Parodontite nel cane: cause, sintomi e rimedi

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La parodontite nel cane è una patologia piuttosto diffusa. Di cosa si tratta esattamente? Vediamo cause, sintomi e rimedi associati.

Nel nostro approfondimento andiamo a parlare della parodontite nel cane. Come suggerisce il nome, il problema è legato alla dentatura, ma non solo. Infatti riguarda in senso più ampio l’intera bocca dell’animale.

Non a caso infatti è quasi una diretta conseguenza della gengivite, malattia riguardante appunto le gengive. Le due patologie spesso si accavallano e mescolano. La gengivite è leggermente meno grave ma può sfociare in una più seria parodontite. Andiamo ad analizzare più nel dettaglio queste dinamiche.

Abbiamo anticipato che si tratta di due problematiche che subentrano quando qualcosa si inceppa nei meccanismi di difesa standard della bocca del nostro amico a quattro zampe: se questa situazione dovesse degenerare ci troveremmo di fronte ad una malattia progressiva e/o cronica.

Ma quali sono questi meccanismi difensivi di default che vengono a mancare in caso di gengivite e/o parodontite nel cane? In questo articolo proveremo ad individuarli e a fornire degli elementi utili per risolvere la situazione.

Iniziamo tuttavia con un dato fondamentale, utile a circoscrivere – almeno in parte – quelli che sono i soggetti più a rischio per quanto riguarda parodontite e affini.

Ebbene, i più predisposti sono i cani di taglia piccola, i cosiddetti “toy dog” come Yorkshire, Shih-tzu, Maltesi, Pechinesi, Carlini. Le loro “boccucce delicate” sono più soggette a situazioni di questo tipo rispetto alle potenti fauci di cani di una certa stazza.

Parodontite nel cane: cause

Ma cosa comporta, a livello pratico, la parodontite? Si tratta di una patologia con base batterica: i batteri si accumulano e proliferano nelle zone interessate fino a portare all’infiammazione.

I fattori che vanno ad alimentare sono ovviamente molteplici: si va dalla presenza di placca e tartaro, dovuta ad una noncuranza dell’igiene orale, a parametri di carattere più generale come la composizione della saliva, la mancata caduta dei denti da latte o una malocclusione della bocca.

C’è poi il caso particolare dei cani brachicefali: i loro “canonici” problemi di respirazione li portano spesso ad una infiammazione del cavo orale. Non dimentichiamo poi che nel quadro generale “tutto fa brodo”, di conseguenza influiscono anche elementi come la dieta/tipo di alimentazione del nostro amico a quattro zampe, oltre ovviamente al dato anagrafico, all’età.

Parodontite nel cane: sintomi

Come classificare la parodontite nel cane in base alla relativa intensità e tenendo conto della sua stretta correlazione con la gengivite? Diciamo che in una escalation di dolori, si inizia con la gengivite (che può diventare acuta) nella quale le gengive sono arrossate ed il solco gengivale inizia ad erodersi diventando via via più profondo.

Le gengive iniziano ad essere ipersensibili e a sanguinare non appena vengono sfiorate. Ovviamente nella fase acuta sono presenti anche placca e tartaro. Si arriva così alla parodontite vera e propria, dove a tutti questi sintomi si registrano dei danni al riassorbimento osseo, la coppia placca/tartaro si annida sopra e sotto la gengiva, la presenza di sangue è sempre più corposa.

Come diagnosticare una parodontite nel vostro animale? Oltre ovviamente ad un generale controllo dello stato della bocca, le pratiche più diffuse sono anamnesi, visita clinica e indagine radiologica. In questo senso talvolta è necessario e consigliato sedare il cane.

Parodontite nel cane: cura

Quali sono le cure più efficaci e diffuse? Iniziamo col dire che una terapia per gli animali affetti da parodontite si divide in diverse fasi, nella fattispecie una di tipo antibiotico ed una a seguire legata al curettage della bocca, ovvero quella procedura chirurgica effettuata tramite un particolare strumento simile ad un cucchiaino detto curette per analizzare nel dettaglio la cavità orale.

Questa seconda fase è fondamentale poiché l’antibiotico da solo non risolve il problema, ma lo attenua-elimina soltanto momentaneamente: una volta sospesa l’assunzione la patologia spesso si ripresenta (migliorano le condizioni dell’alito pesante dell’animale, ma nulla di risolutivo).

Dopo una scrupolosa disamina dunque il veterinario dunque procederà ad una detartrasi, ovvero ad una pulizia a fondo della bocca del cane, effettuata con una strumentazione ad hoc (simile a quella utilizzata per gli esseri umani). Placca e tartaro vengono così spazzati via, i denti vengono ben lucidati oppure anche estratti (se la situazione era diventata troppo grave).

Ultimo ma non per ordine di importanza, questo vademecum per la cura della parodontite ci ricorda che l’igiene orale è importante tanto per il padrone quanto per l’animale. A proposito di denti e gengive del nostro quattro zampe, potrebbero interessarti anche:

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