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[video] scoperti due canili lager in meridione, le immagini di denuncia

Home Redazione - 21 Ott 2019

Un fenomeno sempre più diffuso, quello dei canili e allevamenti abusivi. Solo negli ultimi giorni ne sono stati scoperti due, uno in Calabria e uno in Sardegna. Attenzione, immagini forti. Scoperti due canili dell'orrore in Italia, dove i cani venivano tenuti in condizioni pietose, costretti a vivere accanto ai cadaveri dei loro compagni e tra letame e insetti. Avevamo già parlato dell'allevamento abusivo a Roma, trovato dai volontari dell'OIPA; oggi, invece, l'orrore arriva dalla Calabria e dalla Sardegna. Una realtà terribile che è stata smantellata, grazie all'intervento dei volontari. Canile lager in Calabria Il primo canile abusivo scoperto è stato quello paradossalmente chiamato Oasi del randagio, dove in realtà si nascondeva l'inferno. La struttura abbandonata è stata trovata tra Rosarno e Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, dove alcuni volontari animalisti sono riusciti a entrare per documentare tutto. All'interno c'erano cani denutriti che giacevano immobili vicino ai cadaveri di altri animali che non ce l'avevano fatta. Come si può vedere nelle immagini, molti cuccioli erano morti, probabilmente a causa della gastroenterite, mentre i cani che erano ancora vivi, presentavano segni di un grave denutrimento. Tanti non riuscivano neppure a tenersi sulle proprie zampe e per la fame si divoravano tra loro. Non solo. La struttura, totalmente lasciata nel degrado, era piena di carcasse di elettrodomestici rotti e all'interno di un freezer spento c'erano dei bustoni neri con i corpi senza vita di alcuni cani. Una situazione terribile che i volontari dell'ENPA di Gioia Tauro hanno prontamente denunciato, con la speranza che qualcuno intervenga. Canile lager in Sardegna Un altro caso terribile è stato scoperto nel sud della Sardegna, a Gesturi. Una turista francese stava facendo un piccolo tour della zona con la sua bicicletta quando, in prossimità di una fontanella, ha visto un cane malconcio sdraiato a terra. Guardando meglio, ha trovato una situazione inaspettata e sconcertante, che ha denunciato su Facebook: «un cane era legato con una campana al collo, un altro che stava morendo, un altro ancora legato a una catena, a pochi metri si intravedevano una decina di cani incatenati ad alberi, con corde di un metro circa, che continuavano ad abbaiare. Nessuno di loro aveva l'acqua a disposizione». Il post, con tanto di galleria di immagini e video, è diventato subito virale ed è arrivato alla polizia locale che, intervenendo sul posto, ha trovato 13 cani in pessime condizioni e senza microchip. Quattro di loro sono stati ricoverati, gli altri sono stati affidati ai volontari della Lega nazionale per la difesa dei cani. Il canile abusivo era stato attrezzato all'interno di un ovile e il proprietario è stato denunciato. Fonte: Wamiz

[video] test barbari e torture fuori legge su scimmie, cani e gatti in un laboratorio di sperimentazione dei farmaci tedesco

Home Redazione - 17 Ott 2019

Immagini davvero terribili quelle che arrivano dalla Germania, ma che devono essere condivise per mobilitare l'opinione pubblica. Le scimmie sono legate in imbracature metalliche, mentre cani e gatti rimangono sanguinanti e muoiono. Il tutto ripreso in alcuni filmati che gli attivisti per i diritti degli animali sostengono siano stati girati in un laboratorio di tossicologia tedesco. L’organizzazione Soko Tierschutz insieme a Cruelty Free International affermano che il presunto abuso ha avuto luogo presso il laboratorio di farmacologia e tossicologia alla periferia di Amburgo. Le foto mostrano macachi legati a staffe di metallo uno in fila all’altro appesi al muro, altri hanno la testa contenuta e vengono mostrati mentre cercano di fuggire disperatamente, mentre un cane sembra sanguinare abbondantemente in una delle celle anguste. Un attivista sotto copertura ha ottenuto un lavoro presso la struttura di ricerca dal dicembre 2018 al marzo 2019 e afferma di aver assistito a test su beagle, scimmie, gatti e conigli, effettuati per aziende di tutto il mondo. Il lavoratore sotto copertura, che ha ripreso tutto in questo video, ha detto che gli animali erano tenuti in condizioni orribili. Secondo quanto riferito, «i beagle avevano tubi in gola e gli venivano somministrate capsule, molto spesso li lasciavano sanguinare dopo esperimenti poco chiari. Il personale non è competente».Friedrich Mullen di Soko Tierschutz ha raccontato: «Gli animali stavano ancora agitando le code quando venivano presi per essere uccisi, i cani erano alla disperata ricerca di un contatto umano». E ha aggiunto: «Il trattamento peggiore è stato mantenuto per le scimmie. Le macachi sono piccoli primati relativamente leggeri, che vengono spesso utilizzati per esperimenti su animali. Sono tenuti in condizioni anguste in piccole gabbie. Molti degli animali hanno sviluppato tendenze compulsive e sono visti girare in tondo. Si dice che i gatti ricevano fino a 13 iniezioni al giorno da dipendenti non addestrati e vengano lasciati soffrire». Gli attivisti hanno segnalato il caso alla polizia che sta indagando. Sostengono anche che le leggi in Germania che proteggono gli animali dagli esperimenti non sono abbastanza rigide e chiedono che vengano rafforzate. Il laboratorio in questione a conduzione familiare esegue (secondo le associazioni animaliste) test di tossicità per le aziende farmaceutiche, industriali e agrochimiche di tutto il mondo al fine di soddisfare i requisiti dei governi e delle autorità di regolamentazione. Secondo l’organizzazione Cruelty Free International: «I test di tossicità comportano l’avvelenamento degli animali per vedere quanta sostanza chimica o farmaco è necessaria per causare gravi danni, nel tentativo di misurare quale dose» sicura «per l’uomo potrebbe essere». «Agli animali vengono iniettati o fatti inalare quantità crescenti di sostanza per misurare gli effetti tossici che possono essere gravi. Non vengono forniti anestetici o sollievo per il dolore». Michelle Thew, Amministratore delegato di Cruelty Free International ha dichiarato: «La nostra indagine ha rivelato spaventose sofferenze degli animali, cure inadeguate, cattive pratiche e violazioni della legge europea e tedesca. Chiediamo la chiusura del Laboratorio di Farmacologia e Tossicologia. Chiediamo inoltre una revisione completa dell’uso degli animali nei test di tossicità in Europa, incluso il Regno Unito. Ogni indagine, a colpo sicuro, mostra una storia simile di miseria e disprezzo della legge». Fonte: ilgazzettino.it

Peppino è rinato: la vita meravigliosa del cane sfregiato da un petardo

Home Redazione - 06 Ott 2019

Amatissimo dalla sua nuova famiglia adottiva, ora è l’immagine della gioia di vivere. «Adottare un animale è sempre un’esperienza meravigliosa.... Adottare un amico peloso è gioia, e di gioia non ci dovremo mai privare». Un pensiero, bellissimo, che accomuna tutti i quattro zampe, indistintamente, che vengono accolti in una casa. E che potrebbe riguardare qualsiasi cagnolino, gatto e non solo che entra nella vita di chi sa apprezzarne il suo grande, inestimabile valore. In questo caso però il destinatario di queste parole, sentite e profonde, non è un animale qualsiasi. È Peppino il cane orribilmente sfregiato da un petardo infilato nel naso, alla vigilia dello scorso Natale. Era accaduto in Molise, nelle campagne intorno a Campobasso dove era stato ritrovato sofferente e deturpato dalle volontarie dell'Apac. Che lo avevano accolto e curato amorevolmente. Tante le operazioni, le terapie, il sostegno. Fino all'adozione davvero del cuore avvenuta lo scorso aprile. Ed è stato proprio chi lo ha fatto entrare nella sua famiglia (una giovane coppia toscana con una bambina e altri due cani) a regalargl quel bellissimo pensiero citato all'inizio. Postandolo sulla pagina Facebook dell'associazione per ringraziarla di quel grande regalo ricevuto, così importante, senza prezzo. «Un ringraziamento speciale a Ilenia e Marialaura, adesso mie care amiche, che con dedizione, correttezza, trasparenza ed amore, si sono occupate del mio piccolino... grazie a tutti coloro che lo hanno pensato anche solo 5 minuti, grazie a coloro che con massima professionalità, lo hanno curato... » scrive Genny. Rivolgendosi alle volontarie che contraccambiano e rilanciano:  «Un saluto da Peppe e dalla sua mamma». Sotto una foto di grande emozione che ritrae il dolce cucciolone felice al tramonto, con il mare sullo sfondo. Una maniera concreta di testimoniare la nuova, meravigliosa vita di Peppino. Semplicemente quella che lui merita. Come meritano di avere tutti gli animali. Fonte: lazampa.it

Cani e videogiochi: l'alleato perfetto

Home Redazione - 03 Ago 2018

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria new wave canina e non ci riferiamo al sempre maggior numero di persone che scelgono di prendere con sé un cane come compagno di vita, ma al mondo dei videogame. Titoli di grande successo capaci di vendere milioni di copie in tutto il mondo hanno inserito tra i personaggi i nostri migliori amici, quelli che non ti abbandonano mai e che proprio per questo rappresentano i migliori alleati del protagonista. Titoli come Fall out e Metal Gear Solid hanno scelto di seguire questa strada che peraltro non è nuova, ma anzi conta autorevoli riferimenti. Nell’epoca d’oro dei videogame, infatti, quando le sale giochi erano il luogo per eccellenza in cui incontrarsi e sfidarsi davanti agli arcade i cani avevano fatto già la loro comparsa. E il più celebre fra loro è senza dubbio quello che compare in Shadow Dancer pubblicato dalla SEGA nel 1989. Il ninja in casacca bianca è accompagnato da un cane dello stesso colore che tanto assomiglia a un lupo, ma poco importa visto che dalla SEGA fanno sapere che di cane si tratta. E l’alleato del protagonista non se ne sta con le zampe in zampa, ma partecipa attivamente ai combattimenti attaccando i cattivi di turno e proteggendo il suo compagno. Di qualche anno più vecchio uno dei primi videogame prodotti da Core Design per la consolle Sega Mega CD  dal titolo inequivocabile di Wonder Dog. L’eroe e protagonista assoluto di questo innovativo (per l’epoca) videogame è per l'appunto un cane (Wonder Dog) alle prese con un gruppo di alieni capitanati dal terribile Pit Bully che vuole conquistare il pacifico pianeta K-9. E con l’avvento delle innovazioni tecnologiche i nostri amici a quattro zampe si sono evoluti per la gioia di tutti i gamer appassionati di cani. Anzi sono diventati così importanti nello storyboard che non possiamo non provare un affetto sincero per loro. È il caso ad esempio di Dogmeat uno dei migliori personaggi secondari nel mondo post apocalittico di Fallout 4 capace di interagire non solo con l’ambiente circostante afferrando oggetti con la bocca, ma anche con il protagonista umano del gioco. Una bella evoluzione rispetto a un altro celebre cane del mondo dei videogame, vale a dire il Diamond Dog di Metal Gear Solid V.  Un altro titolo che ci ricorda quanto i nostri amici pelosi siano importanti nella logica dei videogame è di certo Fable III uscito nel 2010 per Xbox 360. Un alleato le cui abilità nello sconfiggere avversari crescono mano a mano che il gioco va avanti o che molto semplicemente accompagna il gamer durante le missioni, proprio come farebbe un cane reale. Nel 2014 la Ubisoft di Montpellier pubblicherà invece Valiant of The Hearts, videogioco toccante e commovente nel quale i quattro protagonisti sono accompagnati da Walt il cane di un ufficiale medico, loro affettuoso alleato nella trama.  E poi ci sono i Nintendodogs, amati e odiati in egual misura, ma che in fondo rappresentano la naturale, si fa per dire, estensione del mondo digitale in quello reale e viceversa. Ci si prende cura dei cani, fatti di bit, ma così teneri e irresistibili che infatti molti hanno lasciato perdere cercando carezze reali da cani reali. Eppure non sempre la tecnologia è così alienante, anzi spesso può essere utilizzata con efficacia per migliorare le abilità dei vostri cani con giochi di intelligenza attraverso un dispositivo prodotto negli Stati Uniti e chiamato CleverDog. Che dire, anche i cani alla fine si stanno digitalizzando.

Cani da compagnia: quindici razze ideali per vivere in appartamento

Curiosità Redazione - 18 Mar 2018

Tutti i quattro zampe possono adattarsi senza problemi alla vita d'appartamento, ma ci sono alcuni cani da compagnia più indicati. Cani da compagnia - Se ami il tuo cagnolino, non c'è se e ma che tenga: (quasi) tutti i quattro zampe possono vivere in appartamento, quello che è fondamentale è la presenza del loro padrone e non per forza un cortile o un prato dove correre tutti i giorni. Infatti i veterinari sostengono che tutti i cani (di qualsiasi taglia) sono adatti a vivere in un ambiente domestico: il fattore determinante è semmai l'educazione che il proprietario riesce ad impartire al suo pet. Certo è che però ci sono alcuni cani da compagnia più portati a vivere in appartamento rispetto ad altri: dai Bichon ai molossoidi mignon, alcune razze (praticamente tutti cani di piccola taglia) sono maggiormente indicate per la vita domestica. Anche perchè questi cagnolini sono più facili da gestire, e hanno minor esigenza di scaricare le loro energie rispetto alle razze più grandi (con ciò non significa che non dovrete portarlo in giro!). Andiamo dunque alla scoperta di questi 15 quattro zampe ideali per vivere insieme a voi nel vostro appartamento: 1) Maltese: è uno dei cani da compagnia più famosi del mondo: affettuoso col padrone, vivace e molto intelligente, mantiene sempre però un certo riserbo. E’ un animale curioso, che prova interesse per quanto lo circonda, e molto docile. A dispetto delle sue dimensioni, può anche essere utile come cane da guardia: infatti il Maltese è estremamente attento ed è in grado di avvertire il minimo rumore. 2) Bichon a poil frisè: è un cane intelligente e furbo, un simpaticissimo cane da compagnia dal carattere sempre vivace e allegro. Si affeziona tantissimo alla famiglia, distribuendo a tutti i membri uguale affetto anche se, il suo carattere affettuoso e giocherellone lo porta ad affezionarsi molto di più ai bambini che agli adulti. Proprio per questa sua caratteristica è perfetto come compagno di giochi per i bimbi. È interessante sapere che per via delle proprietà ipoallergenica della sua pelliccia è adatto anche a soggetti solitamente allergici. 3) Bichon Avanese: è uno dei cani da compagnia per eccellenza. Vivace, festoso, spensierato e molto intelligente. È simpatico e ama giocare. Instancabile, ama la vita all’aria aperta ed un ottimo cane da compagnia. Adatto anche ai bambini con cui adora giocare. È un cane molto buono e socievole anche con gli estranei, purché si dimostrino gentili, e non tollera la solitudine. Qualche volta volte tende a isolarsi, più che altro per attirare l’attenzione, se ritiene di non ricevere abbastanza considerazione. Tende ad abbaiare felice in presenza di chiunque ma se ripreso dal padrone smette subito. 4) Bolognese: è davvero di ottimo carattere, docile, obbediente, allegro e giocoso, cerca sempre il suo padrone per trascorrere tempo con lui ma sa adattarsi anche a famiglie più “tranquille” come quelle di persone anziane. Intelligente e leale, si fa addestrare di buon grado e non è iperattivo o troppo invadente, come altri bichon. Ha soprattutto bisogno di stare molto con il suo padrone, per cui non è certo un cane adatto se lo si vuole tenere in appartamento e da solo per molte ore. In questi casi è meglio prendergli un compagno, anche tenendo conto del fatto che fa amicizia con gli altri cani con grande facilità, anche se non appartengono alla sua razza. È importante farlo uscire con regolarità perché non si tratta affatto di un cane “da borsetta”. 5) Coton de Tulear: diciamo che può essere considerato come un bambino affettuoso ma sicuramente anche piuttosto vivace, qualche volta un po’ turbolento. Spieghiamo più nel dettaglio. E’ un cane davvero in grado di mettere di buon umore, molto attivo e gioviale. Si affeziona molto ai padroni e alla famiglia, oltre ad avere un ottimo rapporto coi bambini. Tuttavia ha anche un caratterino non sempre facile da gestire, soprattutto con le persone che non conosce o non è abituato a vedersi ronzare intorno. In questi casi il vostro amichetto bianco tende a diventare un insospettabile bulletto e a “metter sotto” gli altri cani, pur non essendo particolarmente aiutato dalla stazza (per usare un eufemismo!). 6) Piccolo cane leone: è generalmente un cane felice e allegro, attivo, giocherellone e molto intelligente, tutte caratteristiche che lo rendono un eccellente animale domestico casalingo. La sua affettuosità non sfocia mai nell’invadenza, anche se è necessario non lasciarlo da solo per troppo tempo. E’ inoltre piuttosto silenzioso, non abbaia molto e quindi si fa ben volere anche dai vicini. Si lascia ben addestrare e ama il gioco. Può essere testardo, se lasciato fare, perché come molti cani della sua taglia pretende di comandare chi gliela dà troppo vinta: per questo, fin da cucciolo, è bene che si abitui a chi è il padrone in modo fermo ma dolce. Il Piccolo cane leone ama le lunghe passeggiata all’aria aperta, e non può essere considerato in toto un cane toy in grado di starsene tranquillo per un tempo indefinito senza pretendere di uscire. Ama molto il gioco e le camminate, ed è difficile che rimanga tranquillo anche in casa se prima non ha fatto il suo giretto di almeno mezz’ora. 7) Barbone: è conosciuto come uno dei cani da compagnia più apprezzati del mondo. Apprende velocemente, è vivace e gioioso, attento ed attivo, socievole ed attivo, coccolone e buono. Estremamente fedele ed affettuoso, è forte in lui la predisposizione a compiacere il padrone, caratteristica che sottolinea la sua facilità nell’essere addestrato. Il barbone grande mole ha un carattere tendenzialmente più riflessivo rispetto ai “cugini” delle taglie più piccole. Il barbone gigante è una razza brillante ed allegra, che ben si adatta a qualsiasi famiglia. Che ci siano bambini o anziani, è un cane che sa sempre come comportarsi e come farsi amare per il suo carattere adorabile. Ama la comodità del divano (è difficile pensare ad un barbone gigante costretto a vivere in giardino, giorno e notte), ma anche fare moto e sport: amano infatti camminare, correre, nuotare, fare insomma attività all’aperto. 8) Griffone belga: nonostante la sua corporatura minuta, è un cane coraggioso e fiero, oltre che molto leale. Questa razza si affeziona al padrone e alla famiglia, ed è pronta difendere entrambi con determinazione. Ecco allora che questa razza dalla stazza non certo imponente si configura comunque come ottima per quanto riguarda le attività di guardia. Tuttavia il Griffone è anche molto adatto come cane da compagnia, avendo peraltro un buon rapporto sia coi bambini sia con le persone anziane. Attenzione solo a non lasciarlo da solo: pur mostrandosi piuttosto indipendente, questa razza sente particolarmente la mancanza del padrone e punta ad essere al centro dell’attenzione. 9) Cavalier King Charles Spaniel: è un cane molto affettuoso, coraggioso, sempre allegro e con una grande capacità di adattamento, non è una razza aggressiva e per questo motivo da secoli è adottato come cane da compagnia. Il suo carattere vivace lo porta a non stare mai fermo, vi dovrete armare di giocattoli per cani se siete intenzionati a prenderne uno. Si adatta con facilità, adora stare in casa ma anche correre e giocare nei prati, va portato fuori spesso perché ha la necessità di fare tanto moto. E’ consigliabile farlo dormire dentro, non è abituato a stare fuori all’aperto e preferisce il calore di casa. 10) Boston Terrier: è una razza molto intelligente, dolce e che instaura un ottimo rapporto con i bambini, per questo motivo è uno dei più amati di tutti: abbaia anche raramente e solo se indispensabile (nel caso in cui il padrone sia in pericolo oppure in caso di emergenza). E’ coccoloso, ma non sempre alla ricerca di carezze a tutti i costi: riesce a stare tranquillo nella sua cuccia, non vuole essere sempre al centro dell’attenzione. Tuttavia è un cane estremamente vivace, ma nonostante questo se vede che siamo impegnati e non possiamo stare tutto il tempo con lui, saprà starsene tranquillo per conto suo. E’ molto discreto, e nonostante le sue dimensioni non siano grandi si mostra sempre sicuro si sè: è coraggioso, attento, leale e instancabile. Insomma, è difficile trovare difetti al, anche perchè è veramente l’ideale per i nostri bimbi. 11) Carlino: si, è uno dei cani da compagnia per eccellenza: è affettuoso con tutta la famiglia, mentre con gli estranei è dapprima diffidente (a dispetto della sua mole è un ottimo cane da guardia). E’ leale, molto intelligente e con una sua dignità innata. Se da piccolo può sembrare iperattivo, non vi preoccupate: man mano che cresce noterete che ama starsene accovacciato per ore sulla poltrona del salotto davanti alla tv. Cosa che non sempre va bene, perchè unita magari ad un’alimentazione non propriamente sana può aumentare il rischio di obesità. Ama giocare, quindi sta anche a voi tenerlo di tanto in tanto sveglio e in movimento. Ha un carattere giocherellone e molto autoironico: non lasciatevi distrarre dalla sua pigrizia, il Carlino è un cane che ha molta voglia di giocare. Quindi si tratta di un animale impegnativo, non adatto a tutti, che presuppone un padrone comunque presente. 12) Bulldog francese: è un cane da compagnia perfetto, e come tale richiede un costante contatto con gli umani: mai lasciarlo da solo per più di qualche ora, perché soffrono di ansia da abbandono, soprattutto da cuccioli, ma anche da adulti. L’esemplare che sta da solo per troppo tempo finisce il più delle volte con lo sviluppare un temperamento distruttivo che lo porta a masticare gli oggetti di casa o i mobili. Questo cane non ha bisogno eccessivo di esercizio, anche se le passeggiate quotidiane sono obbligatorie. Attenzione, come ultima cosa, se si vuole mettere la cuccia del cane vicino al proprio letto: il Bulldog francese russa, e anche parecchio! Rappresenta una scelta ideale come cane da compagnia perché si adatta molto bene alla vita da appartamento e perché ha un carattere che lo spinge a legarsi tantissimo alle persone. In più è un cane che abbaia poco, e non c’è pericolo che disturbi i vicini. 13) Shih Tzu: sarà pur difficile da pronunciare, ma lo amerete facilmente. Infatti è un cane adorabile, che si lascerebbe coccolare per tutto il giorno. Ama stare a contatto con l’essere umano, e ovviamente soprattutto con la sua famiglia, per cui farebbe qualsiasi cosa. Inizialmente con gli estranei – cani e umani – è un po’ diffidente e sospettoso, ma poi si lascia andare a mille giochi senza troppi problemi. E’ anche una razza estremamente intelligente, e nonostante la sua statura è molto coraggiosa. Occhio però, anche lui ha un “difetto” se vogliamo chiamarlo così: è un po’ testardo, una caratteristica che deve essere corretta subito con un addestramento mirato. A quel punto risponderà a qualsiasi ordine impartito con gentilezza e senza gridare. 14) Chihuahua: è una razza canina allegra, intelligente e molto vispa. Ha una mente molto brillante e ricorda tutto con facilità. Questa, è una delle ragioni per cui è davvero facile addestrarlo. E’ un cane che si adatta a tutte le situazioni e può essere portato ovunque. E’ esclusivamente un cane da compagnia anche se, considerato il suo udito eccellente, può essere un ottimo campanello di allarme dato che abbaia tantissimo ad ogni minimo rumore che non riconosce. Per la difesa invece, nonostante lui abbia la tendenza ad essere estremamente possessivo con il suo padrone, dovrete cavarvela da soli… Si adatta molto bene alla vita domestica e si lega molto ai suoi padroni anche se si affeziona soprattutto ad uno solo. E’ incline al gioco e ama tantissimo stare in braccio al suo padrone. E’ molto coccolone e adora essere viziato. E’ un cane calmo e pacato se non disturbato. Sensibile e abitudinario risente tanto dello stato d’animo degli esseri umani con cui vive. 15) Chin: più che un cane è un gatto. In quanto a temperamento, ha caratteristiche che lo rendono davvero più simile a un felino che a un lupo. Come i gatti, è un cane molto attento, intelligente e indipendente, è solito usare le zampe per pulirsi il volto, ama riposare su superfici elevate e ha un ottimo senso dell’equilibrio. In più, proprio come i mici, adorano nascondersi un po’ dappertutto, approfittando delle loro piccole dimensioni. Sono cani coccoloni, che si legano molto al padrone ma senza sentirsi mai subordinato. E’ una razza molto vivace, anche se di solito non abbaia molto; si limita a farlo per avvertire il padrone dell’arrivo di un visitatore o per attirare l’attenzione su qualcosa di fuori dall’ordinario. Esegue di buon grado anche diversi “numeri” dovuti al suo carattere iperattivo, e non è raro vederlo girare su sé stesso in giri velocissimi, danzare sulle zampe posteriori con quelle anteriori giunta in aria, e addirittura “cantare” nei momenti di maggiore contentezza. In altri momenti, è un cane addirittura “zen”. 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Età del cane

Età del cane rispetto all'uomo: quanti anni avrebbe se fosse umano

Curiosità Redazione - 23 Gen 2018

Età del cane rispetto all'uomo: come convertirla in anni umani. Quanti anni ha Fido? L'età del cane è una domanda vi sarà stata rivolta molte volte da conoscenti, amici o anche semplici sconosciuti incontrati per strada, che si sono fermati a fare due coccole al vostro quattro zampe. E ogni volta che rispondete ecco che l’interlocutore cerca subito di fare un rapido calcolo a mente per capire quale sia l’età del cane rispetto all'uomo, mentre il pet vi guarda con occhi dubbiosi, per sua fortuna ignaro di tutto questo. Certo, perché se chiedere gli anni ad un umano, soprattutto ad una signora, non è proprio una galanteria – specialmente quando a farlo è uno sconosciuto – sembra che la domanda sull’età del cane sia proprio irrinunciabile… Ma come si fa a conteggiare il valore dell’età del cane con l’equivalente umano? Diciamo che un metodo univoco e scientificamente dimostrato ancora non esiste, anche se ci sono diverse tabelle di correlazione che si discostano l’una dall'altra, pur rendendo a grandi linee l’idea di quanto sia vecchio Fido. Età del cane rispetto all'uomo: i metodi di calcolo Anzitutto la tradizionale credenza popolare per cui 1 anno del cane sarebbe uguale a 7 anni nell’uomo non è corretta: già il primo anno di vita dei nostri amici pelosi va escluso da questo calcolo e considerato a sé. È evidente a chiunque infatti che un cane di 1 anno, che è già sessualmente maturo, è ben diverso da un bambino di 7 anni ancora in piena infanzia, ma è più simile forse ad un adolescente intorno ai 15 anni. Inoltre l’età del cane varia anche in base alla razza: è risaputo che i cani di taglia piccola tendono a vivere più a lungo rispetto a quelli di taglia grande, quindi per i primi gli anni procedono in un certo senso più a rilento che per gli altri. Al di là delle varie metodologie di conteggio dunque, per non incappare in grossolani errori, ci si può limitare a suddividere l'età del cane nelle varie fasi della sua vita, senza scendere nel dettaglio di calcoli approssimativi o, a volte, troppo dettagliati. In questo modo: la fascia d’età che va dalla nascita del cane ai 2 anni circa corrisponde all’infanzia; dai 2 anni fino agli 8/9 anni si ha la maturità (più o meno corrispondente al periodo che va dai 30 ai 50 anni umani); dai i 9 anni in poi inizia la Terza età, che prosegue fino quasi ai 12 anni (fino approssimativamente ai 75-80 anni per l’uomo); dai 13 anni in avanti si è in piena vecchiaia (dai nostri 80 anni in su). A proposito di età del cane, vi siete mai domandati quanto è vissuto il cane più anziano del mondo? Con l’avanzare della scienza veterinaria e la maggiore attenzione per la salute dei nostri amici a quattro zampe, la vita media dei cani si è allungata. Ci sono diversi cani che si contenderebbero il primato del più anziano al mondo: il padrone australiano della meticcia Maggie sostiene che la cagnolina avrebbe quasi 30 anni, ma purtroppo non possiede alcuna “prova” dell’anno di nascita del cane. Alla stessa età sarebbe arrivato anche l’italianissimo Briciola, un incrocio simil-Chihuahua, adottato in Veneto dalla sua padroncina, allora quattordicenne, che lo avrebbe accudito per trent’anni. Anche in questo caso non ci sono carte che dimostrino il traguardo raggiunto, ma l’importante per i loro proprietari è averli avuti così a lungo al proprio fianco. Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche questo: Quanto vive un cane? Vita media di un quattro zampe

Posso portare il cane fuori dopo il coprifuoco

Fiuta i tumori prima delle analisi mediche: la storia di liù

Home Redazione - 13 Dic 2017

Liù è una cagnolina con una mansione molto particolare: fiutare i tumori. E a quanto pare ci riesce nel 98% dei casi. Lavora nell'ospedale Humanitas di Castellanza da ormai cinque anni, ma i pazienti non sono abituati ad incontrarla in corsia. Eppure è uno dei medici più bravi del reparto di urologia, come confermano il primario e colleghi. Di chi stiamo parlando? Di una cagnolina di nome Liù, specializzata nel fiutare i tumori: si, avete capito bene, e le sue diagnosi sono precise nel 98% dei casi! Un vero cecchino osiamo dire, persino più dettagliata di un laboratorio di analisi. Si tratta di un pastore tedesco dell'Esercito italiano, che nel corso di questi anni ha dimostrato di essere più che un valido aiuto per l'ospedale. Il suo straordinario fiuto le permette di individuare una traccia del cancro quando la malattia non è ancora sviluppata, semplicemente appunto fiutando le urine dei pazienti. Il tartufo di Liù è meglio di una macchina, come sottolineano gli stessi medici: "Ci ha dimostrato che il tumore ha una molecola caratteristica, anzi caratterizzante, e per questo il cane riesce a riconoscerla subito grazie al suo olfatto. Con l’aiuto del cane, da questo momento in poi, speriamo di individuare questa molecola e di riuscire a isolarla. A quel punto la diagnosi precoce e la prevenzione saranno molto più semplici". E' stato in particolare un episodio a certificare le capacità di Liù, come racconta il colonnello Lorenzo Tidu: "Temevamo che fosse entrata in confusione. Segnalava qualcosa di strano sui campioni di un paziente a cui i medici avevano diagnosticato un tumore alla vescica. Era strano perché Liù è addestrata a riconoscere solo il cancro alla prostata e per questo credevamo fosse incappata in un clamoroso errore. E invece si è scoperto successivamente che quel paziente aveva sviluppato anche il tumore alla prostata". Gli esperimenti di diagnosi all'ospedale sono iniziati appunto cinque anni fa, e da semplice test ora l'esperienza di Liù sta diventando fondamentale: "Il ministero della Salute per ora non consente che la diagnosi sia eseguita solo con il fiuto del cane. E per questo tutti i pazienti sono stati prima sottoposti ai normali protocolli medici e dopo Liù ha fatto la sua analisi. Tra i campioni che ha dovuto “fiutare” sono stati inseriti anche quelli di pazienti sani e così ne abbiamo accertato l’attendibilità". Ma Liù si è guadagnata sul campo questa fiducia, come spiega Paolo Sardella, suo conduttore ma anche quello che è a tutti gli effetti il padre umano: "E’ entrata in servizio nel 2010 con la specializzazione della ricerca degli esplosivi. Era uno dei cani del centro cinofilo che l’Esercito impiega in svariate situazioni: negli scenari operativi all’estero ma anche per supporto alla Protezione civile in caso di calamità o per scopi di sicurezza come è avvenuto durante l’Expo. Insieme, siamo stati in Kosovo, ma dopo qualche mese Liù è stata scelta per partecipare a questa sperimentazione scientifica". Il lavoro di Liù in questo momento si svolge in parte direttamente presso l'Humanitas e in parte nel centro veterinario militare di Grosseto. L'obiettivo è sempre lo stesso: vincere insieme la guerra ai tumori: "I medici ci fanno arrivare i campioni delle urine dei pazienti sottoposti a controllo e nel suo ambiente abituale il cane esegue con calma tutti i suoi test. La prima fase dell’addestramento è servita a insegnargli a distinguere gli odori caratteristici. Esattamente come si fa per la ricerca degli esplosivi. Ogni volta che riconosce quell’odore caratteristico, ma solo in quel caso, Liù si siede e noi così possiamo capire il messaggio che vorrebbe farci arrivare. Un lavoro che per gli uomini e la scienza è tanto importante, per il cane è un divertimento. Che, nella sua testa, ha un solo obiettivo: conquistare una dose in più di crocchette e il suo giocattolo preferito". Fonte: lazampa.it Immagine in copertina di Flavio Lo Scalzo, che ha seguito una giornata che il cane dell’Esercito ha trascorso con i medici dell’ospedale Humanitas di Castellanza

Assessore abbandona quattro cuccioli per strada, il video della sorveglianza lo inchioda

Home Redazione - 26 Giu 2017

Vito Dicara, assessore alla Cultura del comune di Caltagirone, è stato filmato mentre abbandonava quattro cuccioli. Un video di sorveglianza non ha lasciato scampo a Vito Dicara, responsabile alla cultura del comune di Caltagirone in provincia di Catania: l'uomo ha lasciato per strada davanti a casa di un'animalista quattro cuccioli. Ecco le sue parole: “Ho trovato davanti casa mia la scatola con dentro i quattro piccoli meticci. Non ho saputo che fare, visto che la mia abitazione non è attrezzata per ospitare animali, né ne possiedo. Per questo, a quell'ora tarda, ho pensato, con molta superficialità, di depositarli vicino ad alcune ville abitate da persone notoriamente sensibili, nella certezza del salvataggio dei cuccioli". L'animalista ha denunciato il ritrovamento ai Carabinieri consegnando loro i video delle telecamere di sicurezza della sua casa: gli investigatori hanno così potuto risalire al proprietario dell'auto che aveva lasciato lì i cagnolini. L'assessore ha chiesto scusa: "Mi scuso per il gesto inopportuno, non ragionato e frutto soltanto di un momento di confusione e stanchezza". Ma come stanno i piccoli quattro zampe? Bene, sono stati visitati dai veterinari e la donna che li ha trovati ha voluto tenerli con sé. Intanto il Sindaco ha rilasciato alcune dichiarazioni: "Do atto all'assessore di essersi immediatamente autosospeso da ogni attività amministrativa e di avere rimesso nelle mie mani il mandato. Ora valuterò il da farsi, anche in relazione all'esito delle indagini. L'assessore Dicara ha compiuto un gesto episodico superficiale, molto probabilmente dettato dalla confusione del non sapere cosa fare nell'ora in cui rincasava dopo una giornata di lavoro. Fra le diverse alternative, ha scelto quella da lui erroneamente ritenuta meno dannosa in quel momento". Ora Dicara rischia l'accusa di maltrattamento di animali, visto che li ha lasciati senza acqua e cibo soli per la strada.

Il cane angelo torturato e ucciso: condannati quattro ragazzi, il video de le iene

Home Redazione - 07 Giu 2017

Le Iene, il cane Angelo torturato e ucciso a Sangineto: dopo il servizio è arrivata la condanna per i 4 giovani. Clamore per il servizio di Nina Palmieri sul cane Angelo, durante il quale l’inviata del noto programma di Italia 1 prova a far luce sul terribile caso di cronaca da parte di 4 ragazzi. Dopo un anno dal servizio de Le Iene è arrivata anche la condanna per i 4 ragazzi. Qualcuno l’ha definita una sentenza storica. Sicuramente quella inflitta a Francesco e Luca Bonanata, Giuseppe Liparoto e Nicholas Fusaro è una pena esemplare. Un anno e quattro mesi di reclusione per avere, nelle campagne di Sangineto, seviziato, impiccato e finito a bastonate un cane, ribattezzato Angelo dalle associazioni animaliste. Stabilito un principio cardine nell’amministrazione della giustizia: la crudeltà sugli animali si paga e si paga con il carcere. Gli imputati non erano presenti alla lettura del dispositivo. Sicuramente mai avrebbero pensato che la loro assurda trovata criminale, consumata nel giugno del 2016, gli sarebbe costata così cara. Danni per migliaia di euro e una vita segnata dall’effetto mediatico scaturito dalla sequenza shock da loro stessi diffusa sui social. Il maldestro tentativo di guadagnarsi una ribalta gli si è ritorto contro, suscitando dapprima l’indignazione dell’opinione pubblica e poi la reazione della società civile, dell’associazionismo, delle istituzioni. Il comune di Sangineto si è costituito parte civile per tutelare la propria immagine, ma nessuno dimentica il cordone di sicurezza creato nel paese a protezione dei quattro ragazzi quando le telecamere di Nina Palmieri e delle Iene hanno tentato di introdursi nel centro dell’alto Tirreno cosentino. La sentenza è arrivata in tempi relativamente brevi, meno di un anno dal cruento episodio. L'entità della pena soddisfa le associazioni animaliste, anche se non mancano alcune voci fuori dal coro: «Nonostante i giudici abbiano condannato con il massimo della pena i quattro responsabili del maltrattamento e della feroce uccisione del cane Angelo, appare evidente che per la gravità del reato commesso, in considerazione anche dell'efferatezza e dell'incrudelimento contro un cane indifeso, tutto questo non possa essere punito in modo così blando» scrive il deputato pentastellato Paolo Bernini. Per l'ex ministro e presidente del Movimento Animalista Michela Vittoria Brambilla «il massimo della pena entro i limiti concessi dalle leggi vigenti, ma anche altri aspetti della vicenda processuale sono apprezzabili. Il fatto era grave ed è stato giudicato come tale, la punizione è inadeguata perché inadeguate sono le leggi. Chi maltratta e uccide gli animali deve andare in carcere». I quattro imputati non trascorreranno neanche un giorno dietro le sbarre. Il giudice ha subordinato la reclusione ad un periodo di almeno sei mesi da trascorrere in qualità di volontari nello svolgimento di servizi di pubblica utilità per la cura degli animali. Nella convinzione che la dura lezione li condurrà verso una redenzione completa. Fonte LACnews24.it

Tg cinofilo, caltanissetta: trovato morto un pitbull sfigurato, chiuso in un sacco

Home Redazione - 28 Feb 2017

Il pitbull, trovato dentro una busta di plastica, potrebbe essere stato suo malgrado protagonista di qualche combattimento tra cani. Non è da escludere che possa essere rimasto vittima di un combattimento clandestino tra cani, il pitbull ritrovato senza vita negli scorsi giorni alla periferia di Caltanissetta. Secondo quanto riportato da Blog Sicilia, il cane era stato chiuso in una busta di plastica e riportava delle ferite gravi nella parte superiore del suo corpo, come se fosse stato sfregiato da numerosi morsi di cani. Il WWF Sicilia Centrale propende per l’ipotesi dei combattimenti clandestini non solo per la razza e le condizioni in cui è stato ritrovato il cane purtroppo morto, ma anche perché, nella zona, in passato sono stati segnalati proprio episodi di questo tipo di combattimenti tra cani. Una condizione molto grave che aveva spinto questa associazione a rivolgere un appello sia al Questore che al Prefetto, in concomitanza con il ritrovamento avvenuto lo scorso ottobre, di un altro cane gettato nell’immondizia. Il WWF parla ora di una emergenza vera e propria e segnala nuovamente questo problema non solo alla comunità, ma anche a chi di competenza, segnalando come zone di interesse per le attività di combattimento tra cani Caltanissetta ed i paesi della provincia. Come spiega il presidente di WWF Sicilia Centrale Ennio Bonfanti: “Questi combattimenti sono sempre più criptati e per questo richiederebbero maggiore attenzione investigativa con il fine di potere individuare i ring utilizzati come gli allevamenti abusivi”. Secondo Ennio Bonfanti, i cani vittime di questo raccapricciante giro di scommesse sarebbero tenuti molto ben nascosti, tuttavia in precise zone del territorio ci sarebbero comportamenti definiti “preoccupanti” che meriterebbero specifiche verifiche e monitoraggi da chi di competenza.

La storia di kai, abbandonato con la sua valigetta piena di giocattoli

Home Redazione - 16 Feb 2017

Di Sijani Lavdie -Il consumismo di cui siamo affetti e le conseguenze a cui siamo portati non ha limite. Come testimonianza dei nostri infiniti e incontrollabili vizi, vi racconterò la storia straziante di un cane che è stato abbandonato con una valigia contenente i suoi giocattoli, in una stazione ferroviaria al sud della Scozia. La sua storia ha, per fortuna, un lieto fine. Ma sono sicura che, visto come alcune persone trattano gli animali,non ci sentiremo comunque sollevati. Immaginiamo questa bellissima scena di un adorabile cagnolino, con di fianco una valigetta come se stesse aspettando il suo treno. Già, proprio così. Kai, un piccolo meticcio Shar Pei, è stato trovato alla stazione ferroviaria di Ayr, al sud della Scozia legato ad una ringhiera con una valigetta piena di giocattoli. È stato lasciato solo con la sua ciotola, alcune crocchette ed un cuscino. Tutto questo mi fa rabbrividire, perché risulta non soltanto triste ma assolutamente sconcertante. Chi diavolo farebbe una cosa simile e soprattutto perché? Chi ha abbandonato Kai? La società scozzese per la prevenzione della crudeltà contro gli animali (SPCA) ha deciso di ricercare il proprietario. Questa prima ricerca però non dà buoni risultati. Il microchip di Kai ci riporta ai suoi vecchi proprietari che dicono di averlo venduto nel 2013 su un sito chiamato Gumtree. Il primo buco nell'acqua per il nostro amico “rugoso”, in quanto questi ex suoi padroni non sono in grado di fornire informazioni sul compratore. I soccorritori decidono allora di dare un nome a questo viaggiatore senza meta. Decidono di chiamarlo Kai. E la sua storia in breve tempo ha fatto il giro del mondo sui social. Alla fine una signora di 39 anni, di nome Fin Rayner, attraverso un'intervista pubblicata da Daily Record, ammette di aver abbandonato Kai (il cui vero nome scopriamo ora essere Pluto). Quando alla donna viene domandato il perché di questo gesto disumano, lei semplicemente risponde che stava cercando di comprare un cane, ma quando è andata a vedere Kai si è resa conto che non era bello come nelle immagini online. Secondo l'intervista svolta da Daily Record, la donna aveva trovato l'annuncio del cane in vendita su un sito web chiamato Gumtree. Aveva allora deciso di partire verso Ayr, con la figlia di 9 anni per comprare il cane a 400 sterline. Ma quando è giunta sul posto la signora non è stata soddisfatta dell'aspetto del piccolo Shar Pei. Ha infatti dichiarato che lei era andata a comprare il cane ma che l'aspetto non rispecchiava affatto l'immagine pubblicizzata sul sito. Le condizioni di vita di Kai Arrivata a destinazione, la signora Rayner racconta di aver visto un ragazzo precipitarsi fuori con un sacco di cibo per cani da dare a Pluto, il quale sembrava alquanto malnutrito e magro. A questo punto madre e figlia decidono di voler portare Pluto a fare una passeggiata. Di fronte a tale richiesta, il giovane chiede alla signora 150 sterline a titolo di caparra nel caso non tornassero più indietro. Poi però il proprietario del cane scappa via in macchina e, nonostante le telefonate della donna affinché tornasse indietro per riprendersi il cane, non torna più. La Rayner sostiene di essersi trovata in preda al panico, in quanto avrebbe dovuto prendere l'ultimo treno per tornare a casa visto che sua figlia soffre di asma. Raggiunta la stazione, la donna pensa di portarsi dietro anche il cane ma riceve una telefonata da suo figlio, il quale spiega alla madre che la fotografia dell'annuncio con l'immagine di Kai, era stata presa da un film americano del 2005. Allora la signora decide di legare Kai ad una ringhiera della stazione, avvertendo il personale che il cane non era affatto suo, ma che sicuramente era di qualcuno. Finalmente Kai trova il suo binario Ricapitolando: la signora Rayner parte per comprare un cane che probabilmente era stato rubato, era malnutrito e che viveva in condizioni pessime. Come se non bastasse, quasi certamente era stato abbandonato....ma l'unica soluzione che viene in mente alla nostra cara Lady scozzese, è quella di legarlo ad una ringhiera della stazione ferroviaria! Una persona del genere non dovrebbe possedere affatto animali domestici. No. Mai. Ma come se non bastasse, secondo il resoconto della donna, qui la unica vera vittima di tutta questa storia è proprio lei. Non il cane. Comunque l'importante adesso è che il nostro meraviglioso Pluto/Kai è, in ogni caso, lontano da questi egoisti. Il SPCA annuncia che sono stati inondati di offerte provenienti da tutto il mondo per poter adottare il meticcio Shar Pei. E questo è il miglior finale possibile per questa triste storia.

Denti del cane

Iperplasia gengivale nel cane: cause, sintomi e cura

Home Redazione - 29 Nov 2016

Iperplasia gengivale nel cane: sintomi Non solo l’uomo ma anche il cane può essere soggetto a disturbi gengivali. Qualche volta anche nei cani si può sviluppare una crescita eccessiva delle gengive. Questo disturbo viene chiamato iperplasia gengivale nel cane. Esso comporta un fastidioso gonfiore che può portare sia malessere che dolore al nostro cane quindi è opportuno intervenire subito. L’iperplasia gengivale nel cane è generalmente una malattia ereditaria e si riscontra più spesso nei cani di taglia grande come l’Alano, il Dalmata e il Boxer, il Collie, il Dobermann. La causa però può essere anche dovuta ad una somministrazione cronica di farmaci quali nitrendipine, difenilidantoina, nifedipina e ciclosporina. È bene sapere che se questa patologia non viene curata possono insorgere anche problemi alle ossa e alla struttura di sostegno dei denti. I sintomi più comuni che si riscontrano in presenza di iperplasia gengivale nel cane sono il sanguinamento delle gengive e l’inspessimento del tessuto gengivale. La diagnosi effettiva può essere effettuata solo dal veterinario che effettuerà sia un controllo fisico che le analisi del sangue e delle urine. Necessario sarà anche un accurato controllo del cavo orale ed eventualmente una biopsia della gengiva. Quest’ultima è infatti l’unico modo per diagnosticare con assoluta certezza questa patologia. Iperplasia gengivale nel cane: cura L’iperplasia gengivale nel cane è assolutamente curabile e tale cura dipende dall'entità del disturbo. Se è lieve non si prescrive alcuna terapia. Nella maggior parte di questi casi infatti il disturbo scompare da solo. Nei casi gravi o cronici invece è necessaria una terapia farmacologica con antibiotici e antidolorifici così da ridurre il disagio del cane nel periodo di terapia. Nei casi più gravi un intervento chirurgico volto a rimuovere la parte ingrossata. Se è stata causata dai farmaci il veterinario potrebbe raccomandare l’interruzione del farmaco che l’ha provocata oppure effettuare una gengivoplastica qualora le lesioni impediscano al cane di mangiare e soprattutto qualora non possa essere sospesa la terapia farmacologica. Questa è una procedura chirurgica che si effettua in anestesia generale e che ristabilisce altezza e contorno delle gengive alle dimensioni normali. Ovviamente il cane deve essere sottoposto a regolari visite di controllo di modo che il disturbo possa essere tenuto sotto controllo e una volta scomparso che ne scongiurino la ricomparsa. Il cane deve essere seguito anche a casa perché spesso parte della terapia comprende anche una dieta leggera e dei risciacqui del cavo orale. L’importanza dell’igiene orale L’igiene orale dei nostri cani è spesso sottovalutata. Invece è importante controllare il nostro amico a quattro zampe anche da quel punto di vista. Problemi gengivali come l’iperplasia gengivale o altri disturbi legati a denti e gengive possono portare a danni ben più gravi se trascurati. Le infezioni alla bocca possono estendersi arrivando fino al cuore e causando patologie ben più pericolose di una gengivite o di un po’ di tartaro. Cerchiamo quindi di non trascurare questo aspetto importante per la salute dei nostri cani. Certo in casi come quello della iperplasia gengivale nel cane la prevenzione serve a ben poco ma in molti altri casi è fondamentale quindi cerchiamo di non trascurarne l’importanza.

Eutanasia del cane: una scelta difficile, quando sopprimere un pet malato?

Curiosità Redazione - 20 Nov 2016

Quando è giusto fare l’eutanasia del cane? Partiamo da una premessa importante, l’eutanasia del cane dovrebbe essere fatta sempre e solo quando, consultando un veterinario, si ha la certezza che per il nostro pet non ci sia più la possibilità di stare bene e vivere una vita dignitosa e felice. Perdere il proprio animale domestico, quello che magari ha vissuto con noi per tanti anni, quello che ci ha accompagnato in mille avventure, quello che quando rientriamo stanchi da lavoro ci regala mille coccole, quella palla di pelo che fa al 100% parte della nostra famiglia è sempre un momento devastante. Vedere il nostro cane stare male e sapere di non poter fare nulla per farlo stare di nuovo bene ci fa sentire fragili e impotenti e ci costringe a guardare in faccia una realtà che non vorremmo vedere, ci costringere a prendere una decisione a cui non vorremmo mai dover neppure pensare. Ci chiediamo allora, quando è davvero giusto sottoporre il nostro cane ad eutanasia? La verità è che non c’è davvero una risposta giusta a questa domanda. Tutto dipende dalla qualità di vita del cane e da quando sta soffrendo.  Parliamoci chiaro, se è davvero crudele che ci siano alcune persone che chiedono l’eutanasia del cane perché questo è diventato un peso è forse comunque crudele lasciarlo preda di sofferenze a cui non si può porre rimedio in altro modo se non aspettando che la natura faccia il suo corso. Lasciamo perdere discorsi sulla moralità in questa sede e proviamo a capire quali fattori dovremmo prendere in considerazione per valutare davvero l’eutanasia del cane. Prima di tutto la sofferenza. Per sua natura il cane tende a mascherare il dolore quindi nessuno di noi può sapere davvero quanto realmente stia soffrendo. Il cane ha una soglia del dolore molto alta ma possiamo affermare che quando arriva a mostralo allora significa che quel dolore è per lui insopportabile. Dobbiamo poi considerare la dignità del cane. Ogni essere vivente ha diritto a vivere una vita dignitosa. Tenere in vita un cane che non riesce neppure più ad alzarsi per via delle sofferenze che prova non è sicuramente farlo vivere in modo dignitoso. Prendiamo anche in considerazione l’aspettativa di vita. In questo caso è necessario consultarsi con il veterinario perché solo lui può fare una valutazione in tal senso. Come funziona l’eutanasia del cane? Cerchiamo di capire infine come si svolge l’eutanasia del cane. Prima di tutto è fondamentale che venga preceduta dall'anestesia. Attenzione non un semplice sedativo ma un’anestesia profonda, come se dovesse essere operato. Questo perché durante l’eutanasia il cane non deve soffrire assolutamente. Quando il cane è profondamente addormentato viene iniettato il Tanax che è l’unico farmaco legalmente riconosciuto per questo scopo. Questo medicinale ha un effetto immediato e garantisce il passaggio dal sonno alla morte in modo dolce e indolore. La scelta spetta solo a noi. A noi che abbiamo valutato la vita del nostro cane sulla base dei parametri sopra citati, a noi che conosciamo il nostro cane perché ci abbiamo vissuto insieme per tanti anni, a noi che lo amiamo perché è un membro della nostra famiglia. La scelta dell’eutanasia del cane non è mai una scelta facile e dobbiamo sempre prenderla con la giusta consapevolezza.

accessori per cani

Quando gli accessori per cani sono davvero…originali

Accessori cane Redazione - 12 Ago 2016

GLI ACCESSORI PER CANI PIÙ ORIGINALI Gli accessori originali per cani sono davvero molti, alcuni utili, altri meno: collari luminosi o appaganti, mutande igieniche e passeggini per cani. Dopo aver trattato in precedenza degli accessori indispensabili per i nostri cuccioli, ora vediamo insieme quali sono le novità più sfiziose in termini di originalità: la fantasia in fatto di accessori per cani "originali" sembra non avere limiti… Nei pet shop e sui siti che commercializzano prodotti per animali sembrano comparire quasi quotidianamente nuovi articoli, alcuni dotati di una qualche utilità, altri davvero stravaganti. Ecco una carrellata di articoli per tutti i gusti: Collarini luminosi e bandane fluorescenti: i primi sono composti da un tubo di gomma trasparente di colori diversi, con all’interno delle lucine al led; le bandane invece sono realizzate con lo stesso materiale dei giubbotti catarifrangenti di cui ogni autovettura deve essere obbligatoriamente dotata. Lo scopo di entrambi questi accessori originali è quello di rendere visibile il vostro cane anche al buio, per passeggiate notturne in sicurezza. Collari appaganti: col calore del corpo del pet che li indossa rilasciano feromoni, cioè quelle sostanze emesse da mamma cane nella fase dell’allattamento, che hanno il potere di rassicurare il cucciolo. I collarini dovrebbero dunque riprodurre questo effetto benefico e sarebbero utili per prevenire e alleviare i comportamenti legati a paura, ansia, stress, calmando e rasserenando il cane. Guinzagli con ammortizzatore: corti e dotati di una banda elastica a molla, vanno agganciati tra il collare e il guinzaglio tradizionale e hanno lo scopo di ammortizzare gli strattoni improvvisi del vostro cane, così da ridurre l’impatto sulle articolazioni e la colonna vertebrale sia del padrone che del cane ed evitare danni articolari anche seri, come la lussazione della spalla. Ganci per portellone auto: realizzati in metallo zincato, devono essere fissati allo sportello posteriore della macchina, in modo da tenerlo semi-aperto, ma allo stesso tempo bloccato alla distanza desiderata, per permettere di arieggiare il bagagliaio dove prende posto il vostro cane durante i viaggi in auto. Gel per la pulizia delle zampe: è un composto dalla consistenza gelatinosa, nel quale passare le zampe del vostro cane al ritorno dalla passeggiate per eliminare ogni traccia di sporco. Dovrebbe rimuovere sassolini, terra, oggetti taglienti, agenti chimici e anche eventuali batteri, annidati tra i polpastrelli. ACCESSORI ORIGINALI MA UTILI PER CANI CON ESIGENZE PARTICOLARI Tra gli accessori per cani insoliti e originali, ma allo stesso tempo di una certa utilità, ci sono quelli rivolti a pet con problemi legati all’età o con momentanee esigenze fisiologiche. Mutandine e fascette igieniche: le prime sono studiate per le femmine durante il periodo del calore, le altre sono per maschi incontinenti o con l’abitudine di marcare continuamente il territorio, allo scopo di mantenere l’igiene nell’ambiente domestico. Passeggini: sono molto simili ai passeggini per bambini e servono per quei cani anziani, di taglia medio piccola, che hanno difficoltà a camminare a causa di problemi osteo-articolari. Comodamente seduti sui passeggini, i quattro zampe possono continuare a godersi le passeggiate con i loro padroni che, a loro volta, non dovranno privarsi della compagnia dei propri pet. Questi passeggini sono dotati di molti portaoggetti anche sul manubrio, che possono servire per trasportare gli snack del cane e quant’altro, di tasche multiple con chiusura in velcro e di un cestino in rete nella parte inferiore, dove mettere ad esempio le borse della spesa.

classi di socializzazione per cani

Classi di socializzazione per cani: a cosa servono?

Home Redazione - 12 Ago 2016

COSA SONO LE CLASSI DI SOCIALIZZAZIONE PER CANI Le classi di socializzazione per cani, se condotte correttamente, servono a migliorare l’interazione tra cani e a farla capire al padrone. Nell’ultimo decennio le classi di socializzazione per cani sono diventate molto “di moda” nella maggior parte dei centri di educazione cinofila e addestramento cani. Ma cosa sono esattamente? Si tratta di liberare in un’area recintata più cani che spesso non si conoscono, sotto la supervisione di un addestratore professionista, che controlla e gestisce quando occorre le interazioni tra i vari soggetti; lo scopo è quello di agevolare la socialità tra i cani, sviluppando le loro capacità di comunicazione con i propri conspecifici. Le classi di socializzazione dunque non sono semplicemente un’occasione di gioco e di divertimento per i quattrozampe, ma dovrebbero essere anche un momento di apprendimento. Proprio in questo consiste la differenza tra portare il proprio cane al parco vicino a casa e lasciarlo libero assieme agli altri e invece farlo partecipare alle classi di socializzazione; nel secondo caso infatti i cani che vengono lasciati svincolati dal guinzaglio all’interno dell’area apposita devono essere precedentemente selezionati dall’addestratore. Non tutti i quattro zampe infatti sono adatti da subito a partecipare agli incontri, come nel caso di soggetti aggressivi verso i propri simili: non si tratta di mettere tanti cani assieme alla rinfusa e lasciare che se la sbrighino da soli, pensando che in qualche modo tutti troveranno un equilibrio all’interno del gruppo. Così facendo, anzi, il rischio di zuffe diventerebbe alto e la classe di socializzazione finirebbe per avere un effetto negativo su molti cani che, invece di imparare a rapportarsi pacificamente con gli altri, apprenderebbero al contrario che, quando incontrano un loro simile, l’unica cosa da fare è aggredire per primo per evitare di essere aggrediti loro stessi. Se condotta in modo scorretto infatti questa forma di addestramento per cani può rivelarsi dannosa e rovinare il rapporto con i conspecifici anche in soggetti che prima non avevano particolari problemi di socializzazione. È fondamentale dunque rivolgersi ad educatori professionisti e non improvvisati che sappiano fare le opportune valutazioni: anzitutto bisognerà considerare le diverse razze perché non tutte comunicano nello stesso identico modo, quindi ci sarebbe il rischio che non capiscano gli uni i segnali degli altri creando fraintendimenti che possono avere come conseguenza liti e zuffe. LE CLASSI DI SOCIALIZZAZIONE SONO PER CANI ADULTI O PER CUCCIOLI? In realtà, quando si parla di socializzazione nei cani ci si dovrebbe riferire ai cuccioli, perché il periodo in cui etologicamente si sviluppa la socialità va all’incirca dai due ai quattro mesi di età, quindi si tratta di una fase ben definita e piuttosto limitata nella vita dei quattro zampe. Oggi il termine “classi di socializzazione” viene utilizzato però anche in riferimento a cani adulti che sono già necessariamente socializzati (bene o male è un altro discorso), perché hanno superato spesso da parecchio le fatidiche dodici settimane di vita. Ciò non significa che questi momenti di incontro e di addestramento non servano a nulla nei cani adulti; se organizzate e condotte nella maniera giusta possono comunque migliorare la capacità del quattro zampe di avere consapevolezza di sé nella relazione con i suoi simili e servono anche al padrone per imparare ad interpretare il comportamento del proprio cane e capire quali sono i segnali che naturalmente invia e qual è il loro significato, sempre a patto che ci sia un buon addestratore a spiegarglieli.

cani si riconoscono tra loro

I cani si riconoscono tra loro, anche attraverso immagini

Comportamento Redazione - 12 Ago 2016

ECCO COME I CANI SI RICONOSCONO TRA LORO I cani si riconoscono tra loro sia con l’olfatto sia solo attraverso la vista e riconoscono gli altri cani conosciuti anche se non li vedono per mesi. Per i proprietari di cani sembra scontato che i quattro zampe riconoscano i propri simili come appartenenti alla stessa specie animale; basta osservare come si comportano quando, durante la consueta passeggiata per strada o al parco, incrociano altri cani: già da lontano concentrano tutta la loro attenzione sul pet in arrivo, drizzando le orecchie, tirando il guinzaglio, abbaiando, a volte fermandosi all’improvviso in atteggiamento di allerta. Visto che l’olfatto è nel cane il senso più sviluppato, attraverso cui l’animale “indaga” e conosce la realtà circostante, si è generalmente pensato che i quattro zampe utilizzassero proprio l’odorato per riconoscersi tra loro: riescono infatti ad avvertire la presenza di un loro simile ancor prima di vederlo, solo sentendone la traccia odorosa a distanza. Recenti studi, condotti presso la Scuola Nazionale di Veterinaria di Lione dalla Dottoressa Autier-Derian, hanno dimostrato però che i cani si riconoscono tra loro anche soltanto attraverso la vista. Sono stati messi alla prova nove cani di razze diverse, ai quali sono state mostrate, contemporaneamente su due schermi, immagini di quaranta specie animali: mentre su un video, ad esempio, compariva la figura di un cavallo, di un uomo, di un tigre, sull’altro veniva sempre mostrata quella di un cane, ogni volta di razza differente, quindi con caratteristiche mai identiche (prima un cane con le orecchie dritte e il naso lungo, poi uno con le orecchie a penzoloni e il muso corto o schiacciato, ecc.). Si è constatato che tutti i nove quattro zampe coinvolti nel test, quando gli veniva dato il comando “immagine”, andavano spontaneamente verso lo schermo che in quel momento riproduceva la figura di un cane, piuttosto che verso quello su cui compariva un altro animale. Ciò dimostrerebbe dunque che i nostri pet sarebbero in grado di astrarre mentalmente delle categorie animali e di raggruppare sotto la stessa categoria tutte le immagini di cani, qualunque sia la loro razza, distinguendoli dagli altri animali. I CANI SI RICONOSCONO TRA LORO ANCHE QUANDO NON SI VEDONO DA TEMPO? Che i cani si riconoscano in quanto appartenenti alla stessa razza, sia con l’olfatto che con la vista, è dunque assodato. Ma cosa accade se due cani che si incontrano spesso, e quindi si conoscono individualmente, non si vedono per un po’ di tempo? I cani hanno un’ottima memoria e, anche se trascorrono un periodo più o meno lungo senza frequentare i loro “amici” a quattro zampe, sono perfettamente in grado di ricordarsi di loro. A volte, quando si rivedono, quasi non si annusano nemmeno e riprendono la loro amicizia nel punto in cui l’avevano lasciata; altre volte danno vita al consueto “cerimoniale di presentazione” tipico di tutti i cani che si incontrano, cioè si annusano, prima affiancando i musi per poi passare ad odorare l’uno il didietro dell’altro. Ciò non significa però che i cani non si riconoscano più, ma è un comportamento che fa parte del loro rituale e che spesso mettono in atto anche quando si vedono tutti i giorni. Potete dunque stare tranquilli perché, se il vostro Fido è sempre stato il compagno di gioco preferito di quel quattro zampe che incrociate tutte le mattine per strada, continuerà ad esserlo anche se non lo ha visto per mesi, a meno che non si verifichino circostanze particolari, come ad esempio la presenza di una femmina in calore nei paraggi, il che farebbe litigare anche due “amici per la pelle”… E QUANDO UN CANE NE INCONTRA UN ALTRO CHE DA CUCCIOLO È DIVENTATO ADULTO? Gli unici problemi potrebbero verificarsi nel caso in cui uno dei cani, ancora cucciolo all’ultimo incontro, fosse ormai diventato adulto quando i due si rivedono. Allora, soprattutto se i quattro zampe sono dello stesso sesso, in particolar modo se maschi, potrebbero nascere delle zuffe, perché i due non avevano ancora stabilito le rispettive gerarchie e ruoli, prima del periodo di lontananza.

cane disturba la quiete pubblica

Il cane disturba la quiete pubblica: quando avviene?

Comportamento Redazione - 12 Ago 2016

IL CANE DISTURBA LA QUIETE PUBBLICA SE ABBAIA? Spesso i vicini di casa si dimostrano insofferenti nei confronti di un cane che abbaia e ne sono infastiditi. Ma quando veramente il cane disturba la quiete pubblica? Capita frequentemente che nascano discussioni o vere e proprie liti tra i padroni di un quattro zampe e gli altri abitanti dello stesso stabile o di quelli limitrofi, che si lamentano per l’abbaiare del cane. Talvolta queste diatribe finiscono addirittura in tribunale, a seguito di denunce alla Pubblica Autorità: non sempre però ha torto il cane che abbaia. Le leggi che deve tener presenti ogni proprietario di cani sono: l’ex articolo 659 del Codice Penale sul disturbo della quiete pubblica che dice: “chiunque mediante schiamazzi o rumori, oppure suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, è punito con l’arresto fino a tre mesi” o con un’ammenda fino a 300 euro. i Regolamenti di Polizia Urbana del Comune di residenza, dove spesso è previsto che il cane non debba recare disturbo o danno al vicinato soprattutto di notte. Alcune sentenze hanno però affermato che per dire che il cane disturba la quiete pubblica, la conseguente protesta deve riguardare una pluralità di persone, precisando che i rumori provocati dagli animali “devono incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone”. Questo anche perché spesso accade che le liti tra i vicini di casa abbiano radici diverse, come vecchi rancori o dispetti reciproci, e che prendersela con il cane che abbaia sia solo un pretesto per “farla pagare” al vicino antipatico. Così la giurisprudenza moderna tende a seguire una linea “garantista”, secondo cui per condannare qualcuno in quanto il suo cane disturba la quiete pubblica deve essere accertato che non è un solo inquilino ad essere disturbato, ma una pluralità di persone. Purtroppo ad oggi però la norma in questa materia è ancora troppo largamente interpretabile, quindi capita che di fronte a situazioni simili si abbiano sentenze molto diverse tra loro o che addirittura una sentenza di condanna nei confronti del proprietario di un cane che abbaia venga poi ribaltata nei successivi gradi di giudizio. Alcuni tribunali, ad esempio, pongono un maggiore accento sulla condotta del padrone che non ha impedito l’abbaiare del proprio cane, nonostante le proteste dei vicini; viene condannata quindi la negligenza dell’umano e la sua volontarietà se il  cane disturba la quiete pubblica. A VOLTE L’ABBAIARE REITERATO DEL CANE PUÒ ESSERE SINTOMO DI UN MALESSERE Disturbo della quiete pubblica a parte, se ci concentriamo sul benessere dell’animale, bisogna considerare che un cane che abbaia continuamente può manifestare un sintomo di sofferenza: il pet a volte è lasciato troppo solo, magari tutto il giorno chiuso in casa o in giardino senza nessuna possibilità di sfogo. I quattro zampe necessitano della compagnia degli esseri umani e una situazione di solitudine prolungata e reiterata può essere per loro intollerabile; quindi abbaiano ininterrottamente o latrano nel disperato tentativo di richiamare l’attenzione del padrone, esprimendo un malessere che non deve essere sottovalutato. Diversa invece è la circostanza del cane che, come è normale che sia, fa la guardia alla proprietà e la difende, quindi abbaia quando passa un estraneo o un altro cane vicino alla propria casa: in questo caso il cane sta solo facendo il suo “lavoro”, quello per cui proprio noi uomini lo abbiamo selezionato per secoli, allo scopo di essere “avvisati” in caso di pericolo; è questo infatti uno dei motivi che hanno spinto l’uomo primitivo a scegliere di avere un cane accanto a sé. Del resto, fino a non molto tempo fa nelle nostre campagne era normale che i cani abbaiassero e nessuno se ne lamentava. In certi casi dovremmo essere noi umani più razionali e tolleranti e pensare che, così come chiediamo il rispetto della quiete pubblica al padrone del cane, dobbiamo anche a nostra volta rispettare l’animale e la sua natura, la stessa per la quale millenni fa abbiamo eletto il cane a nostro compagno privilegiato.

cani "fiutano" le bugie

I cani "fiutano" le bugie: parola di scienziato!

Comportamento Redazione - 11 Ago 2016

I CANI "FIUTANO" LE BUGIE: RICONOSCONO SE UNA PERSONA LE DICE Una ricerca condotta alla Kyoto University in Giappone avrebbe dimostrato che i cani "fiutano" le bugie e capiscono quando una persona ne sta dicendo una. Si dice spesso che le bugie hanno le gambe corte… ma se anche i nostri cani le riconoscono allora bisognerebbe dire cortissime! Secondo uno studio condotto in Giappone dal dottor Akiko Takaoka della Kyoto University infatti sarebbe risultato che i cani "fiutano" le bugie e di riconoscere quando qualcuno le dice e di ricordarlo, così da arrivare a classificare e identificare quella persona come inaffidabile. Che i cani siano dotati di una particolare sensibilità è ormai assodato, tanto che ogni padrone sa quanto il proprio quattro zampe sia capace di captare i suoi stati emotivi e il suo umore. Quotidianamente i nostri pet ci danno dimostrazione della loro attitudine a sentire se siamo arrabbiati o felici: ecco così che quando arriviamo a casa con i nervi a fior di pelle, magari dopo una stressante giornata di lavoro, Fido ci viene incontro con fare dimesso rispetto al solito, scodinzolando e guaendo sì, ma senza saltarci addosso come fa normalmente; oppure quando siamo malati a letto con l’influenza il nostro cane ci stupisce ogni volta e invece di chiederci di uscire tutto eccitato rimane per l’intera giornata a sonnecchiare accoccolato accanto a noi. Test per su 34 cani Ma a quanto pare i nostri amici a quattro zampe non finiscono mai di sorprenderci, secondo quanto dimostrato dal team di scienziati giapponesi, che hanno sottoposto ad un semplice test 34 cani di età e razze differenti. A ciascuno di loro è stato mostrato da un ricercatore un contenitore con del cibo, che i pet si sono prontamente sbafati; al secondo giro invece la stessa persona ha indicato di nuovo ai cani un contenitore, ma questa volta vuoto. La terza volta i quattro zampe non hanno più dato retta all’uomo, anche se gli indicava un contenitore in cui era stato di nuovo messo del cibo, e non lo hanno seguito. Questo perché i cani hanno compreso che quella persona raccontava bugie, o meglio hanno capito che era inaffidabile e quindi non valeva la pena sprecare tempo dietro a lui. Ciò significa che l’intelligenza sociale dei nostri pet è molto più raffinata di quanto si pensi e che i nostri amici a quattro zampe sono in grado non solo di fare tesoro delle esperienze precedenti e di ricordarle, ma anche di riflettere e prendere la decisione di volta in volta più opportuna sulla base del pregresso. Il prossimo passo dello studio giapponese sarà osservare se lo stesso atteggiamento si verifichi anche tra i lupi, per capire se si tratta di un comportamento atavico o che i cani hanno imparato attraverso la convivenza millenaria con l’uomo. SE I CANI "FIUTANO" LE BUGIE, MINIAMO LA LORO FIDUCIA La capacità dei cani di riconoscere le bugie e di trascurare le persone inaffidabili non dovrebbe stupirci più di tanto. Gli stessi educatori cinofili sottolineano come, prima di intraprendere un qualunque percorso di addestramento con il proprio cane, bisogna assicurarsi di avere instaurato un rapporto di reciproca fiducia con lui. I cani, in quanto animali sociali per natura, hanno bisogno di un leader che li guidi e una delle caratteristiche principali che un buon capobranco deve avere è proprio essere affidabile e coerente. Quindi, se siete contraddittori e bugiardi non aspettatevi che il vostro quattro zampe vi riconosca come un “guru” e vi segua ciecamente. La stima va sempre conquistata sul campo, anche quella del vostro cane, che non solo non si farà ingannare, ma soprattutto non vi perdonerà tanto facilmente, perché una volta capito che siete inaffidabili, ai suoi occhi perderete credibilità e non vi darà più ascolto.

accessori per cuccioli di cane

Accessori per cuccioli di cane: ecco quelli indispensabili

Accessori cane Redazione - 11 Ago 2016

GLI ACCESSORI PER CUCCIOLI DI CANE : ECCO QUELLI PIU' UTILI Quando arriva un pet in casa ci sono alcuni accessori per cuccioli di cane che non possono proprio mancare, come ciotole, lettino e vari giocattoli. Avete deciso di prendere con voi un cucciolo di cane e vi state domandando di cosa avrà bisogno appena arrivato in famiglia: ci sono alcuni accessori che dovrebbero costituire un po’ il “corredo” del cucciolo e che è bene procurarsi in modo che il nuovo arrivato abbia tutto ciò che gli occorre. Vediamo quali sono: CIOTOLE: devono essere due, una per il cibo e una per l’acqua, che dovrà essere riempita con acqua pulita durante la giornata perché è importante che il cane l’abbia sempre a disposizione per poter bere quando ha sete. In commercio vi sono ciotole di vari materiali: le più classiche sono quelle in acciaio, praticamente indistruttibili, ma c’è la possibilità di sceglierle in base alla taglia del cane e ad esigenze particolari, come nel caso delle ciotole create appositamente per moderare la voracità dei quattro zampe che mangiano troppo velocemente. LETTINO: È uno degli accessori per cuccioli di cane che si userà di più. Nei negozi per animali c’è solo l’imbarazzo della scelta: ormai ne esistono di tutte le fogge e colori: cuscinoni gonfi e soffici, materassini più compatti in gommapiuma, cucce imbottite, lettini con intelaiatura in ferro e copertura in tela sostenuta da cinghie elastiche, per non parlare poi dei materassi ortopedici in Memory Foam. Anche in questo caso la preferenza dipende sia dalle dimensioni che il cucciolo raggiungerà da adulto sia dal materiale utilizzato per l’imbottitura: fate attenzione che sia in grado di sostenere adeguatamente il peso del cane senza deformarsi troppo; a volte materassi che sembrano molto soffici al tocco, hanno imbottiture simili all’ovatta che si allarga e si divide quando il cane si sdraia, lasciandolo praticamente a contatto con il duro pavimento. COLLARE E GUINZAGLIO: considerate che il primo collarino verrà utilizzato per un periodo abbastanza breve perché il cucciolo crescerà in fretta, soprattutto se si tratta di una taglia medio-grande. Per scegliere la misura giusta provate il collare al cagnolino e controllate che ci sia lo spazio almeno per due dita tra il collare e il collo dell’animale; di solito comunque questi accessori per cuccioli sono regolabili in larghezza attraverso più fori (un po’ come una cintura), così da seguire la crescita del cane. Fate attenzione che non sia troppo stretto, ma neanche troppo largo, perché altrimenti c’è il rischio che il cucciolo, non ancora abituato al collare, riesca a sfilarselo. I guinzagli per cuccioli spesso sono coordinati al collarino e non sono generalmente troppo lunghi, per poter garantire al padrone un certo controllo sul cane, che deve ancora imparare a camminare in “sintonia” col proprio umano. MEDAGLIETTA: nei principali negozi per animali si trovano anche le medagliette di metallo da appendere al collare, dalle forme più varie (fatte a osso o a cuore), su cui incidere oltre al nome del nuovo arrivato anche il vostro numero di telefono, in modo che chiunque possa rintracciarvi nella malaugurata ipotesi che il vostro cucciolo dovesse sfuggirvi. La legge impone che ogni cane sia dotato di microchip di riconoscimento, che però può essere decodificato solo tramite un veterinario: è utile dunque che il cane venga fornito di un altro sistema più rapido per rintracciare il proprietario, per quanto elementare, come la medaglietta. ACCESSORI DA TOELETTA: per mantenere il mantello del vostro cucciolo pulito e in ordine occorrono alcuni accessori, come shampoo per cani e una spazzola apposita, soprattutto per quelli a pelo lungo o con un folto sottopelo. Scegliete la più adatta e meglio tollerata dal vostro quattro zampe: ci sono le spazzole con i dentini fitti e sottili come spilli, in gomma o setole morbide, fino ai pettini con denti radi, che possono avere il pregio di rimuovere accuratamente il pelo morto senza però tirarlo o strapparlo. UN ACCESSORIO INDISPENSABILE AL DIVERTIMENTO DEL CUCCIOLO... Oltre ai tanti accessori per cuccioli di cane necessari al benessere fisico del pet ve ne sono altri ugualmente importanti per il suo equilibrio ed il suo divertimento: i giocattoli! In questo caso ci si può proprio sbizzarrire… È possibile scegliere tra i giocattoli tradizionali oppure tra quelli più tecnologici e sofisticati. Fatevi guidare dal vostro gusto e ovviamente dalle preferenze del vostro cucciolo, ma, tanto per incominciare, con la classica pallina andate sempre sul sicuro! E per un cucciolo non può mancare un bell’osso di pelle di bufalo da rosicchiare durante la dentizione, che magari vi permetterà anche di salvare dai dentini appuntiti del “piccolo” le gambe del tavolo e i cuscini del divano…

scodinzolio del cane

Scodinzolio del cane: significato e come interpretarlo

Comportamento Redazione - 04 Ago 2016

Scodinzolio del cane: significato Cosa si nasconde dietro il gesto dello scodinzolio del cane ? Non sempre un sentimento di felicità, dipende da molti fattori. Uno dei modi di comunicare più consueti che il nostro cane utilizza è lo scodinzolio. Questo, pur essendo uno dei gesti più comuni e più evidenti compiuti dai nostri quattrozampe, è anche quello più spesso frainteso. Nell’opinione comune infatti lo scodinzolio è interpretato come segno di felicità, ma non è sempre così, anzi: a volte può voler dire l’esatto contrario. Il significato dello scodinzolio del cane infatti dipende da più elementi: dall’altezza a cui tiene la coda, dalla posizione della stessa, dalla frequenza dei movimenti, dalla porzione della coda che si muove, ecc. Interpretare questi segnali dunque non è così facile come può sembrare e nemmeno così scontato, ma cerchiamo di capirci qualcosa di più. Quando la coda del cane è bassa e si muove velocemente, a volte quasi rasoterra, significa che l’animale è insicuro, nervoso e spesso ha paura; molte volte a questo movimento si accompagnano altri atteggiamenti corporei, come orecchie abbassate e corpo che tende a “farsi piccolo”. Se il cane tiene la coda alta e muove solo la punta, di solito vuol dire che in una situazione di attesa: capita spesso quando due cani si incontrano e sono ancora ad una media distanza l’uno dall’altro; si osservano assumendo una postura diritta, in attesa di capire qual è la disposizione dell’altro quattrozampe e di vedere chi dei due farà la prima mossa. Se invece la coda del cane è tenuta a media altezza, a livello del dorso, ed è immobile e rigida, non è un buon segno: di solito questo atteggiamento può indicare potenziale aggressività, quindi è sempre bene non avvicinarsi troppo e lasciare all’animale spazio sufficiente, in modo che non si senta minacciato. Quando il cane scodinzola muovendo tutta la coda alta, con gesti ampi e veloci, allora sì che è felice: è il tipico scodinzolio che i nostri pet ci riservano quando rientriamo a casa dopo essere stati assenti per periodo anche brevi, per dimostrare la gioia di rivederci. Anche se noi non abbiamo un olfatto abbastanza sviluppato da poterli percepire, scodinzolando il nostro cane agevola la diffusione nell’aria dei feromoni emessi dalle ghiandole perianali, che comunicano contentezza e positività; è questo il motivo per cui i quattrozampe, quando si incontrano, si annusano il didietro, per capire se i feromoni dell’altro esprimono che è ben disposto oppure no. Se il cane scodinzola a destra Anche la direzione assunta dallo scodinzolio del cane è significativa: un recente studio, condotto da Giorgio Vallortigara dell’Università di Trieste e da Angelo Quaranta e Marcello Siniscalchi dell'Università di Bari, avrebbe spiegato che anche nel cane, come nell’uomo, i due emisferi del cervello presiederebbero a diverse emozioni e, di conseguenza, darebbero impulso a movimenti dal significato differente. Si è visto infatti che quando i cani interessati dalla ricerca vedevano il loro padrone muovevano la coda verso destra, mentre quando vedevano un estraneo la muovevano verso sinistra. Si è quindi giunti alla conclusione che se il cane scodinzola a destra è in una disposizione amichevole, invece se scodinzola a sinistra prova insicurezza o aggressività. Assieme allo scodinzolio c'è dell'altro... Come tutti i gesti comunicativi del cane, anche lo scodinzolio non è mai a sé stante, ma va interpretato e letto nell’insieme del comportamento che l’animale assume. Per capire completamente la disposizione d’animo del nostro quattrozampe dunque dobbiamo osservare qual è l’atteggiamento di tutto il suo corpo e la mimica del muso: oltre allo scodinzolio dobbiamo guardare le orecchie, gli occhi, il corpo (se è teso e irrigidito o rilassato), la bocca (se è aperta o serrata), se i denti sono scoperti, se il pelo è ritto. Un cane che muove la coda, ma ringhia, difficilmente avrà intenzioni amichevoli...

paragility dog

Corsi di paragility dog: cos’È e a chi È rivolto

Addestramento Redazione - 03 Ago 2016

COS’È LA PARAGILITY DOG Recentemente, all’interno dei programmi di pet therapy (terapia fatta con l’utilizzo di cani), è nata una nuova disciplina, chiamata paragility dog. La paragility unisce l’attività motoria per persone disabili con la più tradizionale agility dog, uno sport cinofilo in cui il cane guidato dal conduttore deve affrontare nel minor tempo possibile un percorso ad ostacoli. La particolarità della paragility dog consiste nel fatto che a guidare il cane è un soggetto affetto da una qualche disabilità fisica, motoria o anche psichica. I percorsi sono adattati alle esigenze della persona portatrice di handicap: se può correre o muoversi velocemente, magari anche con l’ausilio di una carrozzina elettrica, viene conteggiato il tempo a fine gara, mentre se non ha la possibilità di spostarsi rapidamente, il tempo impiegato a portare a termine il percorso non verrà quantificato nella determinazione del punteggio finale. La paragility dog è dunque uno sport a tutti gli effetti e una vera competizione con una classifica e una coppia cane-conduttore vincitrice. Anch’essa, come l’ormai diffusa pet therapy, comporta tutta una serie di benefici per chi la pratica, ma con alcuni elementi aggiuntivi: contribuisce infatti a creare un rapporto ancor più profondo e intuitivo tra la persona e il cane che, durante la gara, devono agire come se fossero un tutt’uno, quasi in simbiosi; stimola l’attività fisica, contribuendo a migliorare la coordinazione dei movimenti, permette di trascorrere del tempo all’aria aperta, di socializzare, di praticare un’attività divertente che è appagante a livello psichico, quindi aiuta ad accrescere l’autostima, anche grazie al fatto di spingere i partecipanti ad impegnarsi al massimo per raggiungere un buon piazzamento in classifica. In sostanza contribuisce a migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità. Alle competizioni di paragility dog possono partecipare cani di ogni razza, adeguatamente addestrati, e persone portatrici di handicap di ogni età. Questa nuova disciplina sportiva, rivelatasi piacevole ed efficace per la sua doppia valenza ludica e motoria, si sta diffondendo sempre più, tanto che tutte le principali scuole di addestramento cinofilo stanno dando vita al proprio interno a corsi specifici, volti a formare istruttori preparati. Al termine del corso viene rilasciato un tesserino di Tecnico di Paragility dog e l’abilitazione di uno o più cani per la partecipazione ad allenamenti e gare; con tale qualifica si potranno introdurre a questo sport persone con disabilità. Per partecipare a questi corsi di formazione occorre essere Educatori-Istruttori cinofili o Coadiutori del cane in pet therapy con qualifica riconosciuta, e aver preparato almeno un cane ad eseguire un intero percorso di agility, oppure essere Atleti in agility che abbiano condotto il proprio cane in percorsi di secondo grado. I candidati dovranno partecipare al corso con uno o più cani già preparati per affrontare i vari ostacoli di agility. Non è necessario che i cani coinvolti abbiano partecipato a gare ufficiali. LA PARAGILITY WORLD CUP Ogni anno si svolge in uno dei paesi partecipanti la Paragility World Cup (PAWC), che è ormai arrivata alla sua quindicesima edizione. La manifestazione viene organizzata da un Comitato composto fin’ora dai rappresentanti di Italia, Olanda, Repubblica Ceca, Ungheria, Austria e Spagna, ma ha avuto negli anni una crescente partecipazione di molti altri paesi d’Europa e del mondo intero, con quasi trecento concorrenti. L’Italia ha avuto l’onore di ospitare questo appuntamento nel 2014, quando la Paragility World Cup si è svolta a Voghera e ha visto i concorrenti tricolori trionfare in più occasioni, al punto che oggi il nostro paese rappresenta agli occhi degli avversari la squadra da battere. L’idea dei principali Enti Cinofili nostrani è quella di dar vita al più presto anche ad un vero e proprio Campionati Italiano di Paragility dog e a questo si sta già lavorando con ottimi risultati.

splash dog

Arriva lo splash dog: uno sport “da cani”…

Addestramento Redazione - 01 Ago 2016

COS’ È LO SPLASH DOG? Arriva dagli Stati Uniti un nuovo sport per cani, che permette a noi e ai nostri amici a quattrozampe di stare assieme all’aria aperta all’insegna del divertimento: si chiama Splash dog. Consiste in una vera propria serie di tuffi dal trampolino, solo che a buttarsi dalla piattaforma non sono dei nuotatori professionisti, ma dei coraggiosi e spensierati quattrozampe! In America è ormai diventata un’autentica attività sportiva con tanto di campionati ufficiali, in cui i cani si esibiscono di fronte ad un “pubblico” di spettatori e giudici… Da qualche anno questa disciplina è sbarcata anche in Italia, per il momento a livello soprattutto amatoriale, non ancora “professionale”. La partecipazione è aperta ad ogni cane, indipendentemente dalla razza e dalla taglia: gli unici requisiti richiesti sono l’amore per l’acqua, la propensione al salto e… tanta voglia di divertirsi! Le esibizioni si svolgono in una piscina o vasca, al bordo della quale è posta una piattaforma che possa servire da rampa di lancio per il cane tuffatore; unico accorgimento è l’˝esca”, cioè un giocattolo che il padrone lancia in acqua perchè il quattrozampe si  butti a recuperare il suo balocco preferito. È vero che vince chi fa il salto più lungo, ma al nostro pet poco importa di classificarsi primo: a lui interessa solo il gioco (giustamente!) e in questo sport il divertimento è assicurato. PER CHI È INDICATO LO SPLASH DOG Lo Splash dog è una disciplina che non richiede doti fisiche o agonistiche particolari né per il cane né per il padrone: è ovvio che il quattrozampe deve essere in salute e mediamente agile. Le razze più predisposte alla pratica dello Splash dog sono di sicuro quelle che per natura amano particolarmente l’acqua e il nuoto, primi tra tutti i Labrador, i Golden Retriver, man non solo! Ci sono moltissimi cani incrociati che mostrano doti da veri campioni, al di là della genetica e delle inclinazioni “di famiglia”. Inoltre lo Splash dog, a differenza di altre pratiche sportive canine come l’Agility, non richiede un allenamento particolare ed è quindi meno impegnativo a livello di preparazione sia per il quattrozampe che per il padrone, che non deve far altro che lanciare il giocattolo il più lontano possibile. I LUOGHI DOVE PRATICARE LO SPLASH DOG In teoria lo Splash dog si potrebbe praticare in ogni vasca, ma è ovvio che non è possibile presentarsi in una qualunque piscina aperta al pubblico e mettersi a giocare ai tuffi col proprio cane… Così sono nati negli ultimi anni alcuni centri dedicati alle discipline sportive cinofile che hanno dotato le loro strutture di piscina per cani. Lo scopo non è soltanto quello di praticarvi lo Splash dog: vi sono molte attività dedicate ai cani che si svolgono in piscine realizzate appositamente con caratteristiche adatte ai quattrozampe, ad esempio con una temperatura dell’acqua compresa costantemente tra i 28° e i 31°, così da poter essere utilizzate in tutte le stagioni dell’anno. Tra le numerose attività che il cane svolge in vasca ci sono, ad esempio, quelle di dog terapia come il nuoto riabilitativo per i quattrozampe che hanno subito interventi per patologie agli arti, il nuoto per cani anziani affetti da artrosi, il nuoto “dimagrante” per cani in sovrappeso.

cani in spiaggia

Tg cinofilo, monte argentario: cani ammessi su tutte le spiagge libere

Home Redazione - 29 Lug 2016

Una bella notizia in un'estate non propriamente positiva per il mondo cinofilo: i cani dei residenti e non di Monte Argentario sono stati ammessi su tutte le spiagge libere grazie al ricorso di Earth, un'associazione di tutela ambientale ed animale, che ha incassato la sentenza favorevole da parte del Tar della Toscana. Quest'ultimo ha annullato l’ordinanza del sindaco dello scorso maggio per la “parte in cui vieta ai conduttori di animali di poter accedere alle spiagge durante la stagione balneare per l’intera giornata (dalle ore 08.00 alle ore 20.00)”. Queste le dichiarazioni di Valentina Coppola, legale rappresentante dell'associazione: "Abbiamo impugnato l’ordinanza del Comune di Monte Argentario che impediva l’accesso ai cani su tutte le spiagge ed il Tar ha rilevato, in particolare, il profilo della violazione del principio di proporzionalità, “che impone alla pubblica amministrazione di optare, tra più possibili scelte ugualmente idonee al raggiungimento del pubblico interesse, per quella meno gravosa per i destinatari incisi dal provvedimento, onde evitare agli stessi ‘inutili’ sacrifici” (atteso che “la scelta di vietare l’ingresso agli animali – e, conseguentemente, ai loro padroni o detentori – sulle spiagge destinate alla libera balneazione, risulta irragionevole ed illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata”)". Continua la sentenza: "Ciò in quanto l’amministrazione avrebbe dovuto valutare se sia possibile perseguire le finalità pubbliche del decoro, dell’igiene e della sicurezza mediante regole alternative al divieto assoluto di frequentazione delle spiagge, ad esempio valutando se limitare l’accesso in determinati orari, o individuare aree adibite anche all’accesso degli animali, con l’individuazione delle aree viceversa interdette al loro accesso". In conclusione, i giudici hanno accolto il ricorso dell’associazione ed hanno annullato la parte dell’art. 2 dell’ordinanza n. 130 del 12 maggio 2015, “Prescrizione sull’uso delle spiagge” dedicato alle “spiagge del Comune di Monte Argentario, così come individuate nelle cartografie ufficiali”, secondo il quale è vietato “condurre e far permanere qualsiasi tipo d’animale, anche sorvegliato e munito di regolare museruola, nei giorni di sabato e domenica fino al 3 maggio 2016 e dalle ore 08.00 alle ore 20.00 tutti i giorni dal 01 giugno per tutta la durata della stagione balneare fino alla data del 30 settembre 2016”. Le spese sono state compensate tra le parti, ma la Eartrh è stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato e liquidata, a favore del suo avvocato, Massimo Rizzato, a titolo di compenso, per la somma di euro 1.000 oltre Iva.

malattie respiratorie nel cane

Malattie respiratorie nel cane: quali sono, sintomi e cure

Home Redazione - 28 Lug 2016

Quali sono le malattie respiratorie nel cane: i sintomi e le cure Le malattie respiratorie nel cane sono abbastanza frequenti, anche perché possono avere cause molto differenti tra loro per sintomi e gravità. Partiamo dalle affezioni più comuni e anche più facilmente curabili, come le “malattie di stagione”: forse non tutti sanno che anche i nostri adorati quattrozampe possono prendere il raffreddore! Quando arrivano i primi freddi o il cane passa da un ambiente all’altro, con un repentino sbalzo di temperatura, possono comparire quei sintomi tipici delle malattie da raffreddamento: il nostro pet inizierà a starnutire, a lacrimare, a tossire e avrà il naso che gli cola; il tutto può anche essere accompagnato da inappetenza e abbattimento. A volte ciò può dipendere da una forma influenzale di tipo virale. Questa malattia di lieve entità di solito si risolve spontaneamente in pochi giorni, ma esistono alcuni rimedi, in gran parte simili a quelli che adottiamo in questi casi per noi umani: non esporre il cane a temperature rigide, perciò quando lo si porta fuori a fare i propri bisogni, coprirlo con appositi cappottini o impermeabili se piove; non sottoporlo ad intensa attività fisica, ma lasciarlo tranquillo e a riposo; oppure ricorrere a rimedi naturali come la propoli o un po’ di miele, sempre però dietro approvazione del vostro veterinario di fiducia. La tracheite è un’infiammazione della trachea che può avere cause di varia natura: può essere provocata dalla ripetuta pressione del collare sulla trachea nei cani che hanno l’abitudine di tirare al guinzaglio, per i quali sarebbe meglio usare la pettorina per ovviare a tale problema, ma potrebbe anche essere un segno di altre malattie sottostanti, come la presenza di parassiti intestinali o corpi estranei, di allergie o della cosiddetta “tosse dei canili”, di origine virale. I sintomi della tracheite consistono prevalentemente in una tosse persistente e stizzosa, come se il cane avesse qualcosa in gola, che può portare anche a episodi di vomito. La cura è molto variabile a seconda della causa e va dalla somministrazione di antibiotici a quella di cortisone. Tra le malattie respiratorie del cane non può mancare la bronchite: è un’infiammazione dei bronchi che si manifesta generalmente con tosse secca oppure grassa, che, a seconda dei casi, può essere accompagnata dalla produzione di muco e difficoltà respiratorie. Poiché però i cani, per la conformazione del loro apparato respiratorio, hanno difficoltà ad espellere il muco attraverso le vie nasali, potrebbero farlo con episodi di vomito. La bronchite si cura con farmaci antinfiammatori e, nei casi più gravi, anche con cortisonici e broncodilatatori. La polmonite è un’infiammazione dei polmoni che ha sintomi molto simili alla bronchite, ma spesso provoca anche febbre, disidratazione e maggiore spossatezza nel cane. Di solito è di origine batterica e si cura con cicli di antibiotici. La tosse non è sempre causa di malattie respiratorie nel cane Bisogna fare molta attenzione alla tosse nel cane: se è normale pensare subito a una malattia dell’apparato respiratorio (che molte volte è la giusta causa), in alcune occasioni la tosse può essere il sintomo di una patologia ben più subdola e importante, ossia di un’affezione cardiaca. Pertanto, se il vostro cane continua a tossire anche dopo le cure somministrate dal veterinario nell’ipotesi di cause virali o infiammatorie, potrebbe essere necessario sottoporlo ad una serie di esami specifici, come elettrocardiogramma, ecocardiografia, raggi al torace, per scongiurare la presenza di problemi cardiologici.

espressioni del cane

Le espressioni del cane: ognuna ha un suo significato

Comportamento Redazione - 27 Lug 2016

COSA COMUNICANO LE ESPRESSIONI DEL CANE Le espressioni del cane possono essere le più diverse, a seconda dello stato d’animo del momento e delle emozioni che il vostro Fido prova. Basta guardarlo per capire se provano gioia, tensione, rabbia o se sono annoiati. Ma per interpretare l’espressività del proprio Fido occorre osservarlo con attenzione e conoscere almeno un po’ il linguaggio della specie: è vero che i cani non parlano, ma sanno comunicare col proprio corpo in maniera altrettanto chiara e comprensibile, tanto che molto spesso si sente dire: “gli manca solo la parola!” In realtà, non ne hanno bisogno, visto che riescono comunque a farsi ben comprendere non solo dai propri simili, ma anche da noi umani. Ma quali sono le principali espressioni del cane e a cosa corrispondono? Vediamole una ad una: La posizione delle orecchie: dipende sicuramente dalla conformazione fisica del cane e dalla razza, visto che ci sono quattrozampe che hanno orecchie lunghe e cadenti e altri che le hanno dritte e a punta. Ci sono comunque dei movimenti che per tutti hanno lo stesso significato. Quando il cane abbassa le orecchie e le tiene basse e appiattite vuol dire che è spaventato da qualcosa e si sente in pericolo. Quando le orecchie sono drizzate e tese significa che il cane è attento a captare qualche segnale o suono: in questo caso vedrete spesso le orecchie muoversi leggermente (stile antenna parabolica) per cercare di catturare ancora meglio ogni sentore. Altre volte, quando le orecchie sono un po’ tirate all’indietro, è probabile che il cane abbia un atteggiamento festoso e voglia invitarvi, anche con altri gesti del corpo, a giocare con lui. L’attitudine della bocca: il modo in cui il cane tiene le labbra è espressione del suo stato d’animo. Se la bocca è aperta e le labbra sono rilassate significa che il quattrozampe è sereno e tranquillo, mentre se, al contrario, le labbra sono tirate all’indietro e semichiuse o serrate vuol dire che l’animale è teso e stressato. Quando poi il cane mostra i denti, arriccia le labbra e si formano delle “rughe” ai lati della bocca è un segno inequivocabile che sta per aggredire. Lo sbadiglio: molte volte siamo portati ad associare l’atto di sbadigliare al sonno o alla noia. Può essere vero in alcuni casi che il cane sbadigli per questi motivi, ad esempio quando si è appena svegliato, ma molte volte invece sbadiglia perché è nervoso o sotto stress, magari perché qualcosa o qualcuno lo infastidisce o si trova in un ambiente che non gli è familiare e nel quale non si sente a proprio agio. Potrete notare ad esempio che il vostro cane spesso sbadiglia quando lo abbracciate: eh sì, perché se per voi è un gesto di grande affetto, per il cane può essere segno di dominio e costrizione… Altre volte lo sbadiglio è uno dei cosiddetti “segnali calmanti”: di fronte a una situazione di tensione il cane sbadiglia e contemporaneamente gira la testa dall’altra parte rispetto alla persona o all’altro cane che genera in lui ansia o disagio, allo scopo di allentare la tensione. In questo caso sbadigliare è un segno di pace e di conciliazione. L’espressione degli occhi: è vero anche per il cane che “gli occhi sono lo specchio dell’anima?” Dipende, perché lo sguardo del cane non è sempre così facile da interpretare: bisogna comunque sapere che quando fissa lo sguardo è segno di sfida, motivo per cui non dobbiamo mai guardare a lungo un cane negli occhi: potrebbe interpretarlo come una “dichiarazione di guerra”. Al contrario, quando il cane distoglie volutamente lo sguardo ci sta comunicando inequivocabilmente che non vuole “rogne”; è anche questo un calming signal.   LE ESPRESSIONI DEL CANE VANNO COLLEGATE AL LINGUAGGIO DEL CORPO Le molteplici espressioni del muso dei nostri cani sono sempre accompagnate da tutta una serie di altri atteggiamenti del corpo che ci permettono di interpretare in maniera ancor più corretta cosa i nostri quattrozampe vogliono comunicarci. Anche la posizione della coda è significativa: se è tenuta in basso, in posizione di “riposo”, indica che il cane è calmo e tranquillo, mentre quando è alzata, dritta e tesa spesso è avvisaglia di un atteggiamento di aggressività. La postura del corpo può dirci molto: se il cane si mette a pancia all’aria è sicuramente ben disposto: indica sottomissione volontaria senza paura, ma soprattutto è un segno di estrema fiducia nei confronti di chi gli sta di fronte. Se il cane dondola i fianchi sicuramente vuole giocare o farci le feste, così come quando con una zampa “annaspa” in aria; stesso significato ha il cosiddetto “inchino”, quando cioè il quattrozampe abbassa testa e zampe anteriori stese a terra e tiene il posteriore in alto, spesso oscillando la coda. Osservando dunque possiamo imparare senza troppa difficoltà ad interpretare tutte le espressioni del cane ; non occorre essere educatori cinofili, ma è sufficiente un po’ di attenzione e intuitività.

i cani odiano fare il bagno

Se i cani odiano fare il bagno: ecco cosa fare

Comportamento Redazione - 27 Lug 2016

PERCHÉ I CANI ODIANO FARE IL BAGNO Non tutti i cani odiano fare il bagno , ma la maggior parte si. Vediamo perché. Quando portate il vostro cane al mare o in riva ad un lago o ad un fiume, il quattrozampe di sicuro inizia a scalpitare appena intuisce la presenza dell’acqua, a tirare il guinzaglio e a saltare, desideroso di arrivare il prima possibile a tuffarsi in quella distesa azzurra, che è per lui come una piscina sconfinata dove giocare all’impazzata. Ma allora come mai quando arriva il momento di fare il bagno nella vasca di casa lo scenario cambia e il cane le tenta tutte per sottrarsi a questa “tortura”? Eh sì, perché ci sono cani che s’ingegnano in ogni modo per evitare il tanto detestato bagnetto: c’è quello che, appena sente che tira una brutta aria, si nasconde sotto al letto e si fa piccolo piccolo per non farsi trovare, quello che, preso in braccio con la forza dal padrone esasperato, si aggrappa letteralmente con le unghie agli stipiti delle porte, quello che si butta a terra a peso morto e deve essere trascinato mentre si finge semi incosciente, per non parlare di quelli che ringhiano e mostrano tanto di canini al padrone, con fare tutt’altro che amichevole… I motivi per cui i cani odiano fare il bagno sono molteplici: perché dentro alla vasca si sentono un po’ come in “trappola”, chiusi in uno spazio stretto e inusuale, perché le loro unghie li fanno scivolare sul pavimento della vasca bagnata rendendoli traballanti e insicuri, perché il rumore del getto d’acqua che esce dalla doccia li infastidisce, perché l’odore di shampoo e saponi è a loro sgradito. Quali dunque i possibili rimedi per rendere il bagno meno odiato dal vostro cane Fido? Abituate il cane al bagnetto fin da cucciolo e in maniera graduale. Le prime volte mettetelo nella vasca vuota, senza far scorrere l’acqua, magari attirandolo con qualche bocconcino gustoso, e quando è lì giocate un po’ con lui, in modo che impari ad associare quel luogo della casa con un’esperienza positiva e per lui piacevole. La volta successiva, sempre usando gli stessi stratagemmi, fatelo entrare nella vasca precedentemente riempita con poca acqua, tanto da bagnargli appena le zampe, così che prenda confidenza con l’elemento; Mettete sul fondo della vasca dei tappetini di gomma per evitare che il cane scivoli e si spaventi, quando tenta di muoversi all’interno; Anche quando sarà il momento di lavarlo non mettete mai troppa acqua, ma fate in modo che arrivi alla pancia del vostro quattrozampe; Non fate scorrere l’acqua quando il cane è dentro la vasca, ma riempitela prima e utilizzate una bacinella o una brocca per bagnare e sciacquare il cane invece del getto diretto che esce dalla doccetta, per evitare che sia infastidito dal rumore dell’acqua che scorre; Usate saponi specifici e non quelli ad uso umano, perché i cani hanno la pelle delicata, con un ph diverso dal nostro, altrimenti potreste causare dermatiti e irritazioni; Scegliete saponi neutri, possibilmente inodori, perché i vostri quattrozampe detestano quelli che voi considerate profumi e che per loro invece sono soltanto odori sgradevoli; Assicuratevi che la temperatura dell’acqua sia quella giusta, cioè tiepida, perché, anche se pelosi, i vostri cani potrebbero essere sensibili nel caso fosse troppo calda o troppo fredda; Non fate durare il bagno troppo a lungo perché, anche se paziente, I’adorato Fido prima o poi inizierà ad essere inquieto per quella situazione per lui comunque inusuale; Coccolate e accarezzate il cane di tanto in tanto o dategli una ricompensa, se sta bravo, per fargli capire che apprezzate e premiate quel tipo di comportamento. NON TUTTI I CANI ODIANO FARE IL BAGNO Ogni regola ha sempre le sue eccezioni e anche questo caso non si sottrae a tale principio… Non è vero che tutti i cani odiano fare il bagno: ve ne sono alcuni per i quali rappresenta un momento di puro relax! Vedrete allora questi quattrozampe “acquatici” che, appena intuito che è arrivato il momento del bagnetto, si avvicinano al bordo vasca e vi entrano spontaneamente senza nessuna forzatura, ma anzi con slancio ed entusiasmo e, una volta all’interno, “sguazzano” felici o si lasciano galleggiare con la pancia all’aria e un’espressione di  estrema rilassatezza dipinta sul muso, abbandonandosi ai vari “trattamenti di bellezza”, come fossero in una beauty farm… Alcune razze sono in un certo senso predisposte ad apprezzare il bagno, come i Labrador o i Terranova, perché hanno nel loro DNA un forte istinto che li spinge ad amare l’acqua, ma se il vostro quattrozampe appartiene ad un’altra razza, non disperate! Con un po’ di tempo e pazienza riuscirete anche voi a non far odiare al vostro cane il tanto temuto momento del bagno…

cani e gatti si odiano

Cani e gatti insieme: come farli convivere

Comportamento Redazione - 26 Lug 2016

Cani e gatti insieme: è utopia? Ma è vero che si odiano? Proviamo a fare un quadro di questo rapporto La rivalità tra cane e gatto è ormai proverbiale, tanto che vi sono diverse espressioni linguistiche che noi utilizziamo abitualmente che richiamano questa eterna contesa tra le due specie e che ormai sono divenute dei veri e propri modi di dire, come: “quei due si odiano come cane e gatto!” Ma è proprio vero che cani e gatti si detestano? E per quale motivo? Le possibili spiegazioni dell’antagonismo tra i due sono molteplici e nel corso degli anni gli studiosi hanno cercato di dare anche un fondamento scientifico o evoluzionistico alle varie motivazioni. La prima e più semplice giustificazione dell’odio atavico tra cane e gatto è la competitività tra le due specie: entrambi sono per natura animali carnivori e predatori, quindi è “normale” che così come il gatto caccia il topo, il cane dia la caccia al gatto. Nella catena alimentare il più grande mangia il più piccolo, pertanto è inevitabile che molto spesso l’istinto del cane sia quello di rincorrere il gatto così come anche tutti gli altri animali che per lui rappresentano una preda. È vero che questo istinto predatorio varia di intensità a seconda della razza del cane: sicuramente i cani da caccia e i Terrier, selezionati e addestrati nei secoli per catturare volpi, lepri, roditori e simili, saranno naturalmente più inclini cercare di catturare animali di piccole e medie dimensioni, gatti compresi. L’istinto di inseguire ciò che fugge e corre veloce davanti ai propri occhi del resto è tipico di tutti i cani, tanto che capita spesso di vedere qualche quattrozampe che cerca di inseguire biciclette, auto o moto che sfrecciano per strada. Una spiegazione evoluzionistica al fatto che cani e gatti si odiano (apparentemente) è stata data recentemente dallo Smithsonian, un importante istituto di ricerca statunitense: secondo questi studiosi in un’epoca molto remota del pianeta, collocabile all’incirca tra i 50 e i 30 milioni di anni fa, sarebbero esistite quasi trenta diverse specie canine, assieme a gatti di dimensioni molto più grandi rispetto a quelli odierni e quindi in costante competizione tra loro per il cibo. Intorno a 20 milioni di anni fa, in base ai reperti fossili ritrovati, le specie canine sarebbero diminuite significativamente, mentre al contrario i progenitori dei nostri gatti avrebbero continuato a prosperare, forse perché rivelatisi più abili cacciatori rispetto ai loro “cugini” a quattrozampe. Questa potrebbe essere anche una delle motivazioni per cui i cani si avvicinarono all’uomo, divenendo domestici, molto prima dei gatti (circa 27 milioni di anni fa contro 9,5 milioni), allo scopo appunto di garantirsi il cibo necessario alla sopravvivenza della specie. Cani e gatti insieme: una soluzione possibile, ma bisogna avere alcuni accorgimenti È proprio vero che la storica rivalità tra le due specie non possa trovare una soluzione di continuità e che cane e gatto siano destinati ad odiarsi per sempre? La risposta è no, se guardiamo i molti esempi di amicizia “fraterna” tra i molti cani e gatti che convivono pacificamente all'interno delle nostre case: cani e gatti insieme è una soluzione possibile e per nulla pericolosa. Certo, per far sì che tra loro “sbocci l’amore” occorre a volte adottare qualche accorgimento: l’ideale sarebbe che i due nemici/amici crescessero assieme: per entrambi da cuccioli è più facile imparare a convivere con un animale di specie differente, perché adattandosi fin da subito alla presenza dell’altro, non lo vedranno più come un rivale, ma come un membro della famiglia. Se invece i due quattrozampe sono già adulti, sarebbe meglio introdurre nella nostra abitazione prima il gatto, in modo da dargli tempo di conoscere l’ambiente e individuare i possibili nascondigli nel caso si sentisse minacciato dal cane. Il gatto e il cane a volte sembrano odiarsi perché hanno linguaggi corporei molto differenti: mentre ad esempio quando il gatto tiene la coda alzata è ben disposto a fare conoscenza, il cane, al contrario, adotta questo atteggiamento quando è sul piede di guerra con qualche suo simile. Perciò alcuni segnali possono essere inevitabilmente interpretati da entrambi in maniera errata e dare adito a pericolosi fraintendimenti. Cani e gatti insieme: alcune regole per una buona convivenza Per i primi incontri, se il cane è di dimensioni medio-grandi, è bene tenerlo al guinzaglio, non perché sia necessariamente il “cattivo” dei due, ma per la differenza di taglia. Non dobbiamo pensare però che il cane sia sempre il “carnefice” e il gatto sempre la vittima: ci sono gatti che tormentano letteralmente il Fido di casa spaventandolo con soffi minacciosi, unghiate e veri e propri agguati, anche quando il bonario cagnolone di turno si avvicina con le migliori intenzioni! Molte volte però cane e gatto, per fortuna, sembrano proprio non conoscere il significato della parola “odio”: si amano alla follia, al punto da dormire assieme, mangiare l’uno accanto all'altro e cercarsi continuamente, come se proprio non potessero stare un attimo l’uno senza l’altro. Chissà, forse prima o poi nascerà un nuovo proverbio del tipo: “quei due si amano proprio come cane e gatto!”.

assicurazione del cane

Assicurazione del cane: quando conviene farla

Curiosità Redazione - 26 Lug 2016

COS’È L’ ASSICURAZIONE DEL CANE ? Sono sempre di più le compagnie assicurative che offrono tra i loro prodotti polizze per i nostri amici cani. Vediamo insieme in cosa consiste l' assicurazione del cane . Soprattutto in conseguenza di alcuni episodi di aggressioni, che erano saltate alla ribalta della cronaca qualche anno fa, i vari istituti di brokeraggio hanno iniziato a proporre assicurazioni specifiche per il cane, tanto che oggi può essere difficile districarsi per i non addetti al settore. Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza: anzitutto è bene sapere che per la legislazione italiana (articolo 2052 del Codice Civile) “il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. Ciò è stato ribadito anche dalla più recente ordinanza del 3 marzo  2009, emanata dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, in cui si dice che il proprietario è sempre responsabile, sia civilmente che penalmente, di danni o lesioni provocati dal suo cane a persone animali o cose e ne deve rispondere direttamente. Va detto però che da questa stessa ordinanza si evince chiaramente che l’ assicurazione del cane non è obbligatoria, tranne nei casi in cui i servizi veterinari abbiano segnalato l’animale, perché ne hanno rilevato un rischio potenziale elevato, a seguito della gravità delle lesioni provocate a persone, animali o cose. Solo in questa circostanza il proprietario è vincolato a stipulare una polizza per il cane e a far indossare all’animale sempre guinzaglio e museruola in città e nei luoghi pubblici. Al di là dell’obbligo o meno, molti proprietari ritengono comunque opportuno sottoscrivere un’ assicurazione del cane , quale forma di tutela preventiva. Ma quante e quali polizze esistono? Vi è l’imbarazzo della scelta… Polizze che coprono la Responsabilità Civile: sono quelle che generalmente vengono comprese in pacchetti assicurativi tipo “Casa e famiglia” o “Capo famiglia” e che coprono i danni causati dal cane a terzi o cose. In questo caso sarete garantiti non solo nella malaugurata eventualità in cui il vostro quattrozampe morsichi qualcuno, ma anche nel caso in cui, magari sfuggendo al vostro controllo, possa urtare persone o oggetti, causando loro dei danni; Polizze che includono una copertura per le spese veterinarie sostenute per malattie del vostro cane; Polizze che coprono anche l’eventuale infortunio subito dal cane, comprensivo talvolta del trasporto alla clinica veterinaria più vicina, in caso di incidente notturno; Polizze che includono le spese per la pensione del cane (vitto e alloggio), nel caso il padrone debba essere ricoverato e addirittura venga a morte; Polizze che offrono un servizio di consulenza veterinaria attivo 24 ore attraverso un numero verde. QUANTO COSTANO LE ASSICURAZIONI PER CANI? I costi da sostenere per l’assicurazione del proprio cane sono molto variabili, in base alla tipologia di polizza che si sottoscrive e ai massimali di copertura. Vi sono contratti assicurativi che partono da un prezzo minimo che si aggira intorno ai 30,00 euro annui: ovviamente includono la sola RC e coprono danni per importi molto bassi; conviene dunque chiedere con esattezza in fase di stipula quali siano le casistiche incluse e quelle escluse. Spesso le polizze variano in base all’età e alla razza dell’animale: vi sono alcune razze che le compagnie di brokeraggio si rifiutano di assicurare perché considerate particolarmente pericolose, anche se è stata abrogata l’ordinanza del 2006 che riportava le presunte razze aggressive. Anche per quanto riguarda le assicurazioni per cani che includono le spese veterinarie, bisogna fare molta attenzione, anzitutto perché vengono stipulate solo dietro dimostrazione che il cane gode di ottima salute, e poi perché vi sono alcune razze, notoriamente soggette a determinate patologie, che non vengono assicurate visto l’alto rischio di sviluppare la malattia. Altre polizze ancora rimborsano solo le spese di interventi chirurgici e non per patologia. Parlando di costi, le assicurazioni più complete possono arrivare anche a 1000,00 euro all’anno.

Portare il cane in ufficio: in alcune aziende si puÒ

Curiosità Redazione - 20 Lug 2016

PORTARE IL CANE IN UFFICIO (A VOLTE) SI PUÒ Spesso i ritmi frenetici della vita e del lavoro ci fanno trascurare i nostri amici quattrozampe: alcune aziende però stanno permettendo di portare il cane in ufficio. Uno dei problemi che affligge molti padroni di pet è quello di dover lasciare il proprio cane da solo quando vanno al lavoro, il che genera spesso sensi di colpa nel proprietario e può essere dannoso per il quattrozampe quando è costretto a rimanere a casa per parecchie ore, molti giorni alla settimana, senza avere la possibilità di sfogare le proprie energie. Che meraviglia se si potesse portare il proprio cane in ufficio ! Sarebbe la soluzione di tutti i problemi: il nostro Fido non dovrebbe più soffrire di solitudine, ma trascorrerebbe tutta la giornata in nostra compagnia, e noi non dovremmo più uscire di casa al mattino con gli occhi lucidi, mentre guardiamo il musetto triste del nostro pet, che assume quella tipica espressione da cane abbandonato. Certo, se svolgiamo un’attività indipendente tutto è più semplice perché possiamo decidere liberamente come e quando portare con noi il cane al lavoro: chi, ad esempio, ha un’agenzia di viaggi, un’agenzia immobiliare oppure un negozio di proprietà può tenere con sé il pet senza problemi: basta abituarlo sin da cucciolo al via vai della clientela; anche chi fa consegne con il furgone o il rappresentante ed è sempre in giro a bordo di un veicolo può allietare la propria giornata lavorativa con la compagnia del proprio quattrozampe, che farà nel contempo da guardiano ai beni trasportati. Il problema sorge nel caso dei lavoratori dipendenti, che ovviamente non possono decidere autonomamente sul da farsi, ma in alcuni paesi anche coloro che trascorrono 8 ore in ufficio hanno la possibilità di tenere il proprio cane con sé durante il lavoro, il che avviene soprattutto negli Stati Uniti e in alcune realtà giapponesi. Ma perché determinate aziende hanno deciso di fare questa “concessione” ai propri lavoratori? Sono semplicemente aziende “illuminate”, che tengono in massimo conto il benessere dei dipendenti? La risposta è: non solo. Alcuni studi universitari infatti hanno dimostrato che la presenza dei cani al lavoro allevierebbe lo stress e aumenterebbe la concentrazione, con conseguenze positive anche sulla produttività aziendale. Ma c’è di più: anche la collaborazione tra colleghi ne riceverebbe un deciso impulso, favorendo la socializzazione. Addirittura, secondo una ricerca realizzata dalla Virginia Commonwealth University presso una ditta statunitense del North Carolina, avrebbe rilevato che nella saliva dei dipendenti gli ormoni dello stress diminuivano dell’11% quando avevano il cane con sé al lavoro. In Italia c’è ancora molta strada da fare riguardo al tema delle aziende pet-friendly: quelle che permettono ai dipendenti di trascorrere la giornata lavorativa con il proprio quattrozampe sono per la maggior parte filiali di realtà straniere, come la sede milanese di Google, Mars Italia, Nintendo Italia o Purina, ma c’è qualche iniziativa “made in Italy” che si sta affacciando, come quella del Comune di Torino, che ha dato il via libera in ufficio ai cani per quei dipendenti che hanno adottato Fido al canile.  LE REGOLE DA RISPETTARE PER CHI PORTA IL CANE IN UFFICIO Chi ha la fortuna di poter portare con sé il proprio cane anche sul posto di lavoro deve comunque rispettare alcune regole necessarie ad una convivenza serena tra pet e colleghi. Tra le aziende che aprono le loro porte ai quattrozampe anzitutto va precisato che non tutte ne consentono la presenza per l’intera durata della giornata lavorativa, ma alcune hanno stabilito un giorno a settimana di libero accesso, mentre altre organizzano periodicamente delle giornate di “ritrovo” tra i dipendenti con i rispettivi cani. Quelle realtà in cui invece i quattrozampe sono ammessi al lavoro per tutta la settimana e per le classiche 8 ore, generalmente prevedono un inserimento graduale del cane, in modo da verificare che il pet sia compatibile con gli altri suoi simili già presenti in ufficio. È cura del proprietario, che ben conosce il temperamento del proprio quattrozampe, valutare se sia adatto a rimanere per molte ore sufficientemente calmo e tranquillo, senza creare scompiglio sul luogo di lavoro. Perciò è bene cercare di abituarlo già da prima, a casa, a restare buono accanto a voi; questo non significa che non siano previsti dei momenti di intervallo dedicati ai pet anche in ufficio. Di solito vengono organizzate della pause in cui cane e dipendente possono “sgranchirsi” un po’, in modo che il Fido di turno possa fare i propri bisogni: alcune aziende mettono addirittura a disposizione un’area appositamente creata, dedicata al tempo libero dei cani “lavoratori”.

giochi pericolosi per i cani

Giochi pericolosi per i cani: ecco quali evitare

Accessori cane Redazione - 19 Lug 2016

GIOCHI PERICOLOSI PER I CANI : QUALI POSSONO ESSERE Anche se apparentemente innocui, alcuni oggetti si rivelano essere giochi pericolosi per i cani. Giocare è sicuramente una delle occupazioni preferite dai nostri cani: sono sempre pronti ad impegnarsi con entusiasmo e passione in un gioco con il proprio padrone, per loro sempre coinvolgente e gratificante. Ai nostri quattrozampe spesso basta poco per divertirsi: un bastoncino, una pietra, un pezzo di straccio, ma bisogna fare attenzione, perché alcuni giochi apparentemente innocui possono rivelarsi anche molto pericolosi per i nostri cani. Incominciamo da quei potenziali passatempo che si trovano durante una comune passeggiata al parco o nel bosco con il nostro Fido: non c’è niente di più tipico del cane che rincorre il legnetto lanciato dal padrone e lo riporta tutto fiero, pronto per un nuovo tiro. Sembrerebbe non esserci proprio niente di pericoloso in questo gioco che i cani fanno da tempo immemorabile e invece non è sempre così! La British Veterinary Association, l’Associazione dei Veterinari britannici, ha recentemente messo in guardia dai potenziali rischi: capita con una certa frequenza infatti che si rivolgano al veterinario padroni il cui cane ha riportato danni a seguito del tanto amato gioco di rincorrere il bastoncino. Che tipo di danni? Spesso si tratta di ferite procurate dalle estremità appuntite dei legnetti alla bocca o alla gola che, apparse in un primo momento innocue, hanno poi causato infezioni importanti, talvolta rivelatesi anche letali. Lo stesso discorso vale per altri oggetti che il cane trova facilmente in natura, come pigne o pietre, per cui molti quattrozampe letteralmente impazziscono: il rischio è sempre quello di lesioni all’apparato boccale, ma, soprattutto per le pietre, anche di soffocamento o di danni all’apparato gastrointestinale, se vengono ingoiate per intero o in schegge. Il suggerimento è di sostituire questi giochi pericolosi per i cani con altri appositamente realizzati per i nostri pet, come palline o giocattoli in gomma, che possono avere la stessa funzione, ma sono innocui e divertenti allo stesso tempo. Anche nel caso dei giocattoli per animali tuttavia occorre tenere l’attenzione ben desta: sarebbe recentemente emerso che alcuni giochi per bambini e cani, conterrebbero un elevato quantitativo di BPA (Bisfenolo A), un composto chimico usato per produrre plastica, che potrebbe causare danni alla salute. Per questo l’Unione Europea ha vietato l’utilizzo di tale sostanza in alcuni prodotti per bambini, sensibili anche a bassi quantitativi di BPA, che però è comunque ancora molto diffuso. Gli effetti sui cani sono ancora da dimostrare, ma è probabile che anche i quattrozampe siano esposti a rischi. Da uno studio condotto dalla Texas Tech Univeristy infatti è emerso che molti giochi utilizzati dai cani, come il fresbee, sono potenzialmente pericolosi perché ad alto contenuto di BPA, che verrebbe assimilato in considerevoli quantità a causa dell’azione corrosiva di denti e saliva che contribuirebbe notevolmente a causare l’ingestione delle sostanze nocive. I GIOCHI PERICOLOSI PER I CANI SONO SOPRATTUTTO QUELLI CONTRAFFATTI Un altro pericolo per i nostri cani è rappresentato da tutti quei giochi contraffatti che si trovano un po’ dappertutto. Si sono verificati casi di quattrozampe che hanno riportato gravi conseguenze a seguito dell’utilizzo di questi “falsi”, provenienti dalla Cina: a causa di un Kong non originale e mal fabbricato (aveva il foro solo ad un’estremità e non all’altra) un cane è addirittura morto, perché la sua lingua è rimasta incastrata all’interno del giocattolo, andando in necrosi. Occorre dunque fare molta attenzione alla provenienza dei giochi per cani che acquistiamo, in modo da evitare quelli pericolosi: non bisogna mai fidarsi di quei prodotti che hanno un costo più basso del normale perché, anche se apparentemente identici agli originali, possono nascondere rischi tutt’altro che trascurabili. È bene dunque acquistare i giochi per i nostri pet presso rivenditori affidabili ed essere disposti a spendere qualche euro in più pur di salvaguardare la salute dei nostri cani.

traslocare con il cane

Traslocare con il cane: consigli e suggerimenti

Comportamento Redazione - 16 Lug 2016

VADEMECUM PER TRASLOCARE CON IL CANE Come traslocare con il cane senza traumatizzarlo Avete appena acquistato la casa dei vostri sogni e non vedete l’ora di trasferirvi? Oppure dovete cambiare città, magari per lavoro, e quindi spostarvi in un altro appartamento? Ovviamente il vostro pet verrà con voi, ma siete un po’ preoccupati perché non sapete come l’adorato cane prenderà il trasloco nella nuova casa. Le opinioni a questo riguardo sono molteplici: c’è chi sostiene che il quattrozampe non si accorgerà nemmeno del cambiamento e chi invece prospetta scenari catastrofici, arrivando addirittura a ipotizzare gravi conseguenze per l’animale, fino anche la morte… Non esageriamo! Tranquillizziamo gli animi e chiariamo che un cane di sicuro non muore a causa del trasloco in una casa nuova. Il pet sicuramente si adatterà al nuovo ambiente, ma ogni cane potrà avere tempistiche di adattamento diverse anche in base al suo carattere o alla sua età. Ci sarà quello a cui, appena entrato nel nuovo appartamento, basterà ritrovare il proprio divano per accomodarvisi e sprofondare in un sonno pesante, ma ci sarà anche quello più abitudinario che avrà bisogno di qualche giorno per riconoscere il nuovo ambiente come proprio. Traslocare con il cane perciò implica di tenere a mente alcuni accorgimenti, che è possibile mettere in pratica per aiutare il vostro quattrozampe ad adattarsi meglio dopo il trasloco nella nuova casa. Vediamo quali sono: Anzitutto portate con voi il cane già dalle prime volte in cui entrate nel nuovo appartamento, anche se è ancora vuoto, oppure quando andate a controllare come procedono i lavori di ristrutturazione. In questo modo il quattrozampe potrà incominciare a familiarizzare con l’ambiente, ad esplorarlo e a conoscerlo; Quando la nuova casa sarà pronta e mancherà poco al trasloco iniziate a trascorrere lì qualche ora con il vostro cane cercando di far associare questo breve soggiorno con qualcosa di positivo e divertente per il pet: ad esempio giocate un po’ assieme e, facendogli eseguire qualche semplice comando, come “seduto” o “a terra”, ricompensatelo con qualche bocconcino e coccole; Osservate il comportamento del cane già dalle prime volte in cui entrate nella nuova casa con lui: sicuramente all’inizio la curiosità lo spingerà ad ispezionare ogni angolo e ad annusare dappertutto, quindi apparirà agitato ed eccitato al tempo stesso; le volte successive l’atteggiamento del pet dovrebbe essere via via più tranquillo e pacato perché verrà meno l’effetto novità e l’ambiente gli apparirà sempre più familiare. COSA FARE DOPO IL TRASLOCO CON IL VOSTRO CANE NELLA NUOVA CASA Il giorno del tanto atteso, e allo stesso tempo temuto, trasloco è arrivato! Cosa fare? Visto che ci sarà inevitabilmente un gran trambusto e un continuo passaggio di scatoloni, mobili e masserizie di vario genere, se è possibile sarebbe meglio lasciare il vostro cane ad una persona di fiducia finché tutto non sarà trasferito nella nuova casa, in modo da evitargli lo stress e lo scompiglio del caso e, nello stesso tempo, impedire che lui stesso sia di intralcio a chi è impegnato nel trasloco. Quando il “peggio” sarà finito e tutto o quasi sarà più o meno al proprio posto, potrete far rientrare nella nuova casa anche il vostro adorato Fido per iniziare con lui una nuova avventura! È possibile che il cane abbia ancora bisogno di un ulteriore periodo di adattamento: traslocare con il cane è una scelta che deve andare per gradi, dovrete avere la giusta pazienza per accompagnarlo in questa fase di passaggio. Molto può dipendere anche da quali sono gli effettivi cambiamenti a cui il quattrozampe deve far fronte: è ovvio che, se vi trasferite da un piccolo appartamento ad uno più ampio e con un bello spazio esterno, il cane si abituerà in fretta e sarà felice di avere un prato su cui correre e giocare a completa disposizione. Se, al contrario, avete lasciato una casa con giardino per traslocare in un’altra più piccola e senza spazio esterno, allora potrebbe esserci qualche problema in più: in questo caso sarà bene organizzarsi per portare fuori il cane più spesso, a passeggiare e giocare al parco, per fa sì che non soffra di una condizione di costrizione improvvisa. Al di là di ogni possibile considerazione non bisogna comunque dimenticare che per il cane la cosa più importante è rimanere accanto al proprio padrone: c’è un fondo di verità nel detto: “due cuori e una capanna”, perché i nostri pet sono disposti a farsi piccoli piccoli se lo spazio in casa è limitato e a fare appello a tutto il loro spirito di adattamento pur di stare assieme al proprio umano!

Sesto senso dei cani

Il sesto senso dei cani: una capacità straordinaria

Comportamento Redazione - 27 Giu 2016

IL SESTO SENSO DEI CANI : SONO “SENSITIVI”? Quante volte abbiamo pensato che nessuno come il nostro cane sia in grado di sentire empaticamente quello che proviamo? I nostri quattrozampe infatti capiscono al volo il nostro umore, percepiscono quando rientriamo a casa arrabbiati dopo una giornata di lavoro e si tengono alla larga o avvertono la nostra tristezza e ci si accoccolano discretamente vicino, in silenzio, come a volerci dire che su di loro possiamo sempre contare. Al di là degli episodi che tutti i padroni possono sperimentare direttamente e che dimostrano quanto sia presente il sesto senso dei cani , vi sono altre circostanze in cui la loro capacità di pre-sentire lascia davvero sgomenti, al punto da indurre alcuni studiosi a realizzare delle vere e proprie ricerche specifiche. È il caso della facoltà che i cani hanno di intuire in anticipo l’avvento di catastrofi naturali, come terremoti e tsunami: sono ormai centinaia in letteratura i casi di quattrozampe che hanno “dato l’allarme” ai loro padroni molte ore prima dell’accadimento, tanto che le testimonianze in merito risalgono addirittura a molti secoli prima di Cristo. Soprattutto in Giappone, dove gli eventi tellurici sono piuttosto frequenti, alcuni scienziati universitari hanno evidenziato come, in occasione di alcuni terremoti che hanno causato milioni di vittime, molti proprietari di cani abbiano raccontato di essere sopravvissuti anche grazie ai loro quattrozampe. I cani infatti con il loro comportamento inusuale, mostrando segni di agitazione apparentemente inspiegabile, abbaiando continuamente, richiamando insistentemente l’attenzione dei loro umani, li avrebbero costretti ad uscire di casa, evitando così che rimanessero schiacciati sotto alle macerie delle loro abitazioni. Addirittura è stato rilevato che in occasione del grave tsunami che ha colpito il sud-est asiatico nel 2004 non sarebbe stato trovato nessun animale domestico morto: la spiegazione andrebbe ricercata nel fatto che, sentendo in anticipo il terremoto che ha causato la grande onda, sarebbero fuggiti in tempo. Ma come fanno i nostri quattrozampe ad avvertire questi eventi per noi umani praticamente imprevedibili? Neanche gli studiosi sono ancora riusciti a dare una risposta certa a questa domanda: molti sostengono che i cani potrebbero captare le onde elettromagnetiche emesse in occasione di un movimento sismico, mentre secondo altri percepirebbero i gas e l’elettricità che si sprigionano dalle viscere della terra. SI TRATTA DI SESTO SENSO DEI CANI O DI SENSI PARTICOLARMENTE SVILUPPATI? I cani sono in grado di sentire cose che noi umani possiamo conoscere solo attraverso l’utilizzo di strumentazioni specifiche: riescono, ad esempio, a percepire malattie come i tumori, grazie al loro finissimo olfatto, o talvolta a presentire l’arrivo di una crisi convulsiva o di un grave evento cardiaco e avvertono per primi lo stato di gravidanza della padrona, forse cogliendo il cambiamento ormonale. Se ciò può essere spiegato in parte grazie ai sensi molto sviluppati dei nostri quattrozampe, che riescono a captare la chimica del corpo umano, ci sono però alcune capacità “predittive” che ancora oggi rimangono senza spiegazione. È talmente forte il legame che ci unisce ai nostri cani che questi ultimi sarebbero addirittura in grado di sentire il momento in cui il loro padrone sta morendo, anche se si trova lontano da loro. Sono state raccolte molte testimonianze di cani che avrebbero improvvisamente iniziato ad abbaiare, guaire ed ululare senza che i presenti riuscissero inizialmente a capirne il motivo; solo in seguito si sarebbe scoperto che in quel preciso istante il loro padrone stava lasciando la sua vita terrena. Per questi motivi si parla di sesto senso dei cani . Ciò va ben al di là della “semplice” empatia, che tutti coloro che hanno un cane sperimentano quotidianamente, e anche al di là di alcuni sensi molto più sviluppati dei nostri: c’è chi parla di “poteri metapsichici”, come il biologo britannico Rupert Sheldrake, secondo cui i pets soffrirebbero del dolore dei loro padroni, al punto da poterne anticipare gli stati d’animo e addirittura la morte. Per non parlare poi di chi crede che i cani possano sentire la presenza dei fantasmi, perciò a volte abbaierebbero in casa fissando nel vuoto: ma qui siamo nel campo del paranormale… È certo che ancora oggi, dopo millenni di convivenza con l’essere umano, i nostri cani non finiscono di stupirci e di rivelarsi in ogni circostanza utili, se non addirittura insostituibili; pur essendo apparentemente così semplici e spontanei, possiedono abilità che nemmeno l’intelligenza superiore dell’uomo è ancora riuscita completamente a spiegare e che rende questi compagni di vita a quattro zampe ancor più preziosi per noi.

filariosi nel cane

Filariosi nel cane: cause, sintomi e terapia

Home Redazione - 25 Giu 2016

Filariosi nel cane: cos'è Arriva la primavera e con essa i primi caldi e un numero crescente di insetti e parassiti, nemici della salute dei nostri cani. È il caso della filaria, un verme tondo che può causare un’importante malattia nel cane, che prende il nome di filariosi. Si tratta di una patologia trasmessa principalmente dalla zanzara tigre, che fa da vettore per il parassita inoculandolo sotto forma di larva nel quattrozampe che viene punto. Esistono due tipi di parassiti: la Dirofilaria Immitis e la Dirofilaria Repens, ma la prima è ampiamente più diffusa ed è causa della forma più grave della malattia, quella cardio-polmonare, mentre la seconda provoca  una forma cutanea molto meno grave e meno comune. La filariosi nel cane cardio-polmonare è diffusa soprattutto nelle regioni dal clima caldo umido in primavera-estate, in particolare nelle zone della Pianura Padana, come l’Emilia Romagna e il Piemonte, ma la sua presenza sta crescendo anche in altre regioni, quali Toscana, Campania, Sicilia e Sardegna. Complici anche i costanti cambiamenti climatici, nessuna zona può più considerarsi completamente esclusa dal rischio di contagio della malattia, data anche la massiccia presenza della zanzara tigre che ha trovato un habitat favorevole in tutto il territorio nazionale. Il periodo in cui i nostri cani sono maggiormente esposti a contrarre la filariosi è da marzo-aprile fino a ottobre-novembre, con alcune differenze da una regione all’altra, in base al clima locale, poiché le zanzare sopravvivono finché la temperatura esterna si aggira attorno ai 14°. Filariosi nel cane: sintomi Se una piccola quantità di filarie può essere tollerata dal cane, quando invece l’infestazione è importante genera sintomi spesso gravi: i parassiti infatti, una volta entrati nel sistema circolatorio, vanno ad insediarsi in prossimità di cuore e polmoni, provocando serie lesioni ad entrambi. A livello cardiaco le filarie, raggiungendo dimensioni anche di 20-30 cm di lunghezza, causano dilatazione cardiaca e possono arrivare ad ostacolare il normale flusso sanguigno. A livello respiratorio i parassiti provocano un’infiammazione ai polmoni e, insediandosi nell’arteria polmonare, anche un’ipertensione arteriosa con progressiva insufficienza cardiaca destra. Si possono avere danni anche a livello dei reni del cane quando vi si depositano le forme giovanili delle filarie. Filariosi nel cane: prevenzione Vista la gravità della malattia, per evitare la filariosi nel cane è fondamentale la prevenzione; anzitutto, quando un quattrozampe entra nella nostra famiglia è bene: effettuare dopo i primi sei mesi l’apposito test, per cui è sufficiente un prelievo di sangue, per escludere che il cane abbia già contratto la malattia; dopodiché bisogna ripetere il test per la filariosi una volta all’anno; seguire la corretta profilassi, somministrando al cane l’apposito farmaco specifico, sotto forma di tavolette appetibili una volta al mese nel periodo a rischio, dalla primavera all’autunno, oppure in un’unica soluzione somministrata dal veterinario. Prima di iniziare la profilassi però è importante che venga eseguito il test di controllo, perché il farmaco può essere pericoloso se il cane è già stato infestato dalla filaria; utilizzare gli antiparassitari disponibili in diverse formulazioni: in pipette spot-on da applicare mensilmente tra il pelo del quattrozampe, in spray o come collarini specifici. Hanno tutti un effetto repellente che dovrebbe contribuire a tenere lontane le zanzare nel periodo di massima diffusione; Non far dormire il cane all’aperto perché durante la notte le zanzare sono più attive. Filariosi nel cane: terapia e cura La diagnosi di filariosi nel cane viene fatta, oltre che con l’apposito test e l’analisi dei sintomi, anche attraverso radiografie ed ecografie a polmoni e cuore per verificare lo stato di compromissione dei due organi. La terapia contro la filariosi non è priva di rischi, quindi sarà il veterinario a decidere come impostare la cura in base anche alle condizioni generali del cane, alla sua età e allo stadio della patologia. Prima la malattia viene diagnosticata e più alte sono le probabilità di sopravvivenza del quattrozampe; quando l’infestazione del parassita è già massiva la mortalità è piuttosto alta, soprattutto se il soggetto non è più giovane.

I nostri amici quattrozampe | album foto 2021

Curiosità Redazione - 24 Giu 2016

Un infinito album fotografico, da aggiornare quotidianamente, con le immagini dei cagnolini di chi ci legge: Spike Lui si chiama Spike: era stato adottato e riportato al canile per due volte. Poi delle splendide persone di Massa Marittima sono state travolte dal suo scodinzolare e dalla sua dolcezza, così hanno deciso di accoglierlo in casa propria. Spike ha voluto far parte di questa famiglia e non è più stato riportato indietro ❤ Camilla Oggi vi presentiamo una nuova amica dirazzedicani.net. Lei è Camilla, la cagnolina di Laura: trovata 10 anni fa, talmente impaurita che non era neanche in grado di abbaiare. Dopo qualche giorno con la sua nuova famiglia pero' la sua 'vocina' si è' fatta sentire e vi assicuriamo che è' fin troppo squillante ❤ Niky Lui è Nyky, è nato ad Agrigento da una randagia e poi è arrivato in Piemonte. Ora vive ad Avigliana, ed è super coccolato da tutti noi ❤ Leo Questo è Leo! Regalato a una bimba come giocattolo e lasciato in una cascina quando non era più gradito, è scappato perché spaventato da cani più grandi. Si è perso nei campi per tre giorni e poi è finito in canile.. Ora, come vedete, non se la passa poi così male ❤ Claude Claude adottata il 05/05/2007 al Canile La Muratella a Roma. Ci ha cambiato la vita ❤ Sky Lei è Sky, presa in pensione 6 mesi fa: deve vincere le sue paure legate a maltrattamenti e randagismo...super coccolata e tanto amata❤ Olivia Lei é Olivia, trovata in Sicilia. Gettata nell'immondizia, aveva circa 2 mesi ora ha 5 anni: vive a Lucca con noi ed é la regina della casa... la amiamo, la coccoliamo e la ringraziamo x l'amore che ci da ogni giorno ❤ Lisa Lei è Lisa. Da due mesi con noi e salvata da una famiglia che la maltrattava. Ops, Lisa ha anche una sorella maggiore Noèl! ❤ Dog e Lhasa Dog e Lhasa: quest'ultima presa ai banchetti dei canili e Dog, quello bianco, è un cucciolo che viene dalla Calabria ❤ Bimbo Lui è Bimbo: è stato ritrovato in campagna, ora è super viziato ❤ Tommy Lui è Tommy, lanciato da un finestrino davanti casa. Ora è un membro della nostra famiglia ❤ Briciola E' la cagnolina della signora Enza Gaeta: "Talmente faceva pietà di come era ridotta che mia sorella la chiamava Briciolina. Lasciata in mezzo ad una strada appena cucciola insieme alla sua mamma, è la mia bambina straviziata (la mamma l'ha presa mia sorella)"  ❤ Mia Lei é la cagnolina di Francesca Granata Esposito: "Presa tre anni fa da una cucciolata che stava per essere abbandonata. Da tre anni ci riempe la vita di gioia, é super viziata e ama mangiare (soprattutto wurstel e polpette). Un bau a tutti!!" ❤ Yuna La cagnolina di Daniela Marchetto: "Lei è Yuna, un saluto a tutti gli amici pelosetti!!" ❤ Oscar, Piriti, Brandola e Lola Questi sono i piccolini di Cristina Venturi: "Oscar, il primo a sinistra abbandonato vicino ad un bidone, aveva 1mese, i due gatti Piriti e Brandola, trovarti in campagna, e la piccola Lola presa al canile. Io e la mi famiglia non potremmo vivere senza loro" ❤ Nerone Lui è il cagnolino di Emanuela Carrara: "17 anni, accolto nella mia famiglia tre anni fa, dopo che la sua mamma umana se ne andata. Uno scricciolo che nessuno voleva... Ti adoro, sei parte di me" ❤ Bambi La cagnolina di Diana Ambroselli: "Lei è Bambi, 15 anni, portata via a dieci mesi da un contadino che la massacrava di botte, ha entrambe le zampine anteriori rotte che si sono saldate da sole..ciao amici!"  ❤ Peppino Questo è il cagnolino di Lory Nuccio: "E' il mio Baby Peppino trovato 16 anni fa per strada e' il mio Amore" ❤️ Lily La cagnolina di Francesca Comotto: "Viveva randagia in Irpinia, ma grazie ad una volontaria dal cuore d'oro vive felice nella nostra famiglia in provincia di Genova" ❤️ Pluto Lui è il cagnolino di Stella Rossi: "E' un pinscher meticcio e adora guardare le partite in tv" ❤️ Perla La cagnolina di Maria Masci:  "L'ho adottata 4 anni fa. Gli anni più belli della mia vita insieme alla mia piccola" ❤️ Bijoux   Lei è la cagnolina di Sonia Mercuri, con il suo fiocchetto rosa ❤️ Gringo Lui è il cagnolino di Elisabetta Ansaldi: "Ciao!!! Sono stato trovato in un bosco, portato al canile, poi una famiglia mi ha preso e dopo un mese riportato. Meno male che poi è arrivata la mia mamma e ormai sono 9 anni che vivo con il mio papà la mamma e un fratello!!!!" ❤️ Kiker Lui è il cane di Lucia Calvo: "Io sono kiker! Sono stato abbandonato, picchiato e maltrattato! Ma un giorno ho incrociato gli occhi della mia nuova mammina, che mi ha preso per strada e mi ha portato via con sè. Mi ha curato, mi ha dato da mangiare e tantissime coccole e ora sono felice di vivere la mia vita di peloso! Grazie mammina! Grazie a te kiker sei la mia vita TVTB" ❤️ Flash Questo è il cane di Maria Antonietta Lodola: "Ciao sono Flash! la mia mamma mi ha preso che avevo tre mesi. Ora ho sette anni e ci amiamo alla follia" ❤️ Pepita E' la cagnolina di Tina Casto: "Pepita è un incrocio bassotto-spinoncino-cernieco dell'Etna. Era la cagnolina di papà, che ormai manca da cinque anni. Oggi è una meravigliosa cucciola di nove anni affettuosa, giocherellona, intelligente, sensibile. In poche parole: la nostra stellina" ❤️ Charlie Lui è il cagnolino di Carmen De Gennaro: "Vi presento Charlie, il mio amore pelosetto da 7 anni!!" ❤️ Golia   Lui è il cane di Angela De Nicolò: "Il nostro amico si chiama Golia. Lo abbiamo adottato un anno fa dal canile, era stato abbandonato ed ha vissuto lì per un anno e mezzo. È dolcissimo" ❤️ Cesira Lei è la cagnolina di Mihaela Benedetto Boiciuc Palmeri, che le dedica queste parole: "Lei è la nostra bambina, si chiama Cesira. Quello nella foto è il giorno del mio matrimonio, perciò... fiocchetto alla nostra stella! :) Ha sei anni ed è un meticcio, è dolcissima ed è il nostro cuore" ❤️ Zeus Lui è il cagnolino di Sabrina Ceccarelli, che gli dedica queste parole: "Lui é Zeus, vecchietto di mamma: 14 anni vissuti pieni d'amore e coccole" ❤️ Oscar & Olivia Questi due piccoli sono i cagnolini di Raffaella Pellegrino, che dedica loro queste parole: "In verità sono di mia figlia: super amati e coccolati da tutti noi, fanno parte della famiglia" ❤️ Dick Lui è il cagnolino di Nadia Timoffe, che gli dedica queste parole: "Il mio grande amore si chiama Dick: l'abbiamo trovato nello stesso giorno in cui è morto Lacky, un altro grande amore che non c'è più. Dick ha riempito di gioia la nostra casa" ❤️ Best & Tokiko Loro sono i cagnolini di Albina Ziglioli, che dedica loro queste parole: "Best è un trovatello, abbandonato e investito da un'automobile. Operato al femore, io e mia figlia abbiamo deciso di adottarlo. Per tenermi lui ho avuto mille guai ma il suo amore è impagabile ❤️ Best TVB, anche a Tokiko non mancano le nostre coccole e ci ricambia con tanto amore ????? gioie infinite" ❤️❤️❤️ Shine Lei è la cagnolina di Rosanna Gruosso, che le dedica queste parole: "Bella la mia piccola, presa da un canile. Si chiama Shine. E' una coccolosa" ❤️ Baky  Lei è la cagnolina di Sabrina Faeti, che le dedica queste parole: "Lei è Baky, il mio amore e la mia piccolina" ❤️ Teo Lui è il cagnolino di Catia Cazzadore, che gli dedica queste parole: "Lui è teo, il mio amore preso da un associazione: è il cocco di casa" ❤️ Nicola Lui è il cagnolino di Antonio Iaccarino, che gli dedica queste parole: "Lui è Nicola, bassotto nero tedesco insieme al suo amichetto. Non è di razza ma ha un cuore grande, fu un regalo dei miei nipotini alla festa dei miei 50 anni. Ha otto anni ed è al mio grande amore" ❤️ Panna Questa è la storia in fotografia di Panna, la cagnolina di Antonia, che le dedica queste parole: "Lei è Panna!!! Border collie e maremmano, trovata appena nata e cresciuta con il biberon! Bellissima e affettuosa, è la principessa pelosa di casa!" ❤️ Kira e i suoi amichetti Queste sono le creaturine di Bruna Gremo: "La cagnolina è Kira, il gatto con lei Bunny e l'altro Pallina: sono la mia vita. Per loro non vado in vacanza" ❤️ Zero Lui è Zero, il cagnolino di Claudia Guarnieri: "E' il nostro amore peloso" ❤️ Danny Questo è il cagnolino di Francesca Calabrese, si chiama Danny: "Questo è il nostro Danny preso da una cucciolata di un nostro amico" ❤️ Bulls Lui è il cagnolino di Maurizio del Prato, che tenero Bulls! ❤️ Roxy Questa è la cagnolina di Serenella Cesari, che le dedica queste parole: "Roxy ha 3 anni e mezzo. È stata presa che aveva 6 mesi e mezzo, gettata in un giardino. Io e mio marito l'abbiamo adottata che aveva la zampa anteriore destra lussata ed era gravida. Ora sta benissimo. È il nostro AMORE" ❤️ Alex "Un dolce coccolone", così definisce il suo cagnolino Antonella Laierno ❤️ Pato Lui è Pato, il cagnolino di Rimedia Murru: "E' un trovatello che sta con noi dal 2013, gli vogliamo un mondo di bene"  ❤️ Iron Queste le parole di Omar Iacometti sul suo Iron: "E' la mia ragione di vita" ❤️ Sally   Lei è Sally, la cagnolina di Tony: "Ha da poco compiuto tre mesi" ❤️ Macchia La cagnolina di Anna Previtali: "Ecco Macchia! La nostra barboncina di 7 anni, immortalata in questa foto perché finalmente Sofia si è decisa a prenderla in braccio per la prima volta!" ❤️ Axel Il cagnone di Maria Ricchetti: "Lui è Axel ed e con me da piu' di dodici anni, mi e'stato regalato dal mio compagno, il quale all'epoca mi chiese di accompagnarlo a prendere un paio di pantaloni...in men che non si dica mi sono ritrovata con Axel tra le braccia. Sono 12 anni di amore puro!" ❤️ Pippo Lui è il cane di Moff, che ci ha detto: "L'ho adottato per evitargli il canile" ❤️ Jack Lui è il cagnolino di Loredana Daniela Bota: "Il suo nome è Jack ma io lo chiamo Tesorino" ??? Chicco E' il cagnolino di Cinzia Velardi, che le dedica queste parole: "Si chiama Chicco ed ha due mesi. L'ho tolto presto da sotto la mamma perchè gli atri e le altre che erano con lui sono morti/e. Ho preferito crescermelo sin da piccolo, ora sta bene e cresce come un cane normale. E' la mia felicità!!" ❤️ Peppino   Ecco le parole di Dani Bruni sul suo cagnolino: "Io mi chiamo Peppino, a tre mesi stavo finendo in canile perché troppo vivace! Adesso ho 11 anni: sono sempre matto, ma la mia mamma mi ama così" ❤️ Rocky In questa foto c'è Agata insieme al suo cagnone: "Questi siamo io e Rocky il mio cucciolone del ♡ ! Ha 2 anni e 4 mesi! Ci amiamo tantissimo e non possiamo stare separati! Condividiamo tante cose insieme, passeggiate insieme, ecc.. la mia vita é felice da quando ne é entrato a far parte questo concentrato di dolcezza! Saremmo felici se pubblicaste la nostra foto!" ❤️ Olly  Questa è la cagnolina di Barbara Bruno: "Vi presento Olly, mix di volpino e bassotto dolcissima di 5 anni, che è da noi quando aveva meno di 3 mesi. Ci è stata donata da persone che non la volevano più perché 12 ore da sola distruggeva loro la casa. Un'ora di tempo e mi ritrovo cane, ciotole, cibo, collare e guinzaglio e il suo giochino preferito: si ambientò subito, la amo da matti. Non era previsto il suo arrivo, avevamo appena perso la nostra lupa dopo 14 anni di vita insieme, ma non sapendo la sua sorte decidemmo di portarla a casa: lo rifarei altre 10000000000 volte: grazie Olly che ci hai ridato la serenità e l'allegria che avevamo perso con la perdita di Astra Lupa" ❤️ Best Lui è Best, il piccolino di Albina Ziglioli: "Lui si chiama Best ed è il mio amore. Trovato investito da un'automobile dopo essere stato scaricato in un paese vicino al mio, io e mia figlia l'abbiamo fatto operare (femore rotto in tre punti con conseguente inserimento di placca) e l'abbiamo adottato. Sta benissimo. Per lui ho dovuto cambiare casa, ho avuto una denuncia sempre dalla padrona di casa, ma non importa. Lei è cattiva e pagherà per il male che ci ha fatto. Ma l'amore del mio Best è impagabile. Gli ho anche dedicato una poesia che è stata pubblicata sul quotidiano locale. Ecco questo è il mio Best ❤️ amore forever ???" ❤️ Briciola, Tommy e Batuffolo I tre cagnolini di Mariagrazia Chiappini: "La seconda partendo da sinistra è Briciola: ero andata al canile per trovare un cagnolino, quando lei in mezzo a tanti mi si è avvicinata e mi ha dato un bacio. Era già stata riportata al canile dopo la prima adozione, da quel momento non ci siamo più lasciate, ormai è quattro anni che è con me e il mio amore tenero. Ho altri due cani: Tommy e batuffolo, due trovatelli. Sono i miei tesori" ❤️ Lucky Ecco qui il piccolo Lucky, di Maria Consoli: "Lui è il mio Lucky, ama le coccole di prima mattina, adora rubare calze, ciabatte giocattoli e tutto ciò che trova intorno a lui. Ha 2 anni e mezzo di dolcezza, amore coccole, monelleria e una super carica di energia!" ❤️ Kayla Ecco la bellissima cagnolina di Vera Petrescu: "Lei è Kayla la mia bambina viziata...non gli piace fare le foto, mangia tutta la frutta ed è una monellina, ma noi la amiamo tantissimo: 3 anni di amore infinito"??? Spenk, Cachorrita Belle e Rebekka Ecco i tre pelosetti di Nadia Feltrin: Il primo cagnolino è il vispo Apenk: "Lui è Spenk, ha 8 anni ed è con noi da 7 perchè i due ragazzi che l'avevano, cambiando appartamento, non potevano più tenerlo. Quindi era destinato al canile: l'abbiamo adottato ed è uno dei 7 pelosetti che ci danno tanto amore" ❤️ L'altra è una lei che si chiama Cachorrita Belle, "un amore, quasi 4 anni e 25 kg di pelo amoroso", mentre l'ultima è Rebekka: "Quasi 3 anni e 26 kg di pelo e amore: tutto pepe e coccole, insieme a Spenk, Cachorrita-Belle e 4 mici sono gli amori della mamma" ❤️ Rufus Il fiero cagnolino di Katiuscia Di Natale: "Lui è Rufus,la mia vita...12 kg di amore puro" ?❤️ Minù Ecco le parole di Matilde Cesaroni, la padroncina della splendida Minù: "Presa in canile già da grande, è la mia vita" ❤️ Diegone Le bellissime parole di Cristina Ubaldi mentre parla del suo cagnolone: "Questi siamo io e il mio Amato Diegone, preso quattro anni fa al canile che era già grande: lo adoro, per me è come se fosse una persona affettuosissima. Era il cane segugio di cacciatori: era malmenato, abbandonato, ora è il mio amore e lo amerò per sempre. Gli darò tutto l'affetto che gli è stato negato" ❤️ Pippo & Gigi Il primo "si chiama Pippo, preso al canile di Modena", mentre il secondo è Gigi: "E' un cocker di 11 anni...lui ama mangiare così tanto!" ❤️ Nike Le tenere parole di Elisabetta Brunelli ci descrivono la sua cagnolina: "Lei si chiama Nike, compirà 10 mesi il 13 luglio, pesa circa 9 kg, è metà Breton francese e metà meticcio. Me l'hanno regalata. Fortemente voluta da me e mia figlia grande. All'inizio rifiutata da mio marito e mia figlia piccola, ora ha conquistato il cuore di tutti tanto che la piccola le dice che è l'amore della sua vita e mio marito si incavola perché a volte non gli fa le feste. Coccolona, adorabile e anche un pochino dispettosa, le piace tanto mordicchiare la mia enciclopedia" ❤️ Fioccodineve Una pallina da neve bellissima, il cagnolino di Vita Leonarda Passalacqua ❤️ Kikka e Rocky Che coppia i due cagnolini di Paola Roma! ❤️ Mufasa Un leoncino carino! Ecco il piccolo Mufasa, di Diego Avataneo ❤️ Willy Ci ha strappato un sorriso, il cagnolino di Rosaria Sannola: "Questo è Willy, con le orecchie di renna a Natale" ❤️ Fila Guardate com'è affettuosa la cagnolina di Francesca Carimini: "La mia Fila, trovata sola su una strada pericolosissima. Ora é la principessa di casa" ❤️ Shelby Un bellissimo primo piano della cagnolina di Francesca Buttera: "E' la mia cucciola" ❤️ Molly Ecco la tenerissima piccola di Ernestina Illiano: "Lei è la mia adorata Molly" ❤️ Baby La piccola Baby, una dolce palla di pelo bianca: è la cagnolina di Rosanna Foggiato ❤️ Macchia & Laila Ecco i due pelosetti di Gabriella Caccamo: "Questi sono I miei meticci: fratello e sorella presi da una cucciolata esattamente 7 anni fa!!!! Si chiamano Macchia e Laila, dal primo giorno che sono entrati nella mia famiglia li ho amati come dei figli, e continueró ad amarli finchè saranno in vita e mi auguro per tanto tempo ancora" ❤️ Stella Ecco la stellina di Valentina Gianmoena: "Lei è Stella, proprio la mia stellina....anche lei portata via da un contadino che la maltrattava. Ora è super felice e viziata in Trentino con noi" ❤️ Cucciolo   Il piccolo cagnolino di Maria Giovanna Squillaci: "La mamma mi ha trovato e mi ha portato a casa: mi ha chiamato Cucciolo. Ero una peste! Purtroppo da quando ho le crisi epilettiche non sono molto in forma". Peggy Lei è Peggy, la cagnolina di Vanna Moro: "Mi chiamo Peggy e la mia mamma mi ha preso al canile" ❤️

Black mouth cur: il cane tuttofare

Home Redazione - 21 Giu 2016

Black Mouth Cur, un cane multiattività Parliamo del Black Mouth Cur, una razza canina di origini sconosciute, che forse non è particolarmente nota fuori dagli ambienti rurali. E consentimelo, è un vero peccato. E' cresciuto e utilizzato da sempre come cane da fattoria, è un cane che, se addestrato, può fare davvero tantissime attività. Da quella prediletta, la caccia, ad attività di pastorizia, di ricerca e soccorso, di traino.  Non per nulla questa razza canina è definita “multiattività”. Il Black Mouth Cur è un cane forte, robusto che è generalmente sempre in buona salute. È un cane pieno di energie ed è felice se ha sempre qualcosa da fare.  Deve essere addestrato e fatto socializzare fin da cucciolo, in modo dolce ma deciso, così che la sua socievolezza si sviluppi al meglio. È un cane intelligente e deciso essendo un cane da lavoro, ma è adattassimo alla vita in famiglia. Ha un temperamento tranquillo, socievole e molto affettuoso con tutta la famiglia, compresi i bambini. È diffidente con gli estranei ma senza essere aggressivo. Può, al contrario, esserlo con altri animali che non appartengono alla sua cerchia familiare. Back Mouth Cur, una razza dalle origini sconosciute Le origini del Black Mouth Cur sono sconosciute ma si presume che questa razza canina sia stata messa a punto a partire da vari antichi cani europei e asiatici di tipo Cur. Quello di cui si è a conoscenza è che questa razza è stata sviluppata del sud degli Stati Uniti come cane da fattoria per gli usi più svariati e che la razza a partire dal 19° secolo si è abbastanza diffusa. Anche se alcuni sostengono che la razza Cur individui una razza mista, il Black Mouth Cur è una razza pura. Grazie agli sforzi di molti allevatori, che continuano a tutt’oggi, questa razza canina è stata riconosciuta dall’United Kennel Club. Il primo esemplare venne registrato nel mese di aprile del 1964. Non è invece riconosciuta dalla FCI. I Black Mouth Cur, Hanno la fama di essere cacciatori indomiti, che non desistono mai e che sono pronti a lottare con l'animale selvatico su ogni terreno ed in ogni situazione. Sono considerati buoni compagni per la famiglia, e sono molto diffusi nelle zone rurali del Texas, della Georgia e dell'Alabama. Caratteristiche fisiche del Black Mouth Cur Il Black Mouth Cur è un muscoloso e robusto cane adatto alle attività di pastorizia e di caccia. Il muso è di forma quadrata e generalmente ha una maschera nera.  Il nome Black Mouth si riferisce alla pigmentazione scura che si trova intorno alle labbra e che si estende anche verso l’interno della bocca, sulle gengive e le guance, ad eccezione della lingua. Le orecchie sono attaccate basse, di medie dimensioni e cadenti. Gli occhi sono di colore marrone. Il mantello del Black Mouth Cur è disponibile in vari colori e sfumature. In genere è rosso, giallo, fulvo o pelle di daino. Il colore bianco è raro e non è ammesso. Secondo lo standard del Kennel Club il mantello po’ essere bianco solo fino ad un massimo del 10 per cento. Il pelo è corto e può essere sia grossolano che fine. La coda è lunga e può essere portata ancorata sul dorso.  Il peso varia tra i 20 e i 35 kg mentre l’altezza si aggira intorno ai 40-45 cm. I maschi sono generalmente più grandi delle femmine.  La vita media è di 12-16 anni.  È considerato una razza generalmente molto sana. Essendo utilizzato come da lavoro, eventuali difetti genetici vengono eliminati nella selezione, in quanto potrebbero compromettere le sue capacità lavorative.  Ci sono comunque patologie a cui il Black Mouth Cur può essere soggetto come, ad esempio, le infezioni all’orecchio, problemi agli occhi ed epilessia. Esercizio, educazione ed utilizzo Il Black Mouth Cur è considerata una razza energica e richiede una camminata quotidiana e molto spazio per correre e giocare. Decisamente non è un cane da appartamento e da divano. È un cane che, come abbiamo già detto, viene addestrato per la caccia o la pastorizia ma può fare qualsiasi attività che lo tenga impegnato e attivo. La mancanza di esercizio può portare questa razza allo sviluppo di problemi comportamentali. La formazione e la socializzazione sono molto importanti per i cuccioli di questa razza canina e dovrebbero essere avviate prima possibile.  L’educazione non deve avvenire in modo aggressivo quanto, invece, in modo coerente e gentile rimanendo comunque ferma e decisa. Un comportamento aggressivo non sarà affatto efficace con questo cane che, se educato correttamente, farà di tutto per compiacere il suo padrone. Abbiamo detto che il Back Mouth Cur, tra le sue attitudini ha quella della caccia. Quando è in caccia tende ad uccidere le prede di piccole e medie dimensioni mentre tiene perfettamente a bada quelle più grandi in attesa del cacciatore che avvisa con uno o due abbai profondi. Questo è un cane considerato “multiattività”. Oltre alla caccia e alla pastorizia che abbiamo già citato, può essere addestrato come cane da traino, cane da ricerca e salvataggio e può correre in manifestazioni agonistiche. Carattere del Black Mouth Cur Il Black Mouth Cur è un animale che si adatta benissimo alla vita domestica, anche se non è un cane da appartamento. Questa razza canina ha un forte istinto protettivo e forma un legame molto stretto con la propria famiglia. È affettuoso e fedele e ama che la sua famiglia sia affettuosa con lui.  Ha la tendenza ad essere più affettuoso con le donne della famiglia rispetto agli uomini ed è invece diffidente con gli estranei. Se abituato fin da cucciolo è molto buono con i bambini di tutte le età. Parliamo di una razza canina molto sensibile che non dovrebbe mai essere sgridata con rabbia. Questo cane si lega tantissimo al padrone con cui ha bisogno di interagire. È inoltre un cane attivo che è ben felice se ha sempre qualcosa da fare. Nonostante la sua forza e la sua determinazione nella caccia, il Black Mouth Cur è un cane dolce e dal temperamento tranquillo.  È un cane stabile e anche se è molto protettivo non attaccherà gli estranei senza un motivo valido.  Discorso differente è da farsi per gli altri animali domestici che non appartengono alla sua cerchia familiare e con cui può diventare aggressivo.

Agopuntura sui cani

L’agopuntura sui cani: la riscoperta di una tecnica antichissima

Home Redazione - 14 Giu 2016

L’UTILIZZO DELL’ AGOPUNTURA SUI CANI : UNA CURA EFFICACE? L’agopuntura è una pratica di origini antichissime, tanto che nella Cina settentrionale sono stati trovati reperti archeologici che dimostrerebbero l’utilizzo di strumenti rudimentali per la stimolazione agopunturale risalenti addirittura al Neolitico (dai 40 ai 20 secoli avanti Cristo). Pur facendo parte della cultura e della medicina cinese da sempre tuttavia, l’agopuntura è stata considerata per molto tempo, soprattutto in Occidente, quasi alla stregua di una pratica magica e soltanto nel 1991 è stata ufficialmente riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e inclusa tra le cosiddette “medicine alternative”. Ma cos’è l’agopuntura? Essa consiste nell’infissione di sottili aghi sottocute in punti ben precisi, in base alla patologia da curare. La medicina tradizionale cinese parte dal presupposto in base al quale il funzionamento dell’organismo è regolato dal corretto fluire dell’energia vitale, chiamata “Chi”, secondo canali prestabiliti (i dodici meridiani), ciascuno collegato agli organi interni. Quando questa energia non riesce a scorrere nella giusta direzione si creano dei blocchi che causano i vari disturbi. L’agopuntura ha lo scopo di sbloccare questi accumuli di energia e ripristinarne il regolare flusso. Se ad oggi molte persone si rivolgono a questa tecnica olistica per curare diversi tipi di malattie, che dire dell’impiego dell’ agopuntura sui cani? La prima testimonianza del suo utilizzo sugli animali risale addirittura ai tempi della dinastia cinese Shang, all’incirca tra il 1100 e il 1700 dopo Cristo. Nei paesi occidentali invece la sua applicazione in campo veterinario è molto recente: se negli Stati Uniti si è dimostrato un primo interesse a partire dal 1800, in Italia se ne è iniziato a parlare seriamente solo nel 1997 e attualmente esiste una rinomata Scuola di Agopuntura a Firenze, dove i veterinari possono seguire corsi di specializzazione triennali.   QUALI MALATTIE DEL CANE PUÒ CURARE L’AGOPUNTURA? Anche sugli animali dunque sono stati individuati i meridiani e i punti su cui agire che, pur essendo simili a quelli umani, possono variare da una specie all’altra, ed è stata avviata la pratica di questa medicina non convenzionale con buoni risultati. Ma per quali patologie può essere impiegata l’agopuntura sui cani? Sono molte le malattie canine che possono trarre beneficio dall’agopuntura: Problemi dermatologici: dermatiti di eziologia varia e intolleranze alimentari; Problemi gastrointestinali: diarrea acuta e cronica, stipsi; Problemi dell’apparato riproduttore; Patologie neurologiche, quali epilessia, convulsioni, ma anche ernie del disco, traumi vertebrali, sindrome della Cauda equina, ecc; Patologie osteo-articolari: artrosi, artriti, displasia dell’anca; Problemi al sistema endocrino; Trattamento del dolore di varia natura (cronico o chirurgico); Analgesia anche per interventi chirurgici; Rianimazione cardiorespiratoria; Supporto ai trattamenti oncologici Incontinenza; Disturbi comportamentali; Miglioramento delle prestazione in soggetti sportivi Potenzialmente l’agopuntura può essere utilizzata su qualunque cane perché, se esercitata correttamente, non comporta effetti collaterali. È sufficiente che l’animale sia sufficientemente tranquillo da poterlo trattare, ma generalmente il cane sottoposto ad agopuntura si rilassa durante le applicazioni, a volte fin quasi ad addormentarsi. La prima visita richiede tempi mediamente lunghi (anche una o due ore) perché è necessario che lo specialista conosca tutta la storia clinica del cane e lo osservi ed esamini accuratamente. Le sedute di agopuntura sui cani invece durano in media una ventina di minuti e la frequenza varia in base alla patologia e alla sua gravità: spesso si parte da due sedute a settimana per poi diradare nel tempo, a seconda dei risultati ottenuti, fino ad arrivare ad una terapia di mantenimento per le patologie croniche, anche una o due volte all’anno.

Gelosia nel cane

Gelosia nel cane: sintomi di un comportamento non solo umano

Comportamento Redazione - 10 Giu 2016

Gelosia nel cane: quando la soffre e nei confronti di chi Ormai è assodato che i cani provano gli stessi sentimenti di noi uomini: amore, paura, gioia, tristezza, solitudine e anche gelosia. Ciò è stato recentemente sostenuto anche dall’Università di San Diego, in California, che ha osservato il comportamento di 36 pet mentre il loro padrone profondeva attenzioni a qualcun altro e rimaneva indifferente verso di loro. Per chi possiede un cane forse non era necessario un apposito studio per dimostrare che i quattrozampe provano gelosia: basta osservarli in diverse circostanze della vita quotidiana. Ma di chi può essere geloso il nostro cane? Il cane può essere geloso di un altro animale: la gelosia cane gatto è un esempio, ma può mostrare comportamenti simili anche nei confronti di un altro cane. Può essere geloso di un neonato o di un partner, cioè di un nuovo membro che fa il suo ingresso in famiglia e che prima non c’era. Possiamo avere casi di cane geloso di un marito, una moglie o un fidanzato o una fidanzata; in sostanza di tutti quelli che può percepire come rivali in ˝amore”, perché possono sottrargli le attenzioni del padrone. Non va dimenticato che la gelosia nel cane, oltre ad essere un potenziale problema di difficile gestione, rappresenta una vera e propria sofferenza per il pet che, come tutti i sentimenti negativi, genera stress e frustrazione. È dunque possibile prevenire ed evitare che ciò accada? La risposta è sì: vi sono alcuni accorgimenti e comportamenti che il padrone può adottare per impedire questo comportamento. Se, ad esempio, arriva un altro cane in famiglia, anzitutto è fondamentale per i primi tempi non prestare al nuovo arrivato troppe attenzioni, altrimenti il cane che già è con noi avrà motivo di convincersi che l’altro sia venuto a sottrargli l’affetto del padrone. Se la “new entry” è un cucciolo saprà già per istinto di essere l’ultimo arrivato e riconoscerà pertanto la superiorità gerarchica del cane più anziano. Lo stesso dobbiamo fare noi umani: non dobbiamo coprire di coccole il piccolino, per quanto adorabile sia, a scapito del nostro vecchio fedele amico, ma al contrario dobbiamo dare a questo la precedenza in tutto, mostrando di rispettare anche noi il diverso grado gerarchico dei due quattrozampe. Quindi all’ora della pappa dovremo riempire la ciotola del vecchio Fido prima di quella del nuovo venuto, al nostro rientro a casa dovremo salutare il vecchio Fido per primo, quando daremo un biscottino ai nostri due pet Fido dovrà riceverlo prima e così via. Queste regole valgono anche nel caso l’ultimo arrivato sia un gatto o un cane adulto, con la variante che, nella seconda evenienza, la rivalità gerarchica potrebbe essere più forte: di solito però i cani risolvono tra loro questo tipo di problema, perciò è bene che l’umano lasci che se la sbrighino da soli, magari anche con qualche ringhiata, senza intervenire, a meno che non ci sia il rischio di vere aggressioni.   Gelosia cane e neonato: come fare per prevenirla Quando il nuovo arrivato in famiglia è un bebè qual è l’atteggiamento giusto per evitare che il cane sviluppi un sentimento di gelosia nei suoi confronti? I principi da seguire sono sempre gli stessi: fare in modo che il quattrozampe non si senta trascurato, il che non significa sottrarre attenzioni al bambino, ma neanche al cane. Quest’ultimo deve vedere che il suo tempo non viene “rubato” dal piccolo e deve essere coinvolto nella vita della famiglia nel suo nuovo assetto, quindi, per quanto il neonato assorba molte energie, bisogna trovare gli spazi per garantire al cane le sue passeggiate e i momenti di svago e gioco di cui ha bisogno. Contemporaneamente è importante permettere al quattrozampe di partecipare alla vita del bebè, facendoglielo annusare e vedere, lasciando magari che stia seduto sul divano accanto alla mamma mentre allatta il piccolo, uscendo con bambino e cane assieme. Da evitare invece alcuni comportamenti comuni, ma sbagliati, quali far uscire da una stanza il pet quando c’è il bimbo, non farlo avvicinare e tenerlo lontano: è il modo “migliore” per ottenere il risultato opposto a quello desiderato e far crescere nel cane un forte sentimento di gelosia. Seguendo i dovuti accorgimenti invece il quattrozampe percepirà il bebè come il più piccolo e più indifeso del branco e non solo lo accetterà, ma svilupperà un senso di protezione nei suoi confronti che lo spingerà a vegliarlo e a difenderlo anche a costo della vita.

Gorgi: da cane randagio a poliziotto

Home Redazione - 08 Giu 2016

 Gorgi e la sua famiglia di poliziotti Ormai lo sapete, mi piacciono le belle storie tra animali a quattro e a due zampe. La storia di oggi è quella di Gorgi.  Lui un padrone non ce l’aveva e così ha deciso di andare a cercarne uno in una stazione di polizia a Bayamón, in Portorico. Quando è arrivato gli agenti hanno visto subito che non era proprio in buone condizioni. Nonostante fosse malnutrito e con evidenti segni di abuso ha dimostrato però un carattere sereno e amichevole anche se, inizialmente, si è avvicinato un po’ spaventato in cerca di affetto e protezione.  Gli agenti gli hanno dato cibo e acqua e Gorgi è rimasto per un po’ in loro compagnia prima di andarsene. Il giorno dopo Gorgi è tornato, sempre con la sua voglia di affetto e soprattutto senza nessuna voglia di andarsene via. I poliziotti ne sono rimasti conquistati e così hanno deciso di salvarlo dalla strada. Hanno raccolto i soldi e lo hanno portato dal veterinario per un controllo medico.  Il suo stato di salute è risultato nel complesso buono e gli agenti hanno deciso di assumerlo dandogli anche distintivo e giubbotto. Non essendo addestrato Gorgi non può davvero essere un cane poliziotto che agisce sul campo ma il suo ruolo è altrettanto importante. Gorgi contribuisce a migliorare l’ambiente di lavoro riducendo così lo stress degli agenti. Anche lui ovviamente ne trae beneficio, in quanto tutti gli vogliono bene e si prendono cura di lui dandogli tutto ciò di cui ha bisogno. Chi aiuta un amico a quattro zampe trova un tesoro Mi è piaciuta molto questa storia. Gorgi ha sicuramente sofferto nella sua vita, maltrattato e abbandonato da persone che non gli hanno voluto bene e, nonostante questo, lui non ha perso la speranza di trovare un amico a due zampe che si preoccupasse di lui e a cui poter dare tutto il suo affetto. Alla fine Gorgi non ha trovato solo un padrone, ha trovato un intera famiglia all’interno della stazione di polizia. Persone che insieme hanno dato una casa a questo piccolo amico a quatto zampe ma non solo. Gli hanno dato affetto e hanno scoperto che la loro buona azione, il loro buon cuore è servito non solo a Gorgi ma anche a loro che grazie a lui trovano ogni giorno un po’ di serenità e allegria durante il lavoro. Chi di voi ha un cane non si stupirà più di tanto credo. Sa molto bene quanto l’amore di un cane possa aiutare una persona ad accrescere la propria serenità. Sembrerà strano per molti ma chi ha un cane, sa che questi amici possono sentire tutte le nostre emozioni e spesso e volentieri agiscono di conseguenza, standoci più vicini quando siamo un po’ giù di morale o giocando con noi quando siamo invece più allegri. Questi poliziotti hanno salvato la vita di questo cane che per strada avrebbe continuato ad avere solo solitudine e malnutrizione e in cambio hanno trovato qualcuno che rende le loro giornate in qualche modo migliori. Forse il detto chi trova un amico trova un tesoro è proprio vero. Gorgi e i suoi amici poliziotti si sono trovati reciprocamente ed è stato un incontro che ha portato per tutti loro il tesoro più grande di tutti: l’amicizia sincera.

Naso del cane

Il naso del cane (o tartufo) e la sua salute

Home Redazione - 04 Giu 2016

IL NASO DEL CANE CI DICE SE GODE DI BUONA SALUTE? Occorre sfatare la  falsa credenza per cui il tartufo – così si chiama tecnicamente il naso del cane – rivela lo stato di salute dell’animale. Per molto tempo si è creduto che un tartufo umido e freddo fosse segno di una condizione di benessere e, al contrario, un naso secco e caldo indicasse uno stato patologico. Non è vero, anche se questa diceria è dura a morire e persiste tra le “leggende metropolitane” legate ai nostri amici a quattro zampe. In realtà il cane può essere in perfetta forma e avere il tartufo asciutto e screpolato per varie ragioni: ciò accade ad esempio quando l’animale si trova in un ambiente molto secco, quando è vicino a fonti di calore o è stato esposto al sole - cosa da evitare nella maggior parte dei casi, pena l’alto rischio di disidratazione! Ma ci sono alcune razze di cani che hanno tendenzialmente il naso secco per natura, come il Bulldog o il Carlino, che a causa della conformazione del muso, con il tartufo schiacciato all’insù, non riescono a leccarselo e quindi non possono inumidirlo. Uno dei motivi per cui i cani hanno di solito il naso bagnato è che se lo leccano spesso per due precise ragioni: per sentire meglio gli odori: l’umidità infatti aiuta a veicolare le tracce olfattive e quindi mette il nostro cane nella condizione di percepire in maniera più nitida le particelle odorifere attraverso i più di 200 milioni di cellule di cui il suo tartufo dispone. Per essere sempre pronto a distinguere ogni sentore presente nell’aria dunque il cane si passa la lingua sul naso, in modo da tenerlo sempre umido. per termoregolarsi: i cani hanno un sistema di sudorazione molto diverso da quello umano e riescono a regolare la propria temperatura corporea proprio attraverso il naso, che rilascia calore sotto forma di goccioline d’acqua, soprattutto quando fa caldo e il cane ha bisogno di abbassare la propria temperatura. Ecco perché in estate il naso del cane trasuda ed è sempre molto bagnato. Dunque non è vero che si può capire se un cane ha la febbre semplicemente tastandogli il naso! Fido può avere il naso caldo e secco, ma essere in perfetta forma fisica: solo utilizzando un termometro pediatrico è realmente possibile sapere se la sua temperatura corporea è troppo alta. Di contro, il fatto che il naso del cane sia umido e fresco non è garanzia di salute dell’animale: il cane può star male ma avere ugualmente il tartufo bagnato soltanto perché c’è umidità nell’ambiente in cui si trova. In definitiva, la condizione del naso del proprio cane non è di per sé un fattore determinante per stabilire lo stato di salute dell’animale e i padroni non devono allarmarsi troppo se il tartufo del loro quattrozampe è caldo o asciutto, ma il cane non mostra nessun altro segno di malessere o comportamento anomalo. QUANDO IL NASO DEL CANE SUGGERISCE UN LIVELLO DI ATTENZIONE PER LA SUA SALUTE Quanto sopra non significa che il naso del cane non vada mai controllato: ci sono alcuni elementi che non vanno trascurati. Ad esempio è bene prestare maggiore cura ai cani con il tartufo più chiaro, in quanto più delicato e quindi da proteggere soprattutto dall’esposizione ai raggi solari, anche con l’applicazione di apposite creme, pena il rischio di scottature. Nel caso in cui dal naso del cane fuoriesca uno scolo di colore giallo-verde è opportuno rivolgersi al proprio veterinario; se il liquido filtra da una sola narice potrebbe essere indice della presenza all’interno di un corpo estraneo che deve essere rimosso al più presto. Quando il naso del cane appare screpolato il problema può essere legato ad un’alimentazione non equilibrata oppure, se sembra quasi “sfaldarsi”, può dipendere da un fattore dermatologico; allora potrebbe essere utile applicare una pomata emolliente o anche del semplice burro da cucina per ammorbidire la pelle. Leggi anche https://www.razzedicani.net/naso-asciutto-nel-cane/

Marcie

Marcie: una storia di abbandono col lieto fine

Home Redazione - 03 Giu 2016

Marcie e il grande cuore di Baker Ci sono cani che con uno sguardo hanno la capacità di raccontare tutta la loro sofferenza e di aprire il cuore di un uomo. Uno di quegli uomini che, certo ama gli animali già di suo, ma che davanti a certe storie, riesce ad amare ancora con più forza, con più determinazione, con più cuore. Ci sono cani che, seppure quasi alla fine del loro cammino, seppure stiano soffrendo soli e abbandonati, se amati hanno la forza di amare a loro volta anche quando la vita è stata crudele, anche quando, per anni, sono stati circondati dall’indifferenza umana. Oggi vi parlo di Marcie e del suo padrone Baker. Macie è una cagnolina randagia che ad un certo punto si è ritrovata a vagare nei pressi dello Shelter Kenton Country Animal a Fort Mitchell, nel Kentucky, dove Baker, 71 anni, è stato volontario per tre anni. Marcie non se la passa per niente bene, è molto malata e destinata all’eutanasia. Poi un giorno, quando di speranze per Marcie non ce ne sono quasi più, quando, dopo una vita di solitudine, avrebbe conosciuto la morte perché nessuno l’avrebbe adottata ridotta com’era, Baker viene a sapere di lei e decide che anche Marcie avrebbe avuto una famiglia tutta per lei che le volesse bene e le desse tutto l’amore e le cure di cui avrebbe avuto bisogno, pur sapendo che non sarebbe vissuta molto a lungo. Quando Baker porta Marcie dal suo veterinario di fiducia lei è cieca e ha tutto il manto divorato dalle pulci. Il medico informa Baker che la cagnolina è piena di tumori cancerogeni su tutto il corpo. Ma a Baker non importa, perché Marcie fa già parte della sua famiglia. Baker vive con sua moglie e con gli altri cani che ha adottato, e dal gennaio di quest’anno Marcie si ritrova ad avere una famiglia. Baker afferma che nonostante tutta la sofferenza Marcie ha mantenuto un carattere solare e anche se lei non può vederlo, quando lui le dice “Papà è qui, Marcie” lui può vederla sorridere. Uomini speciali per cani speciali… Parliamo sempre di quanto siano meravigliosi i cani, di quanto amore siano capaci di darci anche quando, non hanno certo avuto una vita facile. Il segreto? Credo che questa grande medicina dell’anima, sia solo l’amore. Un amore che i cani, come Marcie, sanno fare proprio molto di più di quanto non siano capaci gli uomini. Ma oggi voglio rendere merito anche a quelle persone speciali che hanno un cuore grande capace dello stesso tipo di amore. Quello incondizionato, quello che supera le sofferenze, la paura, il pregiudizio. In pochi avrebbero adottato Marcie, seppur amanti degli animali. Perché adottarla vuol dire spendere dei soldi per le sue cure, che non sono di sicuro economiche, adottarla nelle sue condizioni vuol dire perderla entro poco tempo. Spesso, quando prendiamo un cane lo facciamo perché vogliamo qualcuno a cui affezionarci, con cui poter essere totalmente noi stessi, qualcuno che si adatti a noi, alle nostre abitudini, alla nostra vita senza chiedere in cambio null’altro se non tanto affetto. Alcuni umani però, adottano un cane anche quando sono esclusivamente loro a doversi adattare al cane e alle sue necessità. Lo fanno con il cuore, lo fanno senza aspettarsi in cambio un grazie, lo fanno senza pensarci troppo perché in alcuni casi di tempo da perdere non ce n’è. Lo fanno perché sanno che il loro gesto può aiutare un cane a vivere felice. E per questi umani, è l’unica cosa che conta!

Togliere il cucciolo alla madre

Togliere il cucciolo alla madre: quando è meglio farlo?

Home Redazione - 31 Mag 2016

Mai togliere il cucciolo alla madre troppo presto: si spezzerebbe un legame irrinunciabile. Noi umani siamo irresistibilmente attratti dai cuccioli, sia di uomo che di cane o di qualunque altra specie, perché risvegliano in noi un naturale senso di protezione nei loro confronti, così teneri ed indifesi. Ecco uno dei motivi per cui, quando decidiamo di adottare un cane all’interno della nostra famiglia, pensiamo subito ad un piccolo “fagotto peloso” da accudire e coccolare. In realtà, nonostante le nostre amorevoli intenzioni, dobbiamo sapere che togliere il cucciolo alla madre troppo presto per metterlo tra le nostre braccia può solo danneggiarlo. Per  il cane infatti, come per molte specie animali, il rapporto con la madre e con i propri fratelli è fondamentale, non solo per far fronte alle sue primarie necessità fisiche (l’allattamento), ma anche per il suo corretto sviluppo psicologico. Molti pensano che il momento giusto per togliere il cucciolo alla madre sia lo svezzamento, quando cioè inizia a nutrirsi di cibi solidi e non più solo del latte materno. Sbagliato! Anzitutto lo svezzamento non avviene da un giorno all’altro, ma è un processo graduale, che inizia intorno al 30° giorno di vita, per cui ci sarà un periodo in cui il cucciolo mangerà già alimenti solidi, ma continuerà anche a poppare latte, in quantità sempre minori, finché la mamma glielo impedirà definitivamente allontanandolo. Ma anche quando il cucciolo sarà completamente svezzato non sarà ancora pronto per il distacco dalla madre. A partire dal 35° giorno d’età infatti il cucciolo inizia a scoprire il mondo ed i suoi simili: è una fase importantissima e delicata della crescita, in cui il cane deve imparare a conoscere tutto ciò che lo circonda e non può farlo completamente e correttamente senza l’imprinting materno. Solo la mamma infatti può insegnargli con il giusto linguaggio – quello canino – le regole basilari di comportamento con i propri simili, come interagire con loro, rispettando chi è adulto, chi è anziano, chi ricopre un grado più elevato nella gerarchia del branco. Così i cuccioli impareranno, ad esempio, ad avere un corretto senso della proprietà e a misurare la loro esuberanza, che se eccessiva, sarà rimproverata con un sonoro ringhio dalla madre. Anche noi uomini dobbiamo fare la nostra parte in questo periodo, perché è fondamentale che il cucciolo entri in contatto costante con l’uomo, imparando a riconoscerlo come qualcuno di cui si può fidare. Se questo non avviene il cane crescerà con un senso di paura e di diffidenza verso l’essere umano, che ne condizionerebbe negativamente il suo rapporto con l’uomo per tutta la vita. Questa importantissima fase di crescita non si conclude prima del 60° giorno d’età, motivo per cui la legge italiana ha stabilito che sia vietato togliere il cucciolo alla madre prima dei due mesi. Togliere il cucciolo alla madre troppo presto: i rischi Togliere il cucciolo alla madre troppo presto può comportare una serie di problemi nel processo di crescita del cane perché: Il cucciolo non avrà completato il necessario percorso di sviluppo psicologico, quindi da adulto molto probabilmente manifesterà problemi comportamentali di diversa natura; Il cane non saprà interagire correttamente con gli altri cani: ad esempio, non avrà imparato a “dosare” la forza dei propri denti nel gioco con i fratellini. In natura, se il cucciolo esagera e morde troppo forte, la mamma lo “sgrida” immediatamente; se da piccolo non riceve questa “lezione”, da adulto potrebbe avere una maggiore tendenza a morsicare sia gli altri cani che, ahimè, anche qualche umano, con tutte le conseguenze del caso; Il cane non imparerà a rispettare la proprietà altrui e a mantenere la “distanza di sicurezza” da essa, perché la mamma non avrà avuto il tempo sufficiente per insegnargli che non deve avvicinarsi troppo a ciò che appartiene ad altri, ringhiandogli in modo deciso quando il cucciolo prova a sottrarle il legnetto, la pietra o il giocattolo che tiene tra le zampe. Il cane adulto perciò potrebbe rivelarsi troppo possessivo e attaccabrighe. Anche se i fatidici 60 giorni rappresentano il termine per poter togliere il cucciolo alla madre, va detto che la fase di “socializzazione” del cane, in cui completa l’apprendimento su come rapportarsi correttamente con i propri simili e con l’uomo, prosegue fino ai 4 mesi d’età. È per questo motivo che alcuni comportamentisti ritengono che l’“optimum” sarebbe lasciare il cucciolo con la madre fino a 90 giorni di vita. Su questo punto però molti non sono d’accordo, perché sostengono che il quattro zampe, rimanendo con la propria famiglia “canina” d’origine per un altro mese, non avrebbe la possibilità di venire in contatto con ambienti e situazioni che faranno parte della sua vita col padrone e a cui potrebbe perciò avere difficoltà ad abituarsi successivamente.

Beagle-Harrier

Beagle-harrier: due razze per un cane armonioso

Home Redazione - 30 Mag 2016

Conosciamo insieme il Beagle-Harrier Il Beagle-Harrier nasce dall’incrocio tra il famosissimo Beagle inglese, da cui ha ereditato la vivacità e la passione per la caccia, e l’Harrier, da cui ha invece ereditato l’intelligenza, l’olfatto eccezionale e la resistenza. Lo scopo di questo incrocio voleva essere quello di dare vita ad un cane da caccia che avesse maggiori attitudini venatorie del Beagle Inglese. Inizialmente il risultato fu piuttosto lontano dalle aspettative. Fu Gerard Grandin che riuscì a creare quella che oggi è, a tutti gli effetti, la razza canina riconosciuta come Beagle-Harrier. Il riconoscimento della FCI è recente e risale al 1974. Cane instancabile, intelligente, ubbidiente, questo animale dà il meglio di sé nella caccia alla lepre e al cinghiale. È utilizzato prevalentemente in Francia ma anche in Italia, soprattutto nella zona della Pianura Padana, possiamo trovarne degli esemplari utilizzati specificatamente per la caccia al cinghiale. Questa è una razza canina leggera, nonostante le sue dimensioni più grandi è più leggero del Beagle, ed elegante e dal caratteristico manto tricolore. È un cane resistente e rustico che si adatta bene a tutte le tipologie di terreno e anche alle diverse condizioni climatiche.  Quando è in caccia rende meglio se lavora in muta. Questo ci fa capire che i rapporti con gli altri cani per lui non sono assolutamente un problema. Così come non lo sono con i bambini. Il Beagle-Harrier è un cane affettuoso ed è un grande giocherellone. Non è infrequente che sia lui stesso a cercare le coccole. Instaura un rapporto molto forte con il suo padrone a cui obbedisce sempre senza problemi. La sua intelligenza, la lealtà e la sua predisposizione ad obbedire agli ordini lo rendono addestrabile con facilità. Il Beagle-Harrier, nonostante sia per sua natura un cane da caccia, può essere anche uno splendido cane da compagnia, vista la sua natura mite, giocosa e dolcissima. Attenzione però, questo cane è un gran camminatore e ha bisogno di fare tantissimo movimento. Non è propriamente un cane da tenere in appartamento. L’ideale sarebbe avere un giardino o in alternativa essere dei padroni dinamici e amanti del movimento così da garantirgli tantissimo esercizio ogni giorno.   La nascita del Beagle-Harrier Il Beagle-Harrier nasce quando, nel 18° secolo, degli appassionati di caccia, poco soddisfatti delle capacità venatorie del Beagle inglese, hanno azzardato l’incrocio tra la razza del Beagle inglese e l’Harrier. Lo scopo era quello di ottenere un cane da caccia di taglia più grande e con un’attitudine maggiore alla caccia del Beagle.  Sembra però che le prime cucciolate frutto di questi incroci non diedero dei risultati moto soddisfacenti e gli obiettivi raggiunti furono molto lontani da quelli che ci era prefissati. Il club francese del Beagle-Harrier venne istituito nel 1921 e fu in questa sede che si elaborò il primo standard ufficiale di questa razza canina. L’intento era quello di affermare come carattere dominante quello dei Beagle. Il risultato però, come abbiamo detto, fu scadente e originò cani che sembravano Beagle brutti, goffi e apatici. Fu solo con il tempo che si riuscì a perfezionare e a fissare i caratteri di questa nuova razza. Il primo allevatore e il primo che si servì di una intera muta di Beagle- Harrier fu Gerard Grandin de l’Eprevier.  Il risultato del suo lavoro è, oggi, un cane eccellente nella seguita sia sulla lepre che sul cinghiale. La razza del Beagle-Harrier è stata riconosciuta e classificata dalla FCI di recente, per l’esattezza nel 1974, quando fu assegnata la gruppo dei segugi per pista di sangue. Al giorno d’oggi il Beagle-Harrier gode di grande considerazione in Francia da parte dei segugisti, primeggiando anche nella caccia agli ungulati e spesso dando bella mostra di sé nelle competizioni più importanti. In Italia è molto meno utilizzato ma un certo numero di estimatori lo utilizzano con successo nella caccia alla lepre e al cinghiale. Armonia ed equilibrio lo contraddistinguono Il Beagle-Harrier è un cane di taglia media, armonioso ed equilibrato. Ha un portamento leggero (più del Beagle inglese) ed elegante. Morfologicamente è classificato come braccoide.  La prima cosa che attira l’attenzione in merito al suo aspetto è il suo manto tricolore (bianco, nero e marrone scuro o chiaro) con focature più o meno pallide o carbonate. Lo standard ammette anche i tricolori grigi o i bianco-grigi (colori che gli derivano dall’incrocio con l’Harrier). Il suo pelo è spesso, piatto e non troppo corto. Fisicamente il Beagle-Harrier si presenta con una muscolatura forte e ben sviluppata con spalle lunghe ed oblique. Il cranio è di grandezza media e abbastanza largo. Il muso, di lunghezza pari a quella del cranio, non è mai quadrato e ha una canna nasale dritta.  Il collo è sciolto ed appena arcuato. Gli arti sono solidi e robusti e si adattano ad ogni tipologia di terreno. Il tartufo è nero e ben evidente.  Le orecchie sono piatte, lunghe e larghe, pendenti lungo la testa e leggermente arrotondate nella parte inferiore.  Ha una coda di lunghezza media portata alta. Gli occhi sono di colore scuro e gli conferiscono un’espressione intelligente, vivace e fiera. Ha un andatura sciolta e vivace con una spiccata agilità. Il Beagle-Harrier ha un’altezza che varia tra i 45 e i 50 cm e un peso che si aggira tra i 20 e i 25 kg. Ha un vita media che va dai 10 ai 12 anni. Questa razza canina gode di buona salute e non è, allo stato attuale, conosciuta alcuna patologia tipica della razza stessa. Cane resistente e rustico si adatta bene ad ogni condizione atmosferica e temperatura. Cane da caccia ma anche da compagnia Il Beagle-Harrier è una razza canina leale, affettuosa e molto vivace. E’ intelligente, coraggioso e anche se è per indole una cane da caccia è adatto anche alla vita domestica e può essere impiegato come cane da compagnia. E un cane affettuoso e giocherellone ed è adatto anche in presenza di bambini. Ama essere coccolato e può capitare che sia lui stesso a richiedere le coccole, soprattutto al suo padrone, anche con insistenza. Non ci sono problemi nemmeno con altri cani con cui è generalmente molto buono. Si lega molto al padrone, che segue con devozione e ascolta sempre con attenzione senza mai stancarsi. La persona che lo accudisce non necessita di avere grandi doti da educatore, data la facilità con cui questa razza comprende ciò che gli viene richiesto. Deve però essere disponibile a portarlo fuori spesso. Non è un cane da salotto ma un cane dall’inesauribile energia ed è un grande camminatore, per questo necessita di spazi aperti e di tantissimo movimento. Vista la sua tonicità è adatto ad ogni tipo di terreno. Il Beagle-Harrier ha ereditato dal beagle la passione per la caccia, la gioia, la vivacità e la voce armoniosa, mentre dall’Harrier l’eccezionale olfatto, l’intelligenza e la grandissima resistenza. Tutti a caccia con il Beagle-Harrier Per quanto riguarda la caccia, il Beagle-Harrier rende meglio se utilizzato in muta. Eccelle in particolar modo nella caccia alla lepre e al cinghiale. E’ un segugio veloce e perspicace, resistente e capace di spingere con vigore la preda. Quando è a caccia la sua andatura deve essere sempre al galoppo spigliato e sostenuto nella seguita. Quando è in cerca la testa il muso è quasi incollato al terreno mentre quando è in seguita è portata leggermente più alta. La coda è a mezz’aria con movimenti in direzione orizzontali o in senso rotatorio.  La voce è un ululato con timbro chiaro e vibrante che si fa sentire anche da lontano. Il Beagle-Harrier è stato selezionato in Francia appositamente per la caccia alla lepre. Per questo tipo di caccia, viene usato in piccole mute ma è impiegato in equipaggi più numerosi per la caccia a forzare. Oltre alla lepre, come abbiamo detto, questi cani sono ottimi anche per la caccia al cinghiale. In Italia è utilizzato soprattutto nella Pianura Padana proprio per quest’ultima tipologia.

Sterilizzare il cane

Sterilizzare il cane È giusto o sbagliato?

Home Redazione - 27 Mag 2016

COSA SIGNIFICA STERILIZZARE IL CANE Uno degli argomenti più dibattuti sulla salute dei nostri quattrozampe riguarda la necessità o meno di sterilizzare il cane . Sull’argomento ci sono parecchi luoghi comuni che è bene sfatare perché la pratica clinica e le evidenze scientifiche hanno dimostrato essere privi di fondamento. Molti proprietari pensano ancora che sterilizzare il proprio cane sia “moralmente”deplorevole, perché non rispetterebbe la natura dell’animale e costituirebbe una violenza nei suoi confronti. Questo ragionamento, per quanto possa essere animato dai migliori sentimenti di amore verso il mondo animale, è scorretto, perché è tipicamente umano e per nulla canino. Come spesso accade siamo soliti attribuire ai nostri quattrozampe una logica e un modo di sentire che non appartengono loro e non certo perché i cani non ragionino o non provino sentimenti; tutt’altro! Sono intelligenti e sensibilissimi, ma i loro pensieri e le loro emozioni non sono identici ai nostri. Se sterilizzato il cane non soffre psicologicamente perché non potrà mai diventare genitore e sarà privato della “gioia” di allevare la prole… questo è un modo di sentire umano. Nel cane l’accoppiamento è un istinto dettato dalla necessità di conservazione della specie, quindi una volta sterilizzato non avrà più tale istinto e semplicemente non ci penserà più. Un’altra leggenda metropolitana che spesso si sente quando si chiedono informazioni a persone non competenti sulla necessità di sterilizzare il cane è che, se si opta per la sterilizzazione, sarebbe bene far fare alla femmina almeno una cucciolata. Non è vero, e qui entrano in gioco gli studi e i dati scientifici a favore della sterilizzazione, che sono sia di carattere sanitario che psicologico-comportamentale: è stato rilevato che sterilizzare il cane femmina prima che abbia il primo calore ridurrebbe il rischio di insorgenza del tumore mammario dell’8% rispetto alle femmine che hanno già avuto il primo calore e addirittura del 26% a paragone delle femmine che sono state operate dopo il secondo calore; la sterilizzazione delle femmine comporterebbe anche una diminuzione o il completo azzeramento della possibilità di sviluppare tutte quelle malattie che sono legate al fattore ormonale, come tumori alle ovaie e all’utero, piometra, cisti ovariche, patologie importanti che spesso mettono a rischio la vita stessa dell’animale. Ma si ridurrebbe anche la predisposizione nei confronti di malattie metaboliche, come il diabete; in sostanza una femmina sterilizzata ha un’aspettativa di vita più lunga del 5 – 10% rispetto ad una femmina intera; sterilizzare un cane femmina migliorerebbe non solo la quantità, ma anche la qualità di vita, perché il cane non sarebbe più soggetto a possibili gravidanze isteriche, mastiti e periodi di abbattimento “psicologico”, che spesso capitano quando la femmina è in calore e si manifestano con mancanza di appetito, svogliatezza, modifiche nell’umore e nel comportamento; nel maschio castrato invece i dati circa la riduzione nell’incidenza di tumori alla prostata sono meno evidenti, seppur esistenti, mentre riguardo al tumore ai testicoli è ovvio che con la castrazione se ne elimina ogni possibile comparsa; dal punto di vista comportamentale il cane maschio sterilizzato può essere più tranquillo e meno rissoso, se la sua aggressività verso gli altri maschi era dovuta alla produzione di testosterone, mentre non cambia nulla, se era legata ad un fattore di dominanza o territorialità.   STERILIZZARE IL CANE : GLI SVANTAGGI Dopo aver approfondito le motivazioni favorevoli, vediamo i “contro” della sterilizzazione, che inevitabilmente esistono: sterilizzare il proprio cane significa sottoporlo pur sempre ad un’operazione che, per quanto ormai di routine, comporta qualche inevitabile rischio. Sarà in ogni caso il vostro veterinario di fiducia che valuterà le condizioni di salute del cane e vi consiglierà cosa è più opportuno; dopo l’operazione ci sarà un periodo di convalescenza: fortunatamente i cani hanno una ripresa molto più veloce degli umani, quindi per le femmine, che subiscono un’operazione più invasiva, si tratterà di circa due giorni in cui il cane sarà più abbattuto e meno vivace. Va detto comunque che la più recente tendenza della chirurgia veterinaria in questo campo è di non asportare anche l’utero, come in passato, ma solo le ovaie, perché si è visto che, cessata la produzione di ormoni, l’utero tende poi ad atrofizzarsi spontaneamente. Ciò comporta una minore complessità dell’intervento. Ne i maschi invece spesso tutto si risolve una volta smaltiti gli effetti dell’anestesia; nella femmina sterilizzata, talvolta, si manifesta una forma di incontinenza urinaria, la cui incidenza è molto variabile in base alla razza del cane (va dall’1,3% al 20%); sono più soggette a sviluppare il problema le femmine di razze di taglia grande, come Rottweiler, Dobermann, Pastore Tedesco, Boxer. Questo fenomeno in ogni caso può essere controllato mediante l’utilizzo di appositi farmaci.

Abbandono dei cani

Abbandono dei cani: un reato penale

Curiosità Redazione - 19 Mag 2016

Abbandono dei cani: un fenomeno sempre presente Ogni anno il bollettino che riporta i numeri (elevati, parliamo di oltre 100.000 casi all’anno) delle vittime del fenomeno dell’abbandono dei cani, ma non solo loro, conferma una volta di troppo una realtà che, nonostante gli interventi del legislatore e delle campagne pubblicitarie di sensibilizzazione, non cessa di esistere. Ma cosa intendiamo con abbandono dei cani e, in genere, di tutti gli animali? Con quale definizione viene identificato questo crudele fenomeno? L'abbandono degli animali è l'intenzionale allontanamento di un animale domestico o d'affezione del quale si sia responsabili. L'animale viene in genere liberato in luoghi dai quali si prevede non possa riavvicinarsi all'abitazione in cui era tenuto. In Italia l'abbandono dei cani, e di tutti gli animali in genere,  è vietato ai sensi dell'art. 727 del codice penale, che al primo comma recita: "Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini dell’attività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro". La Dichiarazione universale dei diritti dell'animale sancisce all'art. 6 che «L'abbandono di un animale è un atto crudele e degradante». Conseguenza diretta dell’abbandono dei cani è il randagismo degli stessi. Inoltre questa pratica riprovevole è spesso causa anche di gravi incidenti stradali. A tale proposito è intervenuto anche il Ministero della Salute italiano sentenziando che chi abbandona un cane non solo commette un illecito penale (Legge 20 luglio 2004, n. 189), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo, quando gli animali abbandonati provocassero incidenti stradali mortali Ogni anno contro l'abbandono dei cani vengono realizzate campagne informative e di sensibilizzazione volte a combattere il fenomeno che vede il fiorire di nuovi casi di abbandono soprattutto nel periodo estivo. Quali sono i motivi che spingono all'abbandono dei cani? Uno dei motivi principali che spiega l’abbandono dei cani è che i nostri amici a quattro zampe che, fino a poco prima dell’abbandono, abbiamo considerato come parte della nostra famiglia diventano, qualche volta, semplicemente “scomodi”. Organizzare le vacanze dovendo pensare ad una sistemazione per loro diventa davvero troppo faticoso per alcuni di noi umani. Perché non tutti possiamo permetterci di lasciare i nostri animali in strutture specializzate o lasciarli da amici o parenti o, e questo sarebbe l’ideale, possiamo portarli in vacanza con noi. Quindi l’abbandono dei cani che ci dividono dalle nostre tanto agognate vacanze sembra la soluzione ideale! E senza porci il minimo scrupolo lo facciamo. Ma le vacanze estive sono solo una delle ragioni. Qualche volta, l’abbandono dei cani capita perché non ci sentiamo proprio in grado di curarli se si ammalano, che ci stanchiamo di portarli fuori almeno due volte al giorno, che ci stufiamo di pensare che loro hanno bisogno delle nostre attenzioni quando magari noi vorremo solo uscire la sera a divertirci. Qualche volta capita che il nostro intelletto, che è ciò che dovrebbe renderci “esseri superiori” si inceppa e anziché farci ragionare, ci fa fare delle scelte crudeli che ci rendono tutto fuorché intelligenti. Perché impegnarci a cercare delle soluzioni che permettano di andare incontro alle nostre esigente e a quelle dei nostri amici animali a volte è chiederci davvero troppo. Andrò forse contro corrente ma sono dell’idea che dal momento in cui decidi che un cane farà parte della tua vita, della tua famiglia allora metti in conto di adeguare la tua vita alla sua e la sua alla tua. Si chiamano compromessi miei cari umani intelligenti. Si chiama essere responsabili delle proprie scelte, si chiama rispetto per colui che non ti farà mai mancare il suo affetto e che si adatterà sempre a te e alle tue esigenze purché si senta amato, certo del fatto che tu, che sei il suo più caro amico, non lo abbandonerai mai.

Cibi da non dare ai cani

Cibi da non dare ai cani: i piu' pericolosi

Alimentazione Redazione - 19 Mag 2016

I CIBI DA NON DARE AI CANI : QUELLI ASSOLUTAMENTE VIETATI Quante volte il nostro cane ci osserva mentre mangiamo con occhi pietosi e languidi, come se fosse a digiuno da giorni, sperando di “elemosinare” qualche avanzo dalla tavola! Ormai è risaputo che i cani non dovrebbero mangiare nessuna delle pietanze che prepariamo per noi, perché sono condite, salate, ricche di intingoli e sughetti assolutamente dannosi per i nostri amici a quattrozampe. Ma, oltre ad evitare rigorosamente di dare al cane cibi “umani”, è importante sapere che esistono alcuni alimenti vietati perché, anche se apparentemente innocui, possono risultare molto dannosi per la salute del nostri fedeli amici. I cibi da non dare ai cani , quelli assolutamente “off limits”, sono: Cioccolato e caco: tra i cibi da non dare ai cani, questi contengono una sostanza chiamata teobromina che il cane non è in grado di metabolizzare e che pertanto risulta altamente tossica, al punto da causare alterazione del ritmo cardiaco, tremori, danni al sistema nervoso centrale, come pure ai reni e ai polmoni, fino alla morte dell’animale. In un cane di piccola taglia anche una quantità minima di cioccolato può essere letale; Noci: possono essere tossiche per il cane, anche in dosi limitate; causando febbre, vomito, debolezza agli arti posteriori e, in particolare, le noci ammuffite possono provocare convulsioni; sono quindi alimenti assolutamente vietati ai cani; Noccioli e semi: tra i cibi da non dare ai cani,  i semi della frutta (dalla mela, alla pesca, all’albicocca, ecc) sono tra i più pericolosi perchè contengono cianuro, quindi possono essere molto pericolosi se ingeriti dal cane in quantità, portando anche al coma. Tutti i semi ed i noccioli inoltre possono causare ostruzioni intestinali; Uva e uva sultanina: oltre ad essere eccessivamente ricche di zuccheri, causano insufficienza renale, che può portare alla morte del cane. Avocado: questo alimento è vietato in toto al cane perché sono nocivi sia il frutto in sé che i semi e le foglie; contengono infatti una sostanza fungicida chiamata persin, altamente tossica per i nostri amici a quattrozampe, soprattutto a livello dell’apparato digerente, e la varietà più diffusa in commercio (quella Guatemalteca) sembra essere la più pericolosa; Foglie di rabarbaro: non è certo un alimento diffuso, ma è comunque bene sapere che in grandi quantità possono causare convulsioni, fino al coma e alla morte; Alcool e luppolo: a molti sembra ovvio che queste due sostanze siano proibite, visto che non sono salutari nemmeno per l’uomo, soprattutto in quantità considerevoli, figuriamoci per il cane… ma è sempre meglio precisarlo. Alcool e luppolo infatti non riescono ad essere smaltiti dal sistema metabolico del cane, che può andare incontro a convulsioni, tremori, coma, collasso respiratorio e morte. Oltre ai cibi da non dare ai cani sopra indicati, vi sono altri alimenti di uso comune vietati al cane, soprattutto perché pericolosi se somministrati in certe quantità: Cipolle, aglio e cavolfiore: contengono tutti e tre disolfuro di n-propilene, una sostanza che distrugge i globuli rossi circolanti nel sangue, provocando una grave anemia. I sintomi compaiono in un lasso di tempo che va da 1 a 4 giorni dall’ingestione dell’alimento e consistono in vomito, urine scure e diarrea. Va sottolineato che anche la somministrazione di piccole quantità protratta nel tempo (magari contenuta in cibi e condimenti pronti) può avere gravi conseguenze; particolarmente pericolosa è la cipolla, mentre per l’aglio la dose letale è corrispondente a circa due teste d’aglio o ad un uso costante e prolungato; Ossa: se proprio non potete fare a meno di dare un osso da rosicchiare al vostro cane, assicuratevi che sia adatto a questo scopo, chiedendo al vostro veterinario di fiducia (ad esempio l’osso di ginocchio). Assolutamente da evitare le ossa di pollo, coniglio e simili perché, oltre a causare blocchi intestinali se ingoiate, si rompono facilmente in piccole schegge che provocano gravi lesioni e lacerazioni ai danni dell’apparto gastrointestinale; Sale e zucchero: pur essendo per noi di uso comune, sono alimenti vietati ai cani, che devono mangiare insipido. Non pensiamo che sia meglio insaporire il cibo del nostro quattrozampe con sale o zucchero: in natura, per il lupo o il cane selvatico ciò non ha senso. Il sale provoca problemi alla pressione arteriosa e cardiocircolatori, mentre gli zuccheri portano all’insorgenza del diabete. Assolutamente “out” quindi anche tutti i tipi di dolciumi. GLI ALIMENTI PARZIALMENTE VIETATI AL CANE Ci sono alcuni alimenti che, anche se non completamente vietati nella dieta dei nostri cani, devono essere dosati o somministrati con molta attenzione. In particolare: Solonacee (patate, melanzane, pomodori): possono causare eccessiva fermentazione se ingeriti in quantità massicce. Va assolutamente vietata la patata cruda e la buccia, perché contiene la solanina, una tossina che il cane non metabolizza e può portare a tremori, difficoltà respiratorie e tachicardia. Se la patate è sbucciata e cotta questo pericolo non sussiste; Fegato: i cani ne sono molto ghiotti, ma le dosi vanno molto limitate perché contiene vitamina A, che a lungo andare causa problemi alle ossa e ai muscoli del cane, oltre al deposito di rame nel fegato che può rivelarsi fatale; Noce moscata: in dosi massicce genera convulsioni, danni al sistema nervoso centrale, affanno e anche la morte; Caffeina: in quantità superiori a un cucchiaino provoca aritmie cardiache e problemi gastrointestinali.