La storia di Diego Camblor, il bambino veterinario

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Piccoli angeli crescono: andiamo alla scoperta di Diego Camblor, il piccolo angelo dei cani randagi.

I bambini hanno sicuramente una sensibilità diversa dagli adulti. Sono capaci di spendersi per gli altri senza chiedere nulla in cambio, soffrono delle ingiustizie, hanno un rapporto con la natura e gli animali di sintonia e rispetto. Specialmente se educati, fin dai primi mesi di vita, imparano ad amare e rispettare la natura. Vedere un bimbo piccolo con il suo cane o gatto è sempre commovente, entrambi imparano, giocano e si prendono cura l’uno dell’altro, formando un legame indissolubile  Nel caso di Diego Camblor siamo però di fronte a molto di più, un piccolo angelo dei cani randagi.

Come sempre accade è la famiglia che può generare nei bambini l’amore per gli animali. In questo caso i genitori hanno insegnato al figlio l’amore per i cani meno fortunati. Infatti, il primo compagno di giochi di Diego Camblor è stato Quazi, un Chihuahua che aveva perso un occhio.
Mamma Christi e papà Moncho Camblor sono d’altra parte due persone speciali. Hanno fondato il gruppo “Compassion without Borders”, ed hanno portato Diego con loro in ogni viaggio in Messico, fin da piccolissimo. Questa associazione aiuta i randagi in difficoltà nel Paese sudamericano, offrendo cure veterinarie.

Piccoli veterinari crescono

Diego ha otto anni adesso e vive in California, ma passa tutte le sue vacanze in Messico a salvare cani e gatti randagi. La madre racconta che il figlio ha sviluppato una grande sensibilità e i cani si fidano di lui, molto più velocemente di quanto non facciano con gli adulti. Diego è capace di mettersi in connessione in maniera profonda con i randagi, in modo veloce e semplice. Sicuramente il fatto che il bambino preferisca questo tipo di vacanze a qualsiasi altra meta per ragazzi, sia essa Disneyland o LegoLand, la dice lunga su quanto gli stia a cuore la sorte dei randagi.

La mamma è molto orgogliosa del suo piccolo eroe, che ha fatto della felicità dei cani di strada in Messico una missione. Per ridare loro la felicità Diego ha imparato a fare tutto: lava i cani, li medica e benda le ferite, sa addirittura fare le punture. La madre crede che il veterinario sarà sicuramente il suo futuro mestiere, perchè Diego è mosso da una vera e autentica passione. Salvare i cani randagi dalla morte è ciò che lo rende felice.

L’Associazione fondata dai genitori di Diego nel 2001 si prefigge di migliorare la condizione dei cani randagi sia in territorio statunitense, che in quello messicano. “Compassion without Borders” ha un approccio multifunzionale ed opera con quattro diversi programmi, per aiutare i cani in difficoltà:
• Mexico Dog Rescue: programma di salvataggio per cani randagi in Messico
• US Dog Rescue: programma di salvataggio per cani randagi in USA
• Veterinary Wellness Clinics: cliniche veterinarie mobili
• Spay Services: programma di sterilizzazione

Inoltre la CWOB collabora con altre organizzazioni per l’educazione la sensibilizzazione di noi umani, sul tema randagismo. L’Associazione ha sterilizzato 7183 cani e gatti in territorio americano, effettuato 2313 salvataggi nella Central Valley in USA, ha sterilizzato 14742 tra cani e gatti in Messico ed effettuato 2085 salvataggi di cani a livello internazionale.

La Famiglia Camblor

La dottoressa Christi Camblor, mamma di Diego, è una veterinaria che opera da vent’anni nello scenario internazionale dell’aiuto e soccorso dei cani randagi. Inoltre si batte da tempo perché le persone indigenti abbiano accesso ai programmi di cure veterinarie e di sterilizzazione per i propri animali domestici. Moncho Camblor, il papà di Diego, ha un background completamente differente: è infatti grafico, ma si batte da vent’anni per gli animali e l’ambiente, sia in Messico che in Usa.

Naturalmente oltre ai coniugi operano altre persone e veterinari, ma un altro componente è davvero speciale oltre a Diego. L’associazione dal 2014 ha anche un “portabandiera” d’eccezione: Pirata Camblor, un cane naturalmente. Pirata, è un Mexican Mutt che è diventato una vera e propria celebrità sui Social Network, tanto da essere nominato “il cane più interessante del mondo”. Un’ottima pubblicità per una causa importante.

Questa famiglia speciale ha anche creato un altro luogo magico per i cani randagi. Hanno costruito un Rifugio per cani randagi, che hanno chiamato Muttopia, dalla razza del loro ambasciatore a quattrozampe Pirata, che è un Mexican Mutt appunto. Il rifugio occupa 3 acri e mezzo a Santa Rosa, in California.

Questo luogo offre uno spazio sicuro per i cani randagi, assicurandogli cucce, cure veterinarie e tante coccole da parte dei veterinari. Dopo aver riportato in perfetta salute i cani, il centro si prefigge di trovare anche una nuova casa a questi cani. Sul sito dell’Associazione è presente una nutrita gallery con tutte le foto degli ospiti del rifugio, disponibili all’adozione.

Sul sito è presente anche una sezione blog e video con tutte le storie dei cani randagi. Inoltre è possibile effettuare donazioni ed offrire la propria opera come volontari. Questi cani, curati e salvati, non chiedono altro che tanto affetto ed amore in attesa di trovare una famiglia.

Cani randagi in Messico

I cani randagi in Messico sono da qualche tempo al centro dell’attenzione mediatica. infatti dopo il ritrovamento di alcuni corpi martoriati da morsi di cane, le autorità hanno disposto sequestri massivi di cani randagi, perché presunti responsabili di aggressioni mortali contro le persone e quindi pericolosi per la comunità.

In realtà, analisi e riscontri tecnici, hanno rivelato la completa estraneità dei cani randagi, che probabilmente hanno attaccato i corpi post mortem. Questi episodi sono stati solo dei pretesti per la cattura dei randagi. Molte persone hanno protestato contro i rastrellamenti ma tutte le manifestazioni di disappunto sono state ignorate. L’opinione pubblica propone soluzioni non violente contro i cani come la sterilizzazione.

In realtà dietro al ritrovamento di questi corpi ci sarebbero i gruppi del narcotraffico, che da sempre mettono in atto nel Paese azioni violente e cruente per mantenere uno stato di terrore. I narcos usano spesso i cani randagi come corrieri, per poi seviziarli e ucciderli in modo brutale. Per questo l’opera della famiglia Camblor è ancora più determinante in Messico, come in pochi altri Paesi, dove il destino dei cani randagi può essere davvero crudele.