per sgranchirsi le zampe e per espletare i propri bisogni.Al contrario, rappresenta un’occasione di puro divertimento, relax e condivisione. Non è cosa rara, però, imbattersi in un cane che mostri completo dissenso di fronte ad una nostra proposta di uscita e tale comportamento si può manifestare tanto nel cucciolo, quanto nel cane adulto o addirittura anziano.In alcuni casi, il vostro amico a quattro zampe potrebbe addirittura rifiutarsi proprio, a monte, di uscire di casa. Si tratta allora di un caso ancora diverso da quelli che tratteremo in questo articolo, ancora più grave, poiché il cane deve aver sviluppato un senso di ansia e paura nei confronti dell'esterno della casa.Partiamo da un presupposto diverso, ovvero quello di essere riusciti ad abbandonare l'uscio casalingo: quali problematiche si possono presentare in strada, tali per cui il cane non cammina?Prima di tutto sappiate che questo comportamento è molto più diffuso di quanto si possa credere e che allo stesso tempo non sempre sta ad indicare un grave problema. A volte è solo questione di tempo. Nei casi più gravi si verifica un vero e proprio rifiuto da parte dell’amico a quattro zampe già prima di varcare la soglia di casa.Un rifiuto generalmente legato ad un sentimento di timore, paura, ansia e frustrazione. La complessità di tale argomento merita di essere approfondita ed analizzata in separata sede, pertanto in questo articolo ci limiteremo ad osservare insieme esclusivamente i casi più diffusi e meno gravi. Perchè il cucciolo non vuole camminare? Partiamo dai cuccioli. In questo caso c'è davvero poco da allarmarsi perché è normale che un frugoletto ancora senza esperienza possa essere intimorito di fronte al "mondo", anche se si tratta solo del vialetto sotto casa. E' bene abituare il cane fin da piccolo a gestire le situazioni "in esterna", dunque relegarlo troppo in casa per paura che quella piccola palla di pelo si spaventi rischia di diventare un'arma a doppio taglio.Il puppy insomma deve imparare a "prendere le misure" alla strada e anche a socializzare con gli altri cani, oltre ad abituarsi alla presenza di esseri umani diversi dal suo padrone e della sua famiglia. Spronatelo dunque, ma ovviamente senza esagerare, altrimenti rischierete di traumatizzarlo inutilmente.Se hai un cucciolo e stai riscontrando questo problema, non allarmarti dunque! Il nuovo arrivato ha da poco conosciuto la sua nuova casa umana, probabilmente ha ancora bisogno di esplorare il mondo esterno e di familiarizzare con nuovi rumori, odori, cani e persone.Ha bisogno di socializzare e conoscere gradualmente l’ambiente esterno in cui lo abbiamo inserito. Anche se si mostrerà restio a procedere con la passeggiata già una volta varcato l’uscio di casa, non forzarlo.Rispetta i suoi tempi e mostrati felice e soddisfatto anche solo dopo un singolo passo. Evita di relegarlo in casa, esponilo sin dall’inizio a nuovi stimoli: solo così potrai evitare di rinforzare questi comportamenti e avere presto un cane socievole ed entusiasta di passeggiare all’aperto con te.È molto importante spronare il cucciolo, senza però esagerare. Non strattonare, né tirare il cane verso di te con l’uso del guinzaglio. Anche se dopo due o tre passi il cucciolo dovesse sedersi, attendi pure che sia lui a prendere coraggio e a rialzarsi e magari concedigli un bocconcino (senza adescarlo).All’inizio sarà faticoso, ma una volta superato l’impatto riscontrerai graduali miglioramenti nel tuo fedele amico. Spesso può essere di grande aiuto trovare al proprio cucciolo un nuovo compagno di avventure, proporgli una passeggiata in compagnia di un cane adulto, sicuro ed equilibrato. Potrà imparare molto da lui.A volte l’insicurezza del cane può verificarsi più prepotentemente laddove il cucciolo sia nato e cresciuto in un allevamento di campagna molto distante dalla città e dai rumori che la caratterizzano. Inserirlo in un contesto urbano ricco di stimoli potrà inizialmente disorientarlo, in tal caso il lavoro da fare richiederà più tempo e più uscite. Perchè il cane non vuole uscire In questo caso bisogna fare un passo indietro e chiedersi se il proprio cane abbia avuto la possibilità di socializzare con l’ambiente esterno. La socializzazione è un periodo molto delicato nella vita di ciascun cane.Una volta superata questa fase qualora il cucciolo non avesse avuto modo di fare le sue esperienze, porterà con sè in età adulta tutti i suoi problemi sociali. Potrà agitarsi, irritarsi o spaventarsi alla vista di un altro cane, di una persona estranea alla sua famiglia, di una macchina o di una moto.Per recuperare questo suo atteggiamento, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un esperto per evitare di compiere involontariamente ulteriori errori. Se il tuo cane dovesse manifestare un improvviso rifiuto ad uscire, con molta probabilità avrà avuto un’esperienza negativa in passeggiata.In questo caso è consigliabile prima di tutto individuare, magari con l’aiuto di un esperto, l’origine del problema e lavorare su quella attraverso un percorso di desensibilizzazione.Arriviamo ai cani anziani. Così come per noi umani, anche per il cane la terza età è una fase della vita molto delicata e ricca di cambiamenti. Quando un cane si fa anziano, oltre ad impigrirsi inizia a manifestare i primi malesseri legati a problemi muscolari e di deambulazione.Non solo, generalmente cani anziani mostrano sintomi di demenza senile che impedisce loro di compiere azioni che fino a poco tempo prima rappresentavano la normalità. In questo caso evita di fare tragitti molto lunghi e se puoi dai al tuo cane la possibilità di percorrere sempre lo stesso itinerario. Cerca di rendere stimolanti le sue giornate ricorrendo a giochi olfattivi e mantenendo la sua mente sempre allenata.Qualche volta può succedere che il cane sia semplicemente distratto da alcuni fenomeni che si verificano attorno a lui e si "dimentichi" di camminare. Spesso è per il contatto visivo con altri cani, altre volte perché magari ha individuato un odore di cibo che vuole "monitorare". In generale provate a lasciargli un po' di libertà per capire bene dove voglia andare a parare.Ma può anche essere invece che il vostro cane ha paura o sia comunque stressato oppure oggetto di ansie varie. Si tratt adi una macro-categoria che comprende un po' tutti i disagi che abbiamo accennato in precedenza. In questi casi tendenzialmente ci può essere stato un vero e proprio trauma, che il cane deve superare o quanto meno dimenticare. Perchè il cane non vuole camminare al guinzaglio?Cosa fare se il vostro cane non vuole camminare al guinzaglio? Si tratta di uno strumento assolutamente necessario, oltre che obbligatorio. Tuttavia può capitare che cani particolarmente vivaci lo vivano come una imposizione e si rifiutino di camminare col guinzaglio al collo. Dovete far sì che si abituino, magari mostrando l'esempio di altri cani.Il guinzaglio, oltre ad essere un oggetto di sicurezza necessario ed obbligatorio in esterna, rappresenta anche uno strumento di comunicazione tra noi ed il nostro cane. A volte cani particolarmente vivaci e “testardi” possono vivere questo strumento come una sorta di imposizione che li porterà a protestare rifiutandosi di camminare. In questo caso è bene abituare gradualmente il proprio cane all’uso del guinzaglio, creando una relazione serena e di fiducia.In generale, vi invitiamo ad avere pazienza e a "ricompensare" il vostro amico a quattro zampe con dei premi "mangerecci" quando vedete che ci sono dei passi avanti. Ricordatevi che, come tutti, anche i cani hanno tutto l'interesse - sia a livello fisico che a livello psicologico - nel godersi una bella passeggiata all'aria aperta.Qualora dovessi riscontrare difficoltà nel gestire tali situazioni, non avere timore di rivolgerti ad un esperto*. Sarà molto più semplice per te e per il tuo quattro zampe risolvere questo problema!*Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Valentina Cafini, addestratore cinofilo qualificato ENCI. Vi lasciamo di seguito tutti i suoi contatti:Sito web Pagina Facebook Pagina Instagram

Il cane tira al guinzaglio

Il cane tira al guinzaglio: cosa fare?

Comportamento Redazione - 30 May 2018

Perchè il cane tira al guinzaglio quando vede altri cani? Quante volte vi sarà capitato di vedere per strada padroni trascinati dal loro cane, apparentemente impegnati in una gara di tiro alla fune, soprattutto se il quadrupede è di taglia medio-grande? Se il cane tira al guinzaglio ci troviamo di fronte al problema principale che rende la passeggiata col proprio Fido una vera e propria sfacchinata invece che un’uscita piacevole e rilassante. E allora come insegnare al proprio cane a camminare al piede? La prima cosa che la quasi totalità dei padroni fa istintivamente, pensando di indurre il cane a rallentare, è tirare il guinzaglio nella direzione opposta: errore! È lo sbaglio più comune, ma si ottiene l’effetto contrario: il cane infatti per reazione tirerà ancora di più rischiando di slogarvi una clavicola - non è uno scherzo: è capitato a molti proprietari di cagnoni robusti!Come per tutti gli addestramenti, sarebbe bene iniziare quando il cane è cucciolo, ma si può insegnare a non tirare al guinzaglio anche ad un cane adulto. Occorre dotarsi di un guinzaglio da addestramento, quello di cuoio lungo circa un metro, un metro e mezzo, e agganciarlo al collare. Per iniziare l’esercizio bisogna far mettere il cane nella posizione di partenza, ossia seduto al fianco della gamba del padrone. A questo punto si può incominciare a camminare pronunciando il comando prescelto (ad esempio “piede” o “qui”), sempre tenendo il guinzaglio morbido e mai teso. Ben presto il cane vi sorpasserà, andando avanti rispetto a voi e tendendo il guinzaglio; in questo preciso momento, prima che inizi ad abbassare il muso per odorare, dovrete ripetere il comando “piede” o “qui” e contemporaneamente cambiare direzione all’improvviso - o comunque fare un movimento che destabilizzi il cane-, in modo da attirare la sua attenzione su di voi (ad esempio potrete fare un inaspettato dietro-front). Il cane vi guarderà per cercare di capire cosa “diavolo” stiate facendo e, nel preciso momento in cui il vostro pet stabilirà questo contatto visivo con voi, dovete premiarlo con un bocconcino, così che capisca per associazione che se vi guarda ne ricaverà qualcosa di gradito. Ripetendo il tutto tante volte quanto necessario il cane imparerà a non tirare al guinzaglio perché impegnato a tenere sempre un occhio rivolto al padrone. Quando il vostro quattrozampe avrà compreso alla perfezione come si cammina al piede, allora potrete anche scioglierlo dal guinzaglio e vedrete che non si allontanerà molto da voi.Il cane tira al guinzaglio: come educarlo Se il cane tira al guinzaglio occorre adottare una serie di accorgimenti: Potete provare a legarvi il guinzaglio alla cintola: in questo modo avrete un legame “fisico” col cane, ma contemporaneamente avrete entrambe le mani libere per gestire meglio l’addestramento. Va ricordato infatti che la presenza del guinzaglio non dovrebbe quasi essere avvertita dal cane, ma dovrebbe essere una sorta di “filo invisibile” che vi unisce senza costrizione; Se il cane è ancora cucciolo ricordatevi di non usare mai collari a strangolo o semi-strangolo: sono assolutamente controindicati almeno fino ai sei mesi di età del cane; Non fate sessioni di addestramento troppo lunghe: soprattutto se dovete abituare il cucciolo al guinzaglio non andate oltre i cinque minuti di esercizio.

Clonare il cane

Clonare il cane: ora si può, ma questa scelta vi soddisferà?

Curiosità Redazione - 02 Mar 2018

Clonare il cane: è possibile? Si, e c'è chi lo sta già facendo: tutto quello che c'è da sapere sulla clonazione dei quattro zampe. Quante volte, guardando il vostro amato quattro zampe, avete pensato: “Darei qualunque cosa per averlo con me per sempre!” Bè, oggi sborsando 100 mila dollari potete clonare il cane. Detto così sembra quasi fantascienza, ma pare che la richiesta di clonazione di animali domestici sia in aumento. Tutto è iniziato a fine anni ’90, quando nacque la pecora Dolly, divenuta famosa in tutto il mondo per essere il primo mammifero clonato da cellule adulte e non da embrioni. Su questa falsa riga, da qualche tempo a questa parte un laboratorio coreano, il Sooam Biotech Research Center di Seul, ha iniziato ad applicare la stessa procedura per soddisfare la richiesta di quei padroni (benestanti) che sono disposti a clonare il cane, nella speranza di non doversi separare mai da lui, nemmeno dopo la sua morte. Così nel 2005 è nato il primo cane clonato, di nome Snuppy, un Levriero Afgano, a cui ne sono seguiti molti altri, fino a raggiungere – pare – i 600 esemplari clonati in Corea. Da lì l’idea di trasformare la clonazione in un vero e proprio business, “esportandola” anche in occidente, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Per attirare i clienti, in Texas il servizio è stato offerto, almeno inizialmente, al prezzo scontato di “soli” 50 mila euro, mentre nel Regno Unito si è arrivati addirittura a promuovere una specie di concorso a premi, con in palio per il vincitore la clonazione del proprio cane. Per partecipare era sufficiente raccontare la storia della vita vissuta con il proprio quattro zampe; quella ritenuta più bella e commovente sarebbe stata proclamata vincitrice. Il “fortunato” cane uscito trionfante dalla competizione è stato un Bassotto di 12 anni, che la padrona ha deciso di far clonare, pensando che ormai il suo fedele amico non avesse più molti anni di vita. Simile il percorso che ha portato nel 2009 alla clonazione di un cane “speciale”, il Pastore Tedesco Trakr che, assieme al suo padrone (un agente di polizia), era diventato famoso per aver coraggiosamente salvato molte vite umane nel crollo delle Torri Gemelle, a New York, nel 2001. La società di bio-ingegneria, Bio Arts International, ha deciso di “regalare” la clonazione di Trakr al suo proprietario, visto l’eroismo per cui si era distinto, dando vita così a cinque cloni dell’animale e garantendosi contemporaneamente un’efficace operazione di marketing e un indubbio ritorno d’immagine.Clonazione del cane: come è possibile tecnicamente? Quando e come si può clonare il cane ? Tecnicamente la clonazione può essere condotta sia quando il cane “autentico” è ancora vivo sia entro pochi giorni dal decesso, prelevando del tessuto, dal quale viene estratto il DNA dell’animale, che viene impiantato nell’ovulo di un donatore, svuotato del suo DNA congenito, per poi essere trasferito nell’utero di una madre “surrogata”, che partorirà il clone. In questo modo il nascituro avrà il patrimonio genetico del suo predecessore.Clonare il cane: i contro di questa pratica Gli scienziati che praticano la clonazione assicurano che i cloni saranno identici al “donatore”, ma attenzione a chi vende illusioni. Clonare il cane si può, ma il clone non sarà mai lo stesso cane che avete amato per anni: potrà avere le stesse caratteristiche fisiche (ad esempio la stessa macchia nello stesso punto del mantello), ma la soggettività, quell’insieme di peculiarità che tanto ci hanno fatto amare il nostro cane e che l’hanno reso unico non possono essere replicate. Il temperamento infatti deriva da un insieme di fattori, buona parte dei quali esulano dal DNA, ed è il risultato dell’ambiente in cui il cane cresce, dell’educazione che riceve, delle interazioni con gli umani e con gli altri suoi simili. In sostanza, nessun clone potrà mai restituirci il nostro adorato Fido. Per quanto l’idea di clonare il cane sia frutto dell’immenso amore che il padrone prova per il proprio animale, chi medita di adottare questa soluzione per scongiurare l’allontanamento definitivo dall’adorato quattro zampe, deve considerare che ciò genera inevitabilmente la sofferenza di altri cani, proprio come quello che tanto ama. Basti pensare che possono occorrere anche 1.000 impianti di ovuli in 100 femmine, utilizzate per la riproduzione in serie, per ottenere una gravidanza. Inoltre, il 75% degli embrioni muore nei primi mesi di gestazione e quelli che arrivano alla nascita, nel 25% dei casi, o sono morti o hanno gravi deformità e vengono soppressi. Infine quei pochi che nascono sani hanno un’elevata probabilità di soffrire di molte patologie importanti di tipo cardiaco, renale, articolare, polmonare, intestinale, che condannano questi cani ad avere una vita probabilmente breve. Nemmeno la scienza dunque è in grado di restituirci il nostro migliore amico tale e quale, perciò è bene evitare che l’incommensurabile dolore causato dalla sua perdita possa essere sfruttato per abbagliarci con false speranze, a scopo di lucro. Ma se non si può riprodurre il nostro cane, si può duplicare l’amore che abbiamo provato per lui e allora perché non “adottare” un altro quattro zampe, magari scegliendolo nei canili sempre troppo affollati? Il nostro nuovo amico, non sarà uguale a quel cane che ha fatto parte della nostra vita per tanti anni, ma sicuramente saprà farsi amare allo stesso modo e condividere con noi altrettante gioie, dolori ed esperienze indimenticabili.

il cane abbaia troppo

Il cane abbaia troppo: cosa fare? motivi e possibili rimedi

Comportamento Redazione - 15 Mar 2017

Il cane abbaia troppo: cosa fare? L'eccessivo abbaiare del nostro cane è un comportamento assolutamente scorretto, ma alquanto comune nel mondo canino. La soluzione è una delle più semplici e dirette. Esistono tre chiavi fondamentali per poter fermare l'abbaiare continuo del nostro cane. È del tutto naturale per il cane abbaiare ed è una delle più importanti e principali forme di comunicazione che essi hanno dopo il linguaggio del corpo e l'energia. Essenzialmente l'abbaio del cane può essere spiegato in due modi. In generale il cane abbaia per avvertire di qualcosa che sta accadendo oppure per proteggere il suo branco. In secondo luogo, l'abbaio può anche essere l'espressione delle sue emozioni. Queste due forme di abbaiare sono raramente fastidiose e non durano a lungo. È per questo che il disturbo di questo abbaio dipende sempre dalla stessa causa ed ha spesso la stessa soluzione. Quando il cane abbaia troppo nella maggior parte dei casi è perché si sente annoiato e sta cercando uno stimolo o una qualsiasi tipo di sfida. Inevitabilmente, quando un cane abbaia eccessivamente, significa che c'è un problema con l'umano, non con il cane. C'è un disequilibrio nel branco, quindi le esigenze del cane non sono state soddisfatte. L'abbaiare è l'unico modo che il cane ha per poterci comunicare che qualcosa non va. Un cane che abbaia ha sicuramente bisogno di esercizio, disciplina e poi affetto. Esattamente in quest'ordine. L'esercizio fisico e la disciplina forniranno la stimolazione fisica e psicologica che il nostro cane brama. Affetto, ma solo quando il cane è in uno stato di calma e sottomissione. Questo rafforzerà il comportamento che si desidera. Sicuramente sarà capitato di vedere non so quante volte, qualcuno che, per calmare e fermare un piccolo cane che abbaia, prende il cuccioletto in braccio. Purtroppo, questo è esattamente l'approccio sbagliato. L'attenzione verso il cane e l'affetto mostratogli prendendolo in braccio significano per il cane esattamente il contrario: “Bravo! Mi piace quello che stai facendo in questo momento!”. Questo nostro comportamento è un rinforzo positivo che il nostro cane interpreterà come qualcosa che va fatto, perché riceverà le coccole. Basteranno un paio di volte, e lui sarà certo che il suo abbaiare è proprio ciò che noi desideriamo lui continui a fare. Questo è solo uno degli esempi. Parliamo invece di un'altra situazione che riguarda il nostro rientro a casa. Quanti di noi sono accolti proprio dai salti eccitati e dagli abbai del nostro cane? E quanti di noi coccolano il nostro amichetto peloso, scambiando il suo comportamento come felicità? Sarà proprio questo il punto più difficile per noi amanti dei cani. Quando un cane torna dal suo branco, nessuno dei membri lo accoglie con salti eccitati e abbai. Il più delle volte si annusano e scodinzolano. Non si fanno dei grandi saluti. Purtroppo noi esseri umani, invece, tendiamo a fare un gran bel saluto sia quando usciamo che quando rientriamo a casa. Questo nostro atteggiamento mette il nostro cane in uno stato confusionale. Se quando usciamo di casa salutiamo il nostro cane in un modo eccessivamente affettuoso, lui resterà in attesa del nostro ritorno in uno stato di eccitazione che diventerà frustrante e noioso. La soluzione è più semplice di quanto si pensi. Si comincia con il far fare al cane un sacco di esercizio fisico attraverso la passeggiata, insegnandoli anche la disciplina dandogli dei comandi da imparare. Ma la cosa fondamentale è non premiare la condotta indesiderata, in particolare la sua eccitazione, con l'affetto. Il nostro cane vuole a tutti i costi guadagnare il nostro affetto. Vedere la nostra felicità per lui è la ricompensa più grande di tutte. Ma glielo permetteremo solo quando si sarà comportato nella maniera adeguata. Abbaiare per il cane è normale: è una premessa doverosa da fare perché alcune persone credono ancora che il cane debba stare sempre zitto e si infastidiscono anche per qualche sporadico abbaio. Per il cane abbaiare è un modo per comunicare sia con gli umani che con i propri simili, quindi nella maggior parte dei casi non abbaia “gratuitamente” senza motivo, ma perché vuole esprimere un suo stato d’animo o una sua esigenza. Vi sono poi alcune razze più inclini all’abbaio, come i cani da guardia, che vocalizzano più di altri, perché abbaiare per avvisarci della presenza di un estraneo è il loro lavoro, sta scritto nel loro codice genetico e quindi è estremamente naturale. Certo, quando si superano certi limiti e il cane abbaia troppo e in maniera compulsiva, senza interruzione anche per ore, allora la situazione cambia e occorre capire qual è la ragione che sottende a questo comportamento.I motivi principali per cui il cane abbaia troppo sono principalmente questi:Il cane abbaia troppo perché vuole richiamare la nostra attenzione; può farlo perché si annoia e sente il bisogno di sfogare la propria energia repressa troppo a lungo, quindi ci chiama per indurci a giocare con lui o a portarlo fuori a fare una passeggiata. Peggio è quando il cane abbaia se lo abbiamo lasciato da solo: in quanto animale sociale, non ama la solitudine, il che può talvolta dare origine ad una vera patologia, conosciuta come “ansia da separazione”, in cui l’abbaio ossessivo è spesso accompagnato da altri comportamenti tipici, come la distruttività, uno stato marcatamente ansiogeno, l’orinazione in posti inappropriati; può abbaiare per avvertirci che c’è un potenziale pericolo nei paraggi (almeno ai suoi occhi), magari uno sconosciuto che si avvicina o entra in casa; a volte il cane abbaia perché prova addirittura paura di qualcuno o di qualcosa, anche se non ve n’è un reale motivo. L’abbaio è dunque un segnale d’allarme e anche di territorialità: abbaiando il cane vuole mettere in chiaro che quella è casa sua, ad esempio quando vede un altro cane nei paraggi; può abbaiare perché vuole qualcosa: del cibo oppure un giocattolo a cui non riesce ad arrivare o che gli è stato proibito. Il cane abbaia per esprimere felicità ed eccitazione: capita quando rientrate in casa e il cane vi accoglie con mille festeggiamenti, tra cui anche l’abbaio. È talmente contento di vedervi che non riesce a trattenere la propria gioia: in questo caso il cane abbaia con un’intonazione chiaramente allegra e di solito l’accompagna con altri comportamenti esuberanti, come correre o saltare. Il cane abbaia troppo per comunicarci che qualcosa lo fa stare male. Con l’abbaio vuole farci capire che prova un fastidio o un vero e proprio malessere: ha sete, ma non c’è più acqua nella sua ciotola; l’ora della pappa è passata già da un po’ e noi ci siamo dimenticati di preparargliela oppure prova dolore fisico.Il cane abbaia in continuazione: come comportarsiNon è facile controllare l’abbaio del cane e va detto che non bisogna pensare di eliminare completamente questo comportamento perché, come detto prima, che il cane abbai è naturale, purché non sfoci in eccessi. Per limitare l’abbaiare del cane occorre anzitutto non sgridarlo quando abbaia e non urlare per farlo smettere; otterreste l’effetto opposto, perché il cane interpreterebbe il vostro gridare come l’equivalente umano dell’abbaio canino e abbaierebbe ancora di più, pensando che sta facendo la cosa giusta, visto che anche voi vi siete uniti a lui. Non premiate mai il cane che abbaia, ma al contrario fatelo solo quando è tranquillo e in silenzio. Quindi distraetelo da ciò che ha scatenato l’abbaio (ad esempio lo sconosciuto davanti al giardino di casa) e se il cane rimane in silenzio per qualche secondo, dategli un bocconcino. Così condizionerete il suo comportamento, facendogli associare lo smettere di abbaiare con il gradito premio. Diverso il discorso se il cane abbaia per noia: in questo caso la soluzione è farlo divertire, giocare, uscire di casa e, se dovete lasciarlo solo, prima portatelo a fare una bella camminata, così da stancarlo ed abbassare il suo livello di energia. Quando il cane abbaia perché vuole qualcosa, ad esempio uno snack, non dateglielo, altrimenti lo indurrete ad abbaiare tutte le volte che gli viene in mente quel biscottino che gli piace tanto. Aspettate che smetta di abbaiare e ricompensatelo solo quando è tranquillo e in silenzio.

I cani e la neve: un rapporto speciale, ma bisogna anche proteggerli

Comportamento Redazione - 12 Mar 2017

I cani e la neve: un rapporto speciale Che i cani amino giocare nella neve è un dato di fatto. Basta osservare il loro comportamento quando, appena usciti di casa, trovano con gradita sorpresa il paesaggio ricoperto da quella coltre bianca e soffice.A volte, con fare inizialmente guardingo la annusano, la leccano, poi, dopo i primi brevi istanti di meraviglia, si scatenano e, se lasciati liberi, incominciano a correre e saltare con gioia incontenibile, abbaiando come invito ad unirvi a loro in quel gioco così eccitante; ci si rotolano a più non posso, la mangiano e raspano scavando grosse buche.Ma vi siete mai domandati perché i vostri cani amino così tanto giocare nella neve? Alcuni comportamentalisti, esperti in etologia animale, lo hanno fatto e sono arrivati alla conclusione che i motivi per cui alla maggior parte dei cani piace la neve sono molteplici, alcuni sensoriali, altri legati alla sfera ludica.Anzitutto la neve stimola in modo inconsueto i sensi molto sviluppati del cane, perché rende l’ambiente a lui familiare così diverso dal solito da apparire al nostro quattrozampe come nuovo e tutto da scoprire.A livello visivo la neve esalta le impronte recenti e sul piano dell’olfatto rende le tracce odorose fresche ancor più intense, mentre copre quelle vecchie, stimolando la curiosità in un’eccitante ricerca di odori che si mescolano e si sovrappongono. Anche dal punto di vista fisico, a molti cani la neve piace perché è fredda e tonifica le loro pellicce, dando a tutto il corpo una vera e propria sferzata di energia.Ma gli studiosi hanno constatato che è soprattutto la dimensione del gioco a rendere la neve così amata dai cani: una nevicata è un’occasione imperdibile per divertirsi, magari assieme ad altri amici a quattro zampe o con il proprio padrone. Giocare è importante per gli animali, quasi come dormire, perché  contribuisce al corretto sviluppo ed al mantenimento del loro equilibrio psico-fisico. Ecco così che una nevicata inaspettata rappresenta un’opportunità di divertimento imperdibile!I ricercatori infatti hanno osservato che i cani che vivono in paesi dal clima rigido, dove la neve è presente anche per molti mesi all’anno, sembrano indifferenti a quel manto bianco e soffice, proprio perché diventa una consuetudine e viene meno l’effetto sorpresa.I cani e la neve: ci sono alcune eccezioni Anche quando si parla di comportamento animale non si può generalizzare. Non proprio a tutti i cani infatti piace giocare sulla neve e comunque non in tutte le circostanze. Alcuni cani, non appena avvertono sotto ai polpastrelli quella coltre fredda, sollevano la zampetta da terra con fare quasi indispettito e tirano indietro il padrone per convincerlo a riportarli quanto prima al caldo e all’asciutto.Ciò può dipendere dal fatto che i cani con il pelo poco folto o senza sottopelo e quelli bassi di statura, che hanno simpatiche panciotte rasoterra, possano, a ragione, soffrire il freddo e quindi non amino scorrazzare in mezzo alla neve.In alcuni casi, il cane può aver avuto qualche esperienza negativa legata alla neve: magari una volta è scivolato sul ghiaccio, conservando così un ricordo poco piacevole di quell’esperienza, che non intende ripetere. Altre volte, il cane anziano, che cammina a fatica, può non amare la neve perché rende la sua deambulazione ancora più difficoltosa e dolorosa.Anche la neve può nascondere alcune insidie per i nostri cani I cani hanno negli arti inferiori un reticolo venoso molto più fitto di quello umano, il che determina una circolazione sanguigna molto più ramificata e capillare; ecco perché le loro zampe sono sempre così calde e quindi in grado di adattarsi bene alla neve. Nonostante questo però, non dobbiamo pensare che il contatto prolungato con la coltre innevata non nasconda delle insidie per gli adorati quattrozampe.Se il nostro cane dovrà trascorrere molto tempo nel bagnato e freddo strato di neve, sarà nostra cura proteggere le sue zampe adeguatamente, con le apposite scarpette in neoprene, nel caso debba percorrere un lungo cammino, oppure spalmandole con della vaselina in gel, che manterrà morbida la pelle di cuscinetti e polpastrelli, prevenendo tagli e lacerazioni.Se poi il nostro cane ha il pelo rado e soffre il freddo sarà indispensabile coprirlo adeguatamente, con un caldo cappotto impermeabile, per evitare che possa ammalarsi e un momento divertente, come giocare nella neve, possa per lui trasformarsi in un’esperienza negativa.

passeggiata con il cane

Passeggiata con il cane: regole e consigli per trascorrerla al meglio

Curiosità Redazione - 11 Mar 2017

La passeggiata con il cane dovrebbe essere per il padrone e per il pet uno dei momenti più piacevoli della giornata. di Lavdie Sijani - La passeggiata è sempre il modo migliore per fare in modo che il nostro cane compia esercizio fisico. Possiamo aggiungere disciplina, un po' di affetto e stabilire delle regole. Una volta imparato a padroneggiare tutto questo avremo scoperto il modo più gratificante e produttivo per migliorare il nostro rapporto con il nostro cane. Allora l'esercizio, la disciplina e l'affetto devono essere forniti in questo ordine per avere un buon rapporto con il nostro cane. Il modo migliore in assoluto per far sì che il nostro cane compia esercizio e impari la disciplina è comunicargli questo attraverso la passeggiata.Per poter rendere quindi la passeggiata produttiva e creare un legame con il nostro cane, ricordiamo sempre che siamo noi il leader. Questo vuol dire che saremo noi il capobranco, e cammineremo sempre davanti al nostro cane. Di grande aiuto, per fare in modo che ciò avvenga, è il guinzaglio corto con il colletto nella parte superiore del collo del cane. Da qui possiamo avere il massimo controllo. Bisogna tenere il braccio che tiene il guinzaglio verso il basso e rilassato. Il guinzaglio deve essere allentato. Non bisogna afferrarlo saldamente perché questo trasmetterebbe energia tesa, facendo sì che il cane tiri il guinzaglio verso il basso. Una cosa da evitare per la passeggiata sono i cablaggi, in quanto tendono ad incoraggiare i cani a tirare. Mentre sono da preferire guinzagli di qualsiasi tipo di piombo con una lunghezza variabile, in quanto ci fanno controllare meglio l'andamento del nostro cane.Passeggiata con il cane: concentriamoci sul nostro quattro zampe Lo strumento più importante della passeggiata rimane però sempre la nostra calma e la nostra energia assertiva che trasmettiamo al nostro cane. Deve essere un atteggiamento di trasformazione che incoraggia in realtà il nostro cane a seguirci. Questo significa anche che dobbiamo essere pienamente presenti per il nostro cucciolo. La passeggiata non deve essere il momento in cui mandiamo SMS o chattiamo con il telefonino. Anche il cane deve essere presente per noi. Poter andare in giro ad annusare e fare pipì devono essere premi che il nostro cane si deve guadagnare. Così nella prima parte della passeggiata bisogna tenerlo in costante movimento e noi dobbiamo imitare il movimento in avanti del capobranco in cerca di cibo. Dopo aver stabilito quali sono i ruoli ed aver istituito un buon equilibrio di guida (noi) e calma ed aver fatto capire al cane che invece è sottomesso, ci si può rilassare un po' lasciando che il nostro cane annusi tranquillamente il territorio o segni, a modo suo, il paesaggio. Un 'altra abilità per poter padroneggiare la passeggiata al meglio, è quella di prestare attenzione agli altri camminatori con il cane che si trovano ad una certa distanza. Se vediamo che il loro cane cammina davanti al padrone tirando e l'energia della persona sembra ansiosa più che assertiva e notiamo anche un linguaggio del corpo debole ed incerto, è possibile che il loro cane esibisca un comportamento indesiderato nel caso in cui lo dovessimo incontrare. In quel caso sarà meglio per noi ed il nostro cane evitare tale incontro. Affinché la passeggiata con il cane sia davvero divertente e rilassante però ci sono alcune regole di buona educazione, di buon senso, ma anche prescritte dalla legge, che occorre osservare: anzitutto i quattro zampe devono essere tenuti al guinzaglio per strada e in tutti i luoghi pubblici e la lunghezza massima del guinzaglio deve essere di un metro e mezzo. Quello allungabile non è consigliabile, a volte neanche per cagnolini di piccole dimensioni, perché non consente di avere alcun controllo sul cane, il che può essere dannoso sia in caso incontri un altro suo simile con il quale “non corre buon sangue” sia in caso cammini in una strada carrabile, perché c’è il rischio che possa essere investito da un’auto senza che il padrone riesca ad indirizzare significativamente la direzione del proprio pet. La legge consente di lasciare i cani liberi di correre e saltare soltanto nelle aree e nei parchi dedicati a loro o nei luoghi non aperti al pubblico. Anche se siete convinti che il vostro cane sia assolutamente buono, non è una valida ragione per lasciarlo libero indiscriminatamente intanto perché il vostro non è l’unico quattro zampe in circolazione e non sapete mai chi può incontrare e anche perché tutti i cani, per quanto tranquilli e bonaccioni, possono sempre trovarsi in una situazione che, magari per paura, può indurli ad assumere un atteggiamento di aggressione. La museruola deve essere portata con sé, ma non necessariamente indossata: non è vero, come sostengono alcuni padroni di micro-cani o persone con la fobia per i quattro zampe, che i cani di grossa taglia debbano portare la museruola perché potenzialmente pericolosi; la legge dice chiaramente che vige l’obbligo di indossare la museruola solo nel caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti. Una regola da osservare sempre, non solo perché ce lo chiede la legge, ma anche perché è la buona educazione ad imporlo, è quella di uscire sempre forniti di sacchetti igienici per raccogliere le deiezioni del vostro pet; se non lo fate potreste trovarvi a dover pagare una multa anche di 300 euro.Passeggiata con il cane: come trascorrerla senza tensioni Durante la passeggiata con il cane è bene tenere in considerazione alcuni aspetti del comportamento canino che dovete conoscere per evitare che gli incontri con gli altri quattro zampe possano trasformarsi in un evento poco piacevole. Non bisogna pensare né pretendere che tutti i cani vadano d’accordo tra loro: è normale che soprattutto i maschi adulti possano non provare simpatia gli uni per gli altri. Quando siete a spasso col vostro cane dunque rispettate le sue preferenze: se il vostro quattro zampe proprio non ne vuol sapere di fare conoscenza con qualche suo simile, non forzatelo tirando il guinzaglio per farlo avvicinare all’altro; potreste scatenare delle zuffe che rovinerebbero la vostra passeggiata. Allo stesso modo guardatevi da quei padroni che vogliono far socializzare il proprio cane a tutti i costi, perché molti cani possono considerare come un’invasione di territorio che un proprio simile si avvicini troppo, quindi evitate l’incontro e proseguite diritti per la vostra strada.

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Istinto dei cani: si può "governare"? i nostri consigli

Comportamento Redazione - 10 Mar 2017

L'istinto dei cani è un qualcosa di cui dobbiamo tenere conto, perchè è una loro caratteristica peculiare. di Lavdie Sijani - Uno dei più grandi errori che noi, proprietari di cani, possiamo commettere è quello di pensare che i cani sentano e pensino come fanno le persone. Questi ci può portare ad umanizzare i nostri cani dando una spiegazione al loro comportamento secondo i nostri bisogni e le nostre motivazioni. Di conseguenza possiamo diventare riluttanti nel disciplinare o correggere i nostri cani perché abbiamo paura di ferire i loro sentimenti o di far nascere in loro il risentimento. La legge che governa il mondo naturale canino, invece, ci insegna che i cani non funzionano in questo modo. Sì anche loro hanno emozioni, ma sono emozioni che differiscono dalle nostre. Le emozioni dei cani sono radicate nel momento e sono una reazione immediata di ciò che sta accadendo in un preciso istante. I cani non rimpiangono il passato o si preoccupano del futuro. Stanno pensando solo al presente: “Questa cosa nel mio ambiente rappresenta una minaccia oppure è qualcosa di amichevole? Cosa devo fare? Devo combattere, devo fuggire o la devo evitare?”É questa la più grande differenza tra gli esseri umani ed i cani. Noi viviamo costantemente immersi tra le nostre dimensioni intellettuali, emotive e spirituali. Ma i cani vivono soltanto in un mondo istintuale e spetta a noi come leader e capobranco soddisfare i suoi bisogni immediati. È vero che i cani reagiscono istintivamente in contatto con ciò che gli circonda, ma sono anche consapevoli delle nostre emozioni. I nostri cani sono in grado di leggere la nostra energia. Quando noi siamo calmi, loro sono calmi. Quando invece, non lo siamo sentono la nostra energia e la traducono come uno sbilanciamento emotivo. La risposta nei nostri confronti sarà o quella di evitarci o diventare loro stessi sbilanciati e sconvolgere se stessi. In natura, in un branco di cani, i cani che non mostrano un equilibrio vengono rapidamente corretti. Se non si correggono e non diventano stabili, il branco li respinge. Ovviamente i nostri cani non ci possono respingere, ma faranno tutto il possibile per evitarci quando siamo agitati o non siamo calmi. L'altro modo per farci capire che ci stanno evitando è anche quello di mostrarci il loro disagio attraverso l'insorgere di problemi comportamentali. Essendo i cani istintuali, vivendo quindi il momento, noi non siamo in grado di correggere il loro comportamento come possiamo fare con i bambini o anche con gli adulti. Il modo migliore per fare in modo che ci ascoltino è solo quello di comunicare calma ed energia assertiva. Questo perché i cani sono istintivamente attratti da leader calmi ed assertivi. Non importa se si tratta di un essere umano o di un cane. La nostra forza sarà quella di mostrare tutta la nostra tranquillità ed assertività entrando in contatto con la nostra parte istintuale, vivendo anche noi il momento presente. Questo è un modo molto più efficace rispetto a quello di cercare di “ragionare” con il nostro cane o appellandoci a ricatti emotivi. È la prima legge da onorare quella di seguire l'istinto del nostro cane. Lasciamo che il nostro cane sia un cane e impariamo ad usare l'istinto al posto del nostro intelletto.

Cane scava buche

Perché il cane scava buche e seppelisce cose? cause e possibili soluzioni

Comportamento Redazione - 08 Mar 2017

Il cane scava buche in giardino: cosa fare? di Lavdie Sijani - Che i cani seppelliscano le ossa, è un dato di fatto ed è qualcosa che tutti noi conosciamo. Ma quello che ignoriamo è il perché lo facciano. I cani adorano seppellire le cose. A volte questo vuol dire trovare un osso o un giocattolo sotto una pila fresca di sporcizia nel nostro cortile. Altre volte, può significare scoprire il telecomando sul fondo del cesto della biancheria dei panni sporchi o altre ancora non capire perché il nostro telefono si trova sotto il cuscino del divano. Anche se questi oggetti e queste situazioni possono sembrare diverse fra loro, il motivo è sempre lo stesso: l'istinto naturale del nostro cane è quello di mantenere e conservare le “sue” cose al sicuro e protette. Questo a prescindere dal fatto che siano veramente sue oppure no. Ma perché i cani fanno questo? Generazioni fa, quando i cani vagavano per la natura selvaggi ed in branco, hanno dovuto cacciare per avere del cibo. Spesso consumavano molta energia e tanta fatica per riuscire a catturare ed uccidere qualcosa. Poi non appena ci riuscivano altri animali sarebbero corsi immediatamente per cercare di rubargli il cibo perché sentivano da lontano l'odore della carne. Oppure semplicemente ci saranno anche state occasioni in cui la caccia era andata talmente bene, da non riuscire a dare fine a tutto il loro pasto. Così hanno imparato a dare una soluzione ai loro problemi. Seppellire il cibo. Seppellendo carcasse ed ossa, i cani sono stati in grado di creare una specie di frigorifero naturale per poter conservare il loro cibo. La sporcizia di cui era coperto il cibo, ha impedito ad altri animali di avvicinarsi odorando e di sicuro le altre creature non avrebbero apprezzato la bontà del cibo che i cani avevano seppellito. Soltanto i nostri adorati cagnolini possono apprezzare la freschezza di questo cibo, tenuto lontano dalla luce del sole e “marinato” con i sapori della terra! Eccezionale senza ombra di dubbio!Il cane scava buche e seppelisce cose per via di diversi fattoriOvviamente adesso il nostro cane non si deve preoccupare di dover cacciare per poter mangiare. Allora perché continua a seppellire le cose? Ci sono diverse ragioni per cui si comporta così:Istinto: anche se il nostro cane sa che non si dovrà mai turbare per dover trovare del cibo, anche se tutto questo avviene ormai ogni giorno da diversi anni, il loro istinto naturale gli dice di doversi preoccupare per poter garantire le loro esigenze in un futuro, seppellendo e mettendo via le cose. Gli stiamo dando troppo: un'altra ragione per cui il nostro cane mostra questa pulsione a voler seppellire le cose, non ha nulla a che vedere con la paura di poter morire di fame o di dover proteggere il cibo da eventuali predatori. Se siamo troppo generosi con il nostro cane in termini di giocattoli o biscottini, seppellendoli ci vuole semplicemente dire che è pieno, ne ha abbastanza. A volte seppellisce gli oggetti perché sono troppo buoni per doverli mangiare tutti in una volta. Così li salvaguarda per poterne godere di nuovo più tardi. È un gioco: se il nostro cane è annoiato, solitario o vuole semplicemente ottenere la nostra attenzione, non è inusuale che usino seppellire le cose per far in modo che noi possiamo giocare con loro. Spesso questi oggetti rubati saranno cose luccicanti come gioielli o orologi, oppure gli oggetti che sanno essere “preziosi” per noi, come scarpe o telecomandi.Il modo migliore per frenare questa voglia di seppellire le cose è ridurre al minimo l'accesso al nostro cane a questi oggetti e offrirgli magari dei giocattoli variandoli di tanto in tanto. In caso non riuscissimo a fermare il cane con questo problema di voler in tutti i modi seppellire le cose, bisogna rivolgersi ad un veterinario. Perché? Perché le sostanze chimiche che molti di noi usano nei cortili di casa o nei giardini possono essere pericolose per la salute del nostro cane, in quanto potrebbero provocargli diarrea o mal di stomaco. Siete i fortunati possessori di un giardino e di un cane? Allora è bene che sappiate che molta probabilità sarete anche possessori delle buche che il vostro amato amico si divertirà un mondo a scavare. Possiamo individuare alcune principali cause per cui il nostro cane scava buche in giardino, proviamo a vederle insieme. Una delle cause principali per cui il nostro cane scava le buche in giardino è l’istinto. Il fatto di scavare buche è di fatto funzionale alla vita e alla conservazione della specie. È noto che tutti i cani selvatici scavano delle buche sul terreno per prepararsi una tana dove possono rifugiarsi o dare alla luce i piccoli. Lo fanno anche per nascondere del cibo o anche per sfuggire al caldo, infatti appena sotto la superficie il terreno è più fresco garantendo quindi al cane refrigerio nelle stagioni più calde. Un’altra motivazione per cui il cane scava buche in giardino è la noia o la scarsa attività fisica. Questi cani tendono ad accumulare molta tensione e scavare buche è un modo per liberarsene, in particolar modo nelle razze più vivaci. Se un cane è annoiato o triste quello di scavare delle buche è un ottimo sfogo. Se il cane è predisposto alla caccia, una motivazione dello scavare le buche si può far risalire al fatto che senta qualcosa appena sotto la superficie. Questo ci porta a dire che il fatto che il cane scavi le buche può essere legato anche alla razza stessa. Ci sono infatti razze che scavano di più e altre che lo fanno meno. Quello che lo fanno maggiormente sono generalmente i labrador, il pastore tedesco, il barboncino, i bassotti, gli husky e i doberman. Anche l’ansia da separazione può essere uno dei motivi per cui il cane scava buche in giardino. Se ha la sensazione di sentirsi abbandonato scavare una buca può essere un modo per sentirsi al sicuro.Cane scava buche: quali sono le possibili soluzioni? Sicuramente se a spingere il cane a scavare le buche è la noia o la scarsa attività fisica possiamo portarlo fuori più spesso. Fargli fare maggiore attività fisica, farlo giocare, correre, fargli fare delle passeggiate più lunghe lo aiuterà a scaricare tutta la tensione acculate nei momenti di sedentarietà. Se abbiamo un cane appartenente ad una razza piuttosto attiva allora è bene cercare di tenerlo quanto più spesso possibile fuori magari portandolo al parco e facendolo giocare con gli altri cani. Al contrario invece se il cane appartiene ad una razza più sedentaria possiamo sfruttare l’addestramento come metodo valido per non farlo annoiare. Insegnarli dei compiti terrà il cane impegnato mentalmente e ne beneficerete anche voi quando avrà imparato ciò che ritenete sia utile insegnargli. Quando a guidarlo invece è l’istinto, per far sì che smetta di scavare le buche si può provare a sotterrare un palloncino nel punto in cui il cane scava le buche solitamente. Quando le sue zampe lo faranno esplodere, il cane si spaventerà e tenderà a ridurre la tendenza a scavare. Potete utilizzare anche un fischietto o un altro strumento che procuri un rumore forte nel momento in cui lo vedete scavare così che il cane comprenda che quel comportamento è sbagliato e non lo deve rifare. Tenete bene a mente però che questi sono solo dei piccoli suggerimenti che possono funzionare come possono non farlo. Se abbiamo un giardino e decidiamo di prendere un cane è bene mettere in conto fin da subito che la possibilità di avere qualche buca in giardino è comunque elevata. Dopotutto anche il nostro amico a quattro zampe dovrà pur divertirsi quando non ci siamo noi con lui a giocare.

Litigi tra cani: cinque modi per interrompere e prevenire la zuffa

Comportamento Redazione - 07 Mar 2017

Come comportarsi in caso di litigi tra cani? Come distinguere se una zuffa è pericolosa oppure no? di Lavdie Sijani - Riuscire ad interrompere un litigio tra cani potrebbe essere pericoloso. Se mai ci dovessimo trovare in mezzo ad una situazione simile dovremmo imparare a fermare tale scontro senza farci del male. A volte le persone assistono ad un conflitto fra cani senza sapere cosa fare per poterlo interrompere. Qual è la cosa migliore da fare per poterlo cessare? Esiste un modo per farlo? Bisogna intervenire? Come intervenire senza ledere la nostra sicurezza? In primo luogo mai sottovalutare il nostro istinto. Il “non pensare” in questi momenti ci porta sulla buona strada perché non vi è alcuna conoscenza riguardo alla nostra intelligenza istintiva. Con i cani è tutta una questione di energia ed istinto. Per cui se il nostro istinto ci dice di intervenire in qualche modo riusciremo a risolvere la lite senza farci del male.Litigi tra cani: cosa è importante conoscere prima di intervenire È necessario tenere bene a mente alcune cose fondamentali. Dunque il modo migliore per fermare la lotta fra cani è quello di osservare il linguaggio del loro corpo. Con i cani aggressivi bisogna intervenire interrompendo subito la loro violenza prima che possa degenerare. Nel caso in cui questo non fosse possibile perché la lotta è già in corso, allora bisogna mantenere la calma e fermarsi ad osservare chi o quale dei due cani mostra un livello superiore di intensità nell'assalto. Quello sarà il cane su cui bisogna concentrarsi. In questa circostanza sarà fondamentale intromettersi dando a quel cane il giusto tocco. Questo significa che dobbiamo agire nella parte della cassa toracica. La ragione per cui si fa questo è perché il nostro intervento veloce costringerà il cane ad aprire la bocca e lasciare andare la sua presa sull'altro cane durante la lotta. È tutta una questione di tempistica. Bisogna aspettare il momento giusto ed intervenire, agendo in fretta.Un altro metodo può essere quello di alzare la voce, utilizzando un grido forte oppure un grugnito direttamente sul cane aggressivo. Allo stesso momento prenderlo dal collo e dal collare e tirare dalla parte posteriore, non dall'alto ma dal retro, altrimenti il cane potrebbe interpretarlo come incoraggiamento alla lotta. Se si sbaglia a tirare il collare c'è un'alta probabilità di essere morsi dal cane perché il suo livello d'intensità è così alto da impedirgli di pensare e quindi distinguere che noi siamo umani e non cani. Succede che i cani ci scambino per un altro cane che vuole prendere parte alla lotta e allora prima che ce ne rendiamo conto ci troveremo attaccati anche dal cane che stavamo cercando di difendere. Che si tratti di un cane grosso o di un cane di piccola taglia il procedimento, la tecnica ed il metodo sarà lo stesso. Non bisogna urlare più volte, a meno che non si stia chiamando aiuto. Spesso le persone non intervengono e non corrono in nostro aiuto. Non aspettiamoci che tutti abbiano la nostra capacità e la nostra buona volontà. Quindi fondamentale per la riuscita dell'interruzione del combattimento sarà: essere veloci, rimanere sempre e comunque coscientemente consapevoli, essere emotivamente in sintonia ed avere quindi un equilibrio emotivo, mantenendo costantemente la calma e l'assertività. Siete tranquilli a spasso con il vostro cane, quando ad un certo punto il vostro amico peloso inizia a puntare il quattro zampe di una persona che si sta dirigendo proprio davanti a voi. Sta per nascere uno dei tanti litigi tra cani che animano le strade delle città e dei paesini. La domanda è: cosa fare per interrompere la zuffa in atto? Prima cosa: non farsi prendere dal panico. In certe situazioni bisogna mantenere la calma ed essere lucidi: non prendere per il collare il tuo fido, perchè quando il cane è in tensione ed è impegnato a "lottare" con un suo simile, mettere le mani in mezzo non è affatto consigliato.Fatta questa premessa, nel nostro focus indichiamo almeno cinque modi utili per risolvere il problema.Dal momento che i litigi tra cani non durano a lungo, fare più rumore possibile è un primo consiglio. Utilizza tutto ciò che hai lì a portata di mano, ma puoi anche urlare e battere i piedi. In questo modo attiri l'attenzione del tuo cane. L'ideale sarebbe avere a disposizione un secchio d'acqua o una pompa per spruzzarla addosso ai due litiganti: infatti l'acqua, soprattutto in gran quantità, attira incredibilmente l'attenzione del cane. Lanciare una coperta o una barriera che li divida: alcuni cani infatti, quando non vedono più il loro avversario, smettono di combattere. Usare le gambe: se nel corso dei litigi tra cani sei costretto a ricorrere alla forza, meglio utilizzare le gambe che le mani. Non bisogna prendere a calci i cani, basta semplicemente dividerli. E se uno dei due o entrambi dovessero poi puntare te? Non scappare, rimani lì a fronteggiarli senza guardarli negli occhi. E' chiaro che questo metodo è il più rischioso e va espletato solo in casi limite. Prevenire la zuffa: è il metodo migliore. Gira al largo da altri cani se sai che il tuo è geloso, troppo territoriale oppure non sa giocare se non in modo troppo veemente.

Cane capobranco, come controllare il suo comportamento

Comportamento Redazione - 01 Mar 2017

Cane capobranco: come correggere questo problema comportamentale? Ecco i nostri consigli. di Lavdie Sijani - La forma più semplice per rendersi conto se il nostro cane si sente un capobranco è osservare il suo comportamento quando rientriamo a casa. Se ci salta addosso, significa che è lui il cane capobranco. Se invece il cane ha questo atteggiamento anche con gli ospiti, sta ad indicare che vuole far sapere a chiunque arriva in casa che è lui che comanda. Che cosa si può fare per fermare questo problema comportamentale nei nostri cani? Dobbiamo farci riconoscere noi stessi come capobranco. Quando il cane infatti non ha chiaro chi è il capobranco, sarà lui stesso a ricoprire questo ruolo vacante. Il problema è che questa soluzione, di solito, porterà a dei risultati disastrosi, sia per il cane sia per il padrone. Si diventa capobranco trasmettendo calma ed energia assertiva. Non bisogna salutare il cane con troppo affetto quando usciamo di casa. Ricordiamoci che il cane non è un bambino, è un cane. Salutare il nostro cane con affetto quando andiamo via di casa, infatti è sbagliato. Questo comportamento è assolutamente appropriato e meraviglioso se si dovesse trattare di un bambino, o più in generale di un essere umano. Ma il nostro cane, come abbiamo appena detto, non è un bambino, e la cosa più giusta e gentile che si possa fare nei confronti dei nostri amici a quattro zampe è trattarli come tali e comunicare con loro in un modo che essi possano capirci. Bisogna correggere la condotta del nostro cane e fargli comprendere che saltare addosso alle persone è un atteggiamento inopportuno.Cane capobranco: bisogna far capire al cane chi comanda. La mamma del cane, il capobranco per eccellenza, non avrebbe mai tollerato un comportamento scorretto da parte del cucciolo. Quando lei vede qualcosa, nei modi di fare del piccolo, che non le piace, si ferma e lo sposta. Per correggere le maniere sbagliate del cucciolo usa il suo modo calmo ed assertivo. Così il cagnolino impara a rispettare certi limiti, riconoscendo la leadership inequivocabile della madre e il suo ruolo di sottomissione nel branco. Quando arrivano gli ospiti in casa, chiediamo al nostro cane di sedersi e aspettare pazientemente. In pratica il cane seguirà i nostri comandi quando ci riconosce come capobranco e ci rispetta come tale. Non dimentichiamo che il leader del branco non negozia per prendersi ed ottenere ciò che vuole. Essere un capobranco significa esserlo sempre, non solo a volte. La leadership è per sempre! Nel mondo animale, una volta raggiunta la carica di capobranco essa viene portata avanti fino alla fine. Un vero leader non vacilla mai. Sa sempre cosa bisogna fare e come farlo. Un nostro comportamento incoerente, derivato dal fatto che ci sentiamo dei leader a giorni alterni o una volta al mese, porta il nostro cane a sentirsi confuso, sempre in ansia e ad avere un atteggiamento iperattivo. In natura la madre di un cucciolo gli insegna subito a non sporcare la tana. Mentre per noi umani sarà una vera e propria sfida riuscirci. Ma una volta messo in chiaro chi comanda, il nostro rapporto con il cane, oltre ad essere completo e felice, sarà un vero e proprio successo portando la nostra convivenza ad un livello ottimale e senza disastri.

Come riuscire a calmare il cane: consigli, suggerimenti e soluzioni

Addestramento Redazione - 28 Feb 2017

Calmare il cane da situazioni di ansia, stress o iperattività dipende anche dal nostro comportamento. di Lavdie Sijani - Per poter calmare il cane farlo comportare come un vero gentiluomo, è necessario che noi per primi riusciamo a trasmettergli tale stato di benessere. Esibire tranquillità ed energia assertiva intorno al nostro cane è non soltanto un ottimo metodo per noi per affrontare la vita di tutti i giorni, ma anche il modo migliore affinché anche lui possa recepire questa sensazione. Molte persone vorrebbero riuscirci e pensano di non essere in grado di farlo. La buona notizia è che una volta capito come arrivare a raggiungere questo stato di calma, dopo sarà più semplice metterlo in pratica. Diventerà quasi istintivo. Una cosa da sapere è, inoltre, che chiunque può imparare ad emettere calma ed energia assertiva. In questo articolo vorrei mostrarvi come possiamo calmare il cane (e noi stessi) seguendo cinque punti fondamentali. Se il nostro quattrozampe è agitato, non è colpa sua! Non lo fa apposta, ma come calmare il cane?Non importa quello che può sembrare, ma se il nostro cane fa la pipì sul pavimento o mangia le nostre scarpe preferite, non lo fa per farci un dispetto. Quando un cane si comporta così è perché si sente insoddisfatto. L'unica cosa è che lui non ne conosce il motivo. Solitamente i cani annoiati hanno la tendenza a diventare distruttivi, mentre quelli insicuri possono urinare se si sentono intimoriti. Il modo migliore per cercare di risolvere il problema è strutturare la loro vita attraverso regole, confini e limiti e lasciandogli qualcosa di intellettualmente stimolante mentre sono soli. L'energia del nostro cane riflette la nostraIl modo più veloce per capire che tipo di energia trasmettiamo al mondo, è quello di osservare il nostro cane durante la sua passeggiata. Se lui non è calmo e felice, significa che neanche noi lo siamo. Il nostro cane impazzisce alla vista di un altro cane? Probabilmente siamo nervosi e irrequieti anche noi. Il cane è titubante all'idea di andare a fare una camminata e tira per tornare a casa? Chiediamoci come ci sentiamo in quel momento. Siamo forse arrabbiati o insicuri? Come si comporta il nostro amico peloso in casa? Salta sulle pareti o sta tranquillamente riposando sul divano? Anche in questo caso il nostro adorabile cucciolone riflette l'energia che noi gli facciamo percepire. La cosa buffa è che il nostro cane funziona come un termostato emotivo, mostrandoci la temperatura delle nostre emozioni. Prova a vivere il momentoC'è un detto (erroneamente attribuito a Lao Tzu) che recita: “Se si è depressi, si vive nel passato. Se si è ansiosi, si vive nel futuro. Se si è in pace, si vive nel presente”. Così molte delle nostre emozioni negative e stati energetici instabili provengono dal non vivere nel momento presente. Il passato ci dà rammarico per le cose fatte o non fatte. Il futuro ci preoccupa per ciò che potrebbe o non potrebbe accadere. Non possiamo cambiare il passato e non possiamo vivere il futuro fino a quando non diventa presente. Concentrandoci su ciò che ci sta accadendo in questo momento, ci aiuterà a trovare quel luogo di calma. È questo quello che i nostri cani fanno naturalmente ed è questa la lezione più grande che possiamo imparare da loro. Per calmare il cane (e noi stessi) serve anche un po' di contatto con la naturaPrendiamoci un po' di tempo per andare regolarmente in un luogo dove siamo circondati dalla natura. Può essere un parco, una spiaggia, le montagne, il bosco, il deserto...tutto ciò che ci viene in mente. Lasciamo il nostro cellulare a casa per una volta, o spegniamolo dedicandoci solo ed esclusivamente a ciò che ci circonda mentre facciamo una scampagnata con il nostro cane. Impariamo semplicemente ad ascoltare la natura. Osserviamo le interazioni della terra. Osserviamo le piante, gli animali. Ascoltiamo il cinguettio degli uccelli che hanno delle conversazioni affascinanti tra di loro in ogni momento. Smettiamo di pensare per un istante a quello che succede nella nostra quotidianità per concentrarsi sulle nostre sensazioni: vedere, ascoltare, odorare, sentire... È questo il mondo in cui vive il nostro cane. È anche il mondo in cui siamo nati tutti noi esseri umani, solo che perderlo di vista è così facile che non ce ne rendiamo conto. Il processo per risanare il nostro caneTrovare un cane perfetto che si lascia addomesticare all'istante, che non distrugge le cose che non sono sue e che obbedisce automaticamente è pressoché impossibile. Se qualcuno di voi lo ha incontrato, beh tenetevelo stretto perché la maggior parte di noi ha esperienze del tutto differenti. A volte può sembrare che non saremo mai in grado di risolvere il problema. E questo ci porta al discorso iniziale riguardo al nostro atteggiamento. Se siamo preoccupati di non poterci riuscire in un futuro e se siamo in ansia per cercare di ottenere dei risultati, allora è la volta buona che non ne otterremo. Se impariamo a concentrarci sui piccoli risultati allora questi diventeranno una costante, fino a diventare dei medi e dei grandi successi. Quindi smettiamo di preoccuparci di ciò che sta per accadere e concentriamoci su ciò che sta accadendo. Imparare a mostrare calma ed energia assertiva non è complicato e neanche un gran mistero. È una nostra dote innata, non una nuova abilità da imparare. È una nostra caratteristica naturale che ha solo bisogno di essere ricordata e la padronanza di noi stessi porterà il rapporto con il nostro cane ad un livello completamente nuovo.

posizioni del cane quando dorme

Posizioni del cane quando dorme: significato

Comportamento Redazione - 07 Sep 2016

Le posizioni del cane quando dorme: vediamo le più frequenti Quando dorme o riposa, il nostro cagnolino assume delle posizioni spesso molto buffe. Avete mai notato che il vostro cane assume per dormire svariate posizioni? Vi siete mai chiesti cosa significasse quella determinata posizione di riposo?  Alcune posizioni del cane quando dorme ci fanno sorridere mentre altre ci ispirano tenerezza e voglia di coccolarlo. Proviamo a capire insieme quasi sono quelle più frequenti e quale sia la motivazione per cui il cane le assume, ricordando che attraverso la posizione di riposo del nostro cane possiamo rintracciare indizi importanti sul suo stato d’animo. Sono 4 le principali posizioni del cane quando dorme:La posizione acciambellata La posizione a pancia in su La posizione sul fianco La posizione a pancia in giù.Una posizione di riposo curiosa: acciambellato Quante volte avete guardato dormire il vostro peloso chiedendovi perché spesso si addormentano completamente acciambellati su loro stessi? Che sia grande o piccolo non ha importanza, questa è una posizione di riposo caratteristica di tutti i cani. Questo atteggiamento richiama in realtà un istinto primordiale tipico dei cani abituati a vivere all’aperto. Quando vediamo il nostro cane acciambellato nasce sempre un sentimento di tenerezza ma in origine questo atteggiamento era volto a scaldare il corpo e gli organi dell’addome che risultano essere meno protetti dal pelo. Questa posizione però non viene utilizzata solo quando il cane ha necessità di proteggersi dal freddo. Essa è anche una posizione che possiamo definire di difesa, che viene replicata all’interno dell’ambiente domestico quando il cane non si sente a suo agio. E’ come un modo di calmarsi, una ricerca di conforto. E cane è meno vulnerabile.  Tra le posizioni del cane quando dorme, questa ci dice che il pet non è mai del tutto rilassato e anche quando vi sembra che dorma profondamente in realtà non è così. Questa non è la posizione da sonno REM ma da pisolino.Una posizione di fiducia: a pancia in su La posizione a pancia in su è quella che ci dice che il nostro cane si sente protetto e al sicuro. E’ la posizione più vulnerabile, quella in cui mostra sottomissione. In questo caso il cane è completamente esposto, arti, pancia, gola. Solitamente quando il cane è in questa posizione di riposo le zampe anteriori sono per aria. Insieme a quella sul fianco è considerata la posizione più comoda. Quando il cane dorme in questa posizione è possibile che sia in fase di sonno profondo. E’ una posizione utilizzata in particolar modo dai cani che vivono in appartamento. Difficilmente possiamo vederla nei cani randagi o in quelli che vivono all’aperto.Riposare sul fianco Tra le posizioni del cane quando dorme una caratteristica dei nostri amici pelosi è quella di riposo sul fianco. Come la posizione a pancia in su anche questa è adatta al sonno profondo. Qui il cane è completamente rilassato e a proprio agio nell’ambiente in cui si trova. In questo caso non è infrequente che cerchi anche qualcosa a cui appoggiarsi. Può essere un muro o ancora meglio il proprio padrone, un cuscino o qualcosa che gli è particolarmente familiare. Questo gesto viene considerato dagli esperti un modo che ha il cane per sentirsi ulteriormente al sicuro mentre dorme.La posizione a pancia in giù Un’altra posizione di riposo tipica è quella a pancia in giù, spesso con le zampe, soprattutto quelle anteriori, allungate e il muso appoggiato sopra. Altre volte le zampe anteriori sono ripiegate verso il basso e nascoste all’interno del corpo. Questa posizione è quella in cui il cane riposa ma sempre in modo vigile. E’ una posizione che gli permette di essere sempre allerta pronto a scattare se qualcosa cattura la sua attenzione o se si sente in qualche modo minacciato. Ovviamente non è una posizione da sonno profondo. E' tipica dei cuccioli anche se ci sono parecchi cani adulti che la adottano.  Prendetevi cinque minuti per vedere questo esilarante video!  

cane mangia sempre

Il cane mangia sempre: cosa fare?

Comportamento Redazione - 27 Aug 2016

Il nostro cane mangia sempre in continuazione? Un fenomeno comune Non è infrequente assistere al fenomeno per cui il cane mangia sempre in continuazione. Che sia un cucciolo o un cane adulto vi potrà capitare di vederlo mangiare senza criterio e senza riuscire a fermarsi. Questo fenomeno però se non controllato può essere molto pericoloso per i nostri amici a quattro zampe e deve essere corretto quanto prima. Se il cane diventa obeso, non rischia solo di diventare goffo ma anche di incorrere in patologie che compromettono inevitabilmente la sua salute. Prima di tutto occorre individuare il motivo per cui il cane mangia in continuazione. La motivazione potrebbe nascondersi dietro un problema di salute o più probabilmente dietro una cattiva condotta alimentare acquisita in passato. Non è inoltre infrequente che la causa per cui il nostro cane mangia sempre sia la noia.Il cane mangia sempre: una dieta apposita, esercizio e alcuni consigli utili Cosa fare se ci rendiamo conto che il nostro cane che mangia sempre in continuazione? Prima di tutto l’attività fisica, il gioco e l’addestramento sono fondamentali non sono per il suo benessere psico-fisico ma anche per tenerlo distante dalla ciotola del cibo. Dobbiamo prendere in considerazione che un cane che ha questo comportamento non lo fa perché ha fame. Potrebbe invece farlo perché si annoia. E’ fondamentale a questo punto dargli degli stimoli. Il gioco e gli esercizi sono fondamentali a questo scopo. Tenere il cane occupato e attivo con stimoli sempre diversi sarà utilissimo. Questo ovviamente è solo un primo passo ma non è sufficiente. E’ sicuramente necessario stabilire anche una dieta apposita da fargli seguire con attenzione. Un alimentazione ricca di fibre aiuterà il cane a sentirsi sazio più velocemente facendo così in modo che la voglia di mangiare di continuo diminuisca. Stabiliamo anche degli orari prestabiliti per farlo mangiare. Due volte al giorno è l’ideale, una al mattino presto e una seconda volta alla sera.Evitiamo di dare ai nostri golosoni bocconcini fuori pasto e se questi sono utilizzati come premio durante l’addestramento è bene fare attenzione a non esagerare con le quantità. Sarebbe bene controllare anche le fonti da cui il nostro cane potrebbe rubare del cibo. Assicuriamoci di chiudere bene i cassonetti e di non lasciare cibo in giro alla sua portata.  Durante le passeggiate utilizziamo magari un guinzaglio estensibile o una museruola a cestello così da fare in modo che non si avvicini a fonti di cibo che trova per strada e che, aggiungo, possono essere anche assai pericolose. Il cane che mangia in continuazione, a prescindere dal fatto che possa semplicemente essere un gran golosone, è un cane che presenta comunque una situazione di disagio presente e sicuramente futuro ed è compito nostro dargli delle regole alimentari che lo aiutino a stare bene. Quindi piuttosto che dargli un bocconcino in più quando il vostro cane vi fa gli occhi dolci o vuole giocare mentre voi siete impegnati a rilassarvi sul divano, prendiamo il guinzaglio e andiamo a correre e giocare con lui al parco. Sarà un toccasana per lui ma anche per noi.

cani guardano la televisione

I cani guardano la televisione?

Comportamento Redazione - 25 Aug 2016

Lasciando la televisione accesa il cane si sente meno solo. Quante volte ci siamo chiesti se i cani guardano la televisione? Quante volte abbiamo pensato, quando dovevamo lasciare a casa fido da solo, che la televisione accesa fosse un modo per non farlo sentire solo?  Quando hai un cane ti preoccupi che stando da solo per qualche ora possa risentirne e stare male sentendosi quasi abbandonato. E allora come fare a farlo sentire meno solo? Lasciando acceso quello che, per molte persone, è non solo uno strumento di informazione ma anche di compagnia. Mala domanda iniziale è d’obbligo. I cani guardano la televisione?  Come reagiscono i nostri amici davanti alle immagini trasmesse? Ci sono dei programmi in particolari che catturano la loro attenzione? Oppure sono totalmente indifferenti?  Proviamo a dare delle risposte.L’esperimento di James Randi. James Randi era un celebre illusionista, che divenne poi uno smascheratore di truffe. Randi decise di mettere in palio un milione di dollari per chiunque fosse stato in grado di dimostrare un qualsiasi fatto paranormale. A Randi venne proposto il caso di Terr, un barboncino, che a detta del suo padrone guardava la televisione. Inizialmente al barboncino vennero mostrati dei video dove non vi erano cani. Video a cui Terr si mostrò totalmente disinteressato. La situazione cambiò quando Randi mostrò a Terr dei video riguardanti alcuni episodi di Lassie.  Appena il cane entrava in scena, Terr si dimostrava subito attento e interessato e iniziava ad abbaiare. Si avvicinava allo schermo cercando di raggiungere l’altro cane e lo seguiva con lo sguardo da una parte all’altra dello schermo. Randi appurò anche che a Terr piacevano i documentari dove erano presenti altri animali ma che al contrario era disinteressato ai cartoni animati, anche se erano presenti cani. Ovviamente quello non fu riconosciuto come un fenomeno paranormale ma fornisce a noi degli indizi per provare a capire se davvero i cani guardano la televisione.I cani guardano la televisione? Un argomento ancora aperto e una tv apposta per loro Ad oggi non è davvero possibile affermare con certezza se i cani guardano o meno la televisione. O meglio non è possibile affermare se capiscano o meno che i programmi che vengono trasmessi sono finzione e che non stanno veramente accadendo davanti ai suoi occhi. Quello che si può fare invece è affermare che sì, i cani guardano la televisione o quanto meno vedono le immagini che scorrono. Uno studio pubblicato su Science Daily National Veterinary School of Lion sembrerebbe dimostrare che non solo i cani hanno la capacità di vedere le immagini in televisione ma hanno anche la capacità di distinguere tra cani e altri animali, compresi gli esseri umani. Inoltre sembrerebbe che l’introduzione delle televisioni moderne avrebbe favorito una maggiore interazione tra questa e i cani. Non tutti i cani però vengono però catturati da questo potente mezzo. Alcune razze sono più predisposte di altre. Ad esempio i cani territoriali pare siano più stimolati dagli oggetti in movimento sullo schermo mentre lo stesso non si può dire per i cani cacciatori che prediligono l’olfatto alla vista. A seguito di questi studi negli USA un gruppo di scienziati, veterinari ed educatori hanno creato un canale televisivo apposta per i nostri amici a quattro zampe con contenuti speciali che possono aiutare o stimolare il cane. È nata così DOGTV. Qui si possono trovare cani che giocano, primi piani di musi, palline e tanto altro ancora.

classi di socializzazione per cani

Classi di socializzazione per cani: a cosa servono?

Home Redazione - 12 Aug 2016

COSA SONO LE CLASSI DI SOCIALIZZAZIONE PER CANI Le classi di socializzazione per cani, se condotte correttamente, servono a migliorare l’interazione tra cani e a farla capire al padrone. Nell’ultimo decennio le classi di socializzazione per cani sono diventate molto “di moda” nella maggior parte dei centri di educazione cinofila e addestramento cani. Ma cosa sono esattamente? Si tratta di liberare in un’area recintata più cani che spesso non si conoscono, sotto la supervisione di un addestratore professionista, che controlla e gestisce quando occorre le interazioni tra i vari soggetti; lo scopo è quello di agevolare la socialità tra i cani, sviluppando le loro capacità di comunicazione con i propri conspecifici. Le classi di socializzazione dunque non sono semplicemente un’occasione di gioco e di divertimento per i quattrozampe, ma dovrebbero essere anche un momento di apprendimento. Proprio in questo consiste la differenza tra portare il proprio cane al parco vicino a casa e lasciarlo libero assieme agli altri e invece farlo partecipare alle classi di socializzazione; nel secondo caso infatti i cani che vengono lasciati svincolati dal guinzaglio all’interno dell’area apposita devono essere precedentemente selezionati dall’addestratore. Non tutti i quattro zampe infatti sono adatti da subito a partecipare agli incontri, come nel caso di soggetti aggressivi verso i propri simili: non si tratta di mettere tanti cani assieme alla rinfusa e lasciare che se la sbrighino da soli, pensando che in qualche modo tutti troveranno un equilibrio all’interno del gruppo. Così facendo, anzi, il rischio di zuffe diventerebbe alto e la classe di socializzazione finirebbe per avere un effetto negativo su molti cani che, invece di imparare a rapportarsi pacificamente con gli altri, apprenderebbero al contrario che, quando incontrano un loro simile, l’unica cosa da fare è aggredire per primo per evitare di essere aggrediti loro stessi. Se condotta in modo scorretto infatti questa forma di addestramento per cani può rivelarsi dannosa e rovinare il rapporto con i conspecifici anche in soggetti che prima non avevano particolari problemi di socializzazione. È fondamentale dunque rivolgersi ad educatori professionisti e non improvvisati che sappiano fare le opportune valutazioni: anzitutto bisognerà considerare le diverse razze perché non tutte comunicano nello stesso identico modo, quindi ci sarebbe il rischio che non capiscano gli uni i segnali degli altri creando fraintendimenti che possono avere come conseguenza liti e zuffe.LE CLASSI DI SOCIALIZZAZIONE SONO PER CANI ADULTI O PER CUCCIOLI? In realtà, quando si parla di socializzazione nei cani ci si dovrebbe riferire ai cuccioli, perché il periodo in cui etologicamente si sviluppa la socialità va all’incirca dai due ai quattro mesi di età, quindi si tratta di una fase ben definita e piuttosto limitata nella vita dei quattro zampe. Oggi il termine “classi di socializzazione” viene utilizzato però anche in riferimento a cani adulti che sono già necessariamente socializzati (bene o male è un altro discorso), perché hanno superato spesso da parecchio le fatidiche dodici settimane di vita. Ciò non significa che questi momenti di incontro e di addestramento non servano a nulla nei cani adulti; se organizzate e condotte nella maniera giusta possono comunque migliorare la capacità del quattro zampe di avere consapevolezza di sé nella relazione con i suoi simili e servono anche al padrone per imparare ad interpretare il comportamento del proprio cane e capire quali sono i segnali che naturalmente invia e qual è il loro significato, sempre a patto che ci sia un buon addestratore a spiegarglieli.

cani si riconoscono tra loro

I cani si riconoscono tra loro, anche attraverso immagini

Comportamento Redazione - 12 Aug 2016

ECCO COME I CANI SI RICONOSCONO TRA LORO I cani si riconoscono tra loro sia con l’olfatto sia solo attraverso la vista e riconoscono gli altri cani conosciuti anche se non li vedono per mesi. Per i proprietari di cani sembra scontato che i quattro zampe riconoscano i propri simili come appartenenti alla stessa specie animale; basta osservare come si comportano quando, durante la consueta passeggiata per strada o al parco, incrociano altri cani: già da lontano concentrano tutta la loro attenzione sul pet in arrivo, drizzando le orecchie, tirando il guinzaglio, abbaiando, a volte fermandosi all’improvviso in atteggiamento di allerta. Visto che l’olfatto è nel cane il senso più sviluppato, attraverso cui l’animale “indaga” e conosce la realtà circostante, si è generalmente pensato che i quattro zampe utilizzassero proprio l’odorato per riconoscersi tra loro: riescono infatti ad avvertire la presenza di un loro simile ancor prima di vederlo, solo sentendone la traccia odorosa a distanza. Recenti studi, condotti presso la Scuola Nazionale di Veterinaria di Lione dalla Dottoressa Autier-Derian, hanno dimostrato però che i cani si riconoscono tra loro anche soltanto attraverso la vista. Sono stati messi alla prova nove cani di razze diverse, ai quali sono state mostrate, contemporaneamente su due schermi, immagini di quaranta specie animali: mentre su un video, ad esempio, compariva la figura di un cavallo, di un uomo, di un tigre, sull’altro veniva sempre mostrata quella di un cane, ogni volta di razza differente, quindi con caratteristiche mai identiche (prima un cane con le orecchie dritte e il naso lungo, poi uno con le orecchie a penzoloni e il muso corto o schiacciato, ecc.). Si è constatato che tutti i nove quattro zampe coinvolti nel test, quando gli veniva dato il comando “immagine”, andavano spontaneamente verso lo schermo che in quel momento riproduceva la figura di un cane, piuttosto che verso quello su cui compariva un altro animale. Ciò dimostrerebbe dunque che i nostri pet sarebbero in grado di astrarre mentalmente delle categorie animali e di raggruppare sotto la stessa categoria tutte le immagini di cani, qualunque sia la loro razza, distinguendoli dagli altri animali.I CANI SI RICONOSCONO TRA LORO ANCHE QUANDO NON SI VEDONO DA TEMPO? Che i cani si riconoscano in quanto appartenenti alla stessa razza, sia con l’olfatto che con la vista, è dunque assodato. Ma cosa accade se due cani che si incontrano spesso, e quindi si conoscono individualmente, non si vedono per un po’ di tempo? I cani hanno un’ottima memoria e, anche se trascorrono un periodo più o meno lungo senza frequentare i loro “amici” a quattro zampe, sono perfettamente in grado di ricordarsi di loro. A volte, quando si rivedono, quasi non si annusano nemmeno e riprendono la loro amicizia nel punto in cui l’avevano lasciata; altre volte danno vita al consueto “cerimoniale di presentazione” tipico di tutti i cani che si incontrano, cioè si annusano, prima affiancando i musi per poi passare ad odorare l’uno il didietro dell’altro. Ciò non significa però che i cani non si riconoscano più, ma è un comportamento che fa parte del loro rituale e che spesso mettono in atto anche quando si vedono tutti i giorni. Potete dunque stare tranquilli perché, se il vostro Fido è sempre stato il compagno di gioco preferito di quel quattro zampe che incrociate tutte le mattine per strada, continuerà ad esserlo anche se non lo ha visto per mesi, a meno che non si verifichino circostanze particolari, come ad esempio la presenza di una femmina in calore nei paraggi, il che farebbe litigare anche due “amici per la pelle”…E QUANDO UN CANE NE INCONTRA UN ALTRO CHE DA CUCCIOLO È DIVENTATO ADULTO? Gli unici problemi potrebbero verificarsi nel caso in cui uno dei cani, ancora cucciolo all’ultimo incontro, fosse ormai diventato adulto quando i due si rivedono. Allora, soprattutto se i quattro zampe sono dello stesso sesso, in particolar modo se maschi, potrebbero nascere delle zuffe, perché i due non avevano ancora stabilito le rispettive gerarchie e ruoli, prima del periodo di lontananza.

animale in casa

Avere un animale in casa fa bene: tutti i benefici

Curiosità Redazione - 12 Aug 2016

Gli animali fanno bene alla salute Un animale in casa è un toccasana per la salute di adulti e bambini. Quali sono i benefici più evidenti? La presenza di un animale riduce:stress ansia malattie cardiache aiuta nelle relazioni con gli altriChi ha un animale in casa conosce sicuramente alcuni dei benefici che vivere con un cane comporta e, negli ultimi anni, anche diverse ricerche scientifiche hanno confermato questa “sensazione”. Avere un animale domestico infatti implicherebbe molteplici vantaggi per la salute umana, sia a livello fisico che mentale; vediamo quali sono:Ridurre ansia e stress: non c’è niente di più rilassante e piacevole che accarezzare il proprio pet e dedicare un po’ di tempo ai “grattini” di rito, che il vostro cane accoglie sempre con gioia e riconoscenza.Dopo una giornata faticosa e impegnativa è estremamente distensivo sedersi sul divano di casa con accanto il proprio cane e trascorrere una mezz’oretta a coccolarlo. Dare e ricevere attenzioni produce endorfine nel nostro cervello, come in quello del nostro animale domestico; si tratta di sostanze chimiche generate da una ghiandola cranica chiamata ipofisi, che stimolano in noi una sensazione di benessere, capace di diffondersi a tutto l’organismo.Garantire una migliore forma fisica: chi ha cane è incentivato a fare più movimento, vuoi per necessità, perché il quattro zampe deve uscire a fare i propri bisogni, vuoi per piacere. Una passeggiate quotidiana con il proprio pet, magari al parco o in un bosco, è per entrambi un passatempo divertente e salutare al tempo stesso.Tanto il padrone quanto il cane possono in questo modo svolgere un esercizio fisico quotidiano, continuativo e costante nel tempo, ma non troppo faticoso e adatto a persone di tutte le età. Le attività che si possono praticare col proprio cane comunque non si limitano a questo: i più sportivi possono fare jogging, andare in bicicletta o addirittura nuotare assieme all’adorato quattro zampe.Ridurre il rischio di malattie cardiovascolari: proprio per i motivi di cui sopra, avere un animale domestico protegge da infarto e ipertensione. Lo avrebbe dimostrato una ricerca dell’American Heart Association, secondo cui chi possiede un cane, essendo meno stressato e facendo più moto, sarebbe meno esposto ad alcuni importanti fattori di rischio quali il sovrappeso, il diabete, la pressione alta e godrebbe dunque di una forma fisica migliore. Diminuire l’insorgenza di depressione: chi ha un animale in casa non è mai solo. La presenza costante, affettuosa e anche impegnativa dei nostri amici a quattro zampe può essere determinante nel combattere la solitudine.Avere un cane accanto significa anche sentirsi amati e importanti, anzi indispensabili, per qualcuno e quindi avere una motivazione in più per affrontare positivamente la giornata: aumenta l’autostima ed incentiva anche la socializzazione, visto che induce ad uscire di casa, a incontrare padroni di altri cani e a fare nuove conoscenze.Avere un cane fa bene ai bambini Recenti studi hanno dimostrato che anche per i bambini crescere con un animale in casa comporterebbe evidenti vantaggi, come:Ridurre l’insorgenza di allergie: vivere a contatto con un cane o un gatto rafforzerebbe il sistema immunitario, perché esporrebbe a virus e batteri veicolati dall’animale, ma non trasmissibili all’uomo, che renderebbero l’organismo del bambino più forte e reattivo.Secondo l’Università di San Francisco inoltre comporterebbe anche una minore probabilità per i bambini di contrarre virus stagionali che causano malattie dell’apparato respiratorio, come tosse e raffreddore, ma anche asma.Crescere più indipendenti ed equilibrati: oltre ai benefici fisici che la vita con una animale domestico produce sui nostri figli, ci sono anche effetti positivi altrettanto importanti sullo sviluppo della loro personalità.I bambini imparerebbero fin da piccoli il senso di responsabilità nel prendersi cura di un cane o di un gatto, ma anche il rispetto nei confronti del pet; in questo è fondamentale che siano i genitori ad indirizzarli correttamente, facendo capire al bambino da subito che un animale in casa non è un giocattolo, ma un essere intelligente e senziente con le sue esigenze e i suoi spazi da rispettare. In tal modo i bimbi svilupperebbero anche un maggiore autocontrollo, che li aiuterebbe a relazionarsi col mondo esterno e li renderebbe più capaci ad interagire con gli altri.

cane disturba la quiete pubblica

Il cane disturba la quiete pubblica: quando avviene?

Comportamento Redazione - 12 Aug 2016

IL CANE DISTURBA LA QUIETE PUBBLICA SE ABBAIA? Spesso i vicini di casa si dimostrano insofferenti nei confronti di un cane che abbaia e ne sono infastiditi. Ma quando veramente il cane disturba la quiete pubblica? Capita frequentemente che nascano discussioni o vere e proprie liti tra i padroni di un quattro zampe e gli altri abitanti dello stesso stabile o di quelli limitrofi, che si lamentano per l’abbaiare del cane. Talvolta queste diatribe finiscono addirittura in tribunale, a seguito di denunce alla Pubblica Autorità: non sempre però ha torto il cane che abbaia. Le leggi che deve tener presenti ogni proprietario di cani sono:l’ex articolo 659 del Codice Penale sul disturbo della quiete pubblica che dice: “chiunque mediante schiamazzi o rumori, oppure suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, è punito con l’arresto fino a tre mesi” o con un’ammenda fino a 300 euro. i Regolamenti di Polizia Urbana del Comune di residenza, dove spesso è previsto che il cane non debba recare disturbo o danno al vicinato soprattutto di notte.Alcune sentenze hanno però affermato che per dire che il cane disturba la quiete pubblica, la conseguente protesta deve riguardare una pluralità di persone, precisando che i rumori provocati dagli animali “devono incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone”. Questo anche perché spesso accade che le liti tra i vicini di casa abbiano radici diverse, come vecchi rancori o dispetti reciproci, e che prendersela con il cane che abbaia sia solo un pretesto per “farla pagare” al vicino antipatico. Così la giurisprudenza moderna tende a seguire una linea “garantista”, secondo cui per condannare qualcuno in quanto il suo cane disturba la quiete pubblica deve essere accertato che non è un solo inquilino ad essere disturbato, ma una pluralità di persone. Purtroppo ad oggi però la norma in questa materia è ancora troppo largamente interpretabile, quindi capita che di fronte a situazioni simili si abbiano sentenze molto diverse tra loro o che addirittura una sentenza di condanna nei confronti del proprietario di un cane che abbaia venga poi ribaltata nei successivi gradi di giudizio. Alcuni tribunali, ad esempio, pongono un maggiore accento sulla condotta del padrone che non ha impedito l’abbaiare del proprio cane, nonostante le proteste dei vicini; viene condannata quindi la negligenza dell’umano e la sua volontarietà se il  cane disturba la quiete pubblica.A VOLTE L’ABBAIARE REITERATO DEL CANE PUÒ ESSERE SINTOMO DI UN MALESSERE Disturbo della quiete pubblica a parte, se ci concentriamo sul benessere dell’animale, bisogna considerare che un cane che abbaia continuamente può manifestare un sintomo di sofferenza: il pet a volte è lasciato troppo solo, magari tutto il giorno chiuso in casa o in giardino senza nessuna possibilità di sfogo. I quattro zampe necessitano della compagnia degli esseri umani e una situazione di solitudine prolungata e reiterata può essere per loro intollerabile; quindi abbaiano ininterrottamente o latrano nel disperato tentativo di richiamare l’attenzione del padrone, esprimendo un malessere che non deve essere sottovalutato. Diversa invece è la circostanza del cane che, come è normale che sia, fa la guardia alla proprietà e la difende, quindi abbaia quando passa un estraneo o un altro cane vicino alla propria casa: in questo caso il cane sta solo facendo il suo “lavoro”, quello per cui proprio noi uomini lo abbiamo selezionato per secoli, allo scopo di essere “avvisati” in caso di pericolo; è questo infatti uno dei motivi che hanno spinto l’uomo primitivo a scegliere di avere un cane accanto a sé. Del resto, fino a non molto tempo fa nelle nostre campagne era normale che i cani abbaiassero e nessuno se ne lamentava. In certi casi dovremmo essere noi umani più razionali e tolleranti e pensare che, così come chiediamo il rispetto della quiete pubblica al padrone del cane, dobbiamo anche a nostra volta rispettare l’animale e la sua natura, la stessa per la quale millenni fa abbiamo eletto il cane a nostro compagno privilegiato.

cani "fiutano" le bugie

I cani "fiutano" le bugie: parola di scienziato!

Comportamento Redazione - 11 Aug 2016

I CANI "FIUTANO" LE BUGIE: RICONOSCONO SE UNA PERSONA LE DICE Una ricerca condotta alla Kyoto University in Giappone avrebbe dimostrato che i cani "fiutano" le bugie e capiscono quando una persona ne sta dicendo una. Si dice spesso che le bugie hanno le gambe corte… ma se anche i nostri cani le riconoscono allora bisognerebbe dire cortissime! Secondo uno studio condotto in Giappone dal dottor Akiko Takaoka della Kyoto University infatti sarebbe risultato che i cani "fiutano" le bugie e di riconoscere quando qualcuno le dice e di ricordarlo, così da arrivare a classificare e identificare quella persona come inaffidabile. Che i cani siano dotati di una particolare sensibilità è ormai assodato, tanto che ogni padrone sa quanto il proprio quattro zampe sia capace di captare i suoi stati emotivi e il suo umore. Quotidianamente i nostri pet ci danno dimostrazione della loro attitudine a sentire se siamo arrabbiati o felici: ecco così che quando arriviamo a casa con i nervi a fior di pelle, magari dopo una stressante giornata di lavoro, Fido ci viene incontro con fare dimesso rispetto al solito, scodinzolando e guaendo sì, ma senza saltarci addosso come fa normalmente; oppure quando siamo malati a letto con l’influenza il nostro cane ci stupisce ogni volta e invece di chiederci di uscire tutto eccitato rimane per l’intera giornata a sonnecchiare accoccolato accanto a noi.Test per su 34 cani Ma a quanto pare i nostri amici a quattro zampe non finiscono mai di sorprenderci, secondo quanto dimostrato dal team di scienziati giapponesi, che hanno sottoposto ad un semplice test 34 cani di età e razze differenti. A ciascuno di loro è stato mostrato da un ricercatore un contenitore con del cibo, che i pet si sono prontamente sbafati; al secondo giro invece la stessa persona ha indicato di nuovo ai cani un contenitore, ma questa volta vuoto. La terza volta i quattro zampe non hanno più dato retta all’uomo, anche se gli indicava un contenitore in cui era stato di nuovo messo del cibo, e non lo hanno seguito. Questo perché i cani hanno compreso che quella persona raccontava bugie, o meglio hanno capito che era inaffidabile e quindi non valeva la pena sprecare tempo dietro a lui. Ciò significa che l’intelligenza sociale dei nostri pet è molto più raffinata di quanto si pensi e che i nostri amici a quattro zampe sono in grado non solo di fare tesoro delle esperienze precedenti e di ricordarle, ma anche di riflettere e prendere la decisione di volta in volta più opportuna sulla base del pregresso. Il prossimo passo dello studio giapponese sarà osservare se lo stesso atteggiamento si verifichi anche tra i lupi, per capire se si tratta di un comportamento atavico o che i cani hanno imparato attraverso la convivenza millenaria con l’uomo.SE I CANI "FIUTANO" LE BUGIE, MINIAMO LA LORO FIDUCIA La capacità dei cani di riconoscere le bugie e di trascurare le persone inaffidabili non dovrebbe stupirci più di tanto. Gli stessi educatori cinofili sottolineano come, prima di intraprendere un qualunque percorso di addestramento con il proprio cane, bisogna assicurarsi di avere instaurato un rapporto di reciproca fiducia con lui. I cani, in quanto animali sociali per natura, hanno bisogno di un leader che li guidi e una delle caratteristiche principali che un buon capobranco deve avere è proprio essere affidabile e coerente. Quindi, se siete contraddittori e bugiardi non aspettatevi che il vostro quattro zampe vi riconosca come un “guru” e vi segua ciecamente. La stima va sempre conquistata sul campo, anche quella del vostro cane, che non solo non si farà ingannare, ma soprattutto non vi perdonerà tanto facilmente, perché una volta capito che siete inaffidabili, ai suoi occhi perderete credibilità e non vi darà più ascolto.

scodinzolio del cane

Scodinzolio del cane: significato e come interpretarlo

Comportamento Redazione - 04 Aug 2016

Scodinzolio del cane: significato Cosa si nasconde dietro il gesto dello scodinzolio del cane ? Non sempre un sentimento di felicità, dipende da molti fattori. Uno dei modi di comunicare più consueti che il nostro cane utilizza è lo scodinzolio. Questo, pur essendo uno dei gesti più comuni e più evidenti compiuti dai nostri quattrozampe, è anche quello più spesso frainteso. Nell’opinione comune infatti lo scodinzolio è interpretato come segno di felicità, ma non è sempre così, anzi: a volte può voler dire l’esatto contrario. Il significato dello scodinzolio del cane infatti dipende da più elementi: dall’altezza a cui tiene la coda, dalla posizione della stessa, dalla frequenza dei movimenti, dalla porzione della coda che si muove, ecc. Interpretare questi segnali dunque non è così facile come può sembrare e nemmeno così scontato, ma cerchiamo di capirci qualcosa di più. Quando la coda del cane è bassa e si muove velocemente, a volte quasi rasoterra, significa che l’animale è insicuro, nervoso e spesso ha paura; molte volte a questo movimento si accompagnano altri atteggiamenti corporei, come orecchie abbassate e corpo che tende a “farsi piccolo”. Se il cane tiene la coda alta e muove solo la punta, di solito vuol dire che in una situazione di attesa: capita spesso quando due cani si incontrano e sono ancora ad una media distanza l’uno dall’altro; si osservano assumendo una postura diritta, in attesa di capire qual è la disposizione dell’altro quattrozampe e di vedere chi dei due farà la prima mossa. Se invece la coda del cane è tenuta a media altezza, a livello del dorso, ed è immobile e rigida, non è un buon segno: di solito questo atteggiamento può indicare potenziale aggressività, quindi è sempre bene non avvicinarsi troppo e lasciare all’animale spazio sufficiente, in modo che non si senta minacciato. Quando il cane scodinzola muovendo tutta la coda alta, con gesti ampi e veloci, allora sì che è felice: è il tipico scodinzolio che i nostri pet ci riservano quando rientriamo a casa dopo essere stati assenti per periodo anche brevi, per dimostrare la gioia di rivederci. Anche se noi non abbiamo un olfatto abbastanza sviluppato da poterli percepire, scodinzolando il nostro cane agevola la diffusione nell’aria dei feromoni emessi dalle ghiandole perianali, che comunicano contentezza e positività; è questo il motivo per cui i quattrozampe, quando si incontrano, si annusano il didietro, per capire se i feromoni dell’altro esprimono che è ben disposto oppure no.Se il cane scodinzola a destra Anche la direzione assunta dallo scodinzolio del cane è significativa: un recente studio, condotto da Giorgio Vallortigara dell’Università di Trieste e da Angelo Quaranta e Marcello Siniscalchi dell'Università di Bari, avrebbe spiegato che anche nel cane, come nell’uomo, i due emisferi del cervello presiederebbero a diverse emozioni e, di conseguenza, darebbero impulso a movimenti dal significato differente. Si è visto infatti che quando i cani interessati dalla ricerca vedevano il loro padrone muovevano la coda verso destra, mentre quando vedevano un estraneo la muovevano verso sinistra. Si è quindi giunti alla conclusione che se il cane scodinzola a destra è in una disposizione amichevole, invece se scodinzola a sinistra prova insicurezza o aggressività.Assieme allo scodinzolio c'è dell'altro... Come tutti i gesti comunicativi del cane, anche lo scodinzolio non è mai a sé stante, ma va interpretato e letto nell’insieme del comportamento che l’animale assume. Per capire completamente la disposizione d’animo del nostro quattrozampe dunque dobbiamo osservare qual è l’atteggiamento di tutto il suo corpo e la mimica del muso: oltre allo scodinzolio dobbiamo guardare le orecchie, gli occhi, il corpo (se è teso e irrigidito o rilassato), la bocca (se è aperta o serrata), se i denti sono scoperti, se il pelo è ritto. Un cane che muove la coda, ma ringhia, difficilmente avrà intenzioni amichevoli...

cane è felice

Ma il mio cane è davvero felice? come saperlo

Comportamento Redazione - 04 Aug 2016

Ci siamo mai chiesti quando è il cane è felice per davvero? Ecco tutta una serie di fattori che contribuiscono a rendere sereno il nostro pet. Ci sono padroni che dedicano una buona parte della loro giornata al proprio cane, trascorrendo molto tempo con lui, portandolo a camminare o al parco a giocare con gli altri quattrozampe; tutto per cercare di dare al proprio pet una vita il più possibile serena e spensierata. Ma ci siamo chiesti quando un cane è felice per davvero? Può sembrare difficile stabilirlo perché siamo inevitabilmente portati a ragionare da “umani” e a considerare spesso la felicità dal nostro punto di vista e non sempre da quello dell’animale; tuttavia ci sono alcuni fattori “oggettivi” che, se ben valutati, possono dirci in buona misura che il nostro cane è felice. Può sembrare scontato, ma per prima cosa dobbiamo considerare il suo stato di salute: se vediamo che il cane non ha voglia di mangiare, è abbattuto, se ne sta sdraiato in disparte e non ha voglia di giocare potrebbe non stare bene. Se questo atteggiamento dura un giorno soltanto e poi il cane ritorna alla sua consueta vivacità, non c’è da preoccuparsi, ma se persiste è bene chiedere consiglio al nostro veterinario di fiducia per escludere eventuali problemi di salute: non potendo esprimersi in altro modo, a volte il nostro pet ci comunica il suo stato di malessere assumendo comportamenti diversi dal solito. Per stare bene ovviamente il cane deve avere a disposizione tutto ciò che gli occorre per il sostentamento, quindi cibo a sufficienza e acqua sempre pulita e fresca per poter bere ogni volta abbia sete. Riguardo al cibo è difficile che i quattrozampe un po’ viziati di casa ne soffrano la mancanza, anzi! È più probabile che ne abbiano in abbondanza e siano iperalimentati, ma questo non deve farci credere che siano necessariamente più felici. Alcuni padroni pensano di gratificare il cane dandogli continue ricompense alimentari, ma è sbagliato: va bene premiare il pet, ma solo quando se lo è meritato, altrimenti, oltre a diventare diseducativo, può indurre il nostro cane a sviluppare una vera e propria dipendenza dal cibo, al punto che finirà per richiederci continuamente bocconcini e biscotti, non certo perché abbia fame, ma per abitudine. Questo comportamento a lungo andare può inoltre diventare deleterio per il cane, che rischia di andare incontro a malattie quali l’obesità e il diabete, ma anche per il padrone, che sarà “ossessionato” dalla costante rivendicazione di cibarie.Il mio cane è felice? Non basta un tetto e un pasto caldo Per sostenere che il cane sia felice non sono sufficienti un “tetto sopra la testa” e un pasto caldo, per quanto importanti. Il nostro pet ha altrettanto bisogno di curare, assieme al suo benessere fisico, anche quello psichico: se ha una cuccia morbida e pappa a volontà, ma rimane tutto il giorno in casa da solo, tranne che per i dieci minuti di uscita sotto al portone per fare i propri bisogni, il cane non potrà essere davvero felice e vivrà in una sorta di gabbia, dorata sì ma pur sempre una gabbia. Si adatterà solo perché non potrà fare altrimenti, visto che, a differenza di noi umani, i quattrozampe non possono disporre della loro esistenza, ma siamo noi a farlo per loro. A lungo andare però i segnali della sua infelicità inevitabilmente emergeranno: il cane potrebbe dimostrarsi depresso e apatico, ma potrebbe anche, al contrario, risultare iperattivo, troppo esuberante, fare danni in casa, saltare addosso a tutti, perché non ha modo di sfogare mai a sufficienza la propria energia. Per non parlare poi dei casi in cui il cane può diventare aggressivo e mostrare altri comportamenti compulsivi che sono indice di forte stress, come mordersi la coda, leccarsi insistentemente fino a ferirsi. Anche noi se trascorressimo le nostre giornate sempre chiusi in casa, senza vedere praticamente nessuno, se non per poche ore la sera, e senza nessuna occupazione cui dedicarci, prima o poi avremmo bisogno di un bravo psicologo. Lo stesso vale per il nostro cane: ha bisogno di uscire, socializzare con gli umani e con i suoi simili, vedere e annusare il mondo esterno, giocare e correre, insomma di esprimere se stesso e la propria voglia di vivere. Guardate il vostro pet dopo un pomeriggio trascorso a rincorrere un legnetto al parco o a nuotare al fiume e vi sarà chiaro cosa vuol dire un cane felice: gli occhi gli brilleranno di gioia e di gratitudine nei vostri confronti per avergli permesso di essere se stesso, e per un padrone che ama il suo quattrozampe non c’è ricompensa migliore!

Zuffe tra cani: cosa fare per prevenirle

Addestramento Redazione - 02 Aug 2016

ZUFFE TRA CANI: PERCHÉ I CANI LITIGANO TRA LORO? Le zuffe tra cani non sono così rare, anche se oggi si tende a pensare che i quattrozampe siano tutti naturalmente animati da sentimenti di fraternità reciproca. In realtà non è proprio così e non perché i cani che si azzuffano siano tutti squilibrati, ma perché la loro natura, al contrario, li rende sì animali sociali, ma all’interno del loro branco. Non bisogna dimenticare che il nostro adorato e giocherellone Fido è pur sempre un discendente del lupo e, sebbene la millenaria convivenza con l’uomo lo abbia reso domestico, ha comunque conservato nel proprio DNA (e per fortuna!) alcune caratteristiche comportamentali ereditate dal suo progenitore. È normale dunque che quando un cane incontra per strada o al parco dei propri simili, che spesso per lui sono poco più che degli estranei, non sia sempre animato da sentimenti amichevoli nei loro confronti, perché li vede come dei rivali o dei competitori che invadono uno spazio che magari il cane considera suo; è da queste situazioni che possono nascere delle risse. Ciò avviene tra cani adulti e dello stesso sesso, in particolare tra i maschi che, per motivi territoriali o per contendersi una femmina, hanno una probabilità di azzuffarsi tre volte superiore rispetto ai cani del sesso opposto. È vero che socializzare il cane da cucciolo è importante, ma per quanto abituato a giocare con i propri simili, non vuol dire che, una volta divenuto adulto, non possa manifestare segni di aggressività intraspecifica; e non necessariamente ciò significa che sia un cane “cattivo”. Per quanto possa non piacerci, che cani adulti dello stesso sesso si azzuffino rientra nella normalità! Fa parte del loro essere animali che vivono in società gerarchiche, in cui devono necessariamente esistere dei soggetti dominanti e dei gregari e dove ciascun membro deve avere e rispettare il proprio ruolo. Le zuffe tra cani non avvengono esclusivamente tra animali che non si conoscono, ma possono verificarsi anche tra quelli che magari si incontrano tutti i giorni: spesso siamo portati a pensare che i cani che si vedono sempre al parco finiscano per costituire una vero e proprio branco. Non è così: anche tra loro, come tra noi umani, ci sono simpatie e antipatie e può bastare uno sguardo “storto” o un segnale che noi neppure cogliamo perché anche cani che si conoscono da tempo si azzuffino. A volte infatti sono “soltanto” gli odori la causa scatenante di una rissa: il nostro olfatto è infinitamente meno sviluppato di quello canino, quindi ignoriamo completamente i segnali olfattivi, dietro ai quali invece per i nostri cani si nasconde un mondo!COME COMPORTARSI SE DUE CANI SI AZZUFFANNO Per prima cosa dobbiamo cercare in ogni modo di evitare che si arrivi alla zuffa: prima di “attaccare briga” infatti il nostro cane, così come il suo “avversario”, darà dei segni di nervosismo che dobbiamo imparare a cogliere perché, se prima che la rissa incominci, possiamo ancora avere influenza sul nostro cane e far sì che ci obbedisca, una volta che la “lite” è incominciata non c’è più nessuna speranza che ci dia ascolto. Bisogna essere consapevoli del fatto che spesso il guinzaglio e il modo in cui lo teniamo può essere una causa scatenante di zuffe tra cani: l’animale si sente “trattenuto”, impossibilitato a scappare in caso di necessità, e questo può indurlo a dimostrarsi rissoso quando incontra i propri simili, perché pensa che non gli rimanga altro da fare che attaccare per primo. Non è inusuale infatti vedere quattrozampe che al guinzaglio si comportano come se volessero “sbranare” tutti gli altri cani che incontrano e che, invece, una volta lasciati liberi, sono molto meno aggressivi e tendono ad evitare il conflitto. Inoltre il cane sente il nostro stato d’animo, quindi se quando vediamo venire verso di noi un altro quattrozampe tendiamo il guinzaglio e, magari senza accorgercene, entriamo in uno stato di apprensione (modificando il ritmo del respiro o irrigidendoci), spingiamo ancora di più il nostro cane a diventare aggressivo nei confronti del suo simile. Per evitare che i cani si azzuffano a volte basta un po’ di attenzione e qualche accorgimento in più: ad esempio può essere sufficiente deviare momentaneamente dal proprio percorso, allontanarsi un attimo o magari mettersi tra due auto parcheggiate quando vediamo avvicinarsi quell’esemplare canino che sappiamo essere proprio “intollerabile” alla vista del nostro quattrozampe. Ciò vale sia per i cani di grandi dimensioni che per quelli piccoli: questi ultimi talvolta assumono un atteggiamento provocatorio nei confronti dei “cagnoni”, non curanti della differenza di dimensioni, magari perché spinti dall’atteggiamento inconsapevole dei padroni a sentirsi dei leader, con il problema però che in caso di zuffa sono quelli che inevitabilmente rischiano di farsi davvero male. Comunque, se due cani arrivano ad azzuffarsi, di solito è bene che i proprietari non intervengano sia perché rischiano seriamente di uscirne con una bella morsicata sia perché la maggior parte delle volte i cani, da buoni discendenti del lupo, ritualizzano molto; quindi fanno una gran sceneggiata, con ringhi spaventosi, pelo alzato e canini “spianati”, ma alla fine della contesa ne escono con qualche ciuffo di pelo in meno o al massimo con qualche buchetto in un orecchio. Soprattutto quando si affrontano cani che più o meno si equivalgono per corporatura, lasciamo che se la sbrighino tra loro: otto volte su dieci sarà una dimostrazione di forza, senza gravi conseguenze.

I cani si rotolano a terra: perchè?

Comportamento Redazione - 31 Jul 2016

Per quale motivo i cani si rotolano a terra? Perché i cani si rotolano a terra, su escrementi o carcasse? Per riportare l’odore al branco, per camuffarsi a caccia o liberarsi da odori sgraditi. Chiunque abbia un cane ha ben presente di quale comportamento stiamo parlando: per “rotolarsi a terra” s’intende quando il nostro adorato Fido, di solito durante una passeggiata al parco o in campagna, all’improvviso si ferma ad odorare con estrema attenzione un punto ben preciso in mezzo all’erba e poi, dopo averci sfregato sopra il muso, vi si butta a peso morto sopra, rotolandosi più volte sulla schiena, in modo da impregnare il più possibile di quell’odore il proprio collo e il dorso. Molte volte a noi sembra di non scorgere proprio nulla di interessante sul terreno, altre volte invece vediamo, ahimè, fin troppo bene su cosa si sta strofinando il nostro pet: escrementi di altri cani, letame di mucca o di cavallo, o addirittura i resti di qualche animale morto; insomma tutte fonti di odori decisamente sgradevoli per noi umani, che preferiremmo evitare. In questi casi l’abitudine per cui i cani si rotolano a terra ci fa spesso arrabbiare, perché saremo poi costretti a sottoporlo ad un bagno accurato per cercare di eliminare dal suo pelo quegli effluvi maleodoranti, che non sempre scompaiono tanto facilmente, mentre in altri casi lo troviamo buffo e ci fa sorridere. Ma perché i cani si comportano così? Anzitutto va ricordato che quello del cane è un mondo prevalentemente olfattivo, a differenza del nostro che è soprattutto visivo: l’odorato è nei nostri pet enormemente sviluppato ed è per loro il senso principale con il quale percepire e interpretare la realtà circostante. Inoltre quelli che noi consideriamo odori insopportabili sono, al contrario, per il cane molto interessanti e per nulla sgradevoli. Detto ciò, esistono diverse spiegazioni al perché i cani amino rotolarsi nella terra: una possibile motivazione lega questo comportamento alla discendenza dal lupo. Si è osservato infatti che i lupi sfregano il proprio dorso nell’erba quando avvertono la presenza di nuovi odori, appartenenti ad altri animali: lo farebbero per impregnarsene bene così da riportare quello stesso odore agli altri membri del branco, che di solito accorrono per annusare la traccia olfattiva veicolata dal loro simile; sarebbe quindi un modo per trasmettere informazioni e conoscenze al gruppo. Un’altra spiegazione avanzata dagli studiosi sostiene invece che il cane si rotolerebbe a terra, su carcasse o escrementi di animali, per camuffare in qualche modo il proprio odore e non essere percepito dalle potenziali prede nell’approssimarsi, in un’ipotetica battuta di caccia. Certo, i nostri pet non hanno nessun bisogno di cacciare perché a casa li aspetta sempre un pasto pronto senza alcuno sforzo, ma questo comportamento ereditato dai progenitori sarebbe comunque rimasto scritto nel loro DNA.I cani si rotolano a terra: un'altra spiegazione C’è anche un’altra ipotesi circa l’abitudine per cui i cani si rotolano a terra andrebbe in qualche modo in senso contrario rispetto alle precedenti: i quattrozampe cioè non sfregherebbero il dorso nell’erba per impregnarsi di qualche traccia olfattiva lì presente, ma viceversa per allontanare da sé un odore per loro insopportabile. Capita infatti che a volte il nostro cane corra a rotolarsi su quanto c’è di più puzzolente proprio quando abbiamo appena finito di fargli il bagnetto e la toeletta: forse i prodotti che abbiamo utilizzato per l’igiene hanno un “profumo” che è tale solo per noi… I cani sono molto infastiditi da gran parte delle fragranze che noi consideriamo aromatiche, quindi è possibile che non vedano l’ora di liberarsene, andandosi a rotolare sopra qualcosa che per loro emana un buon odore: e cosa c’è di meglio che un bel mucchio di letame? A quanto pare noi e i nostri cani abbiamo una percezione molto diversa dei segnali olfattivi, ma per amore reciproco siamo disposti a tollerare gli uni i cattivi odori degli altri, pur di mantenere quel sodalizio indissolubile che da millenni lega l’uomo al cane.

sgridare il cane

Come sgridare il cane quando fa qualcosa di indesiderato

Comportamento Redazione - 28 Jul 2016

SGRIDARE IL CANE : E' UNA COSA CHE VA FATTA? Quante volte il nostro cane ha combinato una marachella e noi lo abbiamo sgridato, cercando di fargli capire che aveva “sbagliato” e non doveva più ripetere quel comportamento? Probabilmente molte volte, ma spesso ci siamo resi conto che non riuscivamo ad ottenere il risultato sperato e che il nostro messaggio sembrava entrargli da un orecchio per poi uscire dall’altro… Questo accade quando non riusciamo a comunicare in modo efficace col cane perché ci rivolgiamo a lui con parole e gesti come se avessimo davanti un nostro simile; ma non è così! I cani usano tra loro dei metodi comunicativi molto diversi dai nostri, perciò molte volte, per quanto si sforzino di capirci, proprio non ci riescono, non perché non siano intelligenti, ma perché siamo noi a “sbagliare linguaggio”. Uno degli errori più diffusi quando vogliamo sgridare il cane è quello di usare il giornale arrotolato per dare qualche pacca sul “sedere”: una comune leggenda metropolitana sui metodi di addestramento canino infatti ne suggerisce l’uso, perché non farebbe alcun male al quattro zampe, ma allo stesso tempo lo farebbe desistere dal comportamento sbagliato perché il rumore lo spaventerebbe. Ecco appunto la parola chiave: “spaventare”… È proprio quello che non va fatto quando si educa un cane, soprattutto se è cucciolo. Il cane infatti deve imparare a non compiere determinate azioni sgradite (rosicchiare ciabatte, mobili o saltare addosso) solo per compiacere il suo padrone, non perché ha paura di lui. In natura il capobranco non compie mai “azioni di forza”, ma tutti lo rispettano e gli “obbediscono” perché riconoscono in lui una guida per la sua saggezza, la sua equità e la sua calma. Agli occhi del nostro cane noi dobbiamo essere proprio questo: deve fare o non fare ciò che gli chiediamo spontaneamente perché vede in noi un leader naturale, non perché teme la nostra punizione! E allora come bisogna sgridare il cane? Non va proprio sgridato, almeno per come lo intendiamo noi, ma al contrario, va applicato il metodo del rinforzo positivo, premiando i comportamenti voluti. Quando il cucciolo combina un guaio anzitutto dobbiamo fargli capire in cosa ha “sbagliato”, mentre molte volte finiamo per urlare, gesticolare o dargli una “sculacciata”: in questo modo però il cane capisce solo che siamo arrabbiati, ma non collega questo nostro comportamento al gesto compiuto.COME EVITARE DI SGRIDARE IL CANE Se il cane fa qualcosa che noi non vogliamo, invece di sgridarlo, per prima cosa dobbiamo mantenere un atteggiamento pacato, dicendogli un “no” deciso nel momento stesso in cui lo cogliamo sul fatto, ma senza gridare o alterarci. Il capobranco, se proprio deve redarguire un suo subalterno, lo fa con una ringhio o con uno sguardo eloquente, ma senza mai dimostrare la sua forza fisica; anche noi non dobbiamo perdere la calma e dimostrarci equilibrati – è questa la prerogativa del soggetto dominante! In secondo luogo dobbiamo far capire al cane qual è il comportamento che a noi è sgradito, ad esempio togliendogli la ciabatta che sta cercando di rosicchiare, mentre gli diciamo “no”, in modo che intenda per associazione che è proprio quello che non vogliamo che faccia. Non perdiamo tempo in veri e propri discorsi rivolti al cane sul perché non deve fare una determinata azione, tanto non capirebbe e non faremmo altro che confonderlo! Soprattutto, ogni volta che il cucciolo cessa il comportamento indesiderato (ad esempio lascia andare la ciabatta di cui sopra) premiamolo immediatamente con un bocconcino goloso e sperticate lodi e carezze: così capirà che tutte le volte che farà quello che gli chiediamo ne otterrà una gradita ricompensa. E poi, non da ultimo, siamo pazienti! È normale che il cane sbagli: non dimentichiamo che un cucciolo fino ai quattro mesi ha una limitata capacità di autocontrollo, quindi diamogli il tempo di imparare e capire cosa vogliamo da lui, senza pretendete troppo in poco tempo.

espressioni del cane

Le espressioni del cane: ognuna ha un suo significato

Comportamento Redazione - 27 Jul 2016

COSA COMUNICANO LE ESPRESSIONI DEL CANE Le espressioni del cane possono essere le più diverse, a seconda dello stato d’animo del momento e delle emozioni che il vostro Fido prova. Basta guardarlo per capire se provano gioia, tensione, rabbia o se sono annoiati. Ma per interpretare l’espressività del proprio Fido occorre osservarlo con attenzione e conoscere almeno un po’ il linguaggio della specie: è vero che i cani non parlano, ma sanno comunicare col proprio corpo in maniera altrettanto chiara e comprensibile, tanto che molto spesso si sente dire: “gli manca solo la parola!” In realtà, non ne hanno bisogno, visto che riescono comunque a farsi ben comprendere non solo dai propri simili, ma anche da noi umani.Ma quali sono le principali espressioni del cane e a cosa corrispondono? Vediamole una ad una:La posizione delle orecchie: dipende sicuramente dalla conformazione fisica del cane e dalla razza, visto che ci sono quattrozampe che hanno orecchie lunghe e cadenti e altri che le hanno dritte e a punta. Ci sono comunque dei movimenti che per tutti hanno lo stesso significato. Quando il cane abbassa le orecchie e le tiene basse e appiattite vuol dire che è spaventato da qualcosa e si sente in pericolo. Quando le orecchie sono drizzate e tese significa che il cane è attento a captare qualche segnale o suono: in questo caso vedrete spesso le orecchie muoversi leggermente (stile antenna parabolica) per cercare di catturare ancora meglio ogni sentore. Altre volte, quando le orecchie sono un po’ tirate all’indietro, è probabile che il cane abbia un atteggiamento festoso e voglia invitarvi, anche con altri gesti del corpo, a giocare con lui. L’attitudine della bocca: il modo in cui il cane tiene le labbra è espressione del suo stato d’animo. Se la bocca è aperta e le labbra sono rilassate significa che il quattrozampe è sereno e tranquillo, mentre se, al contrario, le labbra sono tirate all’indietro e semichiuse o serrate vuol dire che l’animale è teso e stressato. Quando poi il cane mostra i denti, arriccia le labbra e si formano delle “rughe” ai lati della bocca è un segno inequivocabile che sta per aggredire. Lo sbadiglio: molte volte siamo portati ad associare l’atto di sbadigliare al sonno o alla noia. Può essere vero in alcuni casi che il cane sbadigli per questi motivi, ad esempio quando si è appena svegliato, ma molte volte invece sbadiglia perché è nervoso o sotto stress, magari perché qualcosa o qualcuno lo infastidisce o si trova in un ambiente che non gli è familiare e nel quale non si sente a proprio agio. Potrete notare ad esempio che il vostro cane spesso sbadiglia quando lo abbracciate: eh sì, perché se per voi è un gesto di grande affetto, per il cane può essere segno di dominio e costrizione…Altre volte lo sbadiglio è uno dei cosiddetti “segnali calmanti”: di fronte a una situazione di tensione il cane sbadiglia e contemporaneamente gira la testa dall’altra parte rispetto alla persona o all’altro cane che genera in lui ansia o disagio, allo scopo di allentare la tensione. In questo caso sbadigliare è un segno di pace e di conciliazione. L’espressione degli occhi: è vero anche per il cane che “gli occhi sono lo specchio dell’anima?” Dipende, perché lo sguardo del cane non è sempre così facile da interpretare: bisogna comunque sapere che quando fissa lo sguardo è segno di sfida, motivo per cui non dobbiamo mai guardare a lungo un cane negli occhi: potrebbe interpretarlo come una “dichiarazione di guerra”. Al contrario, quando il cane distoglie volutamente lo sguardo ci sta comunicando inequivocabilmente che non vuole “rogne”; è anche questo un calming signal.  LE ESPRESSIONI DEL CANE VANNO COLLEGATE AL LINGUAGGIO DEL CORPO Le molteplici espressioni del muso dei nostri cani sono sempre accompagnate da tutta una serie di altri atteggiamenti del corpo che ci permettono di interpretare in maniera ancor più corretta cosa i nostri quattrozampe vogliono comunicarci. Anche la posizione della coda è significativa: se è tenuta in basso, in posizione di “riposo”, indica che il cane è calmo e tranquillo, mentre quando è alzata, dritta e tesa spesso è avvisaglia di un atteggiamento di aggressività. La postura del corpo può dirci molto: se il cane si mette a pancia all’aria è sicuramente ben disposto: indica sottomissione volontaria senza paura, ma soprattutto è un segno di estrema fiducia nei confronti di chi gli sta di fronte. Se il cane dondola i fianchi sicuramente vuole giocare o farci le feste, così come quando con una zampa “annaspa” in aria; stesso significato ha il cosiddetto “inchino”, quando cioè il quattrozampe abbassa testa e zampe anteriori stese a terra e tiene il posteriore in alto, spesso oscillando la coda. Osservando dunque possiamo imparare senza troppa difficoltà ad interpretare tutte le espressioni del cane ; non occorre essere educatori cinofili, ma è sufficiente un po’ di attenzione e intuitività.

i cani odiano fare il bagno

Se i cani odiano fare il bagno: ecco cosa fare

Comportamento Redazione - 27 Jul 2016

PERCHÉ I CANI ODIANO FARE IL BAGNO Non tutti i cani odiano fare il bagno , ma la maggior parte si. Vediamo perché. Quando portate il vostro cane al mare o in riva ad un lago o ad un fiume, il quattrozampe di sicuro inizia a scalpitare appena intuisce la presenza dell’acqua, a tirare il guinzaglio e a saltare, desideroso di arrivare il prima possibile a tuffarsi in quella distesa azzurra, che è per lui come una piscina sconfinata dove giocare all’impazzata. Ma allora come mai quando arriva il momento di fare il bagno nella vasca di casa lo scenario cambia e il cane le tenta tutte per sottrarsi a questa “tortura”? Eh sì, perché ci sono cani che s’ingegnano in ogni modo per evitare il tanto detestato bagnetto: c’è quello che, appena sente che tira una brutta aria, si nasconde sotto al letto e si fa piccolo piccolo per non farsi trovare, quello che, preso in braccio con la forza dal padrone esasperato, si aggrappa letteralmente con le unghie agli stipiti delle porte, quello che si butta a terra a peso morto e deve essere trascinato mentre si finge semi incosciente, per non parlare di quelli che ringhiano e mostrano tanto di canini al padrone, con fare tutt’altro che amichevole… I motivi per cui i cani odiano fare il bagno sono molteplici: perché dentro alla vasca si sentono un po’ come in “trappola”, chiusi in uno spazio stretto e inusuale, perché le loro unghie li fanno scivolare sul pavimento della vasca bagnata rendendoli traballanti e insicuri, perché il rumore del getto d’acqua che esce dalla doccia li infastidisce, perché l’odore di shampoo e saponi è a loro sgradito.Quali dunque i possibili rimedi per rendere il bagno meno odiato dal vostro cane Fido?Abituate il cane al bagnetto fin da cucciolo e in maniera graduale. Le prime volte mettetelo nella vasca vuota, senza far scorrere l’acqua, magari attirandolo con qualche bocconcino gustoso, e quando è lì giocate un po’ con lui, in modo che impari ad associare quel luogo della casa con un’esperienza positiva e per lui piacevole. La volta successiva, sempre usando gli stessi stratagemmi, fatelo entrare nella vasca precedentemente riempita con poca acqua, tanto da bagnargli appena le zampe, così che prenda confidenza con l’elemento; Mettete sul fondo della vasca dei tappetini di gomma per evitare che il cane scivoli e si spaventi, quando tenta di muoversi all’interno; Anche quando sarà il momento di lavarlo non mettete mai troppa acqua, ma fate in modo che arrivi alla pancia del vostro quattrozampe; Non fate scorrere l’acqua quando il cane è dentro la vasca, ma riempitela prima e utilizzate una bacinella o una brocca per bagnare e sciacquare il cane invece del getto diretto che esce dalla doccetta, per evitare che sia infastidito dal rumore dell’acqua che scorre; Usate saponi specifici e non quelli ad uso umano, perché i cani hanno la pelle delicata, con un ph diverso dal nostro, altrimenti potreste causare dermatiti e irritazioni; Scegliete saponi neutri, possibilmente inodori, perché i vostri quattrozampe detestano quelli che voi considerate profumi e che per loro invece sono soltanto odori sgradevoli; Assicuratevi che la temperatura dell’acqua sia quella giusta, cioè tiepida, perché, anche se pelosi, i vostri cani potrebbero essere sensibili nel caso fosse troppo calda o troppo fredda; Non fate durare il bagno troppo a lungo perché, anche se paziente, I’adorato Fido prima o poi inizierà ad essere inquieto per quella situazione per lui comunque inusuale; Coccolate e accarezzate il cane di tanto in tanto o dategli una ricompensa, se sta bravo, per fargli capire che apprezzate e premiate quel tipo di comportamento.NON TUTTI I CANI ODIANO FARE IL BAGNO Ogni regola ha sempre le sue eccezioni e anche questo caso non si sottrae a tale principio… Non è vero che tutti i cani odiano fare il bagno: ve ne sono alcuni per i quali rappresenta un momento di puro relax! Vedrete allora questi quattrozampe “acquatici” che, appena intuito che è arrivato il momento del bagnetto, si avvicinano al bordo vasca e vi entrano spontaneamente senza nessuna forzatura, ma anzi con slancio ed entusiasmo e, una volta all’interno, “sguazzano” felici o si lasciano galleggiare con la pancia all’aria e un’espressione di  estrema rilassatezza dipinta sul muso, abbandonandosi ai vari “trattamenti di bellezza”, come fossero in una beauty farm… Alcune razze sono in un certo senso predisposte ad apprezzare il bagno, come i Labrador o i Terranova, perché hanno nel loro DNA un forte istinto che li spinge ad amare l’acqua, ma se il vostro quattrozampe appartiene ad un’altra razza, non disperate! Con un po’ di tempo e pazienza riuscirete anche voi a non far odiare al vostro cane il tanto temuto momento del bagno…

zone fredde e calde nel cane

Zone fredde e calde nel cane: quali sono

Curiosità Redazione - 25 Jul 2016

Cosa sono le zone fredde e calde nel cane Quando si parla di zone fredde e calde nel cane si intendono quelle parti del corpo che si possono toccare o e quelle che è meglio evitare. Non capita frequentemente di sentir parlare di zone fredde e calde nel cane, almeno tra i “semplici” proprietari di quattrozampe; chi ne parla di solito appartiene alla categoria degli “addetti ai lavori”, ossia addestratori, esperti cinofili, allevatori. Ma cosa sono queste zone fredde e calde nel cane? In realtà niente di così “tecnico”: si tratta di quelle parti del corpo che i quattrozampe non amano vengano loro toccate (zone calde) e quelle che invece si possono toccare senza che il pet abbia di solito reazioni negative (zone fredde). Conoscerle è importante per chiunque voglia approcciarsi ad un cane, non soltanto per chi ne possiede uno, ma anche – anzi, a volte soprattutto - per chi semplicemente vuole fare una carezza ad un quattrozampe che non conosce, o conosce poco, incontrato per strada. Spesso la maggior parte degli esseri umani ignora l’esistenza di zone calde e finisce per ripetere il solito (grave) errore di comunicazione con il cane, dandogli la classica “manata” sulla testa quando gli si avvicina, magari con la buona intenzione di fargli una carezza. La testa è per il cane una zona “off limits”: toccarla per lui è segno di dominanza e quindi è un gesto per niente gradito; per fortuna la maggior parte dei quattrozampe è socializzata e molto paziente nei nostri confronti e ci “perdona” molti sbagli, forse limitandosi a pensare che gli esseri umani sono proprio degli incapaci quanto a buone maniere… Non bisogna però dare per scontato che tutti i cani debbano sempre accettare benevolmente di essere manipolati da noi: quando non rispettiamo le regole di comunicazione canina, se il quattrozampe ha una qualche reazione, dobbiamo capire che la colpa è nostra. Perciò è importante conoscere la distinzione tra zone fredde e zone calde del cane; vediamo dunque nel dettaglio quali sono:Le zone calde sono le zampe, i piedi, la coda e, come detto precedentemente, la testa. Occorre però precisare che la parte intoccabile è la sommità del capo, mentre altre zone del muso, come le guance, il mento e in genere la regione delle labbra possono essere considerate fredde, perché di solito il quattrozampe accetta abbastanza di buon grado che vengano toccate. Ciò del resto è deducibile anche osservando come si comportano i cani tra loro: quando incontrano un loro simile, soprattutto se è non lo conoscono, per prima cosa avvicinano i musi l’uno all’altro lateralmente e si annusano, toccandosi proprio nella zona delle labbra e/o del collo. Quelle infatti sono regioni del corpo ricche di feromoni, gli ormoni attraverso cui i pet raccolgono moltissime informazioni su chi hanno di fronte, tra cui anche la disposizione d’animo dell’altro, se pacifica o rissosa; toccarli in quelle zone dunque viene da loro interpretato come un tentativo di conoscenza e di conseguenza tollerato. Le zone fredde sono il collo e il tronco, la groppa e il ventre. Si tratta di quelle parti del corpo che possiamo toccare per prime quando ci approcciamo ad un cane, perché non creano particolare disagio all’animale.Zone fredde e calde nel cane: ogni quattrozampe è diverso Se la distinzione tra zone fredde e calde nel cane è importante, va comunque sempre considerato il fattore soggettivo dell’animale, il contesto e il rapporto che si ha con lui. Ogni quattrozampe è diverso da tutti gli altri perché ha un suo carattere e un suo temperamento: se, ad esempio, commettiamo l’errore di toccarlo sul capo, ci sarà quello che si limiterà a fare un passo indietro, ritraendosi, quello che ringhierà e quello che invece morderà; proprio per questo dobbiamo cercare in ogni caso di evitare tutti i comportamenti sbagliati, che possono indurre una reazione nel cane. Va da sé invece che se interagiamo con il nostro cane, che conosciamo e ci conosce perfettamente e con cui condividiamo le nostre giornate, potremo tranquillamente toccarlo anche sul capo (salvo particolari problemi comportamentali), senza temere reazioni, perché si sarà creato un tale rapporto di fiducia reciproca che il nostro pet sarà disposto ad accettare da noi anche comportamenti non proprio ortodossi nel linguaggio canino.

Portare il cane in ufficio: in alcune aziende si puÒ

Curiosità Redazione - 20 Jul 2016

PORTARE IL CANE IN UFFICIO (A VOLTE) SI PUÒ Spesso i ritmi frenetici della vita e del lavoro ci fanno trascurare i nostri amici quattrozampe: alcune aziende però stanno permettendo di portare il cane in ufficio. Uno dei problemi che affligge molti padroni di pet è quello di dover lasciare il proprio cane da solo quando vanno al lavoro, il che genera spesso sensi di colpa nel proprietario e può essere dannoso per il quattrozampe quando è costretto a rimanere a casa per parecchie ore, molti giorni alla settimana, senza avere la possibilità di sfogare le proprie energie. Che meraviglia se si potesse portare il proprio cane in ufficio ! Sarebbe la soluzione di tutti i problemi: il nostro Fido non dovrebbe più soffrire di solitudine, ma trascorrerebbe tutta la giornata in nostra compagnia, e noi non dovremmo più uscire di casa al mattino con gli occhi lucidi, mentre guardiamo il musetto triste del nostro pet, che assume quella tipica espressione da cane abbandonato. Certo, se svolgiamo un’attività indipendente tutto è più semplice perché possiamo decidere liberamente come e quando portare con noi il cane al lavoro: chi, ad esempio, ha un’agenzia di viaggi, un’agenzia immobiliare oppure un negozio di proprietà può tenere con sé il pet senza problemi: basta abituarlo sin da cucciolo al via vai della clientela; anche chi fa consegne con il furgone o il rappresentante ed è sempre in giro a bordo di un veicolo può allietare la propria giornata lavorativa con la compagnia del proprio quattrozampe, che farà nel contempo da guardiano ai beni trasportati. Il problema sorge nel caso dei lavoratori dipendenti, che ovviamente non possono decidere autonomamente sul da farsi, ma in alcuni paesi anche coloro che trascorrono 8 ore in ufficio hanno la possibilità di tenere il proprio cane con sé durante il lavoro, il che avviene soprattutto negli Stati Uniti e in alcune realtà giapponesi. Ma perché determinate aziende hanno deciso di fare questa “concessione” ai propri lavoratori? Sono semplicemente aziende “illuminate”, che tengono in massimo conto il benessere dei dipendenti? La risposta è: non solo. Alcuni studi universitari infatti hanno dimostrato che la presenza dei cani al lavoro allevierebbe lo stress e aumenterebbe la concentrazione, con conseguenze positive anche sulla produttività aziendale. Ma c’è di più: anche la collaborazione tra colleghi ne riceverebbe un deciso impulso, favorendo la socializzazione. Addirittura, secondo una ricerca realizzata dalla Virginia Commonwealth University presso una ditta statunitense del North Carolina, avrebbe rilevato che nella saliva dei dipendenti gli ormoni dello stress diminuivano dell’11% quando avevano il cane con sé al lavoro. In Italia c’è ancora molta strada da fare riguardo al tema delle aziende pet-friendly: quelle che permettono ai dipendenti di trascorrere la giornata lavorativa con il proprio quattrozampe sono per la maggior parte filiali di realtà straniere, come la sede milanese di Google, Mars Italia, Nintendo Italia o Purina, ma c’è qualche iniziativa “made in Italy” che si sta affacciando, come quella del Comune di Torino, che ha dato il via libera in ufficio ai cani per quei dipendenti che hanno adottato Fido al canile. LE REGOLE DA RISPETTARE PER CHI PORTA IL CANE IN UFFICIO Chi ha la fortuna di poter portare con sé il proprio cane anche sul posto di lavoro deve comunque rispettare alcune regole necessarie ad una convivenza serena tra pet e colleghi. Tra le aziende che aprono le loro porte ai quattrozampe anzitutto va precisato che non tutte ne consentono la presenza per l’intera durata della giornata lavorativa, ma alcune hanno stabilito un giorno a settimana di libero accesso, mentre altre organizzano periodicamente delle giornate di “ritrovo” tra i dipendenti con i rispettivi cani. Quelle realtà in cui invece i quattrozampe sono ammessi al lavoro per tutta la settimana e per le classiche 8 ore, generalmente prevedono un inserimento graduale del cane, in modo da verificare che il pet sia compatibile con gli altri suoi simili già presenti in ufficio. È cura del proprietario, che ben conosce il temperamento del proprio quattrozampe, valutare se sia adatto a rimanere per molte ore sufficientemente calmo e tranquillo, senza creare scompiglio sul luogo di lavoro. Perciò è bene cercare di abituarlo già da prima, a casa, a restare buono accanto a voi; questo non significa che non siano previsti dei momenti di intervallo dedicati ai pet anche in ufficio. Di solito vengono organizzate della pause in cui cane e dipendente possono “sgranchirsi” un po’, in modo che il Fido di turno possa fare i propri bisogni: alcune aziende mettono addirittura a disposizione un’area appositamente creata, dedicata al tempo libero dei cani “lavoratori”.

giochi pericolosi per i cani

Giochi pericolosi per i cani: ecco quali evitare

Accessori cane Redazione - 19 Jul 2016

GIOCHI PERICOLOSI PER I CANI : QUALI POSSONO ESSERE Anche se apparentemente innocui, alcuni oggetti si rivelano essere giochi pericolosi per i cani. Giocare è sicuramente una delle occupazioni preferite dai nostri cani: sono sempre pronti ad impegnarsi con entusiasmo e passione in un gioco con il proprio padrone, per loro sempre coinvolgente e gratificante. Ai nostri quattrozampe spesso basta poco per divertirsi: un bastoncino, una pietra, un pezzo di straccio, ma bisogna fare attenzione, perché alcuni giochi apparentemente innocui possono rivelarsi anche molto pericolosi per i nostri cani. Incominciamo da quei potenziali passatempo che si trovano durante una comune passeggiata al parco o nel bosco con il nostro Fido: non c’è niente di più tipico del cane che rincorre il legnetto lanciato dal padrone e lo riporta tutto fiero, pronto per un nuovo tiro. Sembrerebbe non esserci proprio niente di pericoloso in questo gioco che i cani fanno da tempo immemorabile e invece non è sempre così! La British Veterinary Association, l’Associazione dei Veterinari britannici, ha recentemente messo in guardia dai potenziali rischi: capita con una certa frequenza infatti che si rivolgano al veterinario padroni il cui cane ha riportato danni a seguito del tanto amato gioco di rincorrere il bastoncino. Che tipo di danni? Spesso si tratta di ferite procurate dalle estremità appuntite dei legnetti alla bocca o alla gola che, apparse in un primo momento innocue, hanno poi causato infezioni importanti, talvolta rivelatesi anche letali. Lo stesso discorso vale per altri oggetti che il cane trova facilmente in natura, come pigne o pietre, per cui molti quattrozampe letteralmente impazziscono: il rischio è sempre quello di lesioni all’apparato boccale, ma, soprattutto per le pietre, anche di soffocamento o di danni all’apparato gastrointestinale, se vengono ingoiate per intero o in schegge. Il suggerimento è di sostituire questi giochi pericolosi per i cani con altri appositamente realizzati per i nostri pet, come palline o giocattoli in gomma, che possono avere la stessa funzione, ma sono innocui e divertenti allo stesso tempo. Anche nel caso dei giocattoli per animali tuttavia occorre tenere l’attenzione ben desta: sarebbe recentemente emerso che alcuni giochi per bambini e cani, conterrebbero un elevato quantitativo di BPA (Bisfenolo A), un composto chimico usato per produrre plastica, che potrebbe causare danni alla salute. Per questo l’Unione Europea ha vietato l’utilizzo di tale sostanza in alcuni prodotti per bambini, sensibili anche a bassi quantitativi di BPA, che però è comunque ancora molto diffuso. Gli effetti sui cani sono ancora da dimostrare, ma è probabile che anche i quattrozampe siano esposti a rischi. Da uno studio condotto dalla Texas Tech Univeristy infatti è emerso che molti giochi utilizzati dai cani, come il fresbee, sono potenzialmente pericolosi perché ad alto contenuto di BPA, che verrebbe assimilato in considerevoli quantità a causa dell’azione corrosiva di denti e saliva che contribuirebbe notevolmente a causare l’ingestione delle sostanze nocive.I GIOCHI PERICOLOSI PER I CANI SONO SOPRATTUTTO QUELLI CONTRAFFATTI Un altro pericolo per i nostri cani è rappresentato da tutti quei giochi contraffatti che si trovano un po’ dappertutto. Si sono verificati casi di quattrozampe che hanno riportato gravi conseguenze a seguito dell’utilizzo di questi “falsi”, provenienti dalla Cina: a causa di un Kong non originale e mal fabbricato (aveva il foro solo ad un’estremità e non all’altra) un cane è addirittura morto, perché la sua lingua è rimasta incastrata all’interno del giocattolo, andando in necrosi. Occorre dunque fare molta attenzione alla provenienza dei giochi per cani che acquistiamo, in modo da evitare quelli pericolosi: non bisogna mai fidarsi di quei prodotti che hanno un costo più basso del normale perché, anche se apparentemente identici agli originali, possono nascondere rischi tutt’altro che trascurabili. È bene dunque acquistare i giochi per i nostri pet presso rivenditori affidabili ed essere disposti a spendere qualche euro in più pur di salvaguardare la salute dei nostri cani.

deiezioni canine

Deiezioni canine non raccolte: le possibili sanzioni

News Redazione - 18 Jul 2016

L’OBBLIGO DI RACCOLTA DELLE DEIEZIONI CANINERaccogliere le deiezioni canine è un obbligo previsto dalla legge nonchè un dovere civico. Partiamo dal presupposto che la raccolta delle deiezioni dei nostri cani dovrebbe essere un gesto dettato anzitutto dall’educazione e dal buon senso, ma purtroppo non sempre è così. Esistono ancora molti proprietari che se ne infischiano del decoro e dell’igiene comune e persistono nella deprecabile abitudine di non raccogliere gli escrementi del proprio quattrozampe. La conseguenza è che finiscono per andarci di mezzo anche quei padroni responsabili che invece puliscono a dovere, ma che, solo per il fatto di avere un cane, rischiano di essere additati come potenziali responsabili della mancanza di decoro urbano. Ma cosa dice la legge a riguardo? L’ultima direttiva nazionale in merito è del 2013, quando è stata emanata dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali l’"Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani" in cui, all’articolo 2, comma 2 si afferma che  è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le deiezioni e avere con sè strumenti idonei alla raccolta delle stesse. Il provvedimento dunque non lascia adito a dubbi: le deiezioni canine devono essere raccolte non solo per educazione e senso civico, ma perché la legge lo impone e specifica che non solo il proprietario è responsabile di tutto ciò che fa il cane, ma anche chi accetta di tenere un cane non di sua proprietà se ne assume la responsabilità per il relativo periodo; quindi nessuno si faccia avanzi la scusa: “…ma il cane non è mio…! Come per tutti gli obblighi di legge, il mancato adempimento, quindi la mancata raccolta delle deiezioni del cane, prevede delle sanzioni; a questo riguardo però la decisione circa l’ammontare della multa e le modalità di applicazione vengono delegate alle singole amministrazioni locali. Le sanzioni così sono molto variabili: se ci sono città in cui i trasgressori devono pagare 25-50 euro, ve ne sono altre in cui si può arrivare a dover sborsare fino a 500 euro. Al di là dell’entità della multa, il problema quasi ovunque è quello di applicarla, perché la maggior parte delle amministrazioni comunali non dispone di personale sufficiente a coprire le molteplici esigenze di controllo del territorio. I Vigili urbani sono generalmente impegnati in altri compiti e poche sono le risorse che rimangono disponibili per sorvegliare anche sul mantenimento del decoro cittadino; il risultato è che i trasgressori abituali la fanno franca.QUANDO LE NORME SULLE DEIEZIONI CANINE RASENTANO L’ECCESSO… Tutti i Comuni includono dunque nei propri regolamenti un’ordinanza in merito all’obbligo di raccolta delle deiezioni canine, ma l’autonomia lasciata ai sindaci circa le modalità di applicazione della direttiva ministeriale, ha portato talvolta ad estremi paradossali. È il caso ad esempio di alcuni amministratori locali che hanno avanzato la proposta di effettuare il test del DNA sugli escrementi dei quattrozampe, in modo da incrociarli con i dati dell’anagrafe canina, a cui tutti i possessori di cani devono iscrivere il proprio animale, e risalire così al “colpevole” in modo da comminargli la giusta punizione. Ovviamente l’idea è finita in un nulla di fatto, non solo perché avrebbe richiesto un impegno di risorse pubbliche eccessivo, ma anche per la reale difficoltà di attuazione; ci sarebbero voluti anni per completare la banca dati con i DNA di tutti i cani della città e anche il dispiegamento di una “task force” che perlustrasse il territorio comunale raccogliendo tutti gli escrementi depositati sarebbe stato alquanto improbabile… Altra iniziativa singolare è quella del sindaco di Torri del Benaco (leggi qui), che imporrebbe ai possessori di cani non solo di raccogliere le loro deiezioni, ma addirittura di raccogliere la loro pipì! I padroni dunque dovrebbero uscire muniti di pappagallo per raccogliere l'urina del quattrozampe… Anche questa è parsa un’ordinanza alquanto impraticabile, tanto che lo stesso sindaco ha ammesso che il suo scopo era principalmente dissuasivo, perché per la carenza di Vigili in organico non sarebbe stato facile farla rispettare. Ma si potrebbe continuare con le iniziative stravaganti, come quella di obbligare a portare a casa le deiezioni del proprio cane e a non gettarle nei cassonetti o a raccogliere anche i bisogni che il quattrozampe fa nel proprio giardino entro le 24 ore…

traslocare con il cane

Traslocare con il cane: consigli e suggerimenti

Comportamento Redazione - 16 Jul 2016

VADEMECUM PER TRASLOCARE CON IL CANE Come traslocare con il cane senza traumatizzarlo Avete appena acquistato la casa dei vostri sogni e non vedete l’ora di trasferirvi? Oppure dovete cambiare città, magari per lavoro, e quindi spostarvi in un altro appartamento? Ovviamente il vostro pet verrà con voi, ma siete un po’ preoccupati perché non sapete come l’adorato cane prenderà il trasloco nella nuova casa. Le opinioni a questo riguardo sono molteplici: c’è chi sostiene che il quattrozampe non si accorgerà nemmeno del cambiamento e chi invece prospetta scenari catastrofici, arrivando addirittura a ipotizzare gravi conseguenze per l’animale, fino anche la morte… Non esageriamo! Tranquillizziamo gli animi e chiariamo che un cane di sicuro non muore a causa del trasloco in una casa nuova. Il pet sicuramente si adatterà al nuovo ambiente, ma ogni cane potrà avere tempistiche di adattamento diverse anche in base al suo carattere o alla sua età. Ci sarà quello a cui, appena entrato nel nuovo appartamento, basterà ritrovare il proprio divano per accomodarvisi e sprofondare in un sonno pesante, ma ci sarà anche quello più abitudinario che avrà bisogno di qualche giorno per riconoscere il nuovo ambiente come proprio.Traslocare con il cane perciò implica di tenere a mente alcuni accorgimenti, che è possibile mettere in pratica per aiutare il vostro quattrozampe ad adattarsi meglio dopo il trasloco nella nuova casa. Vediamo quali sono:Anzitutto portate con voi il cane già dalle prime volte in cui entrate nel nuovo appartamento, anche se è ancora vuoto, oppure quando andate a controllare come procedono i lavori di ristrutturazione. In questo modo il quattrozampe potrà incominciare a familiarizzare con l’ambiente, ad esplorarlo e a conoscerlo; Quando la nuova casa sarà pronta e mancherà poco al trasloco iniziate a trascorrere lì qualche ora con il vostro cane cercando di far associare questo breve soggiorno con qualcosa di positivo e divertente per il pet: ad esempio giocate un po’ assieme e, facendogli eseguire qualche semplice comando, come “seduto” o “a terra”, ricompensatelo con qualche bocconcino e coccole; Osservate il comportamento del cane già dalle prime volte in cui entrate nella nuova casa con lui: sicuramente all’inizio la curiosità lo spingerà ad ispezionare ogni angolo e ad annusare dappertutto, quindi apparirà agitato ed eccitato al tempo stesso; le volte successive l’atteggiamento del pet dovrebbe essere via via più tranquillo e pacato perché verrà meno l’effetto novità e l’ambiente gli apparirà sempre più familiare.COSA FARE DOPO IL TRASLOCO CON IL VOSTRO CANE NELLA NUOVA CASA Il giorno del tanto atteso, e allo stesso tempo temuto, trasloco è arrivato! Cosa fare? Visto che ci sarà inevitabilmente un gran trambusto e un continuo passaggio di scatoloni, mobili e masserizie di vario genere, se è possibile sarebbe meglio lasciare il vostro cane ad una persona di fiducia finché tutto non sarà trasferito nella nuova casa, in modo da evitargli lo stress e lo scompiglio del caso e, nello stesso tempo, impedire che lui stesso sia di intralcio a chi è impegnato nel trasloco. Quando il “peggio” sarà finito e tutto o quasi sarà più o meno al proprio posto, potrete far rientrare nella nuova casa anche il vostro adorato Fido per iniziare con lui una nuova avventura! È possibile che il cane abbia ancora bisogno di un ulteriore periodo di adattamento: traslocare con il cane è una scelta che deve andare per gradi, dovrete avere la giusta pazienza per accompagnarlo in questa fase di passaggio. Molto può dipendere anche da quali sono gli effettivi cambiamenti a cui il quattrozampe deve far fronte: è ovvio che, se vi trasferite da un piccolo appartamento ad uno più ampio e con un bello spazio esterno, il cane si abituerà in fretta e sarà felice di avere un prato su cui correre e giocare a completa disposizione. Se, al contrario, avete lasciato una casa con giardino per traslocare in un’altra più piccola e senza spazio esterno, allora potrebbe esserci qualche problema in più: in questo caso sarà bene organizzarsi per portare fuori il cane più spesso, a passeggiare e giocare al parco, per fa sì che non soffra di una condizione di costrizione improvvisa. Al di là di ogni possibile considerazione non bisogna comunque dimenticare che per il cane la cosa più importante è rimanere accanto al proprio padrone: c’è un fondo di verità nel detto: “due cuori e una capanna”, perché i nostri pet sono disposti a farsi piccoli piccoli se lo spazio in casa è limitato e a fare appello a tutto il loro spirito di adattamento pur di stare assieme al proprio umano!

Il cane è aggressivo: quando e perchè

Comportamento Redazione - 14 Jul 2016

IL CANE è AGGRESSIVO : TIPOLOGIE DI QUESTO COMPORTAMENTO Se il cane è aggressivo ci troviamo di fronte ad uno dei motivi per cui più spesso i padroni si rivolgono ad educatori cinofili e comportamentisti. Per rieducare cani aggressivi, o meglio ancora, per prevenire il problema, occorre anzitutto sapere che esistono forme diverse di aggressività nel cane e, se il risultato ultimo può sembrare lo stesso, cioè ringhi, canini scoperti e morsi, le cause sono differenti; dipende infatti dagli stimoli che innescano il comportamento aggressivo e talvolta possono sommarsi più tipologie di aggressività o manifestarsi alternativamente a seconda della situazione e del contesto. AGGRESSIVITÀ TERRITORIALE: è quella tipica del cane da guardia, che difende il proprio territorio. Non è questione di cane più o meno “cattivo”: questo è un concetto che esiste solo nella mente umana, ma è del tutto estraneo al cane. Siamo stati noi uomini ad avere selezionato da secoli alcune razze appositamente a questo fine: quello della difesa della proprietà e del padrone. Quindi è normale che il cane, geneticamente scelto da noi per abbaiare, ringhiare fino a mordere, per avvisare se uno sconosciuto si introduce furtivamente in casa propria, ora abbia nel suo DNA questo tipo di comportamento. Questa condotta, anzi, è corretta dal punto di vista etologico, ne dobbiamo essere consapevoli: non possiamo prendere, ad esempio, un Pastore Tedesco e pensare che non abbai mai quando qualcuno si avvicina al suo giardino, così come non dobbiamo stupirci se un Labrador va incontro ad un ladro scodinzolandogli invece di scacciarlo. Il cane è aggressivo ? E' sufficiente non entrare nel suo territorio se non è presente anche il padrone, ma visto che l’efficiente guardiano a quattro zampe vi rivolgerà comunque qualche abbaio, perché è nel pieno svolgimento del proprio lavoro, rimanete calmi e non fissatelo negli occhi (significherebbe sfidarlo).AGGRESSIVITÀ DA PAURA È la causa della maggior parte dei comportamenti aggressivi nei cani, che reagiscono ad un determinato atteggiamento che ai loro occhi rappresenta una minaccia. In questi casi infatti il cane diventa aggressivo per difendere se stesso da un altro cane o da una persona che reputa pericolosi. Può verificarsi, ad esempio, nei confronti di chi agita un oggetto in aria, di chi compie gesti bruschi e improvvisi davanti al cane o indossa accessori che alterano la fisionomia della persona, come un casco in testa, rendendola “strana” e potenzialmente pericolosa agli occhi del cane. Per evitare questa forma di aggressività è fondamentale che il cane sia socializzato al meglio, quindi sia esposto sin da cucciolo ad una molteplicità di stimoli e di esperienze, che gli permettano di capire cosa è una minaccia e cosa no.AGGRESSIVITÀ PREDATORIA Il cane è per natura un predatore, quindi è normale che in lui persistano dei comportamenti atavici tipici del suo essere discendente dal lupo. Perciò quando il quattrozampe vede passare davanti ai propri occhi qualcosa che corre via veloce proprio come una preda scatta in lui l’istinto predatorio e di conseguenza l’inseguimento. Può verificarsi non solo nei confronti di altri animali che il cane riconosce come prede naturali, quali gatti, conigli, roditori, ma spesso anche nei confronti di tutto ciò che gli sfreccia davanti, come moto, biciclette, persone che corrono. È il caso tipico del cane che al parco scatta ogni volta che gli passa accanto un podista o un ciclista, ma può manifestarsi anche verso i bambini che corrono giocando. Se il cane è aggressivo per via del suo istinto predatorio è ancora una volta importante la socializzazione: bisogna fargli vivere già da piccolo tutte quelle esperienze che possono innescare in lui questo comportamento e scoraggiarlo da subito, ad esempio insegnandogli che non deve mai stringere troppo con i denti quando prende in bocca, anche solo per gioco, un braccio o una mano perché può provocare dolore.AGGRESSIVITÀ DA POSSESSO È un atteggiamento che il cane manifesta quando qualcuno (essere umano o cane che sia) cerca di sottrargli qualcosa che gli appartiene o vi si avvicina troppo; può trattarsi di un giocattolo, di cibo o anche a volte del padrone, quando il cane iperpossessivo lo considera una sua proprietà. È una forma di aggressività che tutti i cani possono manifestare allo stesso modo, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, anche cani che nel pensiero comune sono considerati degli “inguaribili bonaccioni”, come i Labrador, perché talvolta tendono a sviluppare un’ossessione nei confronti degli oggetti. In tal caso è importante che il padrone lo dissuada subito da questi atteggiamenti, distraendolo dall’oggetto che provoca in lui ossessività, non certo sottraendoglielo a forza, il che anzi peggiorerebbe la situazione, ma proponendogli un altro tipo di gioco, meglio se di interazione col padrone stesso, o portandolo a correre o a fare una passeggiata, il che permette al cane di sfogare energie represse, stress e ansie, principali cause delle sue ossessioni. Se invece il cane è aggressivo per possesso verso il cibo bisogna ricordare che per tutti i quattrozampe il cibo è vita, quindi, anche se nelle nostre case ne hanno in abbondanza, tenderanno comunque a “difenderlo” strenuamente. Anche in questo caso il cane che ringhia al padrone che si avvicina alla ciotola va corretto, ma è importante che l’umano sia il primo a rispettare gli spazi del cane e insegnare a tutti gli altri membri della famiglia a fare altrettanto: quando il cane mangia bisogna lasciarlo tranquillo e non invadere il suo spazio vitale.

comportamento ossessivo compulsivo nel cane

Comportamento ossessivo compulsivo nel cane: curarlo si può

Salute del cane Redazione - 14 Jul 2016

Cos'è il comportamento ossessivo compulsivo nel caneIl DOC, acronimo che sta per Disturbo Ossessivo Compulsivo, è una sindrome comportamentale del cane che può sfociare in patologia. Si verifica quando il cane manifesta una vera e propria ossessione per un oggetto o per un’azione che viene ripetuta sempre più frequentemente in maniera stereotipata. Gli esempi più tipici di comportamento ossessivo compulsivo nel cane sono:rincorrersi insistentemente la coda, girando in tondo; leccarsi o mordersi continuamente una parte del corpo fino a ferirsi (zampe, coda, fianchi, ecc.); inseguire ripetutamente le ombre e le luci a terra; trascorrere anche ore a cercare di scovare e acchiappare insetti o lucertole; avere la fissazione per un gioco (pallina o altro) al punto da diventare aggressivo anche verso il padrone se vi si avvicina; abbaiare o ululare insistentemente per periodi molto prolungati senza motivo.Le cause del comportamento ossessivo compulsivo nel cane sono molteplici: secondo uno studio condotto dall’Università del Massachussets sarebbe emersa anche la presenza di una componente genetica. E' stato osservato infatti che nei soggetti che presentavano l’alterazione di un gene sul cromosoma 7 la percentuale affetta da sindrome compulsiva era superiore di quasi il 40% rispetto ai soggetti senza quell’anomalia nel DNA. Ciò però non è sufficiente a spiegare l’origine dei disturbi ossessivo compulsivi nel cane, perché il fatto che possa esserci una predisposizione non significa che debba svilupparsi la malattia. Vi sono altri fattori esterni che poi intervengono a determinare la comparsa dei comportamenti ossessivi: le principali cause infatti vanno ricercate nell’ansia, nello stress, nella noia, nella paura. Riconoscere un atteggiamento compulsivo non è difficile per il proprietario perché il cane appare “alienato”, completamente immerso nel suo comportamento ossessivo: è come se non fosse “presente a se stesso”, non vede e non sente nulla al di fuori della sua fissazione, non ascolta i richiami del padrone, è assente rispetto al mondo che lo circonda, i suoi occhi sono fissi, ma non attenti e vigili, bensì come ipnotizzati. Il cane non ha più il controllo sulle proprie azioni, ma compie gesti meccanici, spinto da una tensione nervosa, che è visibile anche attraverso il corpo, i cui muscoli appaiono spesso contratti e la postura irrigidita. Spesso però i padroni tendono a sottovalutare, soprattutto all’inizio, questo genere di atteggiamenti da parte del proprio cane, pensando che si tratti di qualcosa di transitorio; così, quando si rendono conto che invece sono di fronte ad una ossessione, il comportamento è ormai radicato nel cane.Come affrontare il comportamento ossessivo compulsivo nel caneSe si sospetta che il proprio cane stia sviluppando un comportamento ossessivo è fondamentale intervenire nella fase iniziale: prima viene interrotto e maggiore è la possibilità che non si trasformi in patologia. I disturbi compulsivi nel cane vanno bloccati sul nascere. Come? Anzitutto non incoraggiandoli mai: se ad esempio il padrone si mostra divertito quando il cane cerca di afferrare le ombre sul pavimento, anche senza rendersene conto, finisce per rinforzare questo comportamento che, se ripetuto più volte, può innescare una spirale pericolosa. Al contrario, se il cane dimostra una fissazione morbosa per un oggetto, bisogna cercare di toglierglielo, non con la prepotenza, altrimenti si peggiorerebbe la situazione, ma con l’astuzia, proponendo al quattrozampe un’alternativa che gli piace molto, ad esempio del cibo, in modo che si allontani spontaneamente dall’oggetto stesso; in quel momento bisogna essere pronti a farlo sparire e fare in modo che non lo trovi più. Di fronte ad una ossessione infatti la “terapia” migliore consiste nel distrarre l’attenzione del cane dal suo comportamento compulsivo. Proprio perché la causa di questi atteggiamenti è spesso legata a fattori di noia, ansia e stress, bisognerà fare in modo che il cane sfoghi il più possibile queste energie negative in un modo “sano”, cioè andando a camminare, a correre, a giocare con altri suoi simili o interagendo con il proprio padrone. Ancora una volta permettere al cane di essere se stesso, quindi di esprimere la propria vitalità nei modi in cui la sua natura richiede, può aiutare a risolvere importanti problemi comportamentali, come quelli ossessivo compulsivi, spesso indotti dall’uomo, seppur inconsapevolmente.

Il cane morde tutto

Il cane morde tutto: cosa fare

Comportamento Redazione - 02 Jul 2016

Perchè il cane morde tutto in casa? Se il cane morde tutto ciò che trova, soprattutto quando è cucciolo, è un problema con cui tutti i padroni, chi più chi meno, devono a fare i conti. Anzitutto bisogna capire qual è il motivo per cui il nostro quattrozampe si avventa su tutto quello che trova per casa e lo fa a brandelli con i suoi canini aguzzi. I motivi possono essere principalmente tre:Il cane è cucciolo e sta mettendo i denti; Il cane presenta disturbi comportamentali quali ansia e stress eccessivi; Il cane si annoia a morte.Come insegnare al cucciolo a non mordere Se abbiamo preso un cucciolo di cane dobbiamo mettere in conto che morderà qualcosa, facendo anche qualche piccolo danno; non possiamo pensare che il piccolo stia sempre bravo e fermo a dormire nella sua cuccia, anche perché a partire dai tre mesi e mezzo fino ai cinque-sei mesi cambierà i dentini da latte e metterà quelli definitivi. Avrà quindi un gran fastidio alle gengive, proprio come i bambini, e cercherà di mettere in bocca un po’ tutto. Certo, questo non significa che il cane, anche se cucciolo, possa liberamente mordere quello che gli pare. Come insegnargli a non farlo? Una tecnica che di solito sortisce un effetto immediato consiste nell'interrompere il rosicchiamento, distraendo il cane: in questo caso bisogna però “beccarlo” appena ha iniziato a mordere l’oggetto, in modo che non sia ancora completamente assorto nel suo intento, e distogliere la sua attenzione magari producendo un rumore insolito per lui, ma non troppo forte o fastidioso da spaventarlo. Può essere sufficiente ad esempio mettere una noce all’interno di una scatoletta di latta e scuoterla: ricordatevi di pronunciare la parola che volete che il cane associ al comando “molla tutto e vieni da me” appena prima di fare rumore (può bastare un semplice “no”). Il cucciolo, curioso com’è, lascerà l’oggetto che ha in bocca per venire a vedere cosa avete in mano: appena arrivato da voi lo premierete con un gustoso bocconcino, tante coccole e parole di lode. Il problema di questo metodo è che dopo un po’ di volte il cane potrebbe perdere interesse per il rumore da voi prodotto, ormai noto, e continuare a rosicchiare indisturbato.Cane rosicchia tutto: come comportarsi Vi sono molti altri accorgimenti che il padrone può adottare per evitare che il cane morda e rompa oggetti che non sono adatti a lui, provocando danni alla casa, ma anche a se stesso rischiando di ingoiare qualcosa di pericoloso:La soluzione migliore sarebbe ovviamente di sorvegliare costantemente il cucciolo e intervenire se inizia a mordere divani, tappeti, mobili o simili; quando però è inevitabile lasciarlo da solo, bisogna cercare di mettere fuori dalla sua portata tutti quegli oggetti che non volete che il cane rosicchi. Meglio chiudere in cassetti e armadi scarpe, indumenti vari, cuscini, soprammobili, ecc.; Lasciare sempre a disposizione del cucciolo oggetti pet-friendly, adatti a lui e appositamente creati perché il cane li rosicchi, come giocattoli in gomma, palline, corde col nodo, ossi di pelle di bufalo, in modo da tenere impegnati i suoi dentini nel periodo in cui non siete presenti (il più breve possibile); Alcuni utilizzano dei prodotti spray repellenti, in vendita nei negozi di animali, che non sono dannosi per il cane, ma hanno un sapore e un odore molto fastidiosi per lui. Certo non è un metodo piacevole per il cucciolo; sta a voi decidere se ne ritenete opportuno l’uso.Il cane morde tutto da adulto Se per il cucciolo è abbastanza normale mordere tutto quello che trova, per il cane adulto no. Se il comportamento di rosicchiare oggetti in giro per casa persiste anche in età adulta, il cane può avere qualche problema legato ad ansia e stress o alla noia. Se ad esempio il quattrozampe soffre di ansia da separazione, l’atto di mordere compulsivamente e distruggere tutto quando è lasciato da solo può rappresentare per lui un modo per sfogare il proprio stress e quindi avere un parziale effetto autocalmante. Anche la noia è una pessima compagna per i nostri cani: se sono lasciati per troppo tempo in casa da soli finiranno inevitabilmente per annoiarsi a morte e cercare dei diversivi, come ad esempio mordere le imbottiture delle poltrone. I pelosi hanno bisogno di uscire, fare movimento, interagire con il padrone e gli altri loro simili per mantenere un equilibrio psico-fisico. Nel caso in cui da adulto il cane morde tutto, non sgridatelo, perché non servirebbe a nulla se non ad aumentare la sua tensione o, peggio, ad indurlo ad avere timore di voi. Per prima cosa domandatevi se è messo nella condizione di liberare a sufficienza le proprie energie: portate il cane a fare una bella e lunga passeggiata e quando tornerà a casa stanco e felice molto probabilmente non avrà più voglia di mordere i mobili di casa vostra!

Sesto senso dei cani

Il sesto senso dei cani: una capacità straordinaria

Comportamento Redazione - 27 Jun 2016

IL SESTO SENSO DEI CANI : SONO “SENSITIVI”? Quante volte abbiamo pensato che nessuno come il nostro cane sia in grado di sentire empaticamente quello che proviamo? I nostri quattrozampe infatti capiscono al volo il nostro umore, percepiscono quando rientriamo a casa arrabbiati dopo una giornata di lavoro e si tengono alla larga o avvertono la nostra tristezza e ci si accoccolano discretamente vicino, in silenzio, come a volerci dire che su di loro possiamo sempre contare. Al di là degli episodi che tutti i padroni possono sperimentare direttamente e che dimostrano quanto sia presente il sesto senso dei cani , vi sono altre circostanze in cui la loro capacità di pre-sentire lascia davvero sgomenti, al punto da indurre alcuni studiosi a realizzare delle vere e proprie ricerche specifiche. È il caso della facoltà che i cani hanno di intuire in anticipo l’avvento di catastrofi naturali, come terremoti e tsunami: sono ormai centinaia in letteratura i casi di quattrozampe che hanno “dato l’allarme” ai loro padroni molte ore prima dell’accadimento, tanto che le testimonianze in merito risalgono addirittura a molti secoli prima di Cristo. Soprattutto in Giappone, dove gli eventi tellurici sono piuttosto frequenti, alcuni scienziati universitari hanno evidenziato come, in occasione di alcuni terremoti che hanno causato milioni di vittime, molti proprietari di cani abbiano raccontato di essere sopravvissuti anche grazie ai loro quattrozampe. I cani infatti con il loro comportamento inusuale, mostrando segni di agitazione apparentemente inspiegabile, abbaiando continuamente, richiamando insistentemente l’attenzione dei loro umani, li avrebbero costretti ad uscire di casa, evitando così che rimanessero schiacciati sotto alle macerie delle loro abitazioni. Addirittura è stato rilevato che in occasione del grave tsunami che ha colpito il sud-est asiatico nel 2004 non sarebbe stato trovato nessun animale domestico morto: la spiegazione andrebbe ricercata nel fatto che, sentendo in anticipo il terremoto che ha causato la grande onda, sarebbero fuggiti in tempo. Ma come fanno i nostri quattrozampe ad avvertire questi eventi per noi umani praticamente imprevedibili? Neanche gli studiosi sono ancora riusciti a dare una risposta certa a questa domanda: molti sostengono che i cani potrebbero captare le onde elettromagnetiche emesse in occasione di un movimento sismico, mentre secondo altri percepirebbero i gas e l’elettricità che si sprigionano dalle viscere della terra.SI TRATTA DI SESTO SENSO DEI CANI O DI SENSI PARTICOLARMENTE SVILUPPATI? I cani sono in grado di sentire cose che noi umani possiamo conoscere solo attraverso l’utilizzo di strumentazioni specifiche: riescono, ad esempio, a percepire malattie come i tumori, grazie al loro finissimo olfatto, o talvolta a presentire l’arrivo di una crisi convulsiva o di un grave evento cardiaco e avvertono per primi lo stato di gravidanza della padrona, forse cogliendo il cambiamento ormonale. Se ciò può essere spiegato in parte grazie ai sensi molto sviluppati dei nostri quattrozampe, che riescono a captare la chimica del corpo umano, ci sono però alcune capacità “predittive” che ancora oggi rimangono senza spiegazione. È talmente forte il legame che ci unisce ai nostri cani che questi ultimi sarebbero addirittura in grado di sentire il momento in cui il loro padrone sta morendo, anche se si trova lontano da loro. Sono state raccolte molte testimonianze di cani che avrebbero improvvisamente iniziato ad abbaiare, guaire ed ululare senza che i presenti riuscissero inizialmente a capirne il motivo; solo in seguito si sarebbe scoperto che in quel preciso istante il loro padrone stava lasciando la sua vita terrena. Per questi motivi si parla di sesto senso dei cani . Ciò va ben al di là della “semplice” empatia, che tutti coloro che hanno un cane sperimentano quotidianamente, e anche al di là di alcuni sensi molto più sviluppati dei nostri: c’è chi parla di “poteri metapsichici”, come il biologo britannico Rupert Sheldrake, secondo cui i pets soffrirebbero del dolore dei loro padroni, al punto da poterne anticipare gli stati d’animo e addirittura la morte. Per non parlare poi di chi crede che i cani possano sentire la presenza dei fantasmi, perciò a volte abbaierebbero in casa fissando nel vuoto: ma qui siamo nel campo del paranormale… È certo che ancora oggi, dopo millenni di convivenza con l’essere umano, i nostri cani non finiscono di stupirci e di rivelarsi in ogni circostanza utili, se non addirittura insostituibili; pur essendo apparentemente così semplici e spontanei, possiedono abilità che nemmeno l’intelligenza superiore dell’uomo è ancora riuscita completamente a spiegare e che rende questi compagni di vita a quattro zampe ancor più preziosi per noi.

Gelosia nel cane

Gelosia nel cane: sintomi di un comportamento non solo umano

Comportamento Redazione - 10 Jun 2016

Gelosia nel cane: quando la soffre e nei confronti di chi Ormai è assodato che i cani provano gli stessi sentimenti di noi uomini: amore, paura, gioia, tristezza, solitudine e anche gelosia. Ciò è stato recentemente sostenuto anche dall’Università di San Diego, in California, che ha osservato il comportamento di 36 pet mentre il loro padrone profondeva attenzioni a qualcun altro e rimaneva indifferente verso di loro. Per chi possiede un cane forse non era necessario un apposito studio per dimostrare che i quattrozampe provano gelosia: basta osservarli in diverse circostanze della vita quotidiana.Ma di chi può essere geloso il nostro cane?Il cane può essere geloso di un altro animale: la gelosia cane gatto è un esempio, ma può mostrare comportamenti simili anche nei confronti di un altro cane. Può essere geloso di un neonato o di un partner, cioè di un nuovo membro che fa il suo ingresso in famiglia e che prima non c’era. Possiamo avere casi di cane geloso di un marito, una moglie o un fidanzato o una fidanzata; in sostanza di tutti quelli che può percepire come rivali in ˝amore”, perché possono sottrargli le attenzioni del padrone.Non va dimenticato che la gelosia nel cane, oltre ad essere un potenziale problema di difficile gestione, rappresenta una vera e propria sofferenza per il pet che, come tutti i sentimenti negativi, genera stress e frustrazione. È dunque possibile prevenire ed evitare che ciò accada? La risposta è sì: vi sono alcuni accorgimenti e comportamenti che il padrone può adottare per impedire questo comportamento. Se, ad esempio, arriva un altro cane in famiglia, anzitutto è fondamentale per i primi tempi non prestare al nuovo arrivato troppe attenzioni, altrimenti il cane che già è con noi avrà motivo di convincersi che l’altro sia venuto a sottrargli l’affetto del padrone. Se la “new entry” è un cucciolo saprà già per istinto di essere l’ultimo arrivato e riconoscerà pertanto la superiorità gerarchica del cane più anziano. Lo stesso dobbiamo fare noi umani: non dobbiamo coprire di coccole il piccolino, per quanto adorabile sia, a scapito del nostro vecchio fedele amico, ma al contrario dobbiamo dare a questo la precedenza in tutto, mostrando di rispettare anche noi il diverso grado gerarchico dei due quattrozampe. Quindi all’ora della pappa dovremo riempire la ciotola del vecchio Fido prima di quella del nuovo venuto, al nostro rientro a casa dovremo salutare il vecchio Fido per primo, quando daremo un biscottino ai nostri due pet Fido dovrà riceverlo prima e così via. Queste regole valgono anche nel caso l’ultimo arrivato sia un gatto o un cane adulto, con la variante che, nella seconda evenienza, la rivalità gerarchica potrebbe essere più forte: di solito però i cani risolvono tra loro questo tipo di problema, perciò è bene che l’umano lasci che se la sbrighino da soli, magari anche con qualche ringhiata, senza intervenire, a meno che non ci sia il rischio di vere aggressioni.  Gelosia cane e neonato: come fare per prevenirla Quando il nuovo arrivato in famiglia è un bebè qual è l’atteggiamento giusto per evitare che il cane sviluppi un sentimento di gelosia nei suoi confronti? I principi da seguire sono sempre gli stessi: fare in modo che il quattrozampe non si senta trascurato, il che non significa sottrarre attenzioni al bambino, ma neanche al cane. Quest’ultimo deve vedere che il suo tempo non viene “rubato” dal piccolo e deve essere coinvolto nella vita della famiglia nel suo nuovo assetto, quindi, per quanto il neonato assorba molte energie, bisogna trovare gli spazi per garantire al cane le sue passeggiate e i momenti di svago e gioco di cui ha bisogno. Contemporaneamente è importante permettere al quattrozampe di partecipare alla vita del bebè, facendoglielo annusare e vedere, lasciando magari che stia seduto sul divano accanto alla mamma mentre allatta il piccolo, uscendo con bambino e cane assieme. Da evitare invece alcuni comportamenti comuni, ma sbagliati, quali far uscire da una stanza il pet quando c’è il bimbo, non farlo avvicinare e tenerlo lontano: è il modo “migliore” per ottenere il risultato opposto a quello desiderato e far crescere nel cane un forte sentimento di gelosia. Seguendo i dovuti accorgimenti invece il quattrozampe percepirà il bebè come il più piccolo e più indifeso del branco e non solo lo accetterà, ma svilupperà un senso di protezione nei suoi confronti che lo spingerà a vegliarlo e a difenderlo anche a costo della vita.

Togliere il cucciolo alla madre

Togliere il cucciolo alla madre: quando è meglio farlo?

Home Redazione - 31 May 2016

Mai togliere il cucciolo alla madre troppo presto: si spezzerebbe un legame irrinunciabile. Noi umani siamo irresistibilmente attratti dai cuccioli, sia di uomo che di cane o di qualunque altra specie, perché risvegliano in noi un naturale senso di protezione nei loro confronti, così teneri ed indifesi. Ecco uno dei motivi per cui, quando decidiamo di adottare un cane all’interno della nostra famiglia, pensiamo subito ad un piccolo “fagotto peloso” da accudire e coccolare. In realtà, nonostante le nostre amorevoli intenzioni, dobbiamo sapere che togliere il cucciolo alla madre troppo presto per metterlo tra le nostre braccia può solo danneggiarlo. Per  il cane infatti, come per molte specie animali, il rapporto con la madre e con i propri fratelli è fondamentale, non solo per far fronte alle sue primarie necessità fisiche (l’allattamento), ma anche per il suo corretto sviluppo psicologico. Molti pensano che il momento giusto per togliere il cucciolo alla madre sia lo svezzamento, quando cioè inizia a nutrirsi di cibi solidi e non più solo del latte materno.Sbagliato! Anzitutto lo svezzamento non avviene da un giorno all’altro, ma è un processo graduale, che inizia intorno al 30° giorno di vita, per cui ci sarà un periodo in cui il cucciolo mangerà già alimenti solidi, ma continuerà anche a poppare latte, in quantità sempre minori, finché la mamma glielo impedirà definitivamente allontanandolo. Ma anche quando il cucciolo sarà completamente svezzato non sarà ancora pronto per il distacco dalla madre. A partire dal 35° giorno d’età infatti il cucciolo inizia a scoprire il mondo ed i suoi simili: è una fase importantissima e delicata della crescita, in cui il cane deve imparare a conoscere tutto ciò che lo circonda e non può farlo completamente e correttamente senza l’imprinting materno. Solo la mamma infatti può insegnargli con il giusto linguaggio – quello canino – le regole basilari di comportamento con i propri simili, come interagire con loro, rispettando chi è adulto, chi è anziano, chi ricopre un grado più elevato nella gerarchia del branco. Così i cuccioli impareranno, ad esempio, ad avere un corretto senso della proprietà e a misurare la loro esuberanza, che se eccessiva, sarà rimproverata con un sonoro ringhio dalla madre. Anche noi uomini dobbiamo fare la nostra parte in questo periodo, perché è fondamentale che il cucciolo entri in contatto costante con l’uomo, imparando a riconoscerlo come qualcuno di cui si può fidare. Se questo non avviene il cane crescerà con un senso di paura e di diffidenza verso l’essere umano, che ne condizionerebbe negativamente il suo rapporto con l’uomo per tutta la vita. Questa importantissima fase di crescita non si conclude prima del 60° giorno d’età, motivo per cui la legge italiana ha stabilito che sia vietato togliere il cucciolo alla madre prima dei due mesi.Togliere il cucciolo alla madre troppo presto: i rischi Togliere il cucciolo alla madre troppo presto può comportare una serie di problemi nel processo di crescita del cane perché:Il cucciolo non avrà completato il necessario percorso di sviluppo psicologico, quindi da adulto molto probabilmente manifesterà problemi comportamentali di diversa natura; Il cane non saprà interagire correttamente con gli altri cani: ad esempio, non avrà imparato a “dosare” la forza dei propri denti nel gioco con i fratellini. In natura, se il cucciolo esagera e morde troppo forte, la mamma lo “sgrida” immediatamente; se da piccolo non riceve questa “lezione”, da adulto potrebbe avere una maggiore tendenza a morsicare sia gli altri cani che, ahimè, anche qualche umano, con tutte le conseguenze del caso; Il cane non imparerà a rispettare la proprietà altrui e a mantenere la “distanza di sicurezza” da essa, perché la mamma non avrà avuto il tempo sufficiente per insegnargli che non deve avvicinarsi troppo a ciò che appartiene ad altri, ringhiandogli in modo deciso quando il cucciolo prova a sottrarle il legnetto, la pietra o il giocattolo che tiene tra le zampe. Il cane adulto perciò potrebbe rivelarsi troppo possessivo e attaccabrighe.Anche se i fatidici 60 giorni rappresentano il termine per poter togliere il cucciolo alla madre, va detto che la fase di “socializzazione” del cane, in cui completa l’apprendimento su come rapportarsi correttamente con i propri simili e con l’uomo, prosegue fino ai 4 mesi d’età. È per questo motivo che alcuni comportamentisti ritengono che l’“optimum” sarebbe lasciare il cucciolo con la madre fino a 90 giorni di vita. Su questo punto però molti non sono d’accordo, perché sostengono che il quattro zampe, rimanendo con la propria famiglia “canina” d’origine per un altro mese, non avrebbe la possibilità di venire in contatto con ambienti e situazioni che faranno parte della sua vita col padrone e a cui potrebbe perciò avere difficoltà ad abituarsi successivamente.

I cani danno la zampa

Perchè i cani danno la zampa? un gesto che adoriamo

Comportamento Redazione - 24 May 2016

I cani danno la zampa: i motivi di questo gesto Il vostro cane dà la zampa? Sicuramente sì. E ogni volta non potete proprio fare a meno di sorridere, fargli una carezza e premiarlo con un biscotto. Quel comportamento di per sé prevedibile -  tutti i cani danno la zampa - a noi esseri umani piace proprio tanto: ci ispira simpatia, tenerezza e affetto. Ma vi siete mai domandati per quale motivo i cani danno la zampa ? Anzitutto dobbiamo sapere che è un gesto innato: i cuccioli lo fanno già a pochi giorni di vita, premendo con le zampine sulle mammelle della mamma per agevolare la fuoriuscita del latte e, dopo il primo mese, ripetono questo comportamento con ancora maggiore insistenza. Questo perché il loro fabbisogno di latte aumenta e succhiare dalle mammelle non basta più, perciò si aiutano facendo sempre più pressione con le zampe sul petto materno. Detto questo, appare già chiaro che, quando ci mettiamo d’impegno ad “insegnare” al nostro quattrozampe a dare la zampa, in realtà non gli insegniamo proprio nulla, perché il cane sa già farlo da solo; soltanto richiamiamo in lui un comportamento ereditario, che è scritto nel suo DNA. Lo dimostra il fatto che spesso i cani danno la zampa spontaneamente, anche senza bisogno di chiederglielo. Per quale motivo? Ci sono a riguardo due interpretazioni, per un certo verso non contraddittorie tra loro, ma complementari. Secondo la prima, dare la zampa è una forma di richiesta da parte del cane nei nostri confronti, che può essere di vario genere: a volte ci chiede il cibo (perché è l’ora della pappa o perché ha voglia di uno stuzzichino), altre volte ci chiede le coccole o soltanto la nostra attenzione. L’altra spiegazione vede invece nel gesto di “dare la zampa” un segnale calmante, una segno di pacificazione, fatto sia nei confronti dell’uomo che nei confronti di altri suoi simili. A volte i cani danno la zampa per rabbonirci quando siamo arrabbiati con loro, magari perché hanno combinato una marachella, e per smorzare i nostri rimproveri; in questo senso può essere inteso come una richiesta di pace, un “alzare bandiera bianca”, da non confondere però con un vero e proprio segnale di sottomissione. Entrambe le interpretazioni sono accomunate dal fatto che quando i cani danno la zampa sono sempre in una disposizione d’animo tranquilla: non sono aggressivi, sono ben disposti nei confronti di colui al quale rivolgono la “zampata”, sia che vogliano richiamare la nostra attenzione per farsi coccolare e giocare con noi sia che vogliano chiederci di fare pace.I cani danno la zampa: è giusto chiederla? Alcuni sostengono che sarebbe sbagliato indurre il cane a darci la zampa quando non è lui a farlo spontaneamente perché costituirebbe una forzatura nei suoi confronti; bisognerebbe invece lasciarlo libero di compiere questo gesto solo quando il suo istinto glielo suggerisce. In realtà, se incoraggiamo il nostro cane a darci la zampa, magari dietro la promessa di una ricompensa a lui gradita (grattatina dietro alle orecchie o biscotto che sia) non compiamo certo un’azione dannosa per lui! Semplicemente lo incoraggiamo a fare un gesto che conosce già per istinto e che a noi è gradito, rinforzandolo, il che non è poi così diverso da quello che si fa ogni volta che si addestra il cane per insegnargli cosa vogliamo che faccia e cosa no. In questo caso dare la zampa è un comportamento fine a se stesso, né “giusto” né “sbagliato”, ma se è uno dei tanti modi di interazione piacevole e positiva con i nostri amati quattrozampe, che male c’è?

Curiosità sui cani: sei cose che non tutti conoscono

Curiosità Redazione - 15 May 2016

Curiosità sui cani: alcune cose da sapere Le informazioni sui quattrozampe e sul loro mondo sono ormai disponibili ovunque: in rete o in libreria è possibile conoscere le principali nozioni sul comportamento dei nostri amici a quattro zampe, sul loro modo di comunicare, sulla loro storia genetica e molto altro. Ma ci sono alcune curiosità sui cani interessanti o simpatiche che non tutti sanno… 1: Secondo una ricerca compiuta dall’American Psycological Association sarebbe possibile stilare una vera e propria classifica delle razze canine in base alla loro intelligenza. Dai test condotti su esemplari di varie razze è emerso che la palma d’oro del cane più intelligente spetterebbe al Border Collie, seguito dal Barboncino e dal Pastore Tedesco. Fuori dal podio, ma in buona posizione sono il Golden Retriever, il Dobermann, il Pastore delle Shetland, il Labrador, il Papillon, il Rottweiler e il Pastore Australiano. 2: L’intelligenza del cane può essere paragonata a quella di un bambino di circa due anni e mezzo di età; come lui infatti il nostro quattrozampe è in grado di comprendere molte parole (dalle 200 alle 250 circa), di contare almeno fino a 4 o 5, di ingannarci se vuole e, soprattutto, è dotato di un’intuitività incredibile, al punto da riuscire a cogliere e interpretare ogni nostro minimo gesto, ogni inflessione della nostra voce, ogni nostro sguardo ed espressione. 3: Il tartufo di ogni cane è unico: non ne esiste un altro uguale. Praticamente, come si può riconoscere ciascun essere umano dalle sue impronte digitali, lo stesso si potrebbe fare per il cane prendendo l’impronta del suo naso…4: Una delle curiosità sui cani da sottolineare è anche che ci sono i “destrorsi” e i “sinistrorsi”. Per capirlo basta vedere con quale zampa il cane inizia a camminare da fermo oppure quale zampa vi dà quando gliela chiedete (sempre in cambio di un bocconcino succulento ovviamente…). 5: Il cuore dei nostri cani batte diversamente da quello umano. Mentre per noi uomini quando il cuore non segue un ritmo regolare è bene rivolgersi ad un medico, perché potrebbe essere segno di qualche patologia cardiaca, per il cane è normale. Il cuore dei nostri fedeli amici infatti di tanto in tanto “salta un battito” e sembra fermarsi per un attimo; questo è dovuto all’aritmia respiratoria, per cui il cuore del cane batte più lentamente (e a volte perde un colpo) quando l’animale espira. 6: Tra le curiosità sui cani, questa è una delle più significative: anche i cani sognano, eccome! Lo hanno rivelato appositi studi in base ai quali si è visto che, facendo un esame elettroencefalografico ai cani, l’attività del loro cervello durante il sonno è molto simile alla nostra e raggiunge il picco durante la fase REM, quella appunto in cui noi – e loro – sogniamo. Del resto basta osservare il nostro Fido mentre schiaccia un pisolino per vedere che muove le zampe, gli occhi, le orecchie, piange, abbaia e ringhia. Probabilmente sta sognando alcuni episodi tipici della sua vita quotidiana.Curiosità sui cani: lo sapevate che... Contrariamente a quanto si è creduto per decenni, il cane riesce a distinguere i colori, ma non tutti. Come una persona affetta da daltonismo, i nostri quattrozampe non distinguono il verde e il rosso, ma vedono benissimo altri colori come il giallo e il blu. Quindi il loro non è un mondo in bianco e nero!

Clicker training per cani

Clicker training per cani: metodo di addestramento

Addestramento Redazione - 14 May 2016

COS’È IL CLICKER TRAINING PER CANI Il clicker training è una tecnica di addestramento, nata negli anni ’40 per ammaestrare delfini e balene, poi trasferita anche in ambito cinofilo. Consiste nel  rinforzare positivamente un comportamento desiderato, facendo precedere il premio che abitualmente si dà al cane (il classico bocconcino) da un suono prodotto dal clicker, una specie di “cicalino” in plastica con all’interno una lamina di metallo che, premuta, emette un “click”. In questo modo il cane impara ad associare la sequenza: comando vocale - comportamento corretto - click - bocconcino. Il clicker training per cani dunque include un passaggio in più rispetto alle fasi dell’addestramento tradizionale, che funge da ponte fra il comportamento desiderato e la ricompensa al cane. Secondo i sostenitori del clicker training per cani si tratterebbe di un metodo di addestramento molto efficace perché il quattrozampe, collegando il suono al premio, imparerebbe più velocemente che cosa vogliamo da lui. Ma è davvero così semplice usare il clicker? Per prima cosa bisogna fare in modo che il cane presti attenzione al suono emesso dallo strumento. A questo scopo occorre trovare un luogo silenzioso e senza distrazioni, quindi non troppo affollato né trafficato, dopodiché premere il clicker e appena il cane mostra interesse per il segnale sonoro dargli un bocconcino; ripetendo questa sequenza un po’ di volte il cane capirà che al click segue sempre una ricompensa. A questo punto si può passare all’addestramento vero e proprio, insegnando al quattrozampe i vari comandi, quali “seduto”, “terra”, “dai la zampa”, facendo scattare il clicker nel momento preciso in cui il cane compie l’azione richiesta, con il conseguente bocconcino. Bisogna tenere bene a mente però che il “click” è solo il segnale che precede il premio, ma non va confuso con il premio stesso, che è il motivo vero e proprio per cui il cane compie una determinata azione. Il clicker permette di essere più tempestivi e puntuali nel rinforzare un comportamento, rispetto al metodo di addestramento tradizionale, perché in quest’ultimo talvolta può intercorrere troppo tempo da quando il cane compie l’azione desiderata a quando riceve la ricompensa; nel frattempo potrebbe aver modificato il comportamento o la posizione desiderata e noi finiremmo per premiare una condotta che non volevamo. Col clicker invece il cane imparerà in modo inequivocabile il momento esatto in cui sta eseguendo l’azione corretta.GLI ASPETTI NEGATIVI DEL CLICKER TRAINING Non è tutto oro quel che luccica… Se c’è chi crede incondizionatamente nell’efficacia del clicker training per cani , c’è anche chi al contrario ne sconsiglia l’applicazione. Anzitutto perché quando si usa il clicker bisogna essere molto precisi: se non si è esperti conoscitori del cane, oltre che attenti osservatori, si rischia di emettere il “click” nel momento sbagliato, finendo così per rinforzare un comportamento indesiderato. Quindi questo strumento dovrebbe essere utilizzato solo da addestratori professionisti, o comunque dietro la supervisione di personale specializzato. In secondo luogo, se il clicker viene utilizzato troppo spesso, c’è il rischio che il cane non esegua più i vari comandi, se non sono seguiti dal segnale sonoro. Occorre perciò ridurre l’uso dello strumento quando il cane ha imparato l’azione o la posizione desiderata, in modo che la sua mente la associ al comando vocale del conduttore e non al “click”. I detrattori di questa tecnica sottolineano soprattutto che il clicker potrebbe spostare l’attenzione del cane lontano dal suo educatore, che invece deve rimanere sempre al centro, perché per un addestramento gioioso, divertente ed efficace, il cane deve compiere i comportamenti richiesti principalmente per compiacere il suo padrone o addestratore. Il rapporto tra padrone e cane deve quindi rimanere sempre al primo posto, mentre con il clicker training c’è il pericolo che tutto si riduca ad un mero condizionamento meccanico, mirato esclusivamente all’ottenimento del cibo-ricompens

cane ha paura del temporale

Perchè il cane ha paura del temporale? i rimedi

Comportamento Redazione - 04 May 2016

Il cane ha paura del temporale: perché questo comportamento? Una delle fobie più diffuse tra i cani è la paura del temporale. Può interessare tutte le razze e tutte le età, anche se si è visto che in genere si tratta di un’emozione che tende ad insorgere da adulti. Spesso cani che da cuccioli non mostravano nessun timore per i temporali, raggiunta la maturità, manifestano situazioni d’ansia, che molte volte peggiorano progressivamente con l’avanzare dell’età. Nella maggior parte dei casi il cane inizia ad entrare in uno stato d’agitazione già prima che il temporale si scateni, perché il suo udito ed i suoi sensi molto sviluppati presentono l’arrivo della tempesta quando è ancora lontana, almeno per noi. Se il cane ha paura del temporale, questa sensazione si manifesta in modalità e intensità differenti: alcuni quattrozampe si limitano a piagnucolare o ad acquattarsi in luoghi riparati della casa (ad esempio sotto al letto o sotto al tavolo), altri invece cadono in preda ad un vero e proprio attacco di panico, corrono avanti e indietro da una stanza all’altra, raspano il pavimento e i muri, come a voler fare una buca dove nascondersi, grattano la porta di casa, quasi cercassero una via di fuga, abbaiano furiosamente. Ma ciò che è peggio, la paura del temporale nel cane si riversa negativamente sul suo stato psico-fisico, causandogli battito cardiaco molto accelerato, respiro veloce e affannoso, salivazione eccessiva, tutti effetti che, se prolungati nel tempo o se il cane non gode di ottima salute, possono risultare pericolosi e qualche volta addirittura letali. Ma perché il cane è terrorizzato dai tuoni? Sebbene una spiegazione certa non sia ancora stata individuata, da tempo si è associata la fobia per i temporali con il forte rumore provocato dai tuoni. I cani infatti, con il loro super-udito, avvertirebbero il fragore causato dal tuono come insopportabile, perché lo sentirebbero amplificato all’ennesima potenza rispetto a noi, rimanendone letteralmente terrorizzati.Alcuni recenti studi tuttavia propenderebbero per un’altra spiegazione: il cane durante il temporale avrebbe paura non tanto del tuono quanto piuttosto dell’elettricità presente nell’aria, che si scarica con il fulmine. Se ciò fosse vero, i cani ancora una volta dimostrerebbero di avere un’intelligenza naturale, ereditata dall’esperienza dei propri antenati, superiore a quanto immaginato, perché il loro timore sarebbe rivolto al lampo, il solo fenomeno temporalesco ad avere effettivamente un certo grado di pericolosità, e non al tuono di per sé innocuo. Questa teoria sembrerebbe avallata dal comportamento di molti cani, che durante il temporale mostrano di sentirsi al sicuro nei posti dove viene scaricata l’energia elettrica, ad esempio in auto o nella stanza da bagno dentro casa, dove la presenza di piastrelle e sanitari in ceramica costituisce un isolante nei confronti dell’elettricità statica.Il cane ha paura del temporale: cosa fare, rimedi e come calmarlo Se il cane ha paura del temporale ci troviamo di fronte ad un problema non facile da risolvere, ma si possono mettere in atto dei rimedi per ridurre almeno le conseguenze del comportamento fobico, se non si riesce ad eliminarlo completamente. Si può provare a predisporre per il cane un angolo della casa “sicuro”, dove possa sentirsi più protetto, di solito lontano dalle finestre e in un punto raccolto; magari fate vedere al cane che vi “rifugiate” lì anche voi, è probabile che tenda ad imitarvi. Non coccolate il cane quando mostra di avere paura, che sia del temporale o di qualsiasi altra cosa, perché così facendo rinforzereste quel comportamento negativo, peggiorando la situazione. Un'altra possibile soluzione è quella di distrarre l’attenzione del cane dal temporale, invogliandolo a giocare con voi; può essere un buon modo perché il vostro quattrozampe associ al temporale un’esperienza per lui piacevole. Un metodo di rieducazione particolarmente diffuso negli Stati Uniti, è la desensibilizzazione: consiste nel far ascoltare al cane una registrazione del rumore del temporale ripetute volte, anche tutti i giorni, prima ad un volume molto basso, poi via via sempre più alto, per far sì che il cane si abitui gradualmente a quel frastuono e lo tolleri, capendo che da esso non deriva nessuna conseguenza negativa per lui.

I cani odiano

10 comportamenti che i cani odiano nel loro padrone

Comportamento Redazione - 29 Apr 2016

Spesso senza rendercene conto compiamo nei confronti del nostro cane dei gesti che, anche se dettati dall’affetto che proviamo nei suoi confronti, in realtà hanno come unico risultato quello di infastidire il nostro fedele amico. Certo, i nostri quattrozampe hanno davvero una grande pazienza con noi e ci amano a tal punto da sopportare alcuni nostri comportamenti che i cani odiano , pur di starci vicino e conquistare la nostra approvazione. Ma non dobbiamo abusare della loro tolleranza! Per instaurare con il nostro cane un rapporto ancor più simbiotico e piacevole per entrambi basta evitare qualche comportamento scorretto, come suggerito da una ricerca del sito inglese Mother Nature Network:I cani odiano essere abbracciati: se per noi umani è un’inequivocabile segno d’amore, per il cane al contrario l’abbraccio è un segno di dominio da parte dell’umano, che potrebbe essere da lui mal sopportato. Basti pensare a come i cani si comportano tra loro: quando si incontrano, per “salutarsi” si annusano e muovono la coda, mentre quando un cane poggia una zampa sulla schiena di un suo simile, lo fa per cercare di sottometterlo, non certo per dimostrargli affetto; I cani odiano che qualcuno gli poggi una mano sulla testa e sul muso: uno degli errori che noi umani commettiamo più spesso con i cani è quello di accarezzargli la testa, magari quando li incontriamo per strada, anche con cani che non conosciamo. Erroneamente non pensiamo che a nessuno – nemmeno a noi – piacerebbe che un estraneo, senza neppure “presentarsi”, mettesse una mano sulla propria testa; chiunque di noi come minimo si scanserebbe risentito. Perché mai allora il cane dovrebbe essere felice di questo comportamento? I cani odiano i nostri lunghi monologhi: è vero che i quattrozampe imparano a comprendere molte parole del linguaggio umano, ma non certo dei discorsi complessi. Il modo per comunicare davvero con il nostro cane è usare il linguaggio del corpo, perché i cani sono degli osservatori molto attenti e sanno interpretare ogni nostro minimo movimento. Il linguaggio talvolta può addirittura interferire negativamente nella comunicazione col nostro fedele amico, perché molto spesso i padroni dicono una cosa con le parole, ma col linguaggio del corpo comunicano al cane l’esatto contrario, creando confusione nell’animale, che non riesce più a capire cosa vogliamo da lui; I cani odiano essere fissati negli occhi: per loro è un chiaro atteggiamento di sfida e potrebbe dunque innescare delle reazioni anche aggressive. È bene non guardare a lungo negli occhi in maniera troppo diretta nessun cane, soprattutto quelli con cui non abbiamo confidenza: se il cane ha l’indole del gregario magari distoglierà lo sguardo per primo come segnale calmante, ma se tende ad essere dominante, potrebbe “cogliere” la nostra inconsapevole provocazione; I cani odiano l’assenza di regole; un po’ come i bambini i cani hanno bisogno di qualcuno che li guidi e insegni loro cosa “è giusto” e cosa “è sbagliato”. Perciò è importante educare il proprio quattrozampe, perché senza regole provocheremmo in lui disorientamento, ansia, frustrazione o, nel peggiore dei casi, rischieremmo che un cane particolarmente volitivo prenda il sopravvento sul padrone, assumendo il ruolo di capobranco; I cani odiano essere strattonati al guinzaglio: uno di piaceri più grandi per il cane durante la passeggiata quotidiana è quello di odorare il mondo che lo circonda, perché è proprio tramite l’olfatto, il senso canino più sviluppato, che i quattrozampe conoscono e riconoscono tutto ciò che li attornia. Dunque lasciateli odorare e non strattonateli continuamente per trascinarli via: concedetegli il loro tempo per godere appieno dell’uscita loro dedicata; I cani odiano dover stare con chi è a loro “antipatico”: come noi umani anche i nostri cani hanno le loro simpatie, quindi non costringeteli a stare con persone o con altri cani che a lui non piacciono. Sono molti i modi in cui il vostro cane vi comunicherà che quel “qualcuno” proprio non gli va a genio… e allora non forzatelo a stargli accanto; I cani odiano le situazioni di tensione: il vostro cane ha delle “antenne” che gli permettono di percepire ogni vostro stato d’animo e, se siete tesi o ansiosi, lo percepirà immediatamente e ne sarà “contagiato”. Il nostro fedele amico ci imita in tutto, anche nella sensibilità, perciò cerchiamo di mantenere sempre la calma e l’autocontrollo, per non trasmettere sensazioni negative al nostro cane; I cani odiano annoiarsi: il cane ha bisogno di sfogare la propria energia, giocando, correndo, camminando, quindi non lasciateli a poltrire tutto il giorno in casa; alla lunga potrebbero riversare la loro frustrazione combinando danni di ogni genere nell’ambiente domestico; I cani odiano essere provocati: non fate nulla che possa istigare il cane o innervosirlo. I comportamenti più tipici da evitare sono, ad esempio, fare il verso al cane abbaiandogli contro, fargli dispetti, tirandogli coda e orecchie, agitargli le mani davanti al muso. Soprattutto, insegnate ai vostri bambini a non fare nulla di quanto sopra: potrebbero rischiare di essere morsi e… non per colpa del cane!IL RISPETTO DEL CANE È SEMPRE LA SOLUZIONE MIGLIORE Al di là dei dieci “comandamenti” precedentemente descritti, il modo migliore per evitare tutti i comportamenti che il cane odia è rispettare la sua natura. Spesso il rispetto deriva dalla conoscenza: visto che molti atteggiamenti sbagliati vengono da noi adottati in buona fede, semplicemente perché non sappiamo abbastanza circa l’etologia del mondo canino, può essere molto utile chiedere consiglio ad un addestratore esperto, facendo attenzione a non incappare in “finti” professionisti, che si spacciano per educatori senza avere l’adeguata formazione. Un buon metodo può essere anche quello di farsi una “cultura cinofila”, leggendo libri o consultando siti che spiegano il comportamento canino.