In Cina cane positivo al Coronavirus: facciamo chiarezza

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L’animale è stato messo in quarantena per 14 giorni in una struttura veterinaria vicino al ponte che collega l’ex colonia con Macao. Probabilmente è contaminazione ambientale. L’Oms: «Gli animali non si ammalano, stiamo cercando di capire»

Non c’è motivo di avere panico. Non ci sono conferme che il virus possa contagiare animali domestici». Nella ricca Hong Kong (nella foto Epa, il lungomare), dove i cani sono uno status symbol delle classi più agiate, ha creato allarme la storia del cagnolino risultato positivo al test per il coronavirus, come scrive il South China Morning Post.

I veterinari dell’ex colonia si sono mobilitati per dissipare ogni dubbio: «Deve trattarsi di un caso di contaminazione ambientale», ha suggerito il dottor Michael Bradley, dello Stanley Veterinary Center: «È molto improbabile che un cane o gatto possa essere infettato dal coronavirus — ha aggiunto —: ma può essere un oggetto che trasporta il virus, allo stesso modo di un fazzoletto di carta».

«È possibile che delle goccioline di saliva infetta abbiano contaminato l’ambiente e poi il cane», ha precisato il professor David Hui Shu-cheong, esperto di medicina respiratoria dell’Università cinese. E questo perché la coppia di proprietari che aveva il cagnolino, un volpino di Pomerania, ugualmente è risultata infetta; come la domestica che era in servizio da loro, peraltro.

Dei tre sono stati resi pubblici su Internet tutti i dati relativi all’indirizzo, l’età e il trattamento ospedaliero a cui sono stati sottoposti, esattamente come per tutti e 94 i casi di contagio finora accertati. Del cagnolino invece, a parte la razza, si sa solo che «usciva poco di casa», come ha rivelato la sottosegretaria per l’alimentazione e la salute dell’isola, Sophia Chan Siu-chee, confermando che l’animale è stato messo in quarantena per 14 giorni in una struttura veterinaria vicino al ponte che collega l’ex colonia con Macao.

Il provvedimento sarà adottato in futuro per tutti gli animali che dovessero essere positivi al test. Il dottor Florence Chan, segretario dell’Associazione veterinari di Hong Kong, ha però invitato la popolazione a non trarre conclusioni affrettate, visto che — ha sottolineato — « il volpino non mostrava alcun sintomo».

Insomma, lo Spitz non aveva né tosse né febbre. Consigliando solo di lavarsi sempre le mani, evitando di portare gli animali in luoghi sporchi. E se non dovesse bastare il lavaggio con acqua e sapone delle loro zampette, possono sempre ricorrere a delle scarpe, da rimuovere e disinfettare separatamente.

Fonte: corriere.it