Pitbull (American Pitbull Terrier): carattere, salute, prezzo e allevamenti

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Andiamo alla scoperta del Pitbull, detto anche American Pitbull Terrier, una delle razze (non riconoscute dall’Enci) più famose del pianeta.

Il Pitbull è uno dei cani più famosi al mondo. Estremamente riconoscibile e dotato di una forte personalità, il Pitbull è attualmente una delle razze più richieste sul mercato. In questa scheda tecnica, oltre a dare le informazioni di base su fisico e carattere del cane, proveremo a capire meglio le ragioni di questo successo planetario.

Quando si pronuncia la parola “Pitbull” immediatamente si pensa ad un cane aggressivo: certamente il Pitbull è una razza non facile da gestire – per ragioni caratteriali e in un certo senso “storiche” – tuttavia non si deve pensare a questi cani come a delle “macchine da combattimento” poiché al contrario – se opportunamente addestrati – possono tranquillamente rivelarsi affidabili oltre che fedeli. In questa monografia, inoltre, capiremo insieme quali sono le condizioni di acquisto migliori per questa razza, confrontando prezzi e scandagliando allevamenti.

Pitbull: origini

Le origini di questo cagnone non sono certo bucoliche: etimologicamente parlando, il pit in inglese è la fossa/arena dove avvenivano i sanguinosi spettacoli del bullbating e combattimenti di cani. In Gran Bretagna, tra il 18esimo e 18esimo secolo, era un hobby molto popolare. Il nome “Pit Bull Terrier” deriva proprio da questo contesto, e significa “Bull Terrier della Fossa”: in questo palcoscenico il Pitbull era il protagonista numero uno.

La razza vera e propria nasce da una ri-selezione americana del Bull and Terrier: il lavoro degli allevatori statunitensi iniziò nel 1845 e si focalizzò sugli esemplari importati dall’Irlanda. L’afflusso massivo dei coloni irlandesi diffuse in tutte le metropoli nordamericane sia i Bull and Terrier che i combattimenti di cani.

Conosciuta da tempo a livello popolare, la razza American Pitbull Terrier è divenuta tale grazie alla selezione degli allevatori più appassionati (tra cui spicca la figura storica di John Pritchard Colby). Ancora oggi non è nè riconosciuta dall’FCI (Federazione Cinologica Internazionale) nè dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), ma è riconosciuta dall’UKC (United Kennel Club) e della ADBA (American Dog Breeders Association).

Si tratta di due federazioni che concepiscono il cane in modo differente, mantenendo standard morfo-caratteriali leggermente diversi fra loro. In Italia ci sono varie associazioni che organizzano show e hanno dei registri propri, quali Fipken e Mcki.

Pitbull: aspetto fisico

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Partiamo però dalle caratteristiche fisiche del cane ed in particolare dalle sue “generalità”. In tal senso, va innanzitutto detto che tecnicamente quello che comunemente chiamiamo Pitbull possiede tanti nomi: pensate infatti che è detto anche American Pitbull Terrier, pit bool, pitbull terrier americano. E solo per fare alcuni esempi.

Si tratta di una cane di taglia medio-grande, decisamente robusto, spesso anche un po’ tarchiato. Gli standard FCI prevedono che la sua altezza oscilli tra i 41 ai 54 cm, mentre il peso possa variare dai 13 ai 34 chilogrammi. Per quanto riguarda le aspettative medie di vita si superano tranquillamente il 10 anni.

Come anticipato non si tratta di un cane eccessivamente grande, quanto piuttosto di un cane con una struttura ben scolpita, che risulta essere particolarmente aitante anche grazie alla sua postura fiera e guardinga. E’ un cane “massiccio” insomma. Quello che salta subito all’occhio è la mascella, molto pronunciata.

Anche gli occhietti però sono caratteristiche: molto vispi. Il dorso è invece tutto sommato corto. In generale la parte più riconoscibile – diventata una vera e propria icona cinofila – è il muso. E per quanto riguarda il colore/mantello? Sempre in accordo con gli standard ufficiali da competizione, questa razza ammette sia il manto di un unico colore sia varie pezzature (quindi anche bicolore e tricolore). Il pelo è quello di un vero combattente, di un marines cinofilo: corto e denso.

Pitbull: carattere

Proviamo ora a capire qualcosa di più del suo carattere. E che caratterino! In realtà i “problemi” legati all’indole irruenta del Pitbull sono legati principalmente al rapporto coi suoi simili, quindi con gli altri cani. Per affrontare al meglio questo punto, però, occorre fare un passo indietro o meglio un ripasso della Storia.

Storicamente infatti il Pitbull è stato un cane da combattimento e in generale da competizione, quindi risulta essere abbastanza normale il fatto che non sia molto accomodante nei confronti degli altri cani. C’è chi consiglia di non tenerlo mai senza guinzaglio in presenza di suoi simili: forse si tratta di una soluzione un po’ estrema, ma se il cane dovesse rivelarsi particolarmente “bullo” è bene agire preventivamente.

Valutate caso per caso, ma fatelo con attenzione: in tal senso consigliamo come al solito di confrontarsi anche col veterinario di fiducia, poiché non è affatto facile entrare nella testa dei nostri amici a quattro zampe. Con l’uomo la faccenda è già diversa: il Pitbull rimane un cane da affrontare con attenzione certosina, ma con gli amici bipedi è decisamente più a suo agio, poiché – come accennato come sopra – non è portato a competere, diciamo che pensa meno a quel retaggio culturale.

Con gli sconosciuti spesso risulta essere abbastanza socievole, non rinunciando a scodinzolare a coloro che gli stanno più simpatici. Questo perché in passato dovevano spesso combattere, sì, ma solo con altri cani! In famiglia, poi, la loro irruenza si attenua ancora di più, o meglio si trasforma in una grande attaccamento ai padroni.

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Ecco allora che emerge un’altra caratteristica fondamentale di questa razza: la necessità di grandi attenzioni. Ebbene sì, il Pitbull ha bisogno di un rapporto molto “stretto” col suo padrone, che deve essere abile da un lato ad impartire una ferrea educazione dall’altro a dare al cane grande considerazione. In tal senso infatti il Pitbull si rivela un giocherellone ed un “curiosone”.

D’altro canto, questa razza sa essere davvero molto fedele e “presente” per il padrone. Così come attenta e quasi apprensiva nei confronti dei più piccoli: il Pitbull infatti è anche un buon compagno di gioco per i bambini ma state comunque sempre attenti a monitorarne le attività poiché per la troppa irruenza legata all’eccessivo affetto il cane rischia di “travolgere” i bambini, facendoli cadere.

Pitbull: prezzo e allevamenti

A questo punto, almeno ancora un paio di consigli/considerazioni utili: il Pitbull può adattarsi alla vita d’appartamento ma avrà certamente bisogno di muoversi molto anche all’aria aperta. Inoltre letteralmente odia la solitudine: ragionate molto onestamente su quest’ultimo aspetto prima di comprarne uno!

In generale non è particolarmente consigliato a padroni alle prime armi, poiché è – come illustrato fino ad ora – un cane complesso da gestire. Patisce più il caldo che il freddo, ma in generale gode di ottima salute e il suo manto non richiede molto cure, anzi. Attenzione però alle sue tendenze, da “mitigare” attraverso l’educazione: tendenza ad abbaiare/ululare, tendenza a mordere gli oggetti di casa, tendenza ad allontanarsi dal padrone se spinto a cacciare una preda.

Dopo questa carrellata di informazioni preliminari, passiamo ora qualche consiglio su come e dove comprare il vostro cucciolo di Pitbull. Inoltre, pur approssimando, proveremo a darvi delle cifre indicative di spesa. A livello di allevamenti la situazione è più che buona: non vi sarà difficile reperire l’esemplare più adatto a voi praticamente in ogni angolo d’Italia. C’è un sito che monitora con attenzione la situazione dei Pitbull in Italia, legato alla rete di Pitbull Reserve.

Per quanto riguarda i prezzi, invece, si tratta di cifre non esagerate: dovreste restare quasi sempre sotto i 1000 euro. Il prezzo medio infatti si aggira tra i 600 e i 900 euro. Consigliamo di diffidare di chi li vende a meno, perché si tratta di cifre fuori mercato che possono nascondere problemi di varia natura.

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