Parlano gli abitanti di Sciacca: “I cani randagi ci attaccano ogni giorno”

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Sono per strada e attaccano in branco: non c’è alcuna struttura comunale per accogliere i cani di Sciacca, e ora c’è chi li uccide pur di toglierli di torno.

A Sciacca le persone non sanno più cosa fare: la terribile notizia di un paio di giorni fa, ovvero una quarantina di cani avvelenati, ha puntato i riflettori su questa cittadina siciliana frustrata dal fenomeno del randagismo.

In questi mesi sono state accerchiate, attaccate e azzannate diverse persone. Salvatore Maggio, funzionario della prefettura in pensione, dice la sua sull’accaduto e più in generale sulla situazione che si vive a Sciacca: “Nessuno vuole giustificare quel che è accaduto, ma certo l’allarme c’è e da tempo. Mio figlio, due anni fa, è stato azzannato mentre faceva jogging. È dovuto correre a fare l’antitetanica in ospedale. L’estate scorsa, nella zona dove adesso hanno avvelenato i cani, abbiamo assistito in diretta all’aggressione a una ragazzina in motocicletta, che si è spaventata, ha accelerato ed è caduta. Il branco stava per azzannarla, se non ci fossimo stati noi automobilisti con i clacson chissà che cosa sarebbe successo“.

Intanto Francesca Valenti, il sindaco della città eletta nel luglio scorso, sta partecipando a moltissime riunioni in questi giorni con associazioni animaliste, volontari e asl. La situazione a Sciacca è questa: 40mila abitanti, 200 cani randagi e nessun canile comunale. Ci sono tre strutture private che ospitano 225 quattro zampe. La legge è questa: i cani possono essere sterilizzati e provvisti di microchip solo se sono già dentro ad una struttura.

Ecco le parole del sindaco: “Quel che è successo può ripetersi domani. Se l’Azienda sanitaria non mi darà risposte al più presto per realizzare una struttura di emergenza dove gli animali possano essere sterilizzati, chiederò alla Regione di istituire un’unità di crisi“. Un’associazione toscana ha adottato dieci cani, i rifugi potranno ospitarne altri venti. Ne rimangono per le strade 170.

Giusto l’anno scorso l’associazione Anta era disposta a realizzare un canile comunale, ma Annamaria Friscia – rappresentante della sezione di Sciacca – spiega perchè non se n’è fatto nulla: “Hanno fatto il bando e hanno sbagliato tutto dal punto di vista amministrativo, adesso vogliono rifarlo ma non ho alcuna fiducia. Intanto il Comune continua a spendere 350 mila euro l’anno per le tre strutture private“.

Il problema dei cani randagi comunque si trascina da anni: pensate che dieci anni fa nel quartiere di Perriera fu sospesa per qualche giorno la distribuzione della posta dopo le denunce dei portalettere. Lilla Piazza, presidente dell’associaizone CittadinanzAttiva, ha spiegato: “Abbiamo fatto decine di esposti. Sono stata accerchiata io stessa. Pochi mesi fa è toccato a una vecchietta, sono intervenuti i commercianti. Non è una situazione facile, ma certo bisogna rispondere con la legge, non con il veleno“.