Microchip nel cane: una guida per sapere tutto

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Cos’è il microchip nel cane? A cosa serve? E’ obbligatorio? Rispondiamo a queste e a molte altre domande.

Il microchip nel cane è una questione cruciale nel mondo cinofilo e non deve essere presa sottogamba. In passato è stata fatta un po’ di confusione sull’argomento ma oggi la Legge è più chiara che mai in merito: ogni cane che acquistiamo deve essere dotato di microchip.

In questo articolo vi daremo tutti i dettagli utili in relazione all’inserimento di questo importante mezzo di riconoscimento per i nostri amici quattro zampe. Da un lato vi daremo i dettagli tecnici su questo “marchingegno” ancora troppo spesso scambiato per qualcosa di potenzialmente pericoloso per il nostro animale (non è così!), dall’altro proveremo a capire come mai si tratta di un espediente molto importante per evitare furti, abbandoni e/o maltrattamenti del cane.

Ma andiamo con ordine e proviamo innanzitutto a sviscerare una definizione il più possibile esaustiva del termine e delle sue funzioni di base.

Microchip nel cane: che cos’è e a cosa serve?

Di cosa parliamo quando utilizziamo il termine “microchip per cani“? A livello tecnico si intende un trasponder, ovvero una piccola capsula di vetro biocompatibile. Questo particolare congegno sottocutaneo (cioè applicato sotto la pelle) utilizza una tecnologia denominata “Radio Frequency Identification”.

Di cosa si tratta? Questa tecnologia fa sì che il dispositivo riceva un segnale funzionando in pratica come un’antenna-radio. Attraverso un apposito lettore di microchip si ottiene un codice di 15 cifre, grazie al quale si può agevolmente procedere al riconoscimento dell’animale e dunque al suo proprietario legale.

In poche parole questo codice racchiude in sé le “generalità” del cane e del padrone: da un lato nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono, indirizzo etc; dall’altro razza, sesso, età, colore, taglia e via dicendo. Questa tecnologia è andata a sostituire la vecchia pratica del tatuaggio, in vigore negli Anni Novanta nell’orbita dell’istituzione dell’anagrafe del cane.

Microchip cane obbligatorio? Ecco la risposta

Sgombriamo il campo da eventuali dubbi: sì, il microchip per cani è obbligatorio. Oltre che a fornire una sorta di imprescindibile “carta di identità” del cane, il microchip è fondamentale anche per procedere con le vaccinazioni sull’animale. Ma anche per furti, smarrimento e/o abbandono.

Come abbiamo accennato poc’anzi, il microchip cane non è in vigore da sempre: prima si utilizzava un tatuaggio di riconoscimento. Di conseguenza dobbiamo specificare che il microchip è obbligatorio, sì, ma per tutti gli esemplari nati dopo il 2004: per coloro che attualmente dunque sono “anziani” non è necessario procedere con l’inserimento del chip, per quanto sia un’opzione altrettanto raccomandabile. Tuttavia a livello legale per i cani nati prima del 2004 si terrà fede al tatuaggio di riconoscimento.

Microchip cane: a che età si mette

C’è un momento consigliato per l’inserimento del microchip nel cane? Certamente sì. C’è di più: esiste proprio un termine ultimo, una sorta di scadenza, superata la quale si rischia di essere sanzionati legalmente. In questo senso, infatti, la Legge è molto chiara: il cane deve essere provvisto di microchip entro i due mesi vita, quindi entro 60 giorni massimo dalla nascita.

Microchip cane legge: ecco le norme

Non è importante quale sia la sua razza o la sua data di nascita: dovete “microchippare” il cane entro i termini stabiliti dall’articolo 1 dell’Ordinanza 6 agosto 2008 ovvero Ordinanza concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina (in GU n. 194 del 20-8-2008).

Vi citiamo l’articolo per intero, così da non lasciare più alcun margine d’errore:

1. E’ obbligatorio provvedere all’identificazione e alla registrazione dei cani, in conformità alle disposizioni adottate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano ed alla presente ordinanza.
2. Il proprietario o il detentore di un cane deve provvedere a far identificare e registrare l’animale, nel secondo mese di vita, mediante l’applicazione del microchip. Il proprietario o il detentore di cani di età superiore ai due mesi è tenuto a identificare e registrare il cane ai fini di anagrafe canina, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente ordinanza
Questa normativa sarà da tenere a mente anche in relazione ai “cambi di proprietà” dei cuccioli e dei cani di qualsiasi altra età, come vedremo poco più avanti sempre nel corso del nostro articolo.

Microchip cane: cos’è l’anagrafe canina

Si tratta dell’organo statale sanitario pubblico che gestisce tutta la registrazione e la documentazione dei cani presenti sul territorio nazionale. In questo senso la Legge n°281 del 1991 (ovvero la Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo) sancisce che la registrazione dei cani nelle relative banche dati regionali (e poi nazionali) è un atto obbligatorio.

Come abbiamo detto per iscriversi all’anagrafe canina occorre aver regolarmente inserito il microchip al nostro cane. A quel punto l’iscrizione avrà un costo complessivo di circa 30 euro: nella fattispecie 28€ di cui 20€ per l’applicazione del microchip da un veterinario certificato e 8€ per l’iscrizione in sé.

Riportiamo qui di seguito i dati che verranno catalogati all’anagrafe canina:
– codice identificativo del microchip
– proprietario/detentore
– nome, razza, sesso, segni utili di identificazione, età, dell’animale
– eventuale intervento di sterilizzazione, attuale o pregresso
– eventuale cambio di proprietà nella stessa regione o in una regione diversa
– eventuale cambio di residenza
– eventuale segnalazione che il cane risulta smarrito o rubato

Attenzione: non iscriversi all’anagrafe comporta una multa che può arrivare fino a quasi 300 euro!

Microchip cane dove si mette: il suo inserimento

L’inserimento della capsula di riconoscimento sottopelle è un intervento a tutti gli effetti per il nostro amico a quattro zampe. Di conseguenza il nostro monito è innanzitutto uno: non fate sciocchezze in stile “fai da te” in casa. Dovete assolutamente rivolgervi ad un veterinario, che andrà a sbrigare la pratica in maniera piuttosto agevole.

In questo senso, come accennato all’inizio dell’articolo, procediamo a sfatare un po’ il mito secondo il quale si tratterebbe di una procedura pericolosa per il nostro amico peloso: no. SI tratta di un normale intervento di routine dal punto di vista strettamente pratico e – se ve lo state chiedendo – sappiate che anche le “onde radio” utilizzate dalla tecnologia “Radio Frequency Identification” non si riveleranno dannose per il cane.

Di conseguenza non indugiate e ricordatevi di portare il vostro cucciolo a “fare la carta di identità” il prima possibile e sicuramente entro i primi due mesi d’età. A livello pratico, giusto per entrare un po’ nel dettaglio e anticiparvi quello che potrete vedere in loco nello studio del veterinario, sappiate che il microchip viene inserito tendenzialmente nella regione sinistra del collo del cane, molto spesso anche tra le scapole. Sempre ovviamente sottocute.

Microchip cane prezzo: quanto costa

Non c’è una vera e propria tariffa unica per quanto riguarda l’inserimento del microchip al cane. Si tratta di una vera e propria operazione, di conseguenza il prezzo può dipendere da diversi fattori e soprattutto cambiare da veterinario a veterinario. Provate a consultare il vostro specialista di fiducia per un “preventivo”.

Microchip cani passaggio di proprietà: come comportarsi

In questo caso il microchip è assolutamente indispensabile per procedere ad un cambio di padroni. Al momento dell’inserimento del microchip infatti vi verrà rilanciata tutta la documentazione di identità da presentare in questa evenienza: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale saranno prontamente individuabili e solo a quel punto si potrà procedere al passaggio di proprietà, accertandosi di segnalare la data precisa dello “scambio” e apponendo poi sull’apposito documento le firme di entrambe le parti coinvolte.

Una volta sancito l’accordo però il nuovo proprietario dovrà anche occuparsi di informare l’ASL: nella fattispecie dovrò comunicare l’avvenuto trasferimento entro 15 giorni dalle firme del contratto (serviranno l’iscrizione originale all’anagrafe canina e un versamento di circa 10 euro per le pratiche).

Una cosa che non abbiamo ancora specificato è che questo passaggio può avvenire solo tra persone che abbiano già compiuto i 18 anni di età: se non siete maggiorenni non potete legalmente procedere con le pratiche.

Cosa succede se il nuovo padre dovesse cambiare casa e dunque residenza? Anche questo cambiamento è da segnalare all’anagrafe canina, sempre entro 15 giorni massimo dal trasferimento. In tal senso i trasgressori verranno punito con una multa che può variare dai circa 30 euro fino a sfiorare i 250 euro.

Attenzione però perché non si possono “vendere” o comunque non si possono effettuare passaggi di proprietà di cani di età inferiore ai 2 mesi di vita, come esplicita l’Ordinanza 6 agosto 2008 – Ordinanza contingibile ed urgente concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina (in GU n. 194 del 20-8-2008) all’articolo 2 nel seguente passaggio: “E’ vietata la vendita di cani di età inferiore ai due mesi, nonché di cani non identificati e registrati in conformità alla presente ordinanza”. In questo senso, tra l’altro, non c’è distinzione tra distinzione fra vendita, cessione e regalo.

Ora che vi siete fatti un’idea generale della questione potete intuire quanto questa pratica vada ad agevolare il corretto monitoraggio della compra-vendita dei nostri amici a quattro zampe, evitando il più possibile i danni del “mercato nero”, piaga purtroppo non ancora debellata, soprattutto in alcune zone d’Italia, dove il fenomeno si lega a filo doppio con quello del randagismo.

Inoltre, come abbiamo avuto modo di sviscerare nel corso della nostra trattazione, questo pratica assicura sempre al nostro cane delle “garanzie” per quanto riguarda l’identità e le attività dei padroni che dovranno diventare la sua famiglia. Un piccolo microchip dunque può dare al nostro amico la sicurezza di un grande futuro!

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