Skip to main content
Gravidanza isterica del cane

La gravidanza isterica del cane: durata, sintomi e cura

Salute del cane Redazione - 15 Jan 2022

Cos'è la gravidanza isterica del cane Un motivo di apprensione per chi ha un quattrozampe femmina non sterilizzato è sicuramente la gravidanza isterica del cane, un fenomeno che interessa il 60% delle cagne intere. Va detto però che la gravidanza isterica del cane non è di per sé una malattia: anche in natura, tra i lupi, alcune femmine non dominanti sviluppano questo fenomeno, il che avviene per un motivo ben preciso: la conservazione della specie. Soltanto le femmine gerarchicamente più alte in grado infatti possono accoppiarsi e dare alla luce la prole, ma visto che allo stato selvatico le probabilità che le neo-mamme muoiano è più elevata, la natura ha provveduto, facendo in modo che altre femmine del branco fossero fisicamente “pronte” ad adottare i cuccioli eventualmente rimasti orfani.Gravidanza isterica del cane: durata Dal punto di vista scientifico la gravidanza isterica del cane è presto spiegata ed è legata ad un fattore ormonale: la femmina va in calore ogni 6-8 mesi circa, producendo elevati livelli di progesterone (l’ormone della “gravidanza”) che, se non avviene l’accoppiamento, si riduce gradualmente fino a rientrare nei limiti. Quando invece il progesterone rimane elevato anche dopo 1 o 2 mesi dal termine del calore, allora può verificarsi la gravidanza isterica, che di solito dura 15-20 giorni per poi risolversi spontaneamente. Ma come si manifesta la gravidanza isterica del cane e come il padrone può accorgersene? La femmina si sente come se fosse incinta, perché sono gli ormoni che la inducono a sentirsi così, con tutte le conseguenze ed i sintomi tipici di una gravidanza, come ad esempio il vomito o la mancanza di appetito, i dolori tipici della fase di travaglio, gonfiore delle mammelle, fino alla vera e propria produzione di latte. Dal punto di vista comportamentale il cane inizia ad agire come se fosse in attesa dell’arrivo dei cuccioli: cerca di allestire un giaciglio caldo e comodo, andando a raccogliere coperte, indumenti e tutto ciò che rende più confortevole la sua cuccia, ma contemporaneamente può diventare più nervoso o cadere in uno stato di abbattimento e malinconia. Molto spesso la femmina, in mancanza di un cucciolo vero e proprio, “adotta” pupazzi o simili, accudendoli come se fossero figli suoi, portandoseli sempre in giro per casa, tenendoseli accanto nella cuccia, leccandoli.  Gravidanza isterica del cane: cura e rimedi Nei casi in cui i sintomi della gravidanza isterica si limitino a fenomeni comportamentali o a momentanea perdita dell’appetito, generalmente non occorre alcun trattamento farmacologico, perché la situazione si risolve spontaneamente nell’arco di 1 o 2 settimane. Quando invece si verifica anche la galattorrea, ossia la produzione di latte non collegata ad una vera gravidanza, allora si interviene con la somministrazione di farmaci che bloccano la produzione di prolattina e che, interrompendo la formazione del latte, portano anche alla cessazione dei comportamenti “materni” connessi alla gravidanza isterica. In questi casi è opportuno intraprendere il più presto possibile la terapia, perché altrimenti la stagnazione del latte può causare infiammazioni e mastiti che a lungo andare, se le gravidanze isteriche si ripetono, potrebbero portare all’insorgere di tumori alle mammelle. Tra gli accorgimenti per il padrone, è opportuno non toccare le mammelle del cane e fare attenzione che non se lecchi perché entrambi i comportamenti stimolerebbero ulteriormente la produzione di latte. Un buon espediente invece può essere quello di togliere al cane i vari pupazzi usati come “cuccioli surrogati” e portarlo a fare moto, il che, oltre ad essere salutare dal punto di vista fisico, distoglie la femmina dal suo istinto momentaneo di accudimento della prole. Da sfatare la leggenda per cui la possibilità di una gravidanza isterica nel cane si ridurrebbe facendo fare una cucciolata alla femmina: infatti per tutti i calori successivi il problema si ripresenterebbe esattamente come prima. La soluzione definitiva consiste nella sterilizzazione, consigliata dai veterinari soprattutto quando il ripetersi di gravidanze isteriche con galattorrea è molto frequente.

Scelta del cucciolo

Come scegliere il cucciolo: ecco cosa c'è da sapere

Riproduzione e cuccioli Redazione - 15 Jan 2022

LA SCELTA DEL CUCCIOLO DI CANE: COME PRENDERLA Avete deciso di prendere un cucciolo di cane? Splendida decisione! Ma prima di passare all’azione e portare a casa il nuovo membro della famiglia è importante fermarsi a fare alcune considerazioni. Anzitutto bisogna essere consapevoli che il cane farà parte della vostra vita per molti anni (per fortuna!), quindi occorre essere disposti a prendersi cura di lui e ad amarlo a lungo termine, anche quando sarà malato e anziano e avrà ancor più bisogno di noi. Avere un cane accanto a sé è una gioia enorme, che ci arricchisce emotivamente e a volte riesce anche a renderci migliori, ma è allo stesso tempo un impegno che non va sottovalutato: un impegno che vale sicuramente la pena assumersi, ma di cui bisogna avere coscienza. Detto ciò, vediamo quali sono le principali valutazioni che è bene fare prima di accogliere il cucciolo in casa: LA RAZZA E LA TAGLIA: la scelta del cucciolo di cane non si deve basare semplicemente sull’estetica. Se è normale che ci siano delle razze che ci “piacciono” di più per le loro caratteristiche fisiche, non bisogna assolutamente fermarsi a questo, così come non bisogna farsi influenzare dalla “moda”, come troppo spesso accade. Prima di scegliere una razza è necessario informarsi bene sulle sue caratteristiche, soprattutto dal punto di vista caratteriale e comportamentale. Per quanto sia fondamentale l’educazione del cane, ciascun cucciolo si porta dietro tutta una serie di istinti e caratteristiche innate, tipiche di ogni razza: quindi se volete un cane da guardia, un Dobermann sarà perfetto, ma dovete anche considerare che avrà la tendenza ad essere molto protettivo nei vostri confronti, così come verso la vostra proprietà, quindi non sarà sicuramente il cane pronto a scodinzolare a tutti quelli che verranno a trovarvi a casa. Al contrario, un Labrador si mostrerà sempre felice di accogliere chiunque, perfino gli estranei, anche se si trattasse di uno sconosciuto male intenzionato.IL TEMPO A DISPOSIZIONE E LE ABITUDINI DI VITA: Sono due elementi da considerare con attenzione nella scelta del cucciolo di cane. Se siete persone pigre, a cui non piace fare movimento, o avete poco tempo a disposizione da dedicare al cane, razze come il Border Collie o il Pastore Tedesco non sono adatte a voi. Si tratta di cani che, storicamente utilizzate per accompagnare le greggi e quindi abituate a percorrere anche molti chilometri al giorno, hanno assolutamente bisogno di fare attività fisica, per sfogare la loro energia e per avere un buon equilibrio mentale. Se li lasciate per tutto il giorno in casa o li portate fuori per pochi minuti, solo per fare i bisogni, non dovrete lamentarvi se finiranno per distruggere la vostra abitazione, per diventare nevrotici e iperattivi o talvolta addirittura aggressivi: la colpa è vostra, perché non date loro la possibilità di dare sfogo alla naturale vitalità, al bisogno di “sentirsi utili” ed essere impegnati in qualche attività. Se svolgete una vita sedentaria allora sarà molto più adatto a voi un cane che ama poltrire sul divano e non gradisce le passeggiate troppo lunghe e impegnative, come ad esempio il Bulldog.LO SPAZIO A DISPOSIZIONE: Anche le dimensioni della vostra abitazione contano sulla scelta del cucciolo di cane. È vero che un cane di taglia grande può vivere felice anche in un piccolo appartamento, perché per lui l’importante è stare assieme al proprio padrone, ma se quest’ultimo gli assicura uno stile di vita adatto: passeggiate, giochi al parco con altri quattrozampe, ecc. Lasciare un Alano o un San Bernardo in un monolocale per tutto il giorno non è ovviamente una buona idea… sarebbe deleterio per il cane e per il suo umano. Altrettanto sbagliato però è anche pensare che se il cane ha un bel giardino o terrazzo a disposizione, è possibile lasciarlo tutto il giorno da solo senza problemi: al di là dello spazio per fare i propri bisogni, il cane, in quanto animale sociale, necessita di trascorrere del tempo con il proprio padrone, ha bisogno di compagnia, quindi piuttosto valutate la soluzione di assumere un dog sitter.SCEGLIERE IL CUCCIOLO DI CANE IN ALLEVAMENTO Se decidete di prendere un cane di razza, vi sono alcuni accorgimenti che è bene adottare nel momento della scelta del cucciolo:Anzitutto informatevi bene sull’allevamento: è opportuno che sia tra quelli riconosciuti dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), il che rappresenta una maggiore garanzia di serietà e conformità delle condizioni in cui i cani vengono allevati e i criteri con cui vengono fatti accoppiare; Chiedete all’allevatore tutte le certificazioni obbligatorie, come il certificato di iscrizione all’anagrafe canina e l’esenzione da patologie tipiche di razza (ad esempio la displasia per i Pastori Tedeschi o i Retriever); Pretendete di vedere almeno uno dei genitori del cucciolo (meglio se entrambi), per capire se sono in buone condizioni di salute e se sembrano caratterialmente equilibrati; Prima di scegliere il cucciolo di cane preferito prendetevi il tempo necessario per osservare tutta la cucciolata (anche più di un’ora): è molto importante vedere come i cuccioli interagiscono con i cani adulti, con gli umani e con i fratellini. Il cucciolo deve essere sicuro di sé, ma non aggressivo verso i suoi simili, quindi se vedete un cucciolo che tiene la coda tra le gambe e sta in disparte oppure che tende ad usare troppo il morso con i fratellini è meglio non prenderlo. Assicuratevi anche che il cagnolino sia entrato in contatto con gli umani sin da piccolissimo e abbia imparato a socializzare anche con loro, altrimenti c’è il rischio che da adulto sviluppi paura e tensioni nei confronti dell’uomo; Diffidate di tutti quegli allevatori o privati che sono disposti a darvi il cucciolo prima che abbia compiuto i 60 giorni di vita. Il cane deve rimanere con la madre almeno per due mesi (la stessa legge italiana lo impone), perché questo è il tempo necessario affinché apprenda importanti regole di socializzazione e di comportamento dai genitori.

Pipì dei cani

Il cane maschio alza la zampa per fare pipÌ: perchÈ

Comportamento Redazione - 15 Jan 2022

IL CANE MASCHIO ALZA LA ZAMPA PER FARE PIPÌ: ECCO IL MOTIVO Anche chi non ha mai avuto un quattrozampe sa benissimo che il cane maschio alza la zampa per fare pipì, ma forse in pochi sanno per quale motivo lo faccia. Si tratta di un comportamento che si manifesta con l’approssimarsi dello sviluppo sessuale del cane maschio: infatti tutti i cuccioli fanno pipì accucciati, indipendentemente dal fatto che siano maschi o femmine. Inizialmente il cane maschio alza la zampa per fare pipì in un periodo che va dai sei mesi all’anno d’età circa, ma è variabile da soggetto a soggetto, con qualche differenza anche legata alla razza. I cani di taglia piccola infatti hanno una maturazione sessuale più precoce rispetto a quelli di taglia medio-grande, quindi è più probabile che sollevino prima la zampa per urinare. I padroni dunque non devono affatto preoccuparsi se il loro cucciolo “tarda” un po’ ad adottare questo comportamento tipicamente maschile: è tutto nella norma, il cane è in salute e quando sarà il momento alzerà la zampa spontaneamente.Ma perché solo il cane maschio alza la zampa per fare pipì? Certo, a noi uomini sembra una posizione alquanto scomoda; non sarebbe molto più pratico e meno “faticoso” accovacciarsi come fanno le femmine? Eh no, perché altrimenti il maschio non segnerebbe il territorio in modo altrettanto efficace. Il motivo per cui il cane alza la zampa infatti è proprio quello di lasciare un segnale odoroso il più possibile forte e chiaro ai suoi simili. Se facesse pipì a terra la traccia si cancellerebbe e si disperderebbe facilmente, mentre su pali, muretti e ruote di auto, è probabile che si conservi più a lungo. Ma non solo! È anche una questione di altezza: il maschio cerca di fare la pipì più in alto possibile in modo che sia al livello del naso degli altri quattrozampe che così non potranno proprio ignorare quel messaggio olfattivo.Attraverso l’urina infatti i cani si trasmettono reciprocamente un quantità per noi inimmaginabile di informazioni: annusando la pipì altrui possono capire di che razza è il cane che l’ha fatta, la sua età, il sesso, ma anche un insieme di notizie sul suo stato di salute e sulla sua emotività, riuscendo ad avvertire se si tratta di un cane disposto al gioco, pauroso o che in quel giorno non è proprio dell’umore giusto e che è meglio lasciar stare. Con l’urina inoltre i cani marcano il territorio, ad esempio facendo pipì agli angoli delle recinzioni dei giardini di casa, come a dire ai propri simili: “state alla larga da qui perché questa è casa mia!”, ma alcuni (ahimè) possono arrivare a marcare anche l’interno dell’abitazione, spesso perché si sentono insicuri e hanno poca autostima. Altri cani invece quando sono fuori casa alzano la zampa e fanno pipì dappertutto e in continuazione perché, al contrario, sono fin troppo sicuri di sé e credono che il mondo intero appartenga loro. Mediante l’urina infatti i cani comunicano agli altri quattrozampe anche il proprio grado gerarchico: così a volte si vedono cagnolini di piccola taglia (ma con un “caratterino” da Mastino) che quando fanno pipì compiono vere e proprie acrobazie, come alzarsi sulle zampe anteriori o salire su muretti e gradini, per cercare di urinare il più in alto possibile.Ecco perché il cane maschio alza la zampa per fare pipì: Lo scopo è quello di far credere ai propri simili che passeranno di lì di essere dei cagnoni grandi, grossi e temibili – quando si dice che nella vita l’importante è essere convinti… Un’altra abitudine tipica dei maschi adulti è quella di coprire la pipì fatta precedentemente dagli altri cani: sarà capitato spesso che il vostro Fido, dopo essersi soffermato ad annusare l’urina altrui, prima di riprendere il cammino, abbia alzato la zampa per lasciare la propria impronta odorosa proprio in quel punto preciso. Si tratta sempre di un messaggio legato alla territorialità e alla gerarchia: ecco così che alcune volte il cane annusa la pipì di altri quasi di sfuggita, altre volte invece sembra non volersi più staccare. Accade proprio perché è intento a cercare di distinguere le urine di cani differenti, sovrapposte le une alle altre, e le varie informazioni che in esse sono contenute: è troppo intento a “decifrare” i vari messaggi in codice e gradirebbe che non lo “disturbassimo” tirando il guinzaglio perché abbiamo fretta…E SE ANCHE LE FEMMINE ALZANO LA ZAMPA PER FARE PIPÌ? Normalmente le femmine fanno pipì in posizione accucciata anche da adulte, ma può capitare che anche loro sollevino la zampa per urinare. I motivi di questo gesto però sono ben diversi da quelli dei maschi: generalmente il cane femmina può fare pipì alzando la zampa per comunicare al maschio che è pronta per l’accoppiamento, quindi solo durante il periodo del calore. Di solito infatti ciò non accade nelle femmine sterilizzate o, al massimo, rimane come reminiscenza del periodo precedente la sterilizzazione.

Insegnare il comando "resta" al cane

Come insegnare il comando “resta” al cane

Comportamento Redazione - 14 Jan 2022

I METODI PER INSEGNARE IL COMANDO "RESTA" AL CANE Tra i comandi base da insegnare al cane affinché possa diventare un quattrozampe “educato” e soprattutto gestibile in ogni situazione, c’è sicuramente il “resta”, che consiste nel far rimanere il cane fermo mantenendo una posizione. Anzitutto va detto che insegnare il comando "resta" al cane può risultare un po’ ostico perché lo obbliga a fare qualcosa che per lui è innaturale, a differenza ad esempio del “seduto”, in cui il cane deve solo mettersi in una posizione che assume già spontaneamente più volte nella giornata, anche senza che nessuno glielo ordini. Nel caso del comando “resta” invece al cane viene chiesto di fare il contrario di quello che il suo istinto gli suggerisce, cioè di rimanere immobile quando il padrone si allontana, mentre la sua natura lo spingerebbe a seguirlo sempre. Come fare? Per prima cosa occorre trovare un momento in cui il cane sia contento ma tranquillo, perché se fosse eccitato, anche solo perché preso dalla foga del gioco, difficilmente riuscirebbe a prestare la necessaria attenzione a quanto gli viene chiesto. Va bene iniziare l’addestramento anche dentro casa, dove ci saranno sicuramente meno distrazioni che in un luogo all’aperto. Le prime volte, per insegnare il comando "resta" al cane bisogna partire da una posizione di “seduto” o “terra”, perché entrambe comportano che l’animale si trovi già in un’attitudine più incline alla posa. A questo punto il padrone dovrà attendere due secondi e, se il cane non si è mosso, pronunciare il comando “resta”, abbinandolo al gesto di tendere un braccio verso il suo muso, e premiare contemporaneamente il quattrozampe con un bocconcino e con lodi. Va precisato che non è importante quale parola venga utilizzata la prima volta: si può usare il “fermo” o qualunque altro termine, purché da lì in avanti rimanga sempre lo stesso, in modo che il cane possa associarlo senza dubbi alla posizione voluta. Dopo due o tre volte si può provare ad aumentare la difficoltà facendo un solo passo indietro mentre si pronuncia il comando e, anche in tal caso, se il cane rimarrà fermo, premiarlo immediatamente; le volte successive si potrà indietreggiare un passo in più e vedere la reazione del cane. Se invece il quattrozampe cerca di alzarsi, non bisogna gratificarlo in nessuna maniera, ma al contrario ribadire il comando “resta!” in modo deciso. Se il cane si rimette seduto allora andrà premiato; se invece finisce di alzarsi, bisogna portarlo almeno un metro più indietro rispetto a dove era inizialmente, per fargli capire che, se non sta fermo, per “punizione” verrà allontanato ancora di più da noi.INSEGNARE IL COMANDO "RESTA" AL CANE: NON DIMENTICARE DI "LIBERARLO" Quando il cane imparerà ad eseguire il comando “resta” senza più alcun tentennamento e lo manterrà per un tempo abbastanza lungo, allora si potrà chiedergli di “restare” anche quando noi ci portiamo in un punto che sia al di fuori del campo visivo del cane. Almeno le prime volte è bene nascondersi in modo da continuare a vedere il cane anche se lui non può vedere noi, ad esempio dietro un albero o un cespuglio, così da osservare il suo comportamento; anche in questo caso, se il cane tenta di alzarsi bisogna ripetere a gran voce il solito comando “resta”, in modo che capisca che noi lo controlliamo anche quando lui crede che non ci siamo più, dato che non può scorgere la nostra presenza. Contemporaneamente, sentendo la nostra voce, il quattrozampe saprà che non lo abbiamo lasciato solo – che è poi ciò che più lo preoccupa e lo spinge a scattare in piedi per venire a cercarci. Ma anche quando il cane sarà diventato bravissimo a mettere in pratica il “resta” e rimarrà immobile pur senza vederci, non dimentichiamoci mai di liberarlo dal comando con un “vieni!” entusiastico, battendo le mani tra loro o battendocele sulle cosce: per quanto paziente e addestrato, il nostro quattrozampe non aspetta altro che gli venga detto che può correrci incontro a prendersi le meritate coccole!

cane obeso

Cane obeso: conseguenze, problemi e dieta

Alimentazione Redazione - 14 Jan 2022

Cane obeso: un fenomeno in aumento Il numero di cani obesi è in costante aumento, tanto da raggiungere in alcuni paesi europei il 50% della popolazione canina. Nelle nostre opulente società occidentali il sovrappeso e l’obesità sono ormai diventate una vera e propria “piaga sociale”, e ciò vale non solo per noi essere umani, ma anche per i nostri amici a quattro zampe. Molto spesso infatti lo stile di vita scorretto che noi conduciamo si riflette anche sui nostri amati “pelosi”. Un cane si considera in sovrappeso quando il suo peso corporeo è del 5-20% superiore al peso previsto per la razza, mentre è considerato obeso quando il suo peso supera di oltre il 20% quello standard. Già a prima vista possiamo renderci conto che il nostro è un cane obeso: quando le anse che ogni cane ha sui fianchi incominciano a non essere più ben definite o addirittura scompaiono, e il tronco appare come un unico “blocco” uniforme, dobbiamo chiederci se il nostro cane non sia troppo grasso. È sempre bene porre questa domanda al veterinario, che farà un attento esame, volto a misurare la percentuale di massa grassa in rapporto alla massa magra, per avere una valutazione completa dello stato fisico del nostro animale. Questo è un primo importante passo che porta il padrone a prendere coscienza del problema dell'obesità nel cane: molti infatti non riconoscono o non ammettono il sovrappeso del proprio cane, che in molti casi, è determinato da sbagliate abitudini alimentari messe in atto dallo stesso proprietario.Obesità nel cane: causeUn regime dietetico non equilibrato: troppo spesso il padrone vede nel cibo una fonte di gratificazione per il cane e un modo per dimostrargli il proprio affetto, quindi tende a iperalimentarlo, dandogli cibo fuori pasto, magari allungandogli dalla tavola bocconi non adatti a lui o concedendogli troppi “premi” sotto forma di snack e biscotti, ogni volta che il cane ne fa richiesta; Una scarsa attività fisica: per bruciare le calorie che ingerisce il cane, come del resto noi umani, ha bisogno di fare movimento. Molte volte però il padrone, preso da mille impegni, non riesce a trovare il tempo necessario per la passeggiata quotidiana con il suo quattrozampe, che finisce per condurre una vita troppo sedentaria e quindi a maggiore rischio obesità; La sterilizzazione o castrazione del cane è spesso un fattore che incide negativamente sull’aumento di peso: quando il cane viene sterilizzato il suo metabolismo subisce dei mutamenti che provocano un aumento dell’appetito e quindi una tendenza ad ingrassare; L’appartenenza ad alcune razze è un elemento che predispone all’ obesità nel cane: in particolare i Retriver (Golden e Labrador), i Beagle, l Bassotti, i Cocker Spaniel sono geneticamente tendenti al sovrappeso; L’età è un altro elemento che può aumentare il rischio di obesità: più il cane è anziano e meno avrà voglia di giocare e fare movimento, magari anche per il sopraggiungere di malattie o problemi nella deambulazione, esponendosi quindi ad una maggiore probabilità di diventare obeso.Cane obeso: conseguenze e problemi Essere un cane obeso non è solo un problema estetico, ma può essere soprattutto causa di importanti problemi di salute. Come per noi umani infatti l’obesità è un fattore che aumenta l’incidenza di gravi patologie, quali il diabete mellito, in cui un malfunzionamento del pancreas causa l’incapacità dell’organismo di produrre la giusta dose di insulina e quindi di regolare la quantità di zuccheri presenti nel sangue, che aumentano oltremisura, andando col tempo a danneggiare molti dei principali organi vitali, come i reni o il cuore. L’insulina inoltre governa il senso di sazietà nel cervello, quindi una scarsa produzione di questo ormone genera un costante stimolo alla fame, dando vita ad un circolo vizioso ancor più pericoloso. L’obesità causa anche problemi cardio-circolatori, ipertensione, difficoltà respiratorie, dermatiti e problemi articolari: soprattutto nei cani anziani, il dover sostenere un peso superiore a quello per cui le articolazioni sono predisposte, provoca o peggiora patologie a carico dell’apparato locomotore.Cane obeso: come fare? È importante cercare di combattere, ma soprattutto prevenire l’insorgere del sovrappeso e dell'obesità nel cane. Per farlo basta seguire alcune semplici regole che, se osservate costantemente, condurranno ad uno stile di vita sano e regolare.un’alimentazione equilibrata: somministrare al proprio cane la giusta quantità di cibo, in base alla taglia, alla razza e all’età dell’animale, senza essere troppo indulgenti quando il vostro adorato quattrozampe vi guarda con occhi pietosi in cerca di cibo. Uno snack ogni tanto può essere concesso, ma senza esagerare e senza mai superare le dosi consigliate sulle confezioni. La dieta va calibrata anche in rapporto allo stato di salute e all’attività fisica del cane: un animale impegnato frequentemente in esercizi sportivi (ad esempio l’agility dog) disperderà maggiori energie e quindi avrà bisogno di un più alto apporto nutritivo; il movimento costante: il cane ha bisogno di fare moto! I nostri “peolsi” non sono nati per poltrire sul divano di casa: un’attività fisica regolare (almeno una mezz’ora quotidiana di passeggiata) è fondamentale per garantire al cane uno stato di salute ottimale, ma anche un giusto equilibrio mentale. Del resto, una piacevole camminata con il nostro migliore amico è un toccasana anche per il padrone, che potrà così condividere con il proprio animale un momento di svago e di benessere; nei casi di obesità resistente, in cui nemmeno il cambiamento dello stile di vita riesce a dare risultati ottimali, il veterinario potrà prescrivere anche dei farmaci specifici, che riducono il senso di fame e l’assorbimento di grassi. Come effetti collaterali possono provocare episodi di vomito o diarrea, che però generalmente si risolvono dopo le prime settimane di somministrazione.

Piante tossiche per il cane

Piante tossiche per il cane: quali sono

Salute del cane Redazione - 14 Jan 2022

CHI RISCHIA DI PIU' NELL'ASSUNZIONE DELLE PIANTE TOSSICHE PER IL CANE? I nostri cani non sanno che tutto ciò che è bello e profumato non necessariamente è anche buono… Sono molte le piante tossiche per il cane, se ingerite, non solo quelle ornamentali, che a noi umani appaiono piacevolmente colorate, ma anche alcune piante coltivate, di cui noi ci cibiamo abitualmente. Ecco così che gli appartamenti fioriti e i giardini possono nascondere pericolose insidie per i cani che abbiano la malaugurata idea di “assaggiare” le piante che li ornano. I più a rischio sono sicuramente i cuccioli: spesso non si limitano ad annusare, ma tendono a prendere in bocca tutto quello che trovano a loro portata, spinti dalla curiosità di scoprire il mondo che li circonda, dall’inesperienza, ma anche dai fastidi legati alla dentizione. Non è vero, come molti credono, che i cani per natura sanno distinguere tra ciò che è commestibile e ciò che è velenoso, ma lo devono apprendere, ed i modi per farlo sono due: o imparandolo dalla mamma o sperimentandolo direttamente. La prima possibilità si verifica ormai sempre più di rado, perché spesso i cuccioli vengono tolti ancora molto piccoli alla madre, che non ha il tempo di “tramandare” il suo sapere ai propri figli. Anche molti cani adulti però mantengono la cattiva abitudine di ingerire quello che trovano in giro per casa o per i giardini, perché annoiati o per sfogare la loro energia. È vero che qualcosa di istintivo c’è nel cane, soprattutto nell’olfatto, che lo spinge a stare lontano da alcune piante per noi inodori, ma che per il finissimo fiuto canino emanano effluvi agri che suggeriscono al cane che la pianta è tossica, ma l’odorato non basta.LE PIÙ DIFFUSE PIANTE TOSSICHE PER IL CANE Ma quante e quali sono le piante tossiche per il cane? Più di quante possiamo immaginare! Vediamo quelle che più comunemente il cane può trovare nei vasi delle nostre case, sui terrazzi o nei parchi cittadini: tra le piante in assoluto più pericolose ci sono l’oleandro, il tasso, l’edera, il ricino e l’ortensia, che possono avere effetti anche mortali se ingerite dal cane anche in piccole quantità, perché provocano gravi complicanze cardiache e respiratorie. Per tutte le altre piante tossiche per il cane, fortunatamente, le conseguenze sono meno gravi e, se trattate in tempo, non lasciano strascichi. Tra le piante ornamentali più diffuse bisogna fare attenzione ad azalea, begonia, ciclamino, ficus, glicine, iris, rododendro, tulipano, stella di natale, che causano nella maggior parte dei casi episodi di vomito e diarrea, talvolta accompagnati da dolori addominali e abbattimento. Tra le piante coltivate per il cane sono tossiche l’aglio, le fave, la cipolla, i fagioli crudi, l’erba medica e il lino, che può comportare anche alterazione del ritmo cardiaco. Vi sono anche piante selvatiche pericolose per la salute del nostro cane, magari meno facilmente accessibili perché si trovano nei boschi, ma che possiamo incontrare durante una passeggiata col nostro migliore amico, quali la belladonna, la digitale, l’agrifoglio.COSA FARE SE IL CANE INGERISCE PIANTE TOSSICHE Se vediamo il nostro cane ingerire una pianta tossica la prima cosa da fare è aprirgli la bocca e rimuovere i residui ancora da deglutire, lavando il più accuratamente possibile il cavo-orale, perché il maggiore o minore grado di tossicità delle piante dipende anche dalla quantità che il cane ne mangia. È importante non intraprendere nessun trattamento fai-da-te, suggerito dal sapere comune, come far vomitare l’animale o fargli bere del latte, perché si può addirittura peggiorare la situazione: il latte ad esempio, in alcuni casi, aumenta l’assorbimento delle tossine da parte dell’organismo, amplificando gli effetti velenosi della pianta. Occorre quindi rivolgersi il prima possibile al veterinario: anche se non esistono antidoti per le intossicazioni vegetali, verranno somministrati al cane i farmaci sintomatici adeguati al caso.

Ansia da separazione del cane

L'ansia da separazione del cane: sintomi e rimedi

Comportamento Redazione - 14 Jan 2022

Ansia da separazione del cane: cos'è e come si può curare Uno dei motivi per cui più di frequente i padroni degli amici a quattro zampe si rivolgono ad un esperto in problemi comportamentali è la cosiddetta ansia da separazione del cane. Si tratta di una vera e propria patologia, un disturbo del comportamento che può interessare cani di ogni età o razza. L’ansia da separazione del cane si manifesta quando il nostro fedele amico è costretto a restare lontano dal padrone o comunque dalle sue figure di riferimento; ecco così che, ad esempio, quando uscite per andare al lavoro, il vostro cane, abitualmente dolce, giocherellone e mansueto, si “trasforma” in un uragano domestico, distruggendo tutto ciò che trova alla sua portata, abbaiando furiosamente o raspando porte e muri, come volesse aprirsi una via di fuga. Se al vostro ritorno stentate a riconoscere casa vostra e ogni volta dovete fare la conta dei danni, molto probabilmente il vostro cane soffre di ansia da separazione! Eh sì, perché bisogna aver ben chiaro che per il cane è una vera e propria sofferenza, una tortura quotidiana, come dimostrano i molteplici segnali che identificano inequivocabilmente questo problema: una volta rimasto solo il cane cade in uno stato di ansia, che si manifesta di solito entro la prima mezz’ora di assenza del padrone.Questo si può trasformare in un vero e proprio attacco di panico, che dà origine a tutta una serie di sintomi o reazioni incontrollate:tachicardia (accelerazione del battito cardiaco); respirazione accelerata; salivazione eccessiva; depressione; agitazione motoria: ad esempio correre nervosamente da una parte all’altra della casa; urinazione incontrollata: fare pipì dappertutto e più volte, anche nell’arco di un periodo di tempo ristretto; autolesionismo: leccarsi insistentemente in uno stesso punto, procurandosi delle escoriazioni; iniziare a rosicchiare mobili e a ridurre in brandelli divani, tende, tappeti, sfogando l’ansia distruttrice su qualsiasi oggetto della casa; abbaiare, ululare o piangere insistentemente per ore; raspare pavimento, porte, muri, fino talvolta a spezzarsi le unghie o a ferirsi; rifiutare il cibo che gli viene offerto e mangiare solo dal padrone; mostrare eccessive manifestazioni di gioia al vostro rientro.Molte volte le avvisaglie dell’ansia di separazione nel cane iniziano già quando il padrone è ancora in casa, ma tutti i suoi movimenti fanno capire al quattrozampe che sta per uscire. Il cane incomincia a girargli attorno in stato di agitazione e, a volte, tenta anche di trattenerlo fisicamente dall’andar via, afferrandogli i pantaloni con i denti o frapponendosi tra lui e la porta d’ingresso.Ansia da separazione del cane: le cause Ci sono alcune razze in un certo senso più predisposte di altre a sviluppare ansia da separazione, come tutti i cani caratterizzati da un forte attaccamento al padrone (Dobermann e molossoidi in genere, cani da conduzione di greggi), così come i cuccioli che sono stati tolti troppo prematuramente alla madre; nella maggior parte dei casi però la causa inconsapevole dell’ansia da separazione del cane siamo proprio noi padroni. Molto spesso, ricoprendo il nostro cane di coccole continue, dispensando premi anche quando non dovuti e non richiesti, tenendolo sempre in braccio, non facciamo altro che diminuire l’autostima del cane e contemporaneamente accrescere a dismisura il senso di dipendenza che l’animale ha nei nostri confronti. Un atteggiamento iperprotettivo verso il nostro cane può solo danneggiarlo, perché quando non siamo con lui, il nostro fedele amico si sentirà letteralmente sperso e insicuro e da lì nascerà la sua sindrome di ansia da separazione. Si dice spesso che i cani abbandonati, presi dai canili, sono più inclini a sviluppare questo problema: è vero fino ad un certo punto, perché spesso siamo noi umani a indurre in loro l’ansia da separazione. Consci dell’infelice passato del nostro nuovo amico, lo ricopriamo di attenzioni a volte morbose, pensando di “ripagarlo” in un certo senso dell’amore che non ha avuto in precedenza, ma inneschiamo in questo modo nel cane quel processo di totale dipendenza da noi, che nel momento in cui ci allontaniamo da lui, lo indurrà effettivamente a temere che anche noi lo stiamo abbandonando.Ansia da separazione del cane: cosa fare Se il vostro cane è affetto da ansia di separazione la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un professionista del settore, un esperto di comportamento canino, perché non tutti i cani rispondono agli stessi trattamenti ed è necessario quindi intraprendere un percorso mirato sulla soggettività del cane – e anche del padrone, visto che si tratta proprio di un problema nella relazione tra cane e padrone.Ma come curare o prevenire l'ansia da separazione del cane? Ecco alcuni comportamenti utili: ABITUARE IL CANE A STARE DA SOLO GRADUALMENTE: Iniziate quando è ancora cucciolo a lasciarlo in casa da solo, prima per brevi periodi, per poi andare gradualmente aumentando la durata della vostra assenza (allontanatevi per 10 minuti, poi per un quarto d’ora e così via). Soprattutto all’inizio rimanete nelle vicinanze, in modo da rientrare prima che il cane inizi a dare segni di ansia da separazione; così capirà che non lo state abbandonando, ma che ritornerete sempre da lui. LASCIATE AL CANE I SUOI SPAZI: anche quando siete in casa col vostro cane non state sempre morbosamente “appiccicati” a lui e viceversa: ogni tanto potete anche rimanere in stanze diverse, prendendovi un po’ di spazio per entrambi; non significa che vi amiate di meno… NON FATELO ANNOIARE: spesso la noia accentua l’ansia da separazione del cane. Quando uscite potete lasciare al cane dei giocattoli anti-stress, giochi d’intelligenza che lo terranno occupato diminuendo la sua frustrazione, oppure, prima di lasciarlo in casa da solo, portatelo a fare una passeggiata, a giocare al parco con altri cani, in modo che sfoghi la propria energia e arrivi più tranquillo e sereno al momento della separazione. MANTENETE UN CERTO “CONTEGNO”: prima di andare via comportatevi naturalmente, senza ricoprirlo di eccessive attenzioni e, quando rientrate, se il vostro cane vi riempie di festeggiamenti eccesivi, ignoratelo finché non si calma: solo allora potrete salutarlo adeguatamente.

Cani in condominio

Cani in condominio: cosa dice la legge

Curiosità Redazione - 14 Jan 2022

CANI IN CONDOMINIO: COSA FARE SE NON PIACE AGLI ALTRI ABITANTI DEL PALAZZO Anche se statisticamente i cani sono presenti in più della metà delle famiglie italiane, c’è sempre chi non li ama e non li accetta: se avete un cane e vivete in condominio vi sarà sicuramente capitato di accorgervi che qualche altro abitante del palazzo è insofferente alla presenza del vostro amato Fido per le motivazioni più disparate (spesso prive di fondamento), come la paura del cane, la convinzione che sporchi e porti malattie e simili. Ma cosa dice la legge sulla presenza di cani in condominio? Un tempo non era inusuale trovare affissi negli androni di alcuni condomini avvisi del tipo “in questo palazzo è vietato l’accesso ai cani”. Oggi non è più possibile perché la legge italiana lo proibisce esplicitamente. Il decreto n° 220 del 2012, che ha modificato l’articolo 1138 del Codice Civile, dice che «le norme del regolamento» condominiale «non possono vietare di possedere o detenere animali domestici». A conferma e ulteriore chiarimento di ciò la Cassazione, nel decreto del 13 marzo 2013, ha riconosciuto che l’animale da compagnia è un “essere senziente” e, in quanto tale, non può più essere equiparato ad un semplice “oggetto” posseduto dal proprietario, ma deve essere riconosciuto come membro della famiglia. Si è inoltre espresso il diritto della persona ad avere un animale da compagnia. Anche se la legge parla chiaro, tuttavia, potrebbe sempre esserci qualche condomino ignorante in materia che manifesti il proprio fastidio nei confronti del vostro cane in sede di assemblea condominiale, magari chiedendo che all’animale venga vietato l’accesso all’ascensore o alle aree comuni. In questo caso è possibile annullare ogni decisione in merito, inviando una lettera in carta semplice al Giudice di Pace della vostra città, entro 30 giorni dalla data della deliberazione, nel caso vi siate dichiarati contrari o astenuti alla votazione, oppure entro 30 giorni dal ricevimento del verbale di assemblea, se eravate assenti. Meglio allegare alla lettera anche eventuale certificato che attesti la buona salute del cane, rilasciato dal vostro veterinario, e una copia del verbale che contiene la disposizione “incriminata”. Se invece la decisione contro il vostro cane non fosse stata inclusa tra gli argomenti all’ordine del giorno, ma semplicemente discussa nelle “varie ed eventuali”, allora è già di per sé nulla. Non dovrete fare altro che inviare una raccomandata all’Amministratore per farlo presente.ATTENZIONE AI CONTRATTI D’AFFITTO PER CHI HA CANI IN CONDOMINIO Se è vero che oggi il condominio non può più vietare la presenza di un cane, diverso è però il discorso nel rapporto che regola la locazione di un appartamento. I proprietari di un immobile infatti possono decidere di non accettare in casa propria inquilini che abbiano un animale, perché in questo caso si tratta di una casistica regolata dal diritto privato tra i cittadini. Fate dunque attenzione prima di firmare un contratto d’affitto che questo non contenga alcuna clausola con il divieto di coabitazione del vostro amato quattrozampe.  GLI OBBLIGHI PER CHI HA CANI IN CONDOMINIO Non bisogna dimenticare che chi ha un cane e vive in condominio deve comunque rispettare alcune norme di comportamento, che sono poi anche regole di buona educazione:Negli spazi condominiali tenete sempre il cane al guinzaglio, anche all’interno dell’ascensore e dell’eventuale cortile comune del palazzo; Se il cane è aggressivo o mordace fategli indossare la museruola; Lasciate sempre pulite le aree condominiali, raccogliendo i bisogni del vostro cane: se avete un cucciolo è probabile che le prime volte che lo portate fuori faccia un po’ di pipì nel portone – è piccolo e deve ancora imparare! Fa niente, l’importante è che provvediate a pulire, in modo che anche i condomini più “antipatici” non possano appigliarsi a nulla di concreto. L’unico caso in cui si può arrivare a vietare la presenza di un cane in condominio è per una comprovata mancanza di igiene e decoro o per il deterioramento e la sporcizia delle parti comuni causate dall’animale; va detto però che quanto sopra deve essere dimostrato dal condominio con prove inequivocabili, comprese con perizie effettuate da tecnici privati e della ASL di competenza.

I cani fiutano i tumori

I cani fiutano i tumori: ma come fanno?

Training Dog Redazione - 13 Jan 2022

I cani fiutano i tumori: la natura straordinaria dei nostri quattro zampe. Che i cani siano non solo i migliori amici dell’uomo, ma anche dei collaboratori preziosi e insostituibili in molte attività anticrimine e di ricerca è ormai cosa nota. Grazie al loro finissimo olfatto sono in grado di scovare la presenza di droga e altre sostanze illegali, di avvertire tracce molecolari di persone scomparse, di trovare vittime di valanghe o di terremoti, sepolte sotto metri di neve o cumuli di macerie. Ma non solo! È ormai scientificamente appurato che i cani fiutano i tumori e la loro presenza, individuandoli ancor prima dei metodi diagnostici all’avanguardia che la scienza mette oggi a disposizione. La prima testimonianza di questa incredibile capacità olfattiva dei cani (il senso dell'olfatto canino è fino a 100.000 volte più potente del nostro) risale al 1989, quando venne pubblicata la notizia di un medico britannico che, dopo aver visto il proprio dalmata annusare insistentemente un neo sulla gamba della moglie, fatti i dovuti accertamenti clinici, seppe che si trattava di un tumore maligno. Da allora sono stati avviati diversi studi scientifici nell’ambito della comunità medica internazionale, volti ad appurare la veridicità di quella intuizione e tutti, nell’arco di circa un trentennio, hanno confermato che i cani fiutano i tumori ancora allo stadio iniziale, quando nemmeno i più sofisticati esami di laboratorio riescono ancora ad individuarli. Tra gli ultimi lavori presentati in materia, a inizio aprile all'Experimental Biology meeting 2019, a quattro beagle è stato insegnato a riconoscere i campioni di sangue positivi per il tumore maligno al polmone. I risultati sono stati molto precisi, come dichiarato dai ricercatori impegnati nello studio: l'accuratezza delle diagnosi sfiorava il 97%. Va da sé che questa scoperta ha una rilevanza enorme ai fini della diagnosi precoce e, di conseguenza, apre nuove strade alla possibilità di intervenire quando la malattia è appena insorta e ci sono maggiori probabilità di cura e di successo. E come se non bastasse, pare che l’attendibilità del tartufo canino sia, nella maggior parte dei casi, superiore al 90%, fino a sfiorare talvolta la perfezione.I cani fiutano i tumori: ecco come In che modo il fiuto del cane riesce ad avvertire la presenza delle cellule tumorali? Anzitutto va precisato che i cani specializzati nella ricerca del cancro sono il frutto di un costante e sapiente addestramento: quindi è necessario che l’innata predisposizione di questi animali venga incentivata e indirizzata nella maniera corretta da esperti educatori, così da poter sviluppare appieno la propria potenzialità. Basta vedere questi cani all’opera per rendersi conto di quale accurato lavoro ci sia dietro: nella diagnosi del cancro alla prostata, ad esempio, vengono fatti fiutare al cane dei campioni di urina, trattata in modo che possa liberare dei corpuscoli volatili, meglio annusabili dal cane. Se l’animale non rileva nessuna traccia sospetta rimane in piedi, fissando il suo addestratore; quando invece fiuta la presenza della malattia, il cane si siede o si sdraia a terra. Con lo stesso metodo, oltre al cancro prostatico, si possono individuare anche altre tipologie di tumore: annusando l’alito di una persona il cane è in grado di fiutare la presenza di cancro al seno, alla pelle, all’intestino e ai polmoni, riuscendo a non farsi fuorviare nemmeno da eventuali altre patologie in corso ai danni dell’organo in analisi, come la BPCO (Bronco pneumopatia cronico ostruttiva) nel caso del tumore polmonare.I cani fiutano i tumori: e in Italia come va la ricerca? Anche nel nostro paese la ricerca di settore è stata avviata da anni, in particolare presso il Centro Veterinario Militare di Grosseto, sotto la guida del dottor Gianluigi Taverna - responsabile di Urologia presso Humanitas Mater Domini di Castellanza (Varese) -, che si è avvalso della collaborazione di due pastori tedeschi, Liù e Zoe, precedentemente cani anti-mina, poi addestrati alla meno cruenta ricerca di cellule cancerose prostatiche. Ecco le sue dichiarazioni: "Nonostante gli sforzi, a oggi non sappiamo quale sia lo specifico pool di molecole che compone l’odore del tumore; l’unica cosa nota è che si tratta di odori cancro-specifici, ossia ogni tipo di tumore ha il suo odore caratteristico. Siamo tuttavia ancora in fase di ricerca e attualmente il cane non può essere impiegato nella routine clinica". Oltre a confermare l’incredibile abilità dei cani, l’importanza di questi studi – ha sottolineato il direttore del team di scienziati – è che hanno fatto capire ai ricercatori che le molecole tumorali emanano un particolare odore che le contraddistingue, grazie al quale l’olfatto del cane può fiutare la presenza della malattia. Le cellule che costituiscono il cancro infatti hanno un metabolismo specifico che genera un insieme di componenti di azoto e di idrocarburi, tali da produrre delle esalazioni caratteristiche, che solo il naso dei cani riesce a fiutare. Anche qualora vi fossero molti più studi e meta-analisi che confermassero l'abilità e la precisione dei cani nel diagnosticare i tumori, risulterebbe comunque difficile che questi animali possano rappresentare il futuro della diagnosi. Anche a loro può capitare una giornata storta, non sono delle macchine. Tuttavia, la ricerca condotta sul loro lavoro potrebbe aiutare lo sviluppo di strumenti che replichino la loro abilità, come il naso elettronico, un sistema biomimetico che cerca di replicare l’apparato olfattivo. La nuova sfida della scienza ora consiste nell’individuare le molecole cancerose che annusa il cane, così da realizzare un nuovo strumento diagnostico capace di riconoscere il loro odore, una sorta di “tartufo elettronico”.

Sviluppo fisico del cane: ecco le fasi

Salute del cane Redazione - 13 Jan 2022

GLI STADI DELLO SVILUPPO FISICO DEL CANE È risaputo che i nostri amici a quattro zampe hanno una crescita molto rapida: questa velocità nello sviluppo fisico del cane è particolarmente evidente nelle taglie medio-grandi i cui cuccioli, nel giro di poco tempo, passano da essere poco più che una “palla di pelo” a raggiungere dopo appena nove-dieci mesi i 30 kg o anche più, a seconda della razza; è sorprendente se si pensa che un “cucciolo d’uomo” impiega per arrivare allo stesso peso nove-dieci anni! Tuttavia anche per il cane vi è una sequenza nelle fasi della crescita che, seppur molto rapide e ravvicinate, devono essere rispettate e supervisionate, affinché il nostro quattrozampe possa diventare un adulto sano e forte. Ecco di seguito quali sono: FASE NEONATALE: va dalla nascita ai 15 giorni di vita ed è il momento in cui il cucciolo è completamente indifeso e dipendente dalla madre, perché non vede, non ha udito e non si sa ancora esattamente fino a che punto possegga l’olfatto. Di sicuro in questa fase è predominante il senso del tatto, grazie a cui il piccolo avverte la presenza della mamma e si attacca alle sue mammelle per succhiare il latte. FASE DI TRANSIZIONE: è quella in cui il cucciolo, dopo aver aperto gli occhi a partire dal 15° giorno circa, acquista gradualmente la vista, che arriva ad essere completa al 21° giorno, quando il piccolo riesce a distinguere con nitidezza tutto ciò che lo circonda.In questo periodo si sviluppa anche l’udito: il cucciolo, sordo alla nascita, inizia a sentire a partire dal 17° giorno circa, ma è solo raggiunti i 25 giorni di vita che la capacità uditiva raggiunge la sua completezza e il cane è in grado di percepire anche la direzione da cui il suono proviene. Sempre in questa fase di crescita inizia anche la dentizione: i primi denti da latte (gli incisivi centrali) spuntano tra il 12° e il 25° giorno, ma bisogna attendere fino ai 35 giorni perché tutti i 28 dentini siano nati. La dentatura definitiva invece si formerà solo successivamente tra il quarto e il sesto mese di vita.PROGRESSIVA AUTONOMIA NELLE FASI DI SVILUPPO FISICO DEL CANE Dalla terza settimana in poi inizia una fase dello sviluppo fisico del cane molto importante, che si potrebbe definire FASE DELL’AUTONOMIA, perché il cane acquista una progressiva indipendenza dalla madre. Anzitutto inizia a muoversi di più: mentre nelle due settimane iniziali di vita il cucciolo è quasi immobile e oscilla solo la testa, dal 21° giorno circa in avanti incomincia a spostarsi, prima goffamente poi via via reggendosi sempre più sulle quattro zampe, finché raggiunto il mese e mezzo circa, acquisisce una completa coordinazione dei movimenti. In questo periodo il cagnolino si allontana sempre più dalla madre, iniziando a spostarsi all’interno della cuccia. Sempre dalla terza settimana circa incomincia quella fase di sviluppo fisico del cane che lo porta ad avere il controllo delle sue funzioni corporee: inizialmente infatti è la madre che, leccando i genitali dei piccoli, ne stimola la minzione e la defecazione. Quando raggiunge il controllo volontario su dove e quando fare i propri bisogni il cagnolino inizia ad allontanarsi sempre più per non sporcare nel luogo dove vive. La “fatidica” terza settimana segna un discrimine anche nella regolarizzazione del ritmo sonno-veglia: se nei primi 15 giorni il cucciolo dorme quasi tutto il tempo e si sveglia solo per succhiare il latte dalla mamma, a partire dal 21° giorno circa è sempre più vigile e più attivo, finché i momenti di veglia arrivano ad essere superiori a quelli di sonno. Alla fine della terza settimana in sostanza sono terminate le principali fasi di sviluppo fisico del cane: tutti i suoi sensi sono ormai perfezionati, la capacità di movimento è completa, quindi i cucciolini sono pronti per lasciare definitivamente la nursery e proiettarsi alla scoperta del mondo!

I cani nascondono il cibo

I cani nascondono il cibo: ecco perche'

Comportamento Redazione - 13 Jan 2022

I CANI NASCONDONO IL CIBO: COSA SPINGE I NOSTRI AMICI A FARLO? Avete visto il vostro cane scavare furiosamente una buca in giardino e nasconderci dentro un bell’osso? Niente di strano! È un comportamento del tutto normale. I cani nascondono il cibo ed è un retaggio delle loroorigini: il lupo in natura, quando riesce a catturare una grossa preda, ne mangia fino a saziarsi, dopodiché trascina la parte rimanente della carcassa in un luogo il più possibile recondito, al riparo da altri potenziali predatori, allo scopo di conservarla per i “tempi bui”. Il cane è previdente e fa scorte di cibo, così da avere una riserva cui attingere quando la caccia non sarà fruttuosa o quando la rigida stagione invernale ridurrà al minimo la disponibilità di animali da catturare. Certo, i nostri cani non hanno gli stessi problemi di penuria di cibo, anzi sono spesso iper-alimentati e viziati con snack e biscottini appetitosi e allora perché continuano a comportarsi così? Perché è scritto nel loro codice genetico e, anche se sono trascorsi millenni da quando il cane è stato addomesticato e si è differenziato dal lupo, permane in loro un’impronta ancestrale, un istinto incancellabile, che spinge anche i quattrozampe casalinghi a mantenere questo comportamento. Ecco perché non dobbiamo sgridare se i cani nascondono il cibo: non servirebbe a nulla e non sarebbe corretto rimproverarli per una pratica innata. È pur vero che qualche volta può essere fastidioso trovare pezzi di pane secco mezzo mangiucchiato sotto ai cuscini del divano, ma non è poi così insopportabile e, tutto sommato, ci fa anche sorridere vedere il nostro amato cane che si impegna a raspare il sofà, pensando di poter scavare una buca come se fosse la terra del prato davanti a casa, senza riuscirci, indispettendosi per gli sforzi falliti! Ma i nostri ingegnosi pelosetti non si danno per vinti e trovano anche tra le mura domestiche dei nascondigli improvvisati per le loro provviste: sotto ai tappeti, dietro alle tende, sotto ai mobili, nei vasi delle piante, senza limite alla fantasia…I CANI NASCONDONO IL CIBO: COME EVITARLO Ammesso che quest'abitudine può essere tollerata senza troppo sforzo da noi umani, c’è comunque qualche rimedio che possiamo provare ad adottare per dissuadere il nostro quattrozampe dal perseverare in questo comportamento. Visto che i cani nascondono il cibo quando ne hanno in sovrabbondanza, si può ridurre la porzione giornaliera, in modo che non avanzi nulla; ma ciò non significa ovviamente “affamare” il povero animale! Rispettate sempre le dosi consigliate dal vostro veterinario di fiducia. Tanto più che, se il peloso si nutre di crocchette, sarà comunque ben difficile per lui andare a sotterrare una manciata di mangime secco, qualunque sia la quantità di pappa che gli mettete a disposizione. Più “a rischio” sono invece i cibi “tutti d’un pezzo”, come gli ossi di pelle di bufalo, i panini, le croste di formaggio. Inoltre, non necessariamente togliendo il cibo in eccesso risolverete il problema, perché il cane potrebbe comunque continuare a nascondere non più generi alimentari, ma giocattoli: in mancanza d’altro, anche un osso di gomma può essere utile allo scopo di perpetrare quest’istinto di sopravvivenza dei nostri amici cani!

Ecco come i cani ci dimostrano affetto

Comportamento Redazione - 13 Jan 2022

TUTTI I MODI CON CUI I CANI CI DIMOSTRANO AFFETTO Migliaia di anni fa il cane ha scelto di vivere accanto all’uomo e lo ha fatto nel momento in cui si è lasciato addomesticare e ha abbandonato il suo stato naturale e selvatico, differenziandosi così definitivamente dal suo progenitore lupo. Soprattutto all’inizio è stata una scelta dettata in buona parte dall’opportunità e dalla convenienza, perché il cane, vivendo con l’uomo e svolgendo alcuni “lavori” per lui (la conduzione del gregge, la guardia alla proprietà), si garantiva cibo facile e un posto più sicuro dove vivere e dormire, al riparo dai predatori. Ma non è stata solo una scelta di comodo: il cane ha riconosciuto nell’uomo il suo capobranco e, come tra i lupi, il soggetto alpha non è quello che tutti gli altri temono, ma quello che tutti riconoscono come un leader, una guida, e verso cui tutti provano rispetto e attaccamento.Come dimostra affetto un cane? Ecco una serie di comportamenti SCODINZOLARE E UGGIOLARE: ogni volta che rientriamo a casa, anche se ci siamo assentati solo per pochi minuti, il cane ci accoglie con la festosità di chi non ci vede da anni. Ci corre incontro muovendo la coda freneticamente a destra e sinistra o roteandola vorticosamente, spesso accompagnando il tutto con uggiolii, abbai e grida di gioia. Alcuni dall’emozione non riescono nemmeno a trattenere la pipì… SEGUIRE SEMPRE IL PADRONE: anche quando siamo in casa con lui, il cane sembra non poter fare a meno di seguirci. Si sposta da una stanza all’altra assieme a noi, deve sempre sapere dove siamo, non vuole mai perdere il contatto visivo con noi. A volte è talmente “asfissiante” che ce lo ritroviamo letteralmente in mezzo ai piedi ad ogni passo che facciamo. Spesso l’affettuoso quattrozampe si appoggia addirittura alle nostre gambe, spingendoci un poco, per richiamare la nostra attenzione, come a dire: “ehi, sono qui, non mi vedi?”. Per il cane la cosa più importante è essere sempre assieme al padrone e sarebbe disposto a seguirlo anche in capo al mondo, pur di stare con lui… per la serie: “due cuori e una capanna!” LECCARE IL VISO E LE MANI: è uno dei modi più teneri con cui i cani ci dimostrano affetto. Ci lecca il viso e le mani sia quando ci accoglie al nostro rientro sia quando gli stiamo facendo le coccole o al termine di un momento di gioco insieme. Anche i lupi leccano il muso del loro capobranco in segno di sottomissione, di rispetto e di amore.MOSTRARE IL VENTRE: quando il cane si sdraia “pancia all’aria” ci comunica la sua incondizionata fiducia nei nostri confronti, perché ci mostra il suo lato più debole; in quella posizione è completamente indifeso, ma il cane sa che non deve temere nulla da noi. “ACCUDIRE” IL PADRONE QUANDO È MALATO: se siamo a letto con l’influenza il nostro cane non si stacca un attimo da noi. Anche i quattrozampe più esuberanti sembrano mettere da parte la loro vivacità e rimangono tranquilli, accoccolati vicino al padrone finché non è completamente guarito. Sembrano vegliare su di noi e quasi “empatizzare” con il nostro essere malati. Quale conforto più grande e gradito per noi umani! Quasi meglio di qualsiasi medicina… VOLER DORMIRE CON IL PADRONE: il cane vorrebbe sempre dormire assieme al padrone. Farlo salire sul letto potrebbe creare problemi di dominanza e di gerarchia, ma quando è sicuro che il quattrozampe non ha nessuna velleità da capobranco, vedere la sua espressione beata mentre dorme acciambellato ai nostri piedi, la dice lunga su quanto il cane sappia dimostrare affetto.Legame cane-padrone: perchè i cani ci dimostrano affetto? La risposta al perché i cani ci dimostrano affetto è in buona parte scritta nel suo DNA. Come discendente del lupo, il cane è un animale sociale: in natura vive all’interno del branco, che è la sua famiglia e nel quale trova e offre protezione, perché la forza del branco è la coesione. Così come un lupo da solo ha ben poche possibilità di sopravvivere, allo stesso modo il cane non cercherà mai la solitudine, ma farà tutto quello che può per stare col padrone. Il lupo è uno dei pochi animali monogami in natura: si lega ad una compagna per tutta la vita e assieme a lei alleva la prole; così il cane vive in simbiosi col proprio padrone, che amerà per sempre e per cui sarebbe disposto anche a sacrificare la propria vita.

Il cucciolo piange di notte: cosa fare

Comportamento Redazione - 13 Jan 2022

Se il cucciolo piange di notte ci troviamo di fronte ad un comportamento da correggere. Avete appena preso un cucciolo di cane e siete entusiasti del nuovo membro della vostra famiglia, ma appena scende la notte iniziano i guai… Eh sì, perché l’adorabile cagnolino non vi lascia dormire e piange ininterrottamente, mettendo a rischio anche il sonno dei vostri vicini di casa. Per prima cosa non andate su tutte le furie e non stupitevi nemmeno più di tanto: il cucciolo non è un giocattolo che, quando siamo stanchi, basta togliere le pile e si spegne automaticamente. Dovevamo mettere in conto che il cucciolo, come tutti i piccoli - anche quelli umani - deve ancora essere educato e, se non ci avevamo pensato prima, è stato un errore nostro. Fatta questa doverosa premessa, occorre capire per quale motivo il cucciolo piange di notte: non è difficile se solo si pensa che è appena stato “strappato” dal suo branco, dalla sua mamma e dal suo consueto ambiente per essere portato in una casa che non ha mai visto e con persone a lui completamente sconosciute. Anche noi forse, se fossimo al suo posto, ci metteremmo a piangere... Il cucciolo si sente abbandonato, sperso, ha paura, e allora cosa fare per rassicurarlo, senza però rischiare di coprirlo di eccessive attenzioni, innescando così un circolo vizioso? Anzitutto occorre preparare per il nuovo arrivato una cuccia confortevole in un punto della casa dove possa sentirsi protetto, comunque mai all’aperto, in giardino: il piccolo non sa dove si trova, è solo e ha assolutamente bisogno di imparare a conoscere il suo nuovo branco umano, oltre all’ambiente che diventerà casa sua, e a capire che lì è al sicuro. A questo punto ci sono due possibilità: o collocare la cuccia a fianco del vostro letto o in un’altra stanza. Se scegliete la prima, sappiate che d’ora in avanti il cucciolo vorrà sempre dormire vicino a voi, ma non c’è nulla di male, se anche a voi fa piacere. In questo caso il cucciolo sicuramente si sentirà meno abbandonato e più protetto, ma è probabile che pianga comunque. Allora potrete ogni tanto accarezzarlo (non sulla testa perché è un segno di dominanza e il cane è già abbastanza insicuro in quel momento!) per fargli sentire la vostra presenza, ma senza esagerare, altrimenti il cane potrebbe convincersi che siete sempre a sua completa disposizione. Se invece optate per la soluzione di sistemare per la notte cuccia e cane in una stanza diversa dalla vostra, allora, quando il cucciolo piange di notte lasciatelo piangere; dopo le prime notti si tranquillizzerà e non lo farà più. Può sembrare estremamente crudele, ma in realtà dovrete “tenere duro” e non andare da lui, perché in questo caso non si tratterebbe solo di rassicurarlo, ma di viziarlo. Finireste per innescare nella mente del cane il meccanismo per cui, ogni volta che piange, voi siete pronti ad accorrere, così continuerebbe a farlo anche le notti seguenti e qualche volta magari pure da adulto, se vuole ottenere qualcosa.Il cucciolo piange di notte: gli errori da non commettere Vi sono alcuni errori che il nostro istinto materno o paterno ci spinge a compiere quando il cucciolo piange di notte. I più comuni sono:Andare a dormire nella stanza in cui abbiamo deciso che il cucciolo deve trascorrere la notte, invece che nella nostra camera da letto. Noi pensiamo di farlo magari solo per quella prima notte o solo finché il cane si addormenta, ma sbagliamo, perché appena proveremo ad allontanarci, il cucciolo ricomincerà a piangere e lo farà sempre più forte se vede che non accorreremo da lui; Mettere il cucciolo a dormire nel nostro letto: può essere piacevole tenere il piccolo stretto a noi, ma dobbiamo sapere che, se lo facciamo una volta, dovremo farlo per sempre, anche se il cane è di taglia maxi e tra qualche mese arriverà a pesare 50 chili! Per qualcuno può essere comunque bello dormire assieme al proprio cagnolone; il problema in questo caso però può essere di dominanza, perché in natura è il capobranco a dormire in posizione sopraelevata, quindi, concedere al cane una tale prerogativa, potrebbe mettere in discussione la nostra leadership e creare problemi comportamentali e di gestione nel cane, a meno che non si tratti di un quattrozampe che è chiaramente gregario per indole o noi siamo degli addestratori talmente bravi da sapere come comportarci in ogni situazione.

Alimentazione del cane anziano

Alimentazione del cane anziano: cosa deve mangiare per stare bene

Alimentazione Redazione - 12 Jan 2022

Alimentazione del cane anziano: cosa deve mangiare un cane un po' in là con gli anni? Come accade a noi esseri umani, anche il cane quando entra nella terza fase della sua vita, la vecchiaia, ha bisogno di cure e attenzioni particolari, compresa anche un'alimentazione del cane anziano equilibrata e specifica per questo. La “terza età” per i nostri amici a quattrozampe inizia generalmente intorno agli otto-nove anni d’età per i cani di taglia medio-grande e verso i dieci anni per quelli di taglia piccola. In questo periodo dell’esistenza dei nostri fedeli amici i loro fabbisogni subiscono delle inevitabili variazioni di cui occorre tenere conto nella scelta della dieta da somministrare. Anzitutto si ha un rallentamento del metabolismo pari al 10-20%, con una riduzione della massa magra e, di contro, l’aumento della massa grassa. Se a questo aggiungiamo la diminuzione dell’attività fisica, come conseguenza di frequenti problemi osteo-articolari, e il minore fabbisogno energetico, ne deriva che il cane anziano è a forte rischio di obesità, con tutte le patologie correlate che questa può comportare.Alimentazione del cane anziano: cosa dargli da mangiare? Per prima cosa va detto che la dieta non deve mai essere modificata da un giorno all’altro (nei cani giovani così come in quelli più vecchi), ma sempre gradualmente, altrimenti si può andare incontro a disturbi vari, in primis episodi di diarrea. Le porzioni di cibo poi vanno adeguate al progredire dell’età: devono quindi diminuire le quantità, sempre in base alla taglia dell’animale e secondo quanto indicato dal veterinario, mentre è bene aumentare il numero dei pasti, suddividendo la razione giornaliera in almeno due o anche tre volte, così da appesantire il meno possibile il sistema digerente e quello intestinale. Sulla tipologia dei cibi che compongono l'alimentazione del cane anziano, bisogna fare attenzione a limitare i carboidrati, perché la glicemia fatica maggiormente a rientrare nei livelli normali, quindi c’è un elevato rischio di diabete, patologia molto diffusa in vecchiaia. Va mantenuto l’apporto di fibre, per favorire la motilità intestinale, e quello di proteine (senza eccedere per non sovraccaricare la funzionalità renale), ma soprattutto è importante che vengano scelte proteine di alta qualità. Quindi se il vostro cane mangia cibo secco, bisogna orientarsi verso crocchette di provenienza certa, mentre se mangia cibo fresco, vanno assolutamente banditi gli avanzi della tavola e preferite carni leggere e più digeribili come il pollo.Alimentazione cane anziano: le principali patologie che si possono evitareVi sono alcune malattie tipiche del cane anziano che un’alimentazione adeguata può contribuire a tenere sotto controllo:Riduzione della motilità intestinale: spesso, anche in correlazione alla minore attività fisica, il cane anziano ha problemi di costipazione. L’apporto corretto di fibre (3-5%) può aiutare a regolarizzare l’intestino, assieme alla somministrazione di acqua, la cui assunzione va stimolata, perché in vecchiaia il cane è più soggetto a disidratarsi; Il sistema immunitario è indebolito e quindi l’animale è più soggetto a contrarre malattie infettive. Si può in parte contrastare questo naturale processo di invecchiamento con una dieta a base di proteine di alta qualità e sostanze antiossidanti (come la vitamina E); Problemi cardiaci: l’alimentazione di un cane anziano cardiopatico deve anzitutto essere mirata ad un controllo del peso, per evitare l’obesità; inoltre è bene che l’apporto di sodio venga limitato, altrimenti si rischierebbe un’eccessiva ritenzione idrica; Insufficienza renale: vanno preferiti alimenti con un basso contenuto di fosforo e un corretto apporto di proteine (qualitativamente adeguate), per evitare di sovraccaricare i reni; Patologie dell’apparato osteo-articolare: spesso i cani anziani sono affetti da artrosi o altri problemi a carico dell’apparato locomotore. Per prevenirli è fondamentale evitare il sovrappeso, che graverebbe ulteriormente sulle articolazioni, oltre a somministrare integratori che svolgono una funzione protettrice delle cartilagini, come il condroitinsolfato e la glucosamina; Problemi odontoiatrici: a causa dell’accumulo di tartaro il cane anziano è soggetto a gengiviti che possono rendere problematica la masticazione. Si può prevenire questo problema, oltre che con una corretta igiene orale, con una dieta a base non solo di cibi umidi, ma anche secchi, che contribuiscono alla pulizia dei denti.Piaciuto l'articolo? Potrebbe interessarti anche https://www.razzedicani.net/corretta-alimentazione-del-cane/

Anagrafe canina: cos'è e come funziona

Curiosità Redazione - 12 Jan 2022

REGISTRAZIONE ALL’ANAGRAFE CANINA Avete intenzione di prendere un cane e qualcuno vi ha parlato di iscrizione all’Anagrafe canina, ma non sapete esattamente cosa sia? Niente di complicato: l’Anagrafe canina è una vera e propria banca dati informatizzata, che raccoglie i dati di tutti i cani presenti sul territorio nazionale. Gli scopi principali per cui è stata istituita sono tre:combattere abbandoni e randagismo; rintracciare velocemente il proprietario in caso di smarrimento o furto del cane; fare un vero e proprio censimento della popolazione canina in Italia, deducendone un insieme di dati statistici.L’iscrizione all’Anagrafe canina è obbligatoria e va effettuata entro 60 giorni dalla nascita del cane da parte del proprietario o del detentore. Nel caso di cani nati in allevamento la effettuerà necessariamente l’allevatore, perché prima dei due mesi di vita il cucciolo non può essere tolto alla mamma; poi il nuovo proprietario che acquisterà il cucciolo dovrà comunicarne entro 10 giorni il passaggio di proprietà. Per effettuare l’iscrizione all’Anagrafe canina occorre per prima cosa che il cane venga dotato di un microchip, un piccolo dispositivo elettronico contenente un codice a 15 cifre, che viene inoculato sottocute al cane, di solito nella parte sinistra del collo, in modo rapido e indolore, da un veterinario abilitato (della ASL o privato che sia). A partire dal 2005 il microchip, quale mezzo di identificazione del cane, ha sostituito il tatuaggio precedentemente in uso, ma per i quattrozampe nati precedentemente e in possesso del tatuaggio non è stato fatto obbligo di introdurre anche il microchip, se il tatuaggio era ancora ben leggibile.Contestualmente all’inserimento del microchip il veterinario rilascia il certificato di iscrizione all’Anagrafe canina, una vera e propria carta d’identità del cane recante la razza dell’animale, la data di nascita, la taglia, il colore del mantello, il sesso, il codice identificativo contenuto nel microchip, oltre al nome, cognome, codice fiscale e indirizzo del proprietario o detentore. L’Anagrafe canina è organizzata a livello regionale, quindi le modalità di iscrizione possono essere leggermente diverse da regione a regione; occorre quindi rivolgersi ai servizi veterinari del Comune o della ASL di residenza per conoscere i dettagli della procedura. Oltre alla prima registrazione del cane è obbligatorio anche comunicare l’eventuale cambio di residenza, il passaggio di proprietà, il furto, lo smarrimento e il decesso dell’animale.I COSTI DELL’ISCRIZIONE ALL’ ANAGRAFE CANINA L’iscrizione all’Anagrafe canina costa a chi la effettua 28,00 euro, pagabili mediante apposito bollettino postale intestato alla ASL regionale, dei quali 20,00 euro sono per il microchip e 8,00 euro per la registrazione; occorre presentarsi muniti di un documento di identità valido e del codice fiscale del proprietario o detentore che effettua l’iscrizione. Ma veniamo alle sanzioni previste dalla legge per chi contravviene all’obbligo di iscrizione all’Anagrafe:per chi non effettua l’iscrizione del cane all’Anagrafe regionale è prevista un’ammenda che va dai 78,00 ai 233,00 euro; per chi non provvede a dotare i cane di microchip entro il terzo mese d’età grava una sanzione dai 104,00 ai 259,00 euro: per chi non denuncia lo smarrimento, il passaggio di proprietà o la morte del cane si prevede una sanzione dai 78,00 ai 233,00 euro.

Fare il bagno al cane

Fare il bagno al cane: consigli per una corretta igiene

Igiene e bellezza Redazione - 12 Jan 2022

COME FARE IL BAGNO AL CANE Sia sa che i cani non amano particolarmente fare il bagno: se è vero che adorano tuffarsi in un fiume o in un lago per nuotare e giocare spensierati, non si accostano però con altrettanto entusiasmo al bagno fatto in vasca con shampoo e spugna. Va detto anzitutto che, se curare la pulizia del cane è una buona regola igienico-sanitaria, fare il bagno al cane non è un'attività che va ripetuta troppo spesso: si consiglia di lavarlo non più di due o tre volte all’anno, salvo esigenze particolari, perché altrimenti si rischia di danneggiare il film protettivo che il pelo del cane naturalmente possiede, oltre a causare dermatiti o eczemi. La pelle del cane infatti ha un PH pari a 7, diverso da quello umano, che la rende più delicata e vulnerabile della nostra. La necessità di fare il bagno al cane inoltre dipenderà anche dall’ambiente in cui vive: un cane che sta in casa, su materassini o divani, non si sporcherà spesso e non avrà bisogno di essere sottoposto a frequenti lavaggi. D’altro lato, un cane che vive all’aperto, esposto ad agenti inquinanti, o ama giocare rotolandosi nella terra del giardino, potrebbe necessitare di lavaggi un po’ più consueti.Quali regole seguire dunque per fare il bagno al cane, senza che per lui si trasformi in un’esperienza angosciosa?Anzitutto occorre abituare il cane al bagno gradualmente: iniziate a sottoporlo al primo bagnetto da cucciolo, solo però dopo che il veterinario vi avrà dato il permesso, perché non bisogna assolutamente lavare il cane nei primi mesi di vita, almeno finché non ha terminato tutto il ciclo di vaccinazioni. Cercate di presentare il bagno al cane sotto forma di gioco, magari mettendo le prime volte il cane nella vasca senza far scorrere l’acqua, ma facendolo divertire con un giocattolo o premiandolo con biscotto se rimane tranquillo. Prima di iniziare a fare il bagno al cane, spazzolatelo con cura, in modo da rimuovere tutto il pelo cadente, che altrimenti una volta bagnato si staccherebbe, formando delle matasse; senza un’opportuna lisciata inoltre il pelo rischierebbe di formare nodi poi difficili da districare. Fare in modo che il cane non scivoli sulla superficie sdrucciolevole della vasca, mettendo sotto alle zampe un tappetino gommato o un asciugamano, altrimenti potrebbe spaventarsi. Aprite l’acqua con un getto non troppo potente e assicuratevi che la temperatura dell’acqua sia tiepida, prima di dirigere il getto sul cane. Fate molta attenzione a non bagnare il muso del cane, che ne sarebbe molto infastidito, e soprattutto a non far entrare acqua nelle orecchie: potrebbe provocargli otiti e infiammazioni. Insaponate il cane utilizzando solo shampoo appositi: quelli ad uso umano sono troppo aggressivi per l’epidermide delicata del cane e potrebbero causargli dermatiti. Abbiate cura affinché il sapone non finisca negli occhi dell’animale: oltre ad irritarli, si avrebbe un’inevitabile reazione di fastidio, che potrebbe trasformare il bagno del cane in un’esperienza frustrante per entrambi. Risciacquate con cura il cane, in modo da eliminare ogni residuo di sapone, che se rimanesse a contatto con la pelle potrebbe provocare allergie.COSA FARE APPENA TERMINATO IL BAGNO AL CANE Non credete che finito il bagno al cane le operazioni di pulizia siano concluse! Anzitutto fate attenzione perché, appena risciacquato, il cane con tutta probabilità si darà una bella “scrollata” per togliersi di dosso l’acqua in eccesso e, se non vi mettete al riparo, rischiate una bella doccia non voluta… A questo punto bisognerà asciugare il cane: va fatto con accuratezza, per assicurarsi che alla fine non rimanga traccia di umidità: se rimanesse bagnato potrebbe ammalarsi. Soprattutto se il cane ha il pelo lungo, bisogna armarsi di pazienza: potete usare un asciugamano o il phon, se il cane lo tollera. Molti quattrozampe infatti sono spaventati dal rumore che fa l’elettrodomestico e lo fuggono; se riuscite ad abituarlo, posizionate il phon sulla velocità minima e appena tiepido, per non danneggiare la pelle del cane; Per completare il bagno al cane occorre eseguire la pulizia delle orecchie: utilizzate un dischetto di cotone (di quelli leva trucco per intenderci), imbevetelo con un po’ di acqua ossigenata e massaggiate l’interno delle orecchie delicatamente, fino a rimuovere tutto il cerume; Se il cane ha il pelo lungo, spazzolatelo nuovamente per evitare la formazione di grovigli.QUANDO FARE IL BAGNO AL CANE E' DA EVITARE Ci sono alcune circostanze in cui è meglio evitare di fare il bagno al cane:Non fare il bagno al cane in inverno: è bene farlo solo nelle stagioni più miti. Se potete lavarlo all’aperto, fatelo quando la temperatura è più mite perché, per quanto il cane possa essere ricoperto da folto pelo, il freddo e l’umidità potrebbero farlo ammalare. Anche se lo lavate in casa, sarà comunque meglio non portarlo fuori subito dopo il bagno, se non si è certi che il cane sia completamente asciutto. Se il cane non gode di ottima salute è meglio non sottoporlo ad una pratica che per lui potrebbe risultare troppo stressante e peggiorare le sue condizioni. Non fate il bagno al cane nei giorni immediatamente successivi alle vaccinazioni o dopo aver applicato i prodotti antiparassitari; è meglio lasciar trascorrere almeno una settimana. Se il cane ha mangiato da poco, aspettate che abbia digerito prima di fargli il bagno: quindi non lavatelo prima che siano passate tre/quattro ore.

Accessori auto per cani

Accessori auto per cani: come viaggiare sicuri

Accessori cane Redazione - 12 Jan 2022

QUALI SONO GLI ACCESSORI AUTO PER CANI Fino a non molto tempo fa capitava di vedere cani che viaggiavano in auto col proprio padrone, comodamente posizionati sul sedile anteriore a fianco del conducente, mentre con sguardo attento controllavano la strada a mo’ di secondo pilota… È assolutamente vietato dalla legge! L’articolo 169 del Codice della Strada dice chiaramente che gli animali trasportati in auto non devono costituire impedimento o pericolo alla guida. È chiaro che se il cane è libero e può saltare tranquillamente da un sedile all’altro o addirittura in braccio e tra i piedi del padrone che guida, i rischi per l’incolumità dei passeggeri sono evidenti. Proprio per ragioni di sicurezza dunque il cane deve essere assicurato in macchina in modo da non poter recare danno, anche se involontariamente, a sé stesso e ad altri.Per farlo esistono diversi accessori auto per cani studiati appositamente, tutti consentiti dalla legge, tra cui è possibile scegliere. Vediamo quali sono:Kennel o trasportino: è adatto soprattutto ai cani di piccola taglia e deve essere saldamente fissato al sedile posteriore. È importante che sia della misura adatta al quattrozampe che lo occupa e spesso richiede un “periodo di adattamento” da parte dell’animale, che deve essere abituato gradualmente a rimanere all’interno del trasportino in tutta serenità, senza ansia o stress. Un’analoga soluzione per i cani di taglia più grande è rappresentata dalle gabbie metalliche, con gli angoli smussati, che però vanno ancorate al portabagagli della macchina. Il kennel, tra gli accessori auto per cani, è forse quello che offre maggiore sicurezza, perché garantisce anche l’incolumità dell’animale in caso di frenate brusche o incidenti. La cintura di sicurezza: esistono diversi modelli di imbragature in base alla taglia del cane che, fatte indossare all’animale, vengono poi agganciate mediante un’apposita cinghia regolabile all’attacco delle cinture di sicurezza presenti in ogni auto. Sono molto comode perché, quando si è arrivati a destinazione, si può sganciare la cinghia dall’imbragatura, far scendere Fido e agganciare alla stessa pettorina il guinzaglio, pronti per una passeggiata. Il divisorio: può essere una rete o una struttura metallica, collocata tra il bagagliaio e il sedile posteriore oppure tra i sedili anteriori e posteriori. Il Codice della Strada dice che, se si tratta di un divisorio installato in via permanente, occorre un’apposita autorizzazione del competente ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile.Quando gli animali domestici trasportati in auto sono più di uno invece il Codice della Strada recita testualmente che devono essere “custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo”.COSA RISCHIA CHI VIAGGIA SENZA GLI ACCESSORI AUTO PER CANI Viaggiare assieme al proprio amico a quattro zampe in sicurezza, con gli appositi accessori auto per cani, è un atto di responsabilità che tutela la nostra incolumità, quella del nostro cane, degli altri passeggeri e automobilisti, ma conviene anche alle nostre tasche... Infatti chi trasporta animali in macchina in maniera non idonea rischia una sanzione pecuniaria che va dai 71 ai 286 euro, oltre alla perdita di un punto dalla patente di guida!

Artrosi del cane

Artrosi del cane: sintomi, rimedi e cure naturali

Salute del cane Redazione - 11 Jan 2022

Artrosi nel cane: sintomi L’ artrosi del cane è una malattia che provoca la progressiva disgregazione delle cartilagini che rivestono le estremità delle articolazioni. È una patologia degenerativa, che peggiora con l’avanzare dell’età del cane ed è pertanto tra le più diffuse nel cane anziano. L’innalzamento dell’aspettativa di vita anche per i nostri amici a quattro zampe infatti ha inevitabilmente comportato l’aumento dell’incidenza delle malattie legate all’invecchiamento, come appunto l’artrosi del cane, che ha ultimamente registrato un aumento pari a quasi il 40%. Ciò ha portato la pratica clinica a concentrarsi sempre maggiormente sullo studio di questa patologia, soprattutto da parte dell’ortopedia veterinaria. Si è visto così che l’ artrosi del cane non comporta soltanto la degenerazione della cartilagine, ma compromette tutta l’articolazione, provocando l’alterazione dell’osso che si trova immediatamente sotto alla cartilagine (subcondrale), la formazione di speroni ossei (osteofiti), l’infiammazione della membrana di tessuto che riveste le superfici articolari (sinoviale), oltre ad una perdita di tono muscolare. I sintomi dell' artrosi del cane sono individuabili anche dal proprietario, il quale  può notare tutta una serie di segni che denotano che il cane avverte dolore, che è poi l’elemento più caratteristico e invalidante dell’artrosi, come:difficoltà nella deambulazione: il cane cammina con gli arti irrigiditi oppure assume un’andatura anomala, ondeggiando il bacino o barcollando; pigrizia: il cane appare svogliato, non vuole camminare, perde il suo entusiasmo per la passeggiata quotidiana, si rifiuta di salire le scale o compiere movimenti repentini; il cane tende a spostare il peso del corpo sulle zampe anteriori (perché spesso sono gli arti posteriori i più colpiti dalla malattia) e ad incurvare la schiena, nel tentativo di avvertire meno dolore; quando staziona in piedi il cane talvolta tiene le zampe posteriori unite, perdendo l’equilibrio e cadendo lateralmente; il cane trascorre molto tempo sdraiato, perché quella è la posizione in cui non avverte o avverte meno dolore; se si toccano gli arti doloranti, il cane tende a lamentarsi o a reagire ringhiando, perché non vuole essere avvicinato, per timore di sentire dolore.Artrosi del cane: come diagnosticarla I comportamenti del cane sopra riportati, opportunamente segnalati dal proprietario al veterinario, possono fornire un’importante indicazione capace di orientare alla diagnosi dell’artrosi nel cane. Il veterinario procederà con un’accurata visita e attraverso la manipolazione potrà individuare le articolazioni che causano dolore al cane, quindi maggiormente interessate dalla malattia. Sottoponendo poi l’animale a radiografia si potrà avere la certezza della diagnosi e vedere qual è il livello di progressione della patologia nelle articolazioni interessate. Artrosi del cane: rimedi Il trattamento dell’artrosi nel cane può variare da soggetto a soggetto, in base sia alla gravità della malattia sia alla presenza di altre eventuali patologie concomitanti, che sommandosi all’artrosi, possono peggiorare i sintomi e il decorso della malattia, come la displasia dell’anca, patologia ortopedica che interessa maggiormente alcune razze predisposte. Va detto che ad oggi non esiste una cura risolutiva per l’ artrosi del cane, ma una serie di trattamenti mirati a diminuire i sintomi, alleviare il dolore e migliorare la qualità di vita dell’animale, come la somministrazione di FANS (antinfiammatori non steroidei). Negli ultimi anni però la tendenza è quella di approcciarsi all’ artrosi del cane con un atteggiamento olistico, che valuti la malattia nella sua globalità: pertanto si è posto molto l’accento sulla prevenzione, attraverso l’uso di condroprotettori, integratori che svolgono un’azione protettiva sulla cartilagine, contrastando l’insorgere del processo artrosico. Importante anche il controllo del peso, mediante un’alimentazione adeguata: se il cane è in sovrappeso infatti andrà a gravare maggiormente sulle articolazioni, peggiorando gli esiti della malattia. Anche il movimento costante va considerato tra le misure preventive e di mantenimento: se un’intensa attività fisica è sconsigliata perché può accelerare l’infiammazione delle articolazioni, un po’ di esercizio giornaliero è raccomandato per contrastare la perdita di tono muscolare e mantenere l’elasticità dei legamenti. Artrosi nel cane: le cure naturali più efficaci Accanto alle terapie farmacologiche spesso sono di aiuto i rimedi naturali: le cure naturali più efficaci sono quelle della fitoterapia, omeopatia ed omotossicologia. Da sottolineare anche gli effetti benefici dell’agopuntura.  La fitoterapia è un'ottima scelta, che può aiutare il nostro pet attraverso la somministrazione di alcuni prodotti come:Ribes Nigrum: ha una importante funzione antinfiammatoria. Pinus Montana: dà forza alle ossa e alle cartilagini. Vitis Vinifera: rinvigorisce le piccole articolazioni.Per attenuare il dolore e riparare le cartilagini danneggiate dall’artrosi, particolarmente utili sono:Curcuma longa: antidolorifico molto indicato per attenuare le infiammazioni articolari. Artiglio del diavolo. Glucosamina, per la salute della cartilagine.Ancora si può somministrare linfa di betulla, funzionale sia per prevenire che curare i dolori articolari. Artrosi del cane: rimedi omeopaticiRhus toxicodendron 6CH, per aiutare il cane a riprendere il movimento. Bryonia 6CH, per tranquillizzarlo. Arnica compositm e Led compositum, ottimo per contribuire alla disinfiammazione.

Insegnare al cane il "seduto!"

Insegnare al cane il "seduto": i metodi migliori

Addestramento Redazione - 11 Jan 2022

Come insegnare al cane il "seduto"Avete mai detto al vostro cane con tono perentorio: “seduto!”, e lui ha continuato a guardarvi con occhi interrogativi, senza capire cosa gli steste chiedendo? Non preoccupatevi, rimediare si può anche se non siete addestratori cinofili e, anzi, siete completamente digiuni in materia, perché è molto facile insegnare al cane il "seduto!". Di solito, gli stessi educatori professionisti iniziano proprio da questo esercizio, che il cane riesce ad apprendere già in tenera età, dopo una o due sedute di addestramento. Ovviamente quando il cane è cucciolo l’apprendimento è più immediato, ma si ottengono ottimi risultati anche con cani adulti. Questo perché il “seduto” è per il cane una posizione istintiva, che i nostri quattrozampe assumono anche spontaneamente, senza bisogno di alcun condizionamento particolare; quello che dobbiamo insegnare al cane è a mettersi seduto quando glielo chiediamo noi, quindi ad associare quella postura ad uno specifico comando.Quali sono i metodi più diffusi per insegnare al cane il "seduto"? Esistono diverse tecniche, una delle quali potremmo definire “metodo naturale”: consiste infatti nell’osservare il cane e, quando ci si accorge che sta per sedersi, cosa che capita sempre nell’arco della giornata, pronunciare immediatamente la parola “seduto” e appena assume la posizione premiare il cane con un bocconcino e con sperticate lodi e carezze. Ripetendo questo esercizio per qualche volta il cane sarà ben presto felice di accontentarvi ogni volta che gli chiederete di mettersi seduto, perché saprà che lo aspetta una gradita ricompensa. Questo metodo per insegnare al cane il "seduto!" è più semplice da utilizzare con i cuccioli, che  tendono a stancarsi molto più frequentemente degli adulti e di conseguenza a sedersi molto spesso, perciò si avranno ben più occasioni per metterlo in pratica. Ciò non toglie che sia una tecnica efficace anche con i cani già cresciuti, solo bisognerà fare maggiore attenzione a “cogliere l’attimo” nei non frequentissimi momenti in cui decidono di sedersi. Un altro modo per insegnare al cane il "seduto!" consiste nel farlo avvicinare, meglio se di fronte a voi, mostrandogli un bocconcino o un gioco, e poi portare la mano che tiene il premio in alto, sopra la testa del cane, in modo che l’animale, nel tentativo di seguire col muso l’oggetto tanto desiderato senza arretrare, alzerà tanto la testa all’indietro da sbilanciarsi, fino a sedersi. In questo momento pronuncerete la “fatidica” parola seduto e gli darete il premio.Insegnare al cane il seduto: c'è un metodo non sempre apprezzato Non tutti gli educatori cinofili sono d’accordo sull’utilizzo di un terzo metodo per insegnare al cane il "seduto!", che per la verità è molto simile ai due precedenti, ma con una variante, su cui molti non sono d’accordo. Sempre avendo a disposizione un premio per il cane e sempre pronunciando la parola “seduto”, bisogna contemporaneamente premere con una mano sul sedere del cane spingendolo verso il basso, per fargli capire anche fisicamente cosa vogliamo da lui. Secondo alcuni addestratori questa tecnica sarebbe scorretta perché indurrebbe il cane, invece che a sedersi, ad esercitare una contro-pressione, spingendo verso l’alto mentre noi spingiamo verso il basso; ma anche perché porterebbe il padrone o l’educatore ad assumere una posizione troppo dominante nei confronti del cane. Questo lo indurrebbe a interpretare l’addestramento come un momento poco piacevole, mentre è fondamentale che, qualunque sia l’insegnamento che si vuole impartire al nostro quattrozampe, le fasi dell’apprendimento siano da lui vissute sempre come divertenti e interessanti.

Come evitare che il cane mangi troppo in fretta

Salute del cane Redazione - 10 Jan 2022

COSA PUÒ ACCADERE SE IL VOSTRO CANE MANGIA TROPPO IN FRETTA Quante volte abbiamo sentito dire: “quel cane mangia come un lupo?” Del resto, i cani discendono dai lupoidi, anche se molto alla lontana e in misura diversa a seconda della razza, e per loro il nutrimento significa sopravvivenza; ecco in parte spiegato il grande attaccamento al cibo. Ma se il desiderio e l’esigenza di nutrirsi sono in parte normali, accade però che molti cani abbiano la cattiva abitudine di mangiare troppo in fretta, ingollando in pochi bocconi l’intero contenuto della ciotola. Ciò dovrebbe essere evitato perché può provocare a lungo andare dei danni alla salute dell’animale, talvolta anche gravi.Se infatti il cane ingerisce grossi bocconi di cibo senza masticarli, non permetterà al processo digestivo di iniziare correttamente, per cui non assimilerà adeguatamente gli alimenti, andando incontro a problemi gastrici, con episodi di rigurgito e di vomito che, se reiterati nel tempo, possono sfociare in infiammazione della mucosa che riveste lo stomaco e gastrite cronica. Anche l’apparato intestinale può subire delle alterazioni, perché ricevendo cibi non completamente digeriti, si avrà un malassorbimento, che spesso sfocia in episodi di diarrea;  mangiando troppo in fretta inoltre il cane ingoia, assieme al cibo, anche grandi quantità d’aria che possono causare meteorismo e flatulenza.Nei casi più gravi, se il cane si ingozza troppo velocemente, può andare incontro alla torsione gastrica una patologia importante, che interessa soprattutto i cani di grossa taglia, con un torace profondo, che consiste nella rotazione e ostruzione dello stomaco, che se non trattata chirurgicamente in tempi brevi, può causare la morte. Il padrone deve insospettirsi se il ventre del cane inizia a gonfiarsi e l’animale appare irrequieto, ha “ha fame d’aria” e compie tentativi di vomito infruttuosi sempre più frequenti. PERCHÉ IL CANE MANGIA IN FRETTA? Possono essere varie le motivazioni per cui il nostro cane mangia troppo in fretta: ad esempio perché nella cucciolata in cui è cresciuto era sempre l’ultimo ad arrivare al cibo o, ancor peggio se ha avuto tristi esperienze di maltrattamenti e digiuni forzati o ha dovuto lottare per il cibo con altri cani.Un'altra ragione può essere quella di condividere la casa con un altro cane: questa situazione può alimentare un senso di competizione tra i due, per cui, il quattro zampe, se è il più remissivo dei due,  cerca di finire il prima possibile la sua “pappa” per paura che l’altro arrivi a mangiargliela oppure, se è dominante, mangia il più in fretta possibile per poi andare a “rubare” anche il cibo del suo amico-nemico.I RIMEDI DA ADOTTARE SE IL VOSTRO CANE MANGIA TROPPO IN FRETTA Per evitare che il vostro cane mangi troppo voracemente, è necessario anzitutto tenere a bada l’eccitazione che prova al momento della tanto desiderata “pappa”. Ma come? Per prima cosa non fomentate la sua frenesia, quindi non preannunciate al vostro quattrozampe l’arrivo del cibo, chiamandolo o agitando davanti a lui la confezione delle crocchette, ma al contrario preparate la sua ciotola se possibile senza farvene accorgere, così da presentarla al cane quando è già pronta.Certo non è facile, perché i nostri amici pelosi “captano” subito ciò che più interessa loro; se annusano anzitempo il profumo della “pappa” predisponete il necessario per il pasto con calma e cercate di lavorare sull’autocontrollo dell’animale. Non porgete la ciotola al cane finché dimostra di essere eccitato, piangendo, ululando, girando in tondo o saltando; fatelo sedere e poggiate la ciotola a terra solo quando il cane è tranquillo. Dopodiché date al cane il tempo per mangiare (circa 10 minuti), senza togliergli o allontanargli mai la ciotola finché non ha finito, altrimenti otterrete come effetto quello di spingerlo a mangiare più in fretta, perché cercherà di “spazzolare” tutto il più velocemente possibile, prima che il cibo gli venga sottratto.Un’altra soluzione può essere quella di suddividere il pasto in razioni più piccole, ad esempio versandogli nella ciotola dell’altro cibo, solo dopo che ha finito la prima porzione, in modo da costringerlo a non ingoiare delle quantità troppo abbondanti e a fare una pausa tra un boccone e l’altro. Potete anche distribuire la “pappa” negli stampi delle teglie per muffin così da indurre il cane ad assumere piccole dosi alla volta o scegliere delle ciotole apposite in vendita nei negozi per animali.

Cane abbandonato: cosa fare, chi chiamare e consigli su come comportarsi

Curiosità Redazione - 10 Jan 2022

Ho trovato un cane abbandonato: cosa devo fare? Abbandonare un cane è un abominio a cui l’uomo non dovrebbe mai abbassarsi e una sofferenza a cui nessun cane dovrebbe mai essere sottoposto. Purtroppo però capita ancora troppo spesso, soprattutto nei mesi delle vacanze estive, che i canili delle varie città italiane registrino un triste aumento nel numero di abbandoni. Ma cosa dobbiamo fare se troviamo un cane abbandonato? Anzitutto dobbiamo aver chiaro che la separazione forzata dal proprio padrone rappresenta per l’animale un trauma che a volte richiede anni per essere superato, quindi il suo comportamento non sarà certo quello del cane che incontriamo tutti i giorni sotto casa a spasso col proprietario e al quale siamo soliti fare le “feste”. Il cane abbandonato sarà sicuramente spaventato, disorientato e confuso e difficilmente vorrà farsi avvicinare da noi che, seppur animati dalle migliori intenzioni, in quel momento siamo per lui soltanto degli estranei e potremmo rappresentare ai suoi occhi una minaccia. È importante quindi non cercare di prenderlo ad ogni costo e non forzarlo in nessuna maniera: se il cane scappa alla vostra vista correndo all’impazzata e non avete modo di raggiungerlo, avvertite subito la Polizia Municipale della zona, che è l’organo competente in materia e ha l’obbligo di intervenire, indicando con precisione il luogo dell’avvistamento, la direzione presa dall’animale in fuga e una sua descrizione il più possibile dettagliata. Nel caso invece il cane non scappi, pur mantenendo le distanze da voi, armatevi di pazienza perché dovrete cercare di conquistare la sua fiducia: anzitutto assumete un atteggiamento pacato, non fate movimenti bruschi (che spaventerebbero l’animale), parlategli con voce bassa e ferma, accucciatevi così da assumere una posizione rassicurante per il cane e, invece di avvicinarvi a lui, aspettate che sia il cane ad avanzare poco alla volta verso di voi; calcolate che possono volerci anche ore! Se avete con voi del cibo, offrirglielo può rivelarsi l’arma vincente per attirarlo più vicino. A questo punto, se vedete che il cane ha un collare e una medaglietta, chiamate subito il numero che vi è impresso: potrebbe soltanto essersi smarrito e magari il padrone lo sta cercando disperatamente.Cane abbandonato: chi chiamare e cosa fare Quando il cane non ha alcun segno di riconoscimento, potete seguire due strade:Se volete evitargli il soggiorno in canile e siete disposti ad ospitarlo, dovete comunque avvisare i Vigili Urbani perché l’animale dovrà essere visitato da un veterinario ASL che verificherà, oltre alle sue condizioni di salute, anche l’eventuale presenza di un microchip o tatuaggio di identificazione; se non lo fate potreste rischiare il reato di appropriazione indebita. Dopodiché, lasciati i vostri recapiti all’autorità competente, potrete ottenere l’affido temporaneo del cane per 60 giorni. Nel caso non abbiate la possibilità di tenerlo con voi, non portatelo direttamente al canile di zona, che non potrà accettare l’animale se non dietro richiesta dell’autorità preposta, quindi chiamate la Polizia Municipale. Dopo qualche giorno contattate il canile per sapere se è stato rintracciato il proprietario; in caso ciò non avvenga entro una settimana, potrete dare il vostro contributo alla ricerca affiggendo volantini con il recapito della persona di riferimento nella zona in cui avete trovato il cane, postando una sua foto, corredata da annuncio di smarrimento, sui principali social e sui siti dedicati al ritrovamento di animali. Comunicate il ritrovamento anche alle Associazioni in difesa degli animali che operano sul territorio e ai veterinari di zona.Abbandonare un cane è un reato È opportuno ricordare che abbandonare un cane è un reato punibile con un anno di reclusione o un’ammenda pari a 10.000 euro, in base al Codice penale, che con la legge 189 del 2004 ha riformato l’articolo 727. Quindi, nel caso vi troviate ad assistere direttamente ad un abbandono, cercate di annotare ogni dettaglio che possa aiutare a identificare e rintracciare chi si macchia di un reato tanto vile, ad esempio annotando il numero di targa dell’auto, e denunciate subito l’accaduto agli organi di Polizia.Oltre ad essere un atto ignobile, l’abbandono di un animale è anche un costo per la collettività, che pare si aggiri intorno ai 200 milioni di euro all’anno. Stando ai dati forniti dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), la permanenza di un cane in canile costa circa 1.000 euro all’anno, il che va moltiplicato per i 200 mila cani ospitati nei canili italiani.

10 alimenti salutari per il cane: quando vanno somministrati

Alimentazione Redazione - 10 Jan 2022

I 10 CIBI CONSIGLIATI PER IL VOSTRO CANE Siamo quello che mangiamo: ciò vale anche per i nostri cani! La salute infatti passa attraverso l’alimentazione e questo è vero non solo per noi esseri umani, ma anche per i nostri amici pelosi. Ecco perché ogni proprietario dovrebbe porre la giusta attenzione alla dieta del proprio cane; per farlo occorre anzitutto essere correttamente informati e conoscere quale sono gli alimenti adatti ai nostri amici a quattro zampe.Se optiamo per un’alimentazione casalinga, fresca invece che secca, sicuramente più gradita al nostro cane, vi sono alcune regole da seguire per garantirgli una dieta equilibrata. Sebbene esistano degli accorgimenti particolari per alcune razze che hanno delle specifiche esigenze nutritive, nella maggior parte dei casi c’è una serie di cibi universalmente riconosciuti come salutari per il nostro cane e pertanto consigliabili. Vediamo quali sono: un pasto “tipo” è costituito da riso o pasta, assieme a carne e verdure.Ma scendiamo nel dettaglio per capire in quale modo ogni alimento contribuisca a soddisfare il fabbisogno nutrizionale del nostro amico peloso:la pasta o il riso ben cotti sono un’importante fonte di carboidrati; il riso meglio se risciacquato sotto l’acqua a fine cottura, per eliminare quantità eccessive di amido. Altrimenti, un’opzione valida può essere il riso soffiato, che è molto digeribile e non deve essere cotto, ma solo bagnato con brodo di carne o di verdure; la carne è un alimento essenziale per il cane, dato il suo apporto di proteine. Sono adatte sia le carni rosse che quelle bianche (per il pollo fare attenzione ad eliminare eventuali residui di ossa, molto pericolose perché, se ingerite, possono perforare i tessuti degli organi attraversati). L’importante è che le carni non siano mai somministrate crude, ma sempre cotte, per scongiurare il rischio di parassitosi. Il fegato, di cui i cani sono golosi, non è vietato, ma deve essere somministrato con moderazione, perché contiene vitamina A, che in dosi eccessive può essere tossica; anche le verdure sono consigliate nell’alimentazione del nostro cane, in misura pari circa al 10-15% del totale, in quanto forniscono vitamine e minerali. Particolarmente indicate le carote, per il loro apporto di beta-carotene e di fibre, e le zucchine. Vanno bene anche i fagiolini e le patate.Ma oltre ai cibi sopra elencati, che rappresentano un po’ il pasto “standard”, ve ne sono altri adatti al nostro cane, anzi salutari per lui:Il pesce è un cibo ricco di omega-3, può essere sostituito alla carne nei pasti una o due volte alla settimana: deve essere cotto e privato di tutte le lische; Il latte è un buon alimento, a patto che il cane non sia intollerante al lattosio. Se dopo lo svezzamento il cane non ha bevuto latte per un lungo periodo avrà perduto quell’enzima che gli permette di digerirlo, quindi potrebbe avere problemi intestinali. Se invece il cane ha continuato a bere latte potrà assumerlo senza problemi di assimilazione; Lo yogurt è adatto per il suo contenuto di calcio, purché sia privo di zuccheri e additivi; Le uova possono essere inserite nell’alimentazione una volta a settimana, ma preferibilmente cotte e meglio solo il tuorlo, perché l’albume contiene l’avidina, che interferisce nell’assorbimento della vitamina A; La frutta è un cibo consigliato per il cane perché è ricca di vitamine; vanno bene soprattutto mele, pere, banane, anguria; L’olio può essere aggiunto ai cibi, in quantità non eccessive, sia quello di oliva, ricco di elementi nutritivi sia quello di semi di arachidi, che contiene omega-6, utili per rendere il pelo lucido e forte; Il pane può essere concesso di tanto in tanto, magari tra un pasto e l’altro e in dosi limitate. Deve però essere secco perché privo di amido, altrimenti non digeribile per il cane.IL NUMERO DI PASTI GIORNALIERI CONSIGLIATI NELL’ALIMENTAZIONE DEL CANE Quante volte deve mangiare al giorno il nostro cane? È da evitare assolutamente l’abitudine ancora troppo diffusa di somministrare un solo pasto al giorno, che appesantisce troppo il processo digestivo dell’animale e, in alcune razze soggette alla torsione gastrica, può addirittura essere pericoloso per la salute. Sono consigliati almeno due pasti al giorno, al mattino presto e alla sera tardi, possibilmente sempre alla stessa ora e nello stesso posto; ancora meglio se, compatibilmente con i propri impegni familiari e lavorativi, si riesce ad arrivare ai tre pasti giornalieri (mattino, mezzogiorno e sera). Ovviamente la quantità di cibo deve rimanere sempre la stessa nell’arco della giornata, semplicemente suddivisa in due o tre volte.ALIMENTAZIONE: CASI PARTICOLARI L’alimentazione del cane può variare in base all’età e alle condizioni di salute dell’animale. I cuccioli devono mangiare in piccole razioni, con una frequenza pari a 4 o 5 volte al giorno, andando poi a scalare a mano a mano che crescono, fino ad arrivare ai canonici due pasti giornalieri.I cani con patologie quali il diabete di solito mangiano dopo la somministrazione dell’insulina, mentre per quelli con problemi digestivi sono consigliati pasti frequenti e quantità di cibo poco abbondanti. I cani utilizzati in attività fisiche impegnative (ad esempio i cani da lavoro) devono mangiare lontano dalla pratica degli esercizi e la loro alimentazione dovrà essere commisurata al dispendio delle energie.

E tu, chi preferisci fra cane e gatto?

News Redazione - 26 Jul 2021

Nella vita di tutti noi esistono tantissimi argomenti rispetto ai quali la gente si divide in due grandi fazioni contrapposte come se si trattasse del bianco e del nero, oppure del giorno e della notte.Ma proviamo a fare alcuni esempi: esistono le persone che preferiscono la matematica e quelle che invece sono più a proprio agio con le materie umanistiche, quelle che amano il dolce e quelle che invece salato tutta la vita, poi ci sono i puntuali e i ritardatari, gli ordinati e i disordinati, i logorroici e i taciturni.In tutto questo enorme (e volendo infinito) elenco di bipartizione, esiste una divisione che riguarda chi ama i cani alla follia e chi invece preferisce nettamente i gatti. Ma perché esiste questa netta distinzione? Meglio il cane o il gatto? Ovviamente partiamo dall’assunto quasi scontato che in realtà chi ama gli animali, in genere, ama tutti gli animali, perché ama la gioia e i sorrisi che questi ultimi sono capaci di portare nelle nostre vite quando entrano a far parte delle nostre famiglie.Detto questo, però, va sottolineato come i cani e i gatti, pur essendo entrambi degli amici insostituibili, hanno delle caratteristiche totalmente diverse: i cani sono dei compagni fedeli, il legame che si crea fra il cane e l’essere umano con cui divide la vita è unico, insostituibile, non c’è nulla che lo faccia felice come poter stare col suo migliore amico.Beh, forse una bella fetta di carne, ma no: non baratterebbe quell’amore con null’altro. Il gatto, per quanto allo stesso modo crei un legame indissolubile, fatto di fusa e coccole, è decisamente uno spirito molto più indipendente, per cui ama in modo diverso, o forse semplicemente con manifestazioni d’affetto diverse, perché ha bisogno dei propri spazi, dei propri momenti di isolamento, misti ad altri in cui scambiarsi effusioni. Salutare degnamente il nostro piccolo amico Purtroppo, sia i cani che i gatti hanno una caratteristica in comune che ci porterà inevitabilmente a vivere un momento estremamente difficile: i nostri piccoli amici a quattro zampe hanno una vita media decisamente più breve della nostra e, anche nei casi di maggiore longevità, presto o tardi saremo destinati a vederli andare via, lasciando un vuoto incolmabile nella nostra vita e nel nostro cuore.Pur non riuscendo sempre ad accorgercene in modo cosciente, la loro presenza nel nostro quotidiano va a riempire tutti i nostri spazi, e la loro mancanza sarà dolorosissima. Solo chi ci è già passato sa quanto ci possano mancare e quanto sia difficile rimanere all’improvviso senza tutto quell’amore: per questo, ciò che possiamo fare è dar loro il saluto che meritano, ad esempio con Anima-li-amo, e continuare a portare per sempre con noi il ricordo di quel legame unico.

Toelettatura del cane: consigli pratici

Igiene e bellezza Redazione - 16 Jun 2021

Anche per i nostri amici a quattro zampe ci sono dei riti utili a farli stare bene e uno di questi è la toelettatura. Non si tratta di un semplice bagno ma di una serie di azioni di pulizia che vanno dalla spazzolatura al lavaggio.È importante toelettare il cane non semplicemente per mettere in risalto la forma e l’eleganza del taglio del pelo ma principalmente per la sua salute: è una pratica fondamentale per mantenerlo sempre in forma e metterlo a riparo da eventuali parassiti e infezioni. Le fasi della Toelettatura La prima fase della toeletta è la spazzolatura. Il pelo del nostro cane si sporca di polvere e terra ogni volta che esce di casa, pensate ad esempio a quando il vostro animale inizia a rotolarsi e a giocare con altri cani.I peli del cane tendono a staccarsi dal manto e a volte rimangono intrecciati nella nuova ricrescita: è utile quindi spazzolarlo periodicamente per ridurre i nodi ed eliminare le impurità. La spazzolatura inoltre è fondamentale perché aiuta a regolare la muta del pelo che avviene due volte l’anno. Spazzolare il nostro cane diventa un vero e proprio momento giocoso, una coccola sempre gradita. Ricordatevi di non spazzolare il cane contropelo perché potrebbe infastidirlo e allo stesso tempo risulta inefficace per la puliziaAlla spazzolatura segue il lavaggio del pelo, che va fatto con acqua tiepida, e l’applicazione di uno shampoo su tutto il corpo del nostro animale. Occorre scegliere i prodotti giusti per la detersione, il cane non va mai lavato con i detergenti che solitamente vengono utilizzati da noi proprio perché i ph della pelle sono diversi.Segue il momento del risciacquo e dell’asciugatura che può avvenire con un asciugamano di spugna o anche con l’asciugacapelli, in questo caso bisogna tenere la giusta distanza tra il pelo e il getto d’aria calda per evitare di surriscaldare la pelle.Per una toelettatura a regola d’arte si procede con il taglio delle unghie, la pulizia delle orecchie, degli occhi e dei genitali. Queste operazioni possono essere anche eseguite prima, dato che sono più delicate e potrebbero infastidire il nostro animale, in questo modo potrà godersi i momenti successivi della toeletta e rilassarsi o divertirsi.Il cane va abituato alla toelettatura sin da quando è un cucciolo cercando di rendere questo momento divertente e piacevole anche attraverso coccole e carezze. Se vuoi scegliere una toelettatura professionale la catena L’isola dei tesori offre e un servizio personalizzato.Generalmente la frequenza con cui il cane va lavato dipende anche dalla lunghezza del pelo, i cani a pelo lungo hanno bisogno di trattamenti e cure più specifiche e si consiglia di eseguire la toeletta almeno una volta al mese proprio perché nel manto lo sporco si deposita maggiormente e quindi anche i rischi di eventuali fastidi. Per i cani con pelo medio si può eseguire ogni quattro/sei settimane mentre per quelli a pelo corto anche ogni sei o otto settimane.Un altro momento della toelettatura è il taglio del pelo che può essere eseguito seguendo tre tecniche principali: la tosatura, il taglio a forbice e lo stripping, questa si effettua con un coltellino speciale privo di lame ed è adatta principalmente a quelle razze caratterizzate da un manto ruvido o ispido. La scelta dipende chiaramente sia dal risultato che si vuole ottenere sia dalla razza del cane.Insieme a una corretta alimentazione, alle passeggiate e ai controlli periodici dal veterinario di fiducia la toelettatura periodica diventa una pratica fondamentale per il benessere del nostro animale.

Roma, ristorante vieta ingresso a bambini e animali: "rovinano l’atmosfera"

News Redazione - 04 Jun 2021

Le mamme del quartiere: «Comportamento gravissimo». Il gestore del «La Palapa»: "Qui si viene per un pranzo d’affari, una cena speciale. E poi la musica è alta e ai tavoli esterni si fuma". Mamme indignate e proteste sui social segnalano che «c’è un locale, nel quartiere Prati a Roma, che vieta l’ingresso a cani e bambini...».Un affronto per molti, qualcosa di socialmente e politicamente scorretto, ma invece lui, Vittorio Esposito, il direttore del ristorante-gastronomia «La Palapa», una sorta di parola esotica che dovrebbe richiamare l’immagine di una palafitta sul mare cristallino, dai Caraibi alle Maldive, rivendica candidamente questa scelta, anche con un pizzico di orgoglio: «C’è molta richiesta, i posti con il Covid sono limitati e poi chi viene qui cerca qualcosa di unico, elegante, rilassante. Bambini e animali rovinano l’atmosfera. Qui si viene per un pranzo d’affari, una cena speciale. E poi la musica è alta e ai tavoli esterni si fuma».Un muro di fiori colorati, un ragazzo cubano trentenne di due metri di altezza per la tutela della sicurezza, poltroncine in velluto color crema e due enormi gazebo su strada, anch’essi tappezzati di fiori finti che possono accogliere centinaia di persone, ma non soggetti under 14. «Qui in Prati arrivano con due passeggini e due-tre cani. E’ chiaro che si crei subito una situazione difficilmente gestibile — prosegue Esposito — noi non vogliamo essere scortesi, ci appelliamo al buon senso della gente. E non diciamo mai che il locale è proibito per le famigliole amanti degli animali, ma, alla richiesta di un tavolo, rispondiamo semplicemente: “E’ tutto pieno”.Aperto nel settembre scorso in via Fabio Massimo durante la pandemia, La Palapa si definisce Osteria di mare. «E’ stato un investimento coraggioso — aggiunge Esposito — io ho lavorato a Londra e a Dubai: così abbiamo cercato di fare una sintesi di tendenze food internazionali che circolano in queste due metropoli».Forse per l’impatto estetico decisamente insolito nel quartiere, molti bambini di erano mostrati attratti dal nuovo bistrot. «Invece siamo stati respinti — racconta un gruppo di mamme che definisce “gravissimo questo comportamento” — il personale ripete ai clienti: “non sono ammessi cani e bambini” e alcune famiglie sono state cacciate dai tavoli all’esterno posti su suolo pubblico anche dopo aver acquistato da mangiare all’interno».Per il gestore, che non nega quanto denunciato dalle mamme di Prati «si è trattato di episodi spiacevoli in cui i bambini erano lasciati correre ovunque, in due casi rompendo un vetro e un lampadario. Un altro ragazzino, infine, mentre i genitori si disinteressavano del suo comportamento “irrequieto”, è caduto sbattendo la testa sullo spigolo di un tavolino e mi volevano anche denunciare. Sui cani invece, posso dire che, oltre a sporcare per terra e ad abbaiare, hanno anche litigato come fossero su un ring da combattimento».Eppure un happy end della contesa potrebbe profilarsi all’orizzonte: «Con le regole anti-Covid sempre in aggiornamento dovremo rivedere tutta la logistica — conclude Esposito — e uno dei due gazebo potremmo dedicarlo a famiglie con animali al seguito».Fonte: Corriere della Sera

Addio rufus, il cane di molfetta e cittadino modello

News Redazione - 27 May 2021

Rufus era una dolce presenza che salutava tutti i viaggiatori della stazione di Molfetta. Rufus non c'è più. Era il cane di tutti, un randagio che scorrazzava per la città di Molfetta, docile, amabile, buono con chiunque. Aveva anche una pagina Facebook, ed era molto popolare.Era stato portato in una clinica veterinaria per accertamenti vari, ma è stato tradito dall’età e dalle condizioni di salute.Queste le parole della Lega del Cane Molfetta affidate ad un post sui social: "E così te ne sei andato via, con la tua profonda discrezione e dignità. Sei stato il cane di Molfetta, il cittadino modello da cui tanti avrebbero dovuto forse prendere esempio ci hai insegnato il valore della libertà, il rispetto per la vita, il coraggio di affrontare le tempeste e la cattiveria, il silenzio che urla al cuore ci hai insegnato a vivere dolce Rufus".Il messaggio firmato dai volontari continua: "Ci sarà un vuoto immenso lì, in stazione, dove ultimo tra gli ultimi avevi deciso di vivere. Certamente ti cercheremo ancora li, ora potrai correre libero dalla fatica dell età in un prato verde....e forse sentirai ancora il rumore dei treni. Ciao creatura stupenda, ci mancherai per sempre".Mariangela La Volpe, presidente dell'associazione che da sempre ha curato Rufus, ha salutato così Rufus: "Questa notizia è triste per tutta la città, Rufus è il cane della stazione, il cane di Molfetta e purtroppo non ce l'ha fatta dopo il ricovero di stamattina alla clinica veterinaria di Santa Fara. Da giorni non stava bene, è stato portato lì con i mezzi della Multiservizi. Mi auguro che l'amministrazione ricordi Rufus con una targa in stazione, che era la sua casa. Rufus era il simbolo della libertà, della dolcezza, il simbolo del rapporto tra un cane e la cittadinanza".E tutta Molfetta si è letteralmente mobilitata appena ha appreso oggi la notizia della scomparsa di Rufus. È partita una gara di solidarietà tra i cittadini molfettesi per la realizzazione di un "ricordo" fisico di di questo animale che per tanti anni è stato un riferimento per la città: già da qualche ora è attiva una petizione online ma in queste ore si è aggiunta una vera e propria raccolta fondi.#unastatuaperRufus è l'hashtag lanciato da un'iniziativa privata di alcuni imprenditori Molfetta.

Istruttore cinofilo prende a calci un cane, ma lui si difende: "siamo in un paese giustizialista"

News Redazione - 27 Apr 2021

Un video molto virale sta facendo il giro di Internet e vede protagonista un istruttore cinofilo mentre prende a calci un lupo cecoslovacco. Dalle minacce è passato alla realtà: è bufera su Claudio Mangini, istruttore cinofilo e preparatore di cani per il cinema e la televisione, protagonista di un video in cui prende a calci un lupo cecoslovacco.«Ti pianto una lambrata che ti spacco le costole». Così si è rivolto al cane, e dalle minacce è passato ai fatti. La scena è stata filmata durante una seduta di addestramento ed è finito sui social, scatenando l'ira di moltissime persone.Le associazione animaliste hanno deciso di denunciarlo, come deciso da Enpa, Leidaa, Lav, Lndc e Oip: «Un evidente caso di maltrattamento, di sofferenza non solo fisica ma anche psichica volutamente inflitta. Se poi si trattava di un cane cosiddetto “morsicatore”, con precedenti di aggressioni, l’interessato dovrebbe spiegare perché un cane con problemi del genere è stato lasciato libero in un recinto, come risulta dal video, alla presenza di altri cani con i loro proprietari o conduttori».Le associazioni animaliste hanno deciso di presentare una denuncia alle autorità competenti perché valutino il comportamento del “preparatore” e il suo “metodo”, documentato nel video. «La crudezza delle immagini e la violenza impiegata contro l’animale sono tali da rendere necessario un controllo di legalità. La denuncia - precisa la nota delle associazioni - sarà corredata dalla perizia di un istruttore cinofilo specializzato in razze ibridate dal lupo e nordiche con master in recupero comportamentale».In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, Mangini dice che il filmato contestato è di quattro anni fa, che i proprietari sono amici suoi e che il cane sta bene. «Quel lupo cecoslovacco ha morso cinque persone e ha mandato dal veterinario molti altri cani» spiega sui social sostenendo che quel cane lo aveva anche attaccato al braccio fasciato dove, un paio di giorni prima, gli erano stati applicati circa 40 punti dopo essere stato attaccato violentemente da un altro cane. Mangini sostiene di aver salvato la vita a quel cane due volte: «La prima perché quel cane era pronto per l’eutanasia, la seconda volta proprio in quel momento perché stava per scatenare una rissa contro altri quattro cani e a quest’ora sarebbe seppellito».

cani

Salvati dieci cani vicino a grosseto: erano stati abbandonati in uno scatolone

News Redazione - 08 Apr 2021

Dieci cuccioli chiusi in uno scatolone abbandonati: sono stati soccorsi da dei passanti. A Pitigliano, in provincia di Grosseto, e precisamente in località Madonna delle Grazie, dieci cuccioli di cane sono stati abbandonati dentro ad uno scatolone. I cuccioli sono stati soccorsi e trasportati al canile comunale Dog Farm di Ribolla, dove in questo momento sono curati dal personale.Serena Falsetti, assessore comunale all'Ambiente, ai giovani e ai Servizi Sociali, ha commentato così questa brutta storia (per fortuna finita bene): "E’ un atto grave sul quale vogliamo andare fino in fondo".L'assessore continua: "L’abbandono degli animali è un reato perseguibile penalmente e poiché non è la prima volta che vengono trovati dei cuccioli in uno scatolone nei pressi della Madonna delle Grazie, si sta ipotizzando che i responsabili possano essere persone che non abitano molto lontano. Intanto la Polizia Municipale sta indagando. Se necessario controlleremo anche i filmati delle telecamere presenti sul territorio comunale".Falsetti ringrazia anche i cittadini che stanno dando una mano: "Alcuni cittadini hanno mostrato sensibilità e senso civico segnalando situazioni e movimenti che sono al vaglio del personale che sta effettuando le indagini. Poiché è il terzo anno consecutivo che vengono abbandonate cucciolate intere e il Comune si prende in carico questi cani sostenendo dei costi anche importanti, chiediamo ai cittadini la massima collaborazione e lanciamo un appello ad eventuali testimoni di contattare la Municipale per aiutarci a risalire all’autore di questo increscioso gesto".E conclude così, ricordando alcune iniziative proposte dal suo Comune: "Pitigliano da diversi anni sta portando avanti con successo la campagna di adozione dei cani custoditi nel canile convenzionato. Oltre a questi cuccioli ci sono tanti altri meravigliosi esemplari in cerca di una famiglia. Per i cani che si trovano in canile da più tempo è previsto anche un piccolo aiuto economico per chi decide di adottarli: 400 euro per i cani in custodia al canile da almeno 3 anni; 300 euro per coloro che adottano un cane di almeno un anno di età che è in custodia nel canile da 180 giorni a meno di 3 anni; un contributo di 200 euro per coloro che adottano un cucciolo di età inferiore a un anno. Il contributo sarà riconosciuto per tre anni".Come dicevamo, i cuccioli in questione ora sono sotto le cure del personale della clinica. Ma a breve potranno essere adottati: basta contattare l'ufficio comunale allo 0564616322 interno 9 oppure chiamare il numero di cellulare 3484003001. Nel frattempo il comune sta anche indagando per risalire ai responsabili di questo gesto.

Leishmaniosi nel cane: tutto quello che c’è da sapere per proteggere il nostro pet

Salute & Benessere Redazione - 07 Apr 2021

Se in passato la Leishmaniosi era diffusa solo nelle regioni collinari appenniniche e litoranee, in seguito ai cambiamenti climatici degli ultimi decenni la malattia si è diffusa anche nella Pianura Padana. Sono di recentissima segnalazione anche nuovi focolai nel Piemonte e nel Triveneto, ma anche in Lombardia, con tendenza alla diffusione dalle zone oltre-padane a quelle cis-padane. Leishmaniosi cane cos'è Con l’arrivo della primavera, e soprattutto del mese di Aprile, tutti i proprietari di cani corrono al riparo per proteggere i propri amici a quattro zampe dalla Leishmaniosi.Ma che cos'è la Leishmaniosi? Si tratta di una diffusa malattia infettiva protozoaria (ovvero provocata da Protozoi) trasmessa da un insetto, il flebotomo che, nonostante terapie appropriate e mirate, ha tassi di letalità rilevanti.Ma come si trasmette nel cane e quali sono le zone d’Italia più a rischio? MYLAV (https://saluteanimale.net/#chi-siamo), laboratorio di analisi veterinarie che, con un team di esperti a 360°, si prende cura della salute di cani, gatti, cavalli e degli altri animali da compagnia - insieme al supporto del Dott. Luigi Venco (Med. Vet. Specialista in Clinica dei Piccoli Animali), ha voluto fare il punto sulla tematica, dando anche qualche prezioso consiglio su come evitare questa frequente malattia. Parola chiave: prevenire. Il flebotomo responsabile della trasmissione della Leishmaniosi è un insetto ematofago (che si nutre di sangue, come le zanzare) che predilige le ore crepuscolari e notturne per cibarsi, così come i mesi caldi. I flebotomi si trovano principalmente in ambienti rurali e costieri delle regioni meridionali e delle isole, poiché per lo sviluppo e la crescita delle larve necessitano di temperature relativamente calde e di umidità elevata. Quando un flebotomo punge un cane infetto assume il protozoo diventando infettante, ossia in grado di tramettere la Leishmaniosi pungendo un animale sano dai 4 ai 20 giorni. La Leishmaniosi non colpisce solo i cani, ma può colpire anche i gatti ed altre specie animali selvatiche come i conigli, arrivando ad infettare anche l’uomo.La Leishmania viene trasmessa dai flebotomi nel periodo che va da Aprile a Novembre (in relazione alle diverse condizioni climatiche) e la sua diffusione è in costante aumento. “Per lungo tempo, la Leishmaniosi canina è stata considerata stabilmente endemica nell'Italia meridionale e centrale, e nelle aree litoranee del nord Italia, con tassi di siero prevalenza fino al 53,1% - spiega il Dr. Luigi Venco, esperto di MYLAV - Tuttavia, sulla base di dati recenti inerenti la raccolta e l’identificazione di flebotomi, l’individuazione di casi autoctoni nel cane e di casi nell’uomo, nuovi focolai di Leishmaniosi canina sono stati individuati nelle regioni settentrionali in cui la malattia era precedentemente considerata non endemica”. Inizialmente la Leishmaniosi era infatti diffusa solo nelle regioni collinari appenniniche, ma attualmente si trova anche nella Pianura Padana, dove in seguito al cambiamento delle condizioni climatiche (aumento delle temperature invernali, scomparsa della nebbia), si sono verificate le condizioni per la sopravvivenza di uova e larve dei Flebotomi in diapausa nel periodo invernale. Sono di recentissima segnalazione nuovi focolai nel Piemonte e nel Triveneto, ma anche in Lombardia, con tendenza alla diffusione dalle zone oltre-padane a quelle cis-padane nella provincia di Pavia e numerosi altri focolai nelle provincie di Bergamo, Brescia, Lodi, Milano e Cremona.Leishmaniosi cane sintomiOra vediamo nel dettaglio i sintomi della Leishmaniosi. In corso di Leishmaniosi, i pazienti possono essere suddivisi in tre categorie in base ad una combinazione di segni clinici e rilievi di laboratorio. I cani possono essere suddivisi in “esposti”, “infetti” e “malati”. Gli “esposti” sono pazienti clinicamente normali – o con segni clinici riconducibili ad altre malattie - che posseggono titoli anticorpali negativi o bassi (prossimi al valore soglia - del laboratorio), ma che sono negativi alla ricerca del parassita mediante citologia e/o PCR. I cani “infetti” sono pazienti clinicamente normali – o con segni clinici riconducibili ad altre malattie – ma in cui è stata dimostrata la presenza del parassita nei tessuti mediante identificazione diretta (es. citologia e/o PCR). In questi pazienti, i titoli anticorpali risultano negativi o bassi (prossimi al valore “soglia” del laboratorio”) ma non sono presenti alterazioni clinico-patologiche riferibili a Leishmaniosi. I cani “malati” sono pazienti infetti, in cui la presenza del parassita è dimostrata mediante citologia e/o PCR, indipendentemente dal titolo anticorpale, o con titolo anticorpale uguale o superiore di 4 volte il valore “soglia” del laboratorio. In questi soggetti si identificano segni clinici e / o alterazioni clinico patologiche riferibili a Leishmaniosi. Infine, i “gravemente malati” sono pazienti in cui si identificano gravi condizioni cliniche come nefropatia proteinurica, insufficienza renale cronica, patologie oculari gravi e artropatie.Leishmaniosi cane prevenzionePer prevenire questa pericolosa malattia, è necessario utilizzare prodotti a base di piretroidi (sia in pipette sia in collari antiparassitari), da utilizzare in particolar modo nei mesi da Aprile a Novembre. Se si abita in una zona particolarmente a rischio, può essere anche utile limitare le passeggiate serali del cane in campagna così come nelle zone rurali, dove è più alta la concentrazione di flebotomi. È inoltre a disposizione sul mercato un vaccino che non protegge da infezione ma che riduce di molto la probabilità che un cane infetto sviluppi la malattia clinica.Leishmaniosi cane cura Al giorno d’oggi una cura in grado di guarire definitivamente dalla Leishmaniosi non esiste ancora, proprio per questo è meglio mettere in atto tutte le precauzioni possibili per prevenire questa malattia, piuttosto che curarla. Se un cane ha contratto la Leishmania, è necessario intraprendere con il proprio veterinario di fiducia una terapia farmacologica, in base allo stadio della malattia, che riesca a controllare i sintomi garantendo uno stato di benessere del cane. Sono poi importanti controlli veterinari specifici periodici per tutto il corso della vita dell’animale in base allo stadio clinico, oltre all’utilizzo di pipette/collari antiparassitari a base di piretroidi, per evitare che diventi fonte di contagio per altri. È importante spiegare ai proprietari di animali che un cane con Leishmaniosi può tranquillamente vivere una vita normale, senza sofferenze o limitazioni. Ovviamente, più un cane viene curato ai primi sintomi, migliori saranno le probabilità di successo della terapia. È importante ricordare poi che anche se il cane non presenta più i sintomi caratteristici della Leishmaniosi, ciò non vuol dire che il parassita sia stato eliminato, nella maggior parte dei casi infatti continua a sopravvivere, controllato dal sistema immunitario, nel cane, esponendolo a potenziali recidive” concludono gli esperti di MYLAV.

Video - donna colta da un malore, il suo cane blocca il traffico delle auto per chiedere aiuto

News Redazione - 06 Apr 2021

Questo cane ha salvato la vita della sua proprietaria, colta da un malore durante una passeggiata. Una semplice passeggiata rischiava di diventare una tragedia. Una donna insieme al suo cane si stavano godendo il tiepido sole di Ottawa, in Canada, quando Haley - la proprietaria del quattro zampe - si è accasciata a terra.Il guinzaglio le è caduto dalla mano, ma Clover ha iniziato ad avvicinarsi a lei e ad annusarla. Dopo pochi istanti il pet ha iniziato ad andare in mezzo alla strada, letteralmente a bloccare il traffico delle auto che stavano percorrendo quella strada.Il video, ripreso da delle telecamere di sorveglianza, mostra l'animale in mezzo alla stradina mentre un furgone rallenta fino a fermarsi:«È stato davvero impressionante, il cane mi ha effettivamente bloccato la strada per fermarmi» ha raccontato a CTV News Dryden Oatway, il conducente del veicolo che per primo ha prestato soccorso a Haley Moore.«Per tutto il tempo in cui ha fatto marcia indietro per strada ha tenuto gli occhi su Hailey. Quando sono intervenuto per aiutarla Clover è rimasto a distanza da me, ma abbastanza vicino per assicurarsi che la sua proprietaria stesse meglio. E’ stata una scena fantastica» ha voluto aggiungre l'uomo, che subito dopo ha chiamato l'ambulanza.Ora la donna sta meglio, ma se non fosse stato per il suo quattro zampe le cose sarebbero andare diversamente.

cuccioli alimentazione

Cuccioli, quale alimentazione è la più ideale?

Alimentazione Redazione - 17 Mar 2021

Alimentazione ideale per i nostri cuccioli Nutrire i cani non è semplice come si pensa. Anzi, proprio come gli esseri umani, anche questi animali devono essere curati in modo appropriato. In particolar modo, ciò deve avvenire quando i cani sono ancora cuccioli. A seconda della razza e della loro grandezza, occorre seguire una precisa alimentazione. In questo modo è possibile donare numerosi benefici al proprio animale domestico.Tuttavia, non tutti conoscono questa cosa. Anzi, alcuni comprano una o più varianti di croccantini per cani senza valutare se possono essere una scelta appropriata. Ma come capire qual è la giusta alimentazione da donare ai propri animali? Ecco tutto ciò che bisogna conoscere a questo proposito. Come scegliere gli alimenti appropriati? In primo luogo, occorre comprendere come poter riuscire a scegliere gli alimenti giusti da donare al proprio cucciolo. Ebbene, quando bisogna procedere con questa scelta occorre considerare diversi fattori. Come prima cosa, bisogna soffermarsi sulla razza di un cane. Difatti, alcune razze necessitano di un fabbisogno giornaliero molto elevato, che può essere addirittura maggiore di quello di un uomo adulto.Per riuscire a donare sempre il giusto fabbisogno giornaliero, indipendentemente dalla razza del cane, è appropriato acquistare del cibo per cani di qualità. Difatti, se si acquista cibo scadente, il cucciolo potrebbe mangiare molto ma non saziarsi mai. Ecco perché non occorre sottovalutare il fattore qualità quando si compra cibo per cani.Ancora, un altro aspetto al quale prestare attenzione è quello della formula premium di determinati cibi. Cosa significa ciò? I cibi di qualità premium sono quelli ad alta digeribilità. Questo significa che gli animali non avranno problemi di alcun genere ad assimilarli. Anzi, nutrire i cuccioli con questi cibi può migliorare la loro crescita ed evitare che questi ultimi siano vittima di problemi o complicazioni. Nella fattispecie, chi sceglie per il proprio piccolo animale alimenti premium può godere di benefici come:muscolatura più tonica, forte e ben sviluppata; pelo lucido, sempre morbido e liscio; dentatura e ossatura in perfetta salute; energie giuste per sostenere l'animale durante le attività quotidiane; un aspetto sempre felice, spensierato e sano.Tutti questi benefici derivano dal fatto che gli alimenti premium contengono al loro interno vitamine, minerali ed altri elementi eccellenti che dovrebbero essere assunti da qualsiasi cucciolo di cane. Dunque, è appropriato scegliere alimenti premium per nutrire il proprio cucciolo. Optando per questi articoli, si potrà avere la sicurezza di curare al meglio la crescita del proprio amico a quattro zampe.Cosa prendere in considerazione quando si sceglie l'alimentazione per cuccioli di razze grandi? A questo punto, è bene considerare quelli che sono alcuni aspetti ai quali prestare attenzione quando si sceglie l'alimentazione per cuccioli canini di grandi razze. In effetti, come specificato in precedenza, a seconda della razza del cane è opportuno scegliere l'alimentazione necessaria.Ad esempio, qualcuno potrebbe pensare che a causa della stazza delle loro ossa, questi cani potrebbero necessitare di una maggiore quantità di calcio. Nulla di più sbagliato! Fare questo ragionamento non è salutare ed anzi potrebbe addirittura danneggiare la crescita del piccolo. Dunque, anche con i cuccioli di razze grandi non bisogna esagerare con il calcio negli alimenti.Al contrario, l'alimentazione per questi cuccioli specifici dovrebbe concentrarsi sul tenere a bada la crescita del cucciolo e sul moderare non solo il livello di calcio, ma anche quello di fosforo e di calorie.Tenendo bene in mente questi aspetti, si potrà scegliere un'alimentazione equilibrata sotto ogni punto di vista. Inoltre, è bene concentrarsi anche sulla somministrazione del cibo. Non bisogna esagerare in questa cosa, ma anzi bisogna avere sempre una certa dose di equilibrio. Dimostrando tali caratteristiche, si potrà assistere ad una crescita adeguata del proprio cucciolo a quattro zampe. Cani di razza media: quale alimentazione scegliere? Dopo aver analizzato l'alimentazione per i cuccioli di taglia grande, è bene concentrarsi sui cani di razza media. Anche in questo caso, bisogna analizzare alcuni aspetti prima di conoscere gli alimenti giusti che bisogna somministrare al cane.A dir la verità, ci sono molte similitudini con l'alimentazione che caratterizza anche i cani di razza grande. Tuttavia, ci sono determinate differenze da non prendere sottogamba. Ad esempio, la quantità di cibo da somministrare quotidianamente dovrebbe essere sempre la stessa. Non si deve esagerare, altrimenti il cane potrebbe prendere peso ed abituarsi ad una dieta sostanziosa. Ciò potrebbe far nascere anche uno stato di pigrizia nel cucciolo di razza media con conseguenze negative dal punto di vista fisico.Dunque, occhio anche in questo caso alle calorie presenti nel cibo, cercando di regolare le dosi in modo meticoloso, utilizzando sempre lo stesso metro di misura. Certo, se non si riesce a comprendere quanto cibo somministrare al cane, allora ci si può rivolgere ad un esperto del settore. Un professionista di cani saprà esattamente donare consigli ottimali per quanto riguarda dosi e dieta settimanale da applicare al proprio animale. Cuccioli di razze piccole: quali sono i cibi da somministrare? Infine, è opportuno fare chiarezza anche quando si parla di cuccioli di razze piccole. Questi animali spesso sono davvero minuti e bisogna considerare che i loro bocconi sono piccoli. Dunque, con questo bene in mente, è appropriato ricordare di creare sempre dosi di cibo limitate. In caso contrario, il cane potrebbe sforzarsi di mangiare troppo, danneggiando il proprio corpo ed accumulando grasso in eccesso.La cosa migliore da fare in questo caso, è quella di scegliere alimenti concentrati in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero dell'animale. Difatti, grazie a questi formati speciali, il baby cucciolo potrà ottenere le energie necessarie per correre, giocare, divertirsi e sviluppare la propria muscolatura. Se non viene curato sotto questo punto di vista, un cane potrebbe avere costantemente fame. Di conseguenza, la muscolatura può non svilupparsi a dovere e l'aspetto dell'animale sarebbe scheletrico.In ultima analisi, non occorre sottovalutare la scelta dell'alimentazione di un cucciolo. Anzi, a volte è opportuno informarsi sulle eventuali allergie del proprio animale, scartando quelli che possono essere gli elementi pericolosi. Ad ogni modo, con la giusta attenzione, i cuccioli potranno ottenere un'alimentazione corretta e crescere sani e felici.

Viene ricoverato per covid, il suo cane lo aspetta davanti casa da due mesi

News Redazione - 02 Feb 2021

Si chiama Billy questo quattro zampe che da due mesi aspetta davanti alla porta di casa il suo padrone Marco, ricoverato per Covid. Marco Maiolani è ricoverato al Policlinico San Matteo da più di due mesi: a Novembre ha contratto il Covid e da quel momento la sua vita è cambiata. Ha lasciato a casa i suoi affetti, compreso Billy, il suo meticcio simile ad un Border Collie.Da quando Marco è stato ricoverato, Billy lo aspetta davanti alla porta della sua abitazione a Dorno, nel Pavese. Sono i nipoti di Marco, che vive da solo con Billy, ad occuparsi del quattro zampe. A dargli da mangiare e a convincerlo, con una buona dose di coccole, a rientrare per dormire alla sera.Ma poi al mattino lui tira fuori un tappetino e si rimette ad aspettare che torni il suo padrone, mettendo ogni tanto il muso bianco e nero fuori dalle grate del cancello. Ed è così che è finito sulla Provincia pavese e la sua storia ha iniziato a circolare.«Dovremmo imparare dai cani, loro ti danno tutto» dice Maiolani, che ha 55 anni, ed è un volontario della Protezione civile. Sulla sua pagina Facebook come foto del profilo ha scelto un immagine di sé con Billy ancora cucciolo.Per lui il Covid è stato una lunga sfida, che ancora non è finita del tutto. Prima è stato ricoverato al Policlinico San Matteo, lunghi giorni in terapia intensiva con l'aiuto di un supporto per respirare. Poi è stato trasferito per la riabilitazione all'istituto Maugeri, dove ancora si trova per poter tornare a casa ben saldo sulle gambe. E, ovviamente, non vede l'ora di riabbracciare quello che per lui non è solo un animale, ma da due anni un compagno di vita.«Fu lui a scegliere me - racconta - Mi venne subito incontro come se ci fossimo sempre conosciuti. Mi manca molto. E' una compagnia impagabile e insostituibile». «Ancora un po' di pazienza - aggiunge - e poi tornerò alla normalità. Non vedo l'ora di poter accarezzare il mio Billy». E anche Billy non aspetta altro che il suo ritorno.

"i miei cani sono stati investiti e nessuno mi ha detto nulla": è polemica contro le ferrovie dello stato

News Redazione - 18 Jan 2021

Due pastori svizzeri sono stati investiti da un treno a Trofarello, vicino a Torino. Il proprietario accusa le Ferrovie. Si chiamavano Chelly e Blue i due pastori svizzeri investiti da un treno a Trofarello la notte del 17 novembre. Il proprietario, qualche giorno fa, ha accusato le Ferrovie dello Stato: "I miei cani sono stati investiti e nessuno mi ha detto nulla".Si riferiva al fatto che nonostante le chiamate alla stazione Lingotto per chiedere informazioni, e la denuncia alla polizia ferroviaria, per trovare i corpi dei suoi amati cani - una mamma e un figlio di 6 e 2 anni - Maurizio Albesano è dovuto andare da solo lungo la ferrovia insieme alla moglie e alle guardie zoofile di Agriambiente. Dopo 47 giorni di ricerche disperate.Le Ferrovie dello Stato, tramite un loro portavoce, hanno dichiarato di aver fatto tutto il possibile: "Non c'è stata inadempienza da parte dei nostri lavoratori: il proprietario non è stato avvertito perché non abbiamo trovato i corpi dei due Pastori Svizzeri, né sulla linea né nei pressi dell'area".Dopo lo scontro contro i due cani, quella notte il treno si è fermato per un'ora e venti minuti. Sono intervenuti sul posto i tecnici, che però non hanno trovato i due corpi dei Pastori svizzeri. Solo tracce ematiche, che hanno portato a dedurre che fosse stato investito un animale.Continua Ferrovie: "Nel verbale di quella notte infatti non si parla di due cani, ma genericamente di un animale di grossa taglia investito dal treno. Può capitare che un animale selvatico sia vittima di un incidente simile, e in base a queste deduzioni è stato verbalizzato l'accaduto".Alessandro Piacenza, consigliere nazionale dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) spiega che da Ferrovie dello Stato hanno seguito alla lettera il protocollo: "Non hanno colpe, hanno chiamato i tecnici e fatto la relazione dell'incidente. Non avendo trovato i corpi dopo l'impatto non erano tenuti a ulteriori verifiche".Ma per il futuro si augura che ci sia maggiore connessione tra Ferrovie e polizia locale: "Per un eccesso di zelo avrebbero potuto avvertire la polizia locale, perché quell'"animale di grossa taglia" della relazione avrebbe potuto essere ferito. Sarebbe utile se in futuro un incidente simile venisse comunque segnalato alle autorità, anche senza il rinvenimento dei corpi".Maurizio Albesano però non crede alla versione di Ferrovie dello Stato: "Non li hanno cercati, perché se li avessero cercati sul serio li avrebbero trovati come ho fatto io, 47 giorni dopo - dice -. Io ho trovato il corpo di Blue tagliato a metà a 15 metri di distanza dai binari, e parti di quello di Chelly coperti con delle pietre. La mano dell'uomo c'è stata per coprire la testa e le zampe di Chelly con le pietre. Qualcuno l'ha vista e l'ha sotterrata".

migliori crocchette per bulldog francese

Migliori crocchette per il bulldog francese

Alimentazione Redazione - 17 Jan 2021

In questo approfondimento andiamo ad indicarti quelle che sono le migliori crocchette per Bulldog Francese presenti attualmente sul mercato. Prima di entrare nel dettaglio delle crocchette specificamente indicate per la razza del Bulldog Francese, ti daremo tutta una serie di indicazioni riguardanti questo tipo di alimento.Se avete un amico a quattro zampe in casa con voi saprete certamente che l'argomento crocchette è piuttosto delicato. In generale, tutte le questioni legate all'alimentazione del cane Alimentazione del cane: dieci regole per farla correttamente hanno ormai una grande risonanza.Ci si chiede con sempre maggiore accortezza quale sia la dieta più indicata per i nostro fidi compagni pelosi. La risposta non è univoca e definitiva. Infatti, per i cani così come per noi umani, esistono delle regole di carattere generale ma occorre anche fare le dovute distinzioni caso per caso.Che si tratti di ciotola o piatto, è bene mantenere un certo equilibrio, evitando gli eccessi. In questo articolo proveremo a fornire una panoramica sulla dieta più indicata per il Bulldog Francese e più nel dettaglio quali sono le caratteristiche  delle crocchette "ideali" per questa razza. Migliori crocchette per Bulldog Francese: quali sono quelle più adatte Occorre partire da una serie di premesse. Esporremo dei consigli di carattere generale - che appunto vanno presi come consigli e non come regole.L'alimentazione è una scienza complessa e delicata: in tal senso ci teniamo a precisare che è sempre auspicabile consultare anche il proprio veterinario di fiducia, magari in questo caso uno specialista nutrizionista.Mettete pure in conto che, esattamente come per la noi "padroni" che ci mettiamo a tavola, anche per quanto riguarda i nostri cani una saggia gestione nutrizionale richiede tempo e dedizione. Compatibilmente con questo volontà, proviamo a capire quali possono essere le soluzioni più comode e veloci.In maniera più o meno ciclica, ad esempio, si tende a mettere in luce problematiche legate al cibo industriale pensato per i nostri cani, sia che si tratti di crocchette sia che ci si riferisca alle scatolette dell'umido: anche nei giudizi è bene farsi accompagnare dalla virtù del giusto mezzo.Le crocchette, così come l'umido, non sono né da elogiare in maniera acritica né da demonizzare per partito preso - almeno a nostro parere. Un ulteriore parametro da tenere in considerazione nella disamina che ci porterà infine a fare una cernita delle crocchette per Bulldog Francese più bilanciate in commercio è legata al portafoglio: come valutare, ad esempio, il rapporto qualità prezzo in merito alle crocchette e più in generale al cibo animale? L'importanza di saper leggere l'etichetta coi valori nutrizionali Prima ancora di guardare il cartellino del prezzo, però, ben più importante è guardare l'etichetta coi valori nutrizionali. Ora, partiamo dal presupposto che saper davvero leggere un'etichetta non è facile né scontato neanche per quanto riguarda i prodotti che finiscono sulle nostre tavole.Spesso non ci facciamo caso tra gli scaffali del supermercato e anche in un secondo momento non prendiamo comunque la sana abitudine di decifrare le varie etichette dei prodotti acquistati.In tal senso, capirete bene che è ancora più difficile farlo con tutti gli alimenti che finiscono nelle ciotole dei nostri coinquilini con la coda. Su questa spinosa questione, di recente è entrato a gamba tesa un servizio di Report, noto programma di inchiesta in onda sulla RAI.Pur apprezzando la volontà di mettere una lente di ingrandimento su una questione spesso "sotto i radar" dell'informazione mainstream, ci sentiamo più che altro di fare nuovamente riferimento e affidamento al buon senso e alla virtù del giusto mezzo di cui si accennava in precedenza.Non fatevi prendere dal panico sulla questione ma nemmeno prendetela sottogamba. Attenzione ma non allarmismo, insomma.Non è assolutamente il caso di bandire le crocchette dalle vostre case: piuttosto fate più attenzione ai prodotti che decidete di scegliere. Molti sono restii a dar da mangiare al proprio cane sia le crocchette che le scatolette, preferendo una "dieta casalinga": anche in questo senso occorre specificare che non si tratta necessariamente di una scelta giusta o sbagliata. Semplicemente, dipende.La preparazione domestica ha certamente dei vantaggi ma va calibrata per bene. Tutto ciò non è aiutato dalla voracità del cane, che - a differenza, ad esempio, dei gatti - tende ad avventarsi con foga su quello che gli viene presentato come cibo.Il fatto che tendenzialmente - quindi non in tutti i casi, lo specifichiamo - il cane tenda ad essere più famelico che schizzinoso carica noi padroni di una responsabilità ancora maggiore.Quindi non è possibile fare una vera "classifica" in relazione a cosa sia meglio dare da mangiare ai nostri cani tra crocchette, scatolette e cibo preparato direttamente da noi. Probabilmente l'ideale è un misto ragionato di questi tre approcci, ma dato che ogni caso è a sé conviene parlarne direttamente col veterinario dopo che ha avrà dato un'occhiata al vostro amico a quattro zampe.In generale, qualora decideste di preparare una ciotola domestica c'è una regola quasi scontata ma certamente d'oro da tenere a mente: sono banditi i "nostri" condimenti.A questo punto potrebbe tornare a galla la questione legata al portafoglio: spesso una dieta canina casalinga può rivelarsi conveniente in termini economici ma più che altro se facciamo un confronto con le linee "Premium" del cibo da supermercato. Altrimenti i costi finali del mantenimento dell'animale dovrebbero rivelarsi grossomodo simili. Osservare, monitorare e prevenire: “capire” il metabolismo del vostro cane Le insidie sono presenti anche laddove si inizi a parlare di quantità: infatti - che si parli di crocchette o altro - è importante evitare tanto la malnutrizione (il troppo poco) che il sovradosaggio (il troppo).Non ci sono tuttavia delle regole ferree ed inamovibili: qualità e quantità del cibo gustato dal nostro animale dipende come è ovvio anche dal suo metabolismo. Dall'altro lato si può dire che per quanto il metabolismo abbia caratteristiche diverse per ciascuno, in un certo senso possiamo per lo meno "aiutarlo", coadiuvarlo a regolamentarsi correttamente, a migliorarsi diciamo, tenendo tutto sotto controllo.Altro aspetto fondamentale, neanche a dirlo, è quello medico: bisogna appurare che il cane non abbia delle patologie particolari poiché queste ultime potrebbero richiedere un regime alimentare ad hoc, studiato appositamente. Attenzione a peso, comportamento, umore, feci e acqua Questa suggestione di lancia uno spunto da approfondire, legato all'importante di osservare. Osservare il proprio cane per capire che dieta scegliere? Osservarlo per capire quali crocchette comprare? Certo.Infatti è importante monitorare con attenzione da un lato il peso dell'animale, dall'altro anche il comportamento, o meglio l'umore.Questo ultimo aspetto ci dovrebbe spingere a delineare anche lo stile di vita del nostro amico a quattro zampe: ad esempio, la dieta dovrà tener conto del fatto che un cane si ritrovi ad essere - per indole o per scarsa attenzione dei padroni oppure per circostanze fisiche - più sedentario o al contrario molto attivo.Come per gli esseri umani c'è una bella differenza tra essere "pantofolaio" ed essere uno sportivo!Che cos'altro monitorare al fine di poter determinare in maniera più accurata possibile come alimentare il vostro cane? Feci ed acqua. Ad esempio, tendenzialmente, i cani che mangiano "pappa pronta" evacuano di più ed hanno più sete. Verificate che questi due aspetti siano sempre mediamente equilibrati.Altro aspetto da non trascurare è il vero e proprio "momento della tavola", ovvero quel momento in cui data la ciotola in pasto al vostro cane: bisogna stare attenti a gestire al meglio quel momento.Proprio perché, come detto in precedenza, il cane si getta sul cibo in maniera spesso famelica, bisogna monitorare forma e dimensione della pappa. Ad esempio, le crocchette possono essere scelte anche in base a quel parametro.Quindi, fino ad ora abbiamo preso nota del fatto che ogni cane ha una storia (anche alimentare) a sé e che per quanto voraci i nostri amici a quattro zampe non devono assolutamente essere "visti come delle pattumiere" a cui poter rifilare (quand'anche in buona fede) gli avanzi della famiglia.Se voleste approfondire alcune delle linee guida dell'alimentazione canina ma anche individuare più nel dettaglio alcuni parametri da tenere in considerazione, potete consultare un documento ufficiale denominato "European Pet Food Industry". In questo documento, tra le altre cose, troviamo le caratteristiche ideali di un pasto: sicuro, digeribile, completo, bilanciato e appetibile.In tal senso, torniamo all'importanza di sapersi orientare di fronte ad una etichetta alimentare. Ad esempio, la successione degli ingredienti non è casuale, ma indica un ordine crescente di quantità.Vengono poi segnalati gli additivi che possono essere fondamentalmente nutrizionali e conservanti. In generale hanno la spesso la funzione di mantenere inalterate le funzioni organolettiche ma anche di conferire un apporto di minerali, amminoacidi  vitamine, Sull'etichetta, poi, ci sono tutte le indicazioni nutrizionali sulle quantità giornaliere ottimali da far assumere all'animale. Migliori crocchette Bulldog Francese: la top 5 Dopo questa panoramica, proviamo a capire quali possano essere considerate ragionevolmente le crocchette più adatte alla razza Bulldog Francese.In primis, diciamo che nonostante il Bulldog Francese sia un cane di piccola taglia è molto ghiotto e goloso. Indicativamente il suo fabbisogno giornaliero può essere quantificato in 750-850 calorie.Bisogno però anche tenere in considerazione:Se il cane è castrato/sterilizzato L'età e l'attività motoria del caneIl Bulldog Francese ha almeno due peculiarità di cui è bene tenere conto al momento dell'acquisto delle sue crocchette e più in generale nel monitoraggio della sua dieta.Partiamo dal fatto che si tratta di una razza molto soggetta al problema delle flatulenze: attenzione quindi all'apporto di cereali, che spesso vanno a coadiuvare questo aspetto.Inoltre questa razza è incline ad allergie di varia natura, quindi risulta ancor più determinante il consiglio medico. Infine, badate che il peso del vostro Bulldog Francese non vada mai troppo oltre i 1 chilogrammi ottimali.Ora scandagliamo sul mercato alcune delle marche di crocchette più indicate alla dieta equilibrata di un esemplare sano di Bulldog Francese:

La cagnolina halo cammina per la prima volta grazie alle protesi: il video

News Redazione - 13 Jan 2021

Nato senza le zampe anteriori, questo cagnolino ora cammina grazie a delle protesi realizzate su misura per lui. Una storia bellissima e straordinaria quella di questo cane, grande dimostrazione di forza, determinazione e coraggio. Nonostante le avversità, nonostante tutto.Si chiama Halo questa meravigliosa cagnolina, nata disabile senza le due zampe anteriori e con una di quelle posteriori deformata.Non una vita facile insomma, con un passato doloroso: è stata abbandonata sul ciglio di una strada in una scatola di cartone. Il suo allevatore l'aveva ritenuta inutile.Qualche mese fa la sua vita è cambiata, in meglio. Ha incontrato la sua futura padrona, Jamie: la donna, fondatrice di un'organizzazione di salvataggio animali in Texas, ha iniziato a curare Halo, dandole innanzitutto l'amore e l'affetto sempre mancato.Jamie ha portato Halo con sè in casa, e la quattro zampe ha da subito fatto amicizia con Jackson, il bambino della donna, affetto da autismo. Il rapporto con Halo è subito diventato di affetto grande: Jackson ha trovato un compagno di giochi, ma grazie alla cagnolina sono migliorate anche le sue capacità di relazione e comunicazione.- Potrebbe interessarti anche > Ecco perchè i cani sono indicati per i bambini autisticiJamie ha dichiarato: “Halo è un angelo. E’ riuscita a toccare parti del cuore di Jackson che neanche io sono mai riuscita a raggiungere”.La donna si è rivolta a OrthoPets, una clinica in cui vengono realizzate protesi su misura per animali. In questo modo Halo può correre allegramente insieme al suo fratellino umano. Il video in cui cammina e corre per la prima volta, fa emozionare. 

Video - federica pellegrini contro i padroni disattenti: "non lasciate i cani al freddo"

News Redazione - 12 Jan 2021

La campionessa del nuoto azzurro si sfoga sui social: "Non tutti i vostri cani sono San Bernardo". Federica Pellegrini si scaglia a difesa dei cani sui social: secondo la campionessa del nuoto azzurro i quattro zampe non sono tutelati d'inverno, sotto la neve. Ecco le sue parole:"A tutti i proprietari di bulldog francesi, ricordo che in questo periodo per terra fa freddissimo e, se li vedete tirare su in continuazione le zampe, è perché se le stanno congelando. Non è che vi siete presi un San Bernardo che camminano sulla neve tranquillamente".Pellegrini continua sulle sue Instagram Stories: "A loro il cappottino non basta, se tira su le gambe vuol dire che ha freddo e si fa anche male. Quindi lasciateli a casa quando fa troppo freddo”.Terminata la sfuriata, dà anche alcune indicazioni pratiche: “Vi spiego la mia esperienza personale: il freddo per i cani è soggettivo e ci sono dei campanelli di allarme per capire se stanno soffrendo o no. Vanessa (la sua Bulldog francese, ndr) a otto mesi, con il cappottino, scendeva dal trasportino e camminava normalmente sulla neve. Poi, a un anno e mezzo, ha iniziato a tirare su le zampette. Così ho iniziato a metterle una crema sulle zampe, ma attenzione perché ha una durata limitata. In più dovete stare attenti al sale perché ustiona i polpastrelli. I cani nati da numerosi incroci sono molto delicati”.A conclusione del suo video, la Pellegrini spiega le sue ragioni: “Il mio sfogo di prima nasceva dal fatto che vedo in giro scene in cui i padroni dei cani non tengono in considerazione i segnali di allarme del loro animale”.Ecco il video integrale:

leishmaniosi cane -2

Cane salva il suo compagno cieco caduto in piscina: le immagini riprese da una telecamera video

News Redazione - 05 Jan 2021

Un cane salva il suo compagno cieco caduto in piscina: le immagini di una telecamera di videosorveglianza hanno ripreso la scena. Nella città di Sunchales, in Argentina, un cane salva il proprio compagno canide cieco, caduto nelle acque di una piscina ed in apparente difficoltà.Il gesto è stato ripreso dalla telecamera di sicurezza dell’abitazione della proprietaria, che le ha pubblicate sul suo profilo facebook rendendo omaggio al suo coraggioso amico a quattro zampe.Julieta Firpo deve essere molto orgogliosa del proprio cane. E lo sarà di certo, visto che ha pubblicato le immagini che lo ritraggono nell’atto di compiere un’azione molto coraggiosa. Gesta che lei stessa non avrebbe conosciuto, se non fossero state immortalate dalle telecamere di sorveglianza della sua abitazione.Julieta vive in Argentina, nella città di Sunchales, ed ha due cani, Caipirinha e Luna. Quest’ultima ha ben quattordici anni, ed ha perduto la vista.Dal post sembra trasparire che si tratta di un avvenimento piuttosto recente, giacché la proprietaria ha specificato che è negli ultimi giorni che la cagnolina sembra apparire disorientata.Molto probabilmente il cane, disorientato a causa della cecità, è caduto inavvertitamente in piscina. Passeggiando in giardino non si è accorta di essersi avvicinata eccessivamente al bordo, finendo così in acqua. La reazione di Caipirinha è stata tempestiva.Appena si è accorto che il proprio compagno cieco annaspava, si è precipitato immediatamente, al fine di tirarla fuori dai guai. In verità Luna riusciva a galleggiare bene in acqua; tuttavia appariva in difficoltà nel trovare la via d’uscita una volta giunta a bordo vasca. Caipirinha ha cercato di tirarla fuori dall’acqua in un primo momento, non riuscendovi.Così ha guidato, come dice la proprietaria nel post pubblicato sul suo profilo facebook, verso le scale della piscina, dove l’operazione è riuscita. Insomma, Caipirinha ha dimostrato di non avere bisogno dell’addestramento per diventare un cane bagnino, potendo ottenere l’incarico ad honorem per le gesta profuse.E Luna? L’anziana cagnolina, tratta in salvo dall’acqua, è apparsa un po’ esausta. Siamo sicuri che, dato il problema di cecità che l’affligge, la proprietaria metterà in atto, da oggi, una sorveglianza maggiore sul povero animale.FONTE: amoreaquattrozampe.it

conigliera

Come scegliere la conigliera

Accessori cane Redazione - 30 Dec 2020

Chi possiede uno o più conigli può accudirli in tutta sicurezza nelle gabbie appositamente create per loro, meglio conosciute come conigliere. I conigli infatti hanno bisogno di avere un posto tutto per sé, dove in genere trascorrono gran parte della giornata. Avere un coniglio in casa tutto il giorno potrebbe essere rischioso, i simpatici pelosetti infatti sono piuttosto rinomati per le loro abilità nel rosicchiare tutto ciò che trovano (specie fili e suppellettili in legno).Per questo è fondamentale avere un luogo dove rinchiuderlo quando non si ha la possibilità di controllarlo. La dimensione della conigliera Il primo aspetto da prendere in considerazione se si ha intenzione di acquistare una gabbia per conigli adeguata, è la dimensione necessaria. Affinché i conigli possano stare a proprio agio nella gabbia, è fondamentale garantirgli una piena libertà di movimento e spazio a sufficienza.Sono altresì fondamentali delle aree dedicate allo “svago” degli animali con scivoli e passatempo. Gli esperti infatti sottolineano che questi animali devono avere a disposizione uno spazio adeguato per saltare, correre e riposare.Quando un coniglio non ha a disposizione un’area con tali caratteristiche, la sua salute è messa seriamente in pericolo. Una delle conseguenze derivanti dalla mancanza (o dall’insufficiente) movimento dell’animale è l’obesità, l’osteoporosi, il deterioramento muscolare ecc.Per questo è consigliabile consultare soggetti qualificati se si ha intenzione di acquistare una conigliera, su www.ferrantinet.com ad esempio c’è un’ampia varietà di scelta. La legge, inoltre, prevede una dimensione minima per le gabbie, esse infatti devono essere almeno 180x60x60 centimetri.Se non viene rispettato questo standard ci si espone a possibili sanzioni pecuniarie. Inoltre, possedere una gabbia ampia è anche un’ottima soluzione se non si ha molto tempo per le pulizie, una conigliera di ridotte dimensioni necessita di essere pulita più spesso. I materiali utilizzati Le conigliere presenti sul mercato sono davvero tantissime, è possibile optare per una gabbia costruita interamente in legno, in plastica, in metallo a seconda delle singole esigenze e dei propri gusti. La scelta ovviamente non è casuale ma può essere influenzata da svariati fattori.Se ad esempio si ha intenzione di posizionare la gabbia all’interno della propria casa è consigliabile optare per un materiale classico e che sia bello alla vista, ovvero il legno. Se invece si vuole posizionare la conigliera all’esterno, il legno non è una soluzione ideale visto che a causa delle intemperie potrebbe deteriorarsi rapidamente.La via di mezzo è sicuramente quella in plastica, materiale estremamente versatile che non necessita di particolare manutenzione. Le gabbie in plastica infatti sono molto semplici da pulire ed estremamente durevoli nel tempo. Dove posizionare la conigliera La scelta non è del tutto casuale, anzi, posizionare la conigliera in modo corretto garantisce il benessere del proprio coniglio. In genere è possibile posizionarla sia all’interno che all’esterno, se si ha intenzione di metterla all’interno però, è consigliabile scegliere luoghi non troppo frequentati o caotici.I conigli infatti necessitano di tranquillità per potersi riposare al meglio. Per questo, se si possiede un giardino, è preferibile posizionare la conigliera all’esterno, ovviamente al riparo dalla pioggia, dal vento e dal sole.

Come tranquillizzare un cane

Come tranquillizzare un cane: la soluzione di adaptil

Salute & Benessere Redazione - 10 Dec 2020

Da qualche tempo ti stai chiedendo se, oltre ai suggerimenti del tuo addestratore cinofilo, ci siano delle valide soluzioni per capire come tranquillizzare un cane? Beh, allora sei capitato nel posto giusto al momento giusto! In questa guida ti daremo una serie di consigli che potrebbero rivelarsi molto utili. Ma andiamo con ordine. Statisticamente, uno dei motivi più frequenti per cui i padroni si rivolgono all'educatore cinofilo è che il proprio quattro zampe manifesta delle paure.Possono essere diverse le circostanze per cui un cane si mostra spaventato: quando ad esempio viaggia in auto, oppure quando incrocia altri cani o ancora nel momento in cui dovesse verificarsi un temporale.Non sempre poi certe paure possono essere circoscritte a situazioni contingenti: se ad esempio hai adottato un cane dal canile, potrebbe essere che la sua vita sia stata purtroppo macchiata da abbandoni o maltrattamenti. Cose che segnano insomma, e che non si possono superare in pochi giorni.Ovviamente ciascun cane ha poi il proprio carattere, la propria soggettività e il proprio bagaglio genetico ed esperienziale. Ogni caso va dunque valutato singolarmente, così da individuare la linea di azione adatta di volta in volta. Tuttavia esistono alcuni principi generali e delle ulteriori soluzioni per riuscire a tranquillizzare il tuo cagnolino. Come tranquillizzare un cane: cosa fare Il primo step da fare per riuscire a calmare il proprio pet è conquistare la sua fiducia: per lui noi dobbiamo essere un rifugio sicuro, una base forte su cui poter contare in ogni momento. Per questo dobbiamo rapportarci con il nostro quattro zampe con grande equilibrio e sicurezza.Se ad esempio ha paura di un determinato oggetto, facciamogli vedere che non è pericoloso: avviciniamoci, tocchiamolo e vedrai che anche Fido si avvicinerà curioso e meno spaventato. Devi dimostrarti inoltre un padrone attivo, disposto a divertirsi insieme al proprio cane, magari nascondendo un gioco o... te stesso!Il gioco è fondamentale: se ad esempio il tuo cane si inquieta in presenza di bambini, iniziate a giocare insieme a lui dicendo al bimbo in questione di non toccarlo né di avvicinarsi. A poco a poco, giocando, vi ritroverete vicino al piccolo umano, senza che il pet se ne sia accorto.Quando noterà la presenza del bambino magari si spaventerà, ma capirà anche che non c'è pericolo dal momento che non gli è successo nulla. Questo contribuirà un po’ alla volta a desensibilizzarlo, esponendolo cioè all’oggetto delle sue paure molto gradualmente e senza mai forzarlo, finché si abituerà e le sue reazioni fobiche svaniranno o diminuiranno.Certo non bisogna pensare che ciò avvenga da un giorno all’altro: per alcuni cani possono occorrere anche mesi o addirittura anni. È necessario dunque avere pazienza, calma e serenità. Come tranquillizzare un cane: cosa non fare Se proprio non sai come comportarti di fronte alle paure del tuo cane, la cosa migliore è sempre rivolgersi ad un bravo educatore cinofilo, senza improvvisarsi addestratori perché rischiereste di peggiorare la situazione.Ma ci sono alcune cose che sicuramente non vanno fatte:1. Non sgridatelo o picchiatelo: non solo il cane continuerà ad avere paura di ciò che tanto lo spaventa, ma in questo modo imparerà a temere anche voi. Niente di peggio per chi già è timido e pavido!2. Non costringetelo ad accostarsi all’oggetto o alla persona che lo intimorisce: aumenterete ancor di più la sua ansia e il suo senso di sottomissione;3. Non premiate le sue fobie: se il cane ha paura, magari in presenza di un altro cane, non coccolatelo o ricompensatelo con del cibo, perché in questo modo rafforzereste il suo atteggiamento fobico, comunicandogli che fa bene ad avere paura.Detto questo, vogliamo fornirti un ultimo consiglio, ovvero una soluzione che potrebbe rappresentare un ottimo modo per tranquillizzare il tuo quattro zampe. Adaptil: la gamma di prodotti per il benessere dei cani Un valido aiuto per la gestione delle situazioni di disagio è rappresentato dalla gamma di prodotti Adaptil, che con la loro azione non farmacologica portano serenità e tranquillità sia al cane ma anche al padrone.Sviluppati da Ceva Salute Animale, azienda globale nel settore della veterinaria e leader nell'ambito degli aspetti comportamentisti, i prodotti Adaptil sfruttano i feromoni, che portano un messaggio di naturale appagamento al tuo cucciolo o cane adulto.I feromoni contenuti in Adaptil riproducono tutte le proprietà di quelli naturali materni: per questo motivo infondono uno stato di benessere nell'animale e forniscono un valido aiuto ai disturbi comportamentali associati a stress o paura.Lo ribadiamo: non sono farmaci, ma hanno un'efficacia clinicamente dimostrata. Non danno effetti collaterali. Per quanto riguarda le maggiori situazioni d'uso, sono l'alleato ideale per la prevenzione/riduzione dello stress quando il cane:Percepisce alcune situazioni come difficili (ospiti in casa, visite veterinarie ecc.) Deve adattarsi ad un nuovo ambiente e affrontare nuove esperienze Mostra problemi legati all'assenza del proprietario, com distruzioni, deiezioni inappropriate ecc. In questo caso c'è un prodotto specifico, ovvero Adaptil Calm Home Diffusore Ha paura dei rumori forti (parlavamo dei temporali, ma anche dei fuochi d'artificio) Ha ansia di viaggiare in auto o su altri mezzi di trasporto E' cucciolo ed entra nel periodo di socializzazioneIn conclusione, questa linea di prodotti - lanciata con l'hashtag #semprefeliciinsieme - risulta un fedele alleato per la serenità del tuo amico del cuore.#ad #Adaptil

Posso portare il cane fuori dopo il coprifuoco

Posso portare il cane fuori dopo il coprifuoco? ecco tutte le domande di questi giorni

News Redazione - 30 Nov 2020

Posso portarlo fuori nelle ore del coprifuoco notturno? E in auto se si attraversano le zone rosse, gialle e arancioni? E portare a spasso quello del vicino? Tutti i consigli di Aidaa. Con l'aggiornamento della mappa tricolore, in cui sono inserite le regioni italiane in base all'andamento dei contagi da Coronavirus, cambiano anche le norme e le regole per portare a spasso il cane, in ambito comunale e sovracomunale.Ecco di seguito le norme ed i consigli degli esperti Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente- Italiambiente) per rispettare le regole, ma non privarsi del diritto di passeggiare e divertirsi con i propri cani.E' possibile portare il cane fuori nelle ore del coprifuoco notturno per i propri bisogni?In teoria no, ma il buon senso impone di poter uscire per alcuni minuti con il cane se lo stesso ha delle necessità corporali urgenti, senza allontanarsi per oltre dieci metri da casa.In questo caso portare comunque sempre una giustificazione e ovviamente raccogliere gli escrementi del cane e poi rientrare in casa. Evitare assolutamente passeggiate notturne quelle sono vietate e sancite in tutte e tre le fasce in cui sono suddivise le regioni.E' possibile portare il cane in Auto se si attraversano le zone rosse, gialle e arancioni, o se si esce di paese?Sì, non ci sono problemi per l'attraversamento e anche se si esce dal paese in zona rossa, ma non per portare a spasso il cane, la presenza di Fido deve essere comunque segnalata nell'autocertificazione, che attesta che il cane è con voi in quanto non potete lasciarlo a casa e che voi siete in movimento per uno dei motivi previsti dal Dpcm.Se ho il veterinario fuori paese posso portare il cane o il gatto o un altro animale domestico senza incorrere in sanzioni?Sì, nelle zone gialle non vi sono problemi in quanto gli spostamenti sono liberi, in quelle arancioni e rosse portare il cane o il gatto o un altro animale domestico dal proprio veterinario di fiducia in caso di necessità è possibile con una semplice autocertificazione.Posso portare a spasso il cane del vicino?Se una persona ha degli impedimenti fisici o non può portare il cane a spasso, è possibile farlo in sua vece, autocertificando il motivo e comunque per passeggiate non lontane da casa cosi come previsto nel DPCM con le limitazioni previste per le zone rosse ed arancioni, in caso di dichiarazione mendace si e' passibili di sanzione.Se sono una volontaria posso accudire i cani randagi anche se fuori dal paese di residenza?Sì è possibile in quanto il Dpcm fa rientrare questa tra le attività necessarie, serve l'autocertificazione nelle zone arancioni e rosse, in caso di dichiarazione mendace si è passibili di sanzione.Posso portare il mio cane a spasso o in area cani?In zona rossa valgono le regole della passeggiata nelle vicinanze di casa negli orari consentiti, si possono comunque portare i cani per lo sgambamento nelle aree cani purche' vicino a casa e non vi siano assembramenti umani.Nelle regioni in fascia arancione non ci sono limitazioni di spostamento e passeggiate all'interno del perimetro comunale, se non i divieti imposti nelle ore del coprifuoco. Ci si può muovere invece senza alcun problema anche tra i diversi comuni nelle regioni in fascia gialla.

Il gesto gentile di un cane: divide un pezzo di pane con un gatto randagio

News Redazione - 23 Nov 2020

Un cane ha condiviso un pezzo di pane con un gatto randagio, e il video su YouTube e TikTok ha già fatto il giro del web emozionando migliaia di persone.Lui si chiama Pudim e il suo gesto è stato registrato da un passante che ha filmato tutto con il suo smartphone e ha condiviso la scena sui social. Nel video si vede il cane lasciare, scodinzolando, l'ultimo pezzo della sua pagnotta a un micio randagio.Il gatto si è avvicinato, lo ha preso, ed è scappato via di corsa salendo le scale. Lui era affamato, e non ha esitato un attimo ad accettare l'offerta dell’altro quattrozampe. Un bel gesto di solidarietà e di amore tra due specie animali diverse, che scalda il cuore.Il video ha attirato l’attenzione di moltissime persone, che hanno visto in questa scena la bellezza della condivisione, della vita in armonia, e dell'importanza di sostenersi nei momenti difficili.Un video di pochi secondi, che è già stato visualizzato più di 35mila volte, e ci può ispirare a mettere in pratica comportamenti simili nella vita di tutti i giorni.Pudim in questo caso è stato un modello di ispirazione per le relazioni tra umani, ma ci sono anche molti studi che dimostrano quanto i cani abbiano un ruolo importante nella nostra vita.Ci possono aiutare a ridurre lo stress, per esempio, e i bambini che hanno un cane in casa possono sentirsi più sicuri, essere meno soggetti all'asma, imparare il senso di responsabilità e l'amore per gli animali.Fonte: lazampa.it

La storia di asha, una cagnolina ridotta a un “relitto" che sta lottando per la vita

News Redazione - 18 Nov 2020

Le volontarie dell'Apac del Molise stanno curando i mali e le ferite dovute all'incuria in cui è vissuta. Ma c'è una speranza. La storia di Asha purtroppo non sarà la prima nè l'ultima, ma per fortuna ci sono delle persone dal cuore d'oro che stanno facendo di tutto per salvarla. Ma andiamo con ordine. Si tratta di una cagnolina di razza pastore tedesco molto dolce ma anche molto sfortunata.E' stata infatti ridotta ad un rottame, a causa di un padrone che avrebbe dovuto amarla e darle tutte le attenzioni di cui aveva bisogno. E invece l'ha trascurata fino a ridurla in gravissime condizioni.Ora però la situazione sembra volgere al meglio grazie alle volontarie dell'Apac del Molise, che si sono fin da subito attivate una volta ricevuta la segnalazione di questa quattro zampe che vagava in campagna terribilmente malandata.Lei «ha 10 anni, ha tumori mammari sparsi ad entrambe le file di mammelle, ha la rogna e chissà cos'altro» spiegano. E sottolineano: «La fine dei cani regalati..la maestosità di un pastore tedesco che, a causa dell'incuria, si trasforma in un misero relitto».Regalo, avete capito bene, che il proprietario pare non si sia sentito di rifiutare perché non se la sentiva in quanto Asha è un cane di razza. Ora la vita di questo meraviglioso pet è appesa ad un filo, ma c'è speranza.«Nonostante le sue gravi condizioni, la cosa che non riesco a togliermi dalla testa sono i suoi occhi - racconta una delle animaliste dell'associazione di Campobasso -. Asha guarda il vuoto, si lascia manovrare, si lascia visitare, si lascia far tutto...tutto con estrema rassegnazione. La si guarda e si percepisce che sta solo aspettando la morte.. ma noi non possiamo permetterlo».Così le volontarie decidono di curarla, la sottopongono a visite ed esami in attesa di due interventi. Arrivano i primo risultati delle analisi: «Pensavamo peggio, date le sue condizioni, ma presenta una lieve anemia cronica e altri valori un po' alterati. Abbiamo prenotato un'eco addome. Purtroppo a livello ecografico sembra avere qualche problemino» informano tramite la loro pagina social.Sottolineando anche gli aspetti positivi: «Al momento si sta rimettendo in forze, era strapiena di parassiti intestinali  e ha sempre tantissima fame. Il test leishmania fortunatamente è negativo. E  fortunatamente inizia a camminare meglio e nel suo sguardo sembra  essere spuntato un barlume di speranza». E ringraziando quanti stanno partecipando con il loro aiuto alle spese per le cure di Asha.Poi le ultime notizie che hanno fatto preoccupare chi sta seguendo con apprensione la sua sorte: «Aggiornamento 11 novembre, non ci sono buone notizie per Asha.  ieri notte ha avuto una torsione dello stomaco presentava una grave aritmia, una pessima saturazione del sangue e ormai stava per lasciarci. Questa notte ha combattuto e l'aria sembra essere diminuita e la saturazione è migliorata. Ora si può procedere con l'intervento ma la situazione è molto grave. È in prognosi riservatissima».«Per favore tanti pensieri positivi per lei - vengono richiesti -. Deve farcela! Ha diritto di scoprire che la vita non è solo quello che ha visto fino ad ora».Qualche ora dopo la speranza è tornata: «Asha ha superato l'intervento. Ora resta ricoverata poiché la prognosi è ancora riservata. Ma noi continuiamo a lottare per lei ed insieme a lei».

Cane in giardino o in appartamento consigli e come proteggerlo (1)

Cane in giardino o in appartamento: consigli e come proteggerlo

Igiene e bellezza Redazione - 18 Nov 2020

Fin dal primo momento in cui il nostro amato cane mette una zampa dentro casa, si innesca un bellissimo processo empatico tra noi e lui che può solo aumentare nel corso del tempo. Tra un gioco di sguardi e una leccata sulla mano, il rapporto con Fido cresce fino a che quest’ultimo per noi diventa inseparabile: una vera e propria ombra con la coda.Le attenzioni che riserviamo agli animali domestici qualificano la nostra personalità: prendersi cura e proteggere a dovere cani, gatti e altri cuccioli è un presidio di civiltà assoluto. La routine quotidiana e l’importanza del benessere dell’animale Molte volte quando si sceglie di adottare un cucciolo oppure un cane adulto la prima cosa da fare è mettere a fuoco se la nostra casa possieda o meno uno sfogo verso l’esterno (un balcone più o meno ampio, un giardino privato o condominiale e così via).Non sempre vi è la possibilità di scegliere, ad ogni modo il fatto di vivere in un appartamento inserito all’interno di un contesto urbano e senza accessi outdoor non deve far ritenere che la scelta di prendere un cane sia sbagliata.Semplicemente vi occorrerà, almeno tre volte al giorno, uscire con Fido per fare una bella passeggiata e magari recarvi nelle aree verdi, dove potrà giocare e fare attività fisica. D’altra parte il cane ha un solo grande desiderio: poter stare il più tempo possibile a contatto con il suo amico umano, vero e proprio punto di riferimento nell’arco di tutta sua vita.Ci sono poi altre situazioni in cui la famiglia possiede invece un cortile oppure un fazzoletto di giardino privato più o meno grande, dove il cane può sempre uscire per muoversi un po’. Vediamo allora alcuni consigli utili per rispondere a una domanda che spesso chi prende un animale per la prima volta si pone e, cioè, se il cane stia meglio dentro casa oppure fuori.Sempre tenendo presente che al centro bisogna comunque mettere il benessere dell’animale. Le sue necessità primarie vanno sempre garantite, a cominciare dalla corretta alimentazione e dalla socializzazione, passando per le coccole e la possibilità di recarsi a fare i bisogni più volte - scandite negli orari - durante il giorno.Sia che teniate l’animale in giardino oppure in casa, e dunque lo portiate a passeggio all’esterno, ricordate che ci sono alcuni insetti e parassiti sempre pronti ad aggredirlo (pulci e zecche in primis). Ecco perché tra le prime preoccupazioni da tenere a mente ci sono quelle relative alla scelta dei migliori prodotti antiparassitari come Advantix. Il rapporto con il cane che vive all’esterno e come gestirlo Nel caso in cui si abbia la possibilità di tenere il cane all’esterno, per esempio quindi in un bel giardino, sarà felicissimo. Potrà infatti dedicarsi ad attività che gli interessano moltissimo: annusare qualsiasi cosa e dormire al sole.Attenzione a che non prenda il brutto vizio di scavare buche, inoltre c’è da dire che l’abitudine di far dormire il cane all’esterno è piuttosto diffusa nei contesti periferici e di campagna.E’ chiaro che comunque l’animale non potrà mai essere lasciato del tutto incustodito: Fido dovrà essere sempre protetto e qualsiasi possibile tentativo di fuga dovrà essere scongiurato dalla presenza di un recinto ad hoc.Anche se il nostro cane vive molte ore del giorno fuori casa, non dovete mai dimenticare quanto sia importante prendersi cura di lui e del vostro legame affettivo. Insomma le attenzioni devono essere mantenute costanti, per evitare la comparsa di problemi del comportamento.Potrebbe crearsi una sorta di barriera invisibile, una distanza che lo porterà a disubbidire e diventare in un certo senso selvatico. Attenzione alla ciotola dell’acqua che deve essere sempre piena e pulita, dotate lo spazio verde di una struttura nella quale possa ripararsi in caso di necessità, inoltre assicuratevi proprio nell’ottica di scoraggiare i parassiti - che non vanno mai in vacanza - che il giardino sia sempre pulito. Il rapporto con il cane che vive in casa e come gestirlo Sono in molti a concordare sul fatto che il rapporto più bello tra umano e cane sia quello che si crea quando l’animale vive nel contesto domestico. La possibilità di uscire insieme per quella passeggiata nel verde, che consentirà a Fido di correre e giocare, va intesa come una splendida occasione per rafforzare il vostro legame.Anche se possedete un giardino o un accesso outdoor nell’appartamento, ritagliatevi sempre del tempo da passare con il vostro amico a quattro zampe en plein air: l’iniezione di felicità è assicurata.Un cane in casa richiede all’interno di quest’ultima tutta una serie di accorgimenti relativamente all’organizzazione degli spazi. I benefici che l’animale è in grado di portare nella vita dei familiari sono impagabili, sempre nel nome di allegria e spensieratezza.Individuate la ‘nicchia’ che il cane predilige in casa e fatene il suo rifugio, inserendo cuccia e cuscino. L’educazione è importante, soprattutto l’animale dovrà imparare ad adattarsi ai vostri ritmi.Spazzolare Fido sarà un antistress per voi e un piacere per lui, inoltre sarà l’occasione - al netto di collari antiparassitari e altri prodotti ad hoc - per verificare l’assenza di ospiti indesiderati su manto e cute.Attenzione poi ad alcuni step chiave che potranno orientare la scelta di prendere un cane per poi tenerlo in casa. In primis fate mente locale sul fatto che perderà i peli - e ne perderà moltissimi in certi periodi dell’anno - oltre che sulla necessità, specie quando ad arrivare in casa sia un cucciolo, di eliminare tappeti e altri oggetti a cui tenete.Il cane infatti può distruggere molte cose, mordicchiare le gambe dei tavoli e rovinare la copertura dei divani. Quando piove e rientrate a casa dalla passeggiata abbiate cura di pulire e asciugare bene il cane. Ne va della sua salute e dell’igiene nell’ambiente domestico.Concludiamo questo approfondimento sottolineando il fatto che, come spesso avviene, la via di mezzo tra questi due stili di vita sarebbe l’ideale. Ovvero assicurare al cane di poter trascorrere qualche ora del giorno in giardino ma anche di stare a lungo dentro casa.

[video] cagnolina abbandonata in un cartone, salvata in fin di vita

News Redazione - 14 Nov 2020

La vita di Mika era appesa ad un filo: per fortuna, un'associazione è riuscita a salvarla appena in tempo. Abbandonata per strada in un cartone dal suo proprietario, sola e in mezzo al nulla, Mika è stata per fortuna notata da un passante, che si è accorto di lei e ha scattato qualche foto per diffondere la posizione.Poco dopo, sul posto è arrivata un'associazione che si occupa di animali abbandonati. I soccorritori raccontano: “Siamo arrivati giusto in tempo. Mika era a malapena aggrappata alla vita. Era debole, malnutrita, aveva la rogna ed era completamente infestata dai parassiti. Quella persona che l’aveva abbandonata non si era mai presa cura di lei“.Come si può vedere nel video, le sue condizioni erano gravi: Mika aveva bisogno di cure mediche costose per tornare in forma. Una signora dal gran cuore si offerta volontaria per elargire i soldi all'associazione, che così è riuscita ad affidare ad un veterinario la piccola.Mika è stata dimessa dopo alcuni giorni: la cucciolo è stata così accolta dall'associazione, con un tetto sulla testa, un letto e del buon cibo. Mika ha risposto bene alle cure, come si può vedere in questa foto:Ora la cagnolina sta bene: all’interno del rifugio ha trovato un compagno di giochi speciale, un micio con il quale si diverte sempre, quasi ogni giorno. Insomma, ormai cane e gatto sono ottimi amici, un duo decisamente inseparabile.

Enpa: "i cani non sono contagiosi, non sono un pericolo per l'uomo"

News Redazione - 11 Nov 2020

Un cane, un barboncino, è risultato positivo al Covid nel Barese. La notizia, riportata oggi da Telenorba, viene confermata dall'Ansa sulla base di quanto appreso dal Dipartimento di Prevenzione della Regione Puglia.Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa, il dipartimento di Prevenzione dell'Asl Bari ha inviato una nota al ministero della Salute per informarlo del caso. Il cane vive in una famiglia composta da tre persone, tutte risultate positive al Covid-19 e con sintomi.Il servizio veterinario ha quindi eseguito il tampone anche sul cane, riscontrando "una bassa positività". Il cane, quindi, sarebbe stato contagiato dagli umani, in ambito familiare, ma presenta  comunque una carica virale bassa, non in grado di trasmettere il contagio."La notizia - afferma intervistato da Ansa l'assessore regionale alla Salute, Pierluigi Lopalco - non rappresenta un problema sanitario, da quanto è emerso fino ad ora i cani non sono ospiti in grado di diffondere il contagio". L'Enpa: "Studi dimostrano che i cani non sono contagiosi" Sulla questione è intervenuto nel pomeriggio l'Enpa, sottolineando che i cani e gatti positivi al Coronavirus non sono un pericolo per l'uomo, come dimostrato da una ricerca di Nicola Decaro, ordinario di malattie infettive degli animali all'Università di Bari.Raggiunto telefonicamente dall'Ente Nazionale Protezione Animali ha ricordato i risultati dello studio condotto su 919 animali del Nord Italia esaminati tra marzo e giugno. Di questi 64 cani e 57 gatti erano conviventi con pazienti positivi e tutti sono risultati negativi. In totale, dei 919 animali esaminati l 3,3% dei cani e il 5,7 % dei gatti ha presentato anticorpi della malattia. Quindi quasi il 9% è stato a contatto con il virus.“I cani o gatti positivi non sono un pericolo per l'uomo - precisa Decaro a Enpa - Il rischio di contagio dal cane o dal gatto è praticamente pari a zero". Il professore ha sottolineato di non aver diffuso alla stampa la notizia del cane trovato positivo oggi ma di averlo comunicato solo alle autorità competenti proprio per paura che questo tipo di informazioni, non accompagnate da maggiori informazioni sul quadro completo della situazione possano creare solo confusione. "A livello mondiale saranno una ventina i casi di cani e gatti positivi, tutti con una carica batterica molto bassa e quindi non infettante”.Piuttosto, come già affermato dall'Iss nel rapporto dal titolo “Infezione da SARS-CoV-2 tra gli animali domestici” pubblicato ad aprile, e al quale il prof. Decaro ha partecipato, gli animali domestici possono essere contagiati dall'uomo. Dunque “per la tutela della salute dei nostri animali, nel caso i proprietari risultino positivi sarebbe bene affidarli ad amici o parenti non positivi che possano prendersene cura"."Grazie di cuore al professore Decaro per aver fatto chiarezza – afferma Carla Rocchi - Non c'è nessun allarme e anzi gli animali restano talvolta l'unica consolazione per chi è in quarantena. Quando è necessario le associazioni, e anche l'Enpa, si fanno carico degli animali che i proprietari non possono accudire. E ad esempio, insieme alla protezione civile, ci facciamo carico degli animali di persone ricoverate".Fonte: baritoday.it

Coprifuoco cane: come fare per portare fuori il pet

News Redazione - 04 Nov 2020

In questo articolo andiamo a spiegarti come funziona la gestione del proprio cane durante il coprifuoco che inizierà domani. Da domani a seguito del decreto del presidente del consiglio le regioni italiane saranno divise in fasce in base alla situazione dei contagi Covid. Fra le molte tipologie di eccezione, vi è anche quella dedicata a "portare a passeggio il cane", come era già successo a marzo.Non in tutte le regioni, però: in Alto Adige, ad esempio, l'ordinanza restrittiva emanata dal presidente Kompatscher non prevede la possibilità di passeggiare il cane nelle ore del "coprifuoco".Una lacuna alla quale la giunta bolzanina ha promesso di mettere rimedio, inserendo la possibilità di passeggiare con il cane "con un certificato veterinario che comprovi l'assoluta necessità di farlo in orario di corpifuoco".In Trentino, si attende invece la prossima ordinanza di Fugatti, che dovrà recepire la norme del nuovo Dpcm in arrivo.Da Aidaa, associazione animalista, ecco comunque di seguito alcuni consigli su come gestire le passeggiate e la presenza del cane nelle aree di sgambamento. Come prima cosa ricordarsi sempre di portare con se l’autocertificazione ed ecco di seguito i consigli utili per questi giorni validi per le diverse zone.1 – Quando portate a spasso il cane, e anche quando siete in area cani o al parco indossate sempre la mascherina coprendovi naso e bocca2- Quando raccogliete le feci, o siete in area cani indossate se possibile anche i guanti per evitare di toccare materiale che possa in qualche modo trasmettere il contagio.3- Ricordatevi che GLI ANIMALI DOMESTICI NON TRASMETTONO IL CORONAVIRUS ALL’UOMO4 – Quando rientrate NON LAVATE ASSOLUTAMENTE LE ZAMPE AL CANE CON CANDEGGINA ANCHE SE DILUITA O CON ALTRI DETERGENTI, in caso di rientro da una giornata piovosa o sei il cane è stato nel fango pulitelo con della semplice carta tipo scottex5 – Quando rientrate ricordatevi sempre di buttare guanti e mascherina e di lavarvi le mani e portate sempre con voi in uscita mascherina, detergente per le mani e guanti di lattice.6- Se siete positivi al virus, non uscite di casa per nessun motivo, ma per la passeggiata affidare il vostro cane a una persona o un dog sitter di assoluta fiducia e che abbia esperienza nella gestione dei cani.

Addio a gigi proietti, il grande maestro che amava i cani

Home Redazione - 02 Nov 2020

Oggi tutta Italia piange Gigi Proietti, un grande maestro della risata e grande amante dei cani. Ne ha anche interpretato uno, nella sua lunga carriera. Addio a Gigi Proietti. Nel giorno del suo 80esimo compleanno, ci lascia un vero maestro che tra uno e sketch e l'altro, una serata a teatro e un set, aveva sempre tempo anche per i suoi cani.Li amava a tal punto che nel 2019 prestò la voce a Enzo, il golden retriever protagonista del film "Attraverso i miei occhi". Proprio in quell'occasione Proietti espresse tutta la sua ammirazione e il grande amore per i cani, amici fedeli dell'uomo e enorme esempio di umanità e fedeltà.Ecco le sue parole durante la presentazione del film, parlando di Enzo: «Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell'altro e fare di tutto per non farlo soffrire» «Il film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c'è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà», continua Proietti. Le sue parole non possono che essere sottoscritte.Il film racconta la storia di Enzo, il migliore amico del suo padrone umano Danny (Milo Ventimiglia), un pilota che con il suo cane condivide ogni momento della vita.A dare la voce a Enzo fu proprio il grande maestro Proietti, che in quel ruolo ci mise tutta l'anima, proprio per far passare un messaggio importante: dai cani c'è solo da imparare. E noi non potremmo essere più d'accordo di così!

Un senzatetto muore in strada, il suo cane gli rimane accanto per ore

News Redazione - 28 Oct 2020

Aveva solo 27 anni. La sua vita la trascorreva per le strade di Santa Fe. Un’esistenza da senzatetto, con tutto quello che ciò può comportare. Ma quel giovane uomo non era solo. Da almeno tre anni tutti sapevano che con lui c’era sempre il suo inseparabile cane Capullo.E nei giorni scorsi, l’ennesima notte fredda è stata fatale al 27enne. Al mattino alcune persone lo hanno trovato in pessime condizioni di salute e hanno chiamato un ambulanza per soccorrerlo. I medici arrivati sul posto gli hanno subito applicato una flebo.Ma purtroppo era troppo tardi, l’uomo è morto in strada, su quell’asfalto freddo che era il suo letto. A rendere ancora più triste la storia è stata la reazione del suo cane che non si è mai allontanato dal suo amico umano. Anche quando i soccorritori cercavano di salvarlo, lui è rimasto lì vicino tranquillo.Una volta confermata la morte, sul corpo dell’uomo è stata stesa una coperta e lì è rimasto per diverse ore prima che venissero fatti i rilievi legali del caso. E in tutto questo tempo il cane non ha mai voluto allontanarsi e nessuno è riuscito a fargli cambiare idea.«Quel cane era sempre con lui. Li si vedeva insieme ovunque. Sentirà molto la mancanza di quell’uomo – racconta il proprietari di un negozio lì vicino -. Il cane si è sempre preso cura del 27enne e non voleva lasciarlo.Non ho mai saputo il nome del suo proprietario, ma ho cercato di aiutarli come meglio potevo. Al cane non sono mai mancati cibo e acqua. All’uomo avevo dato dei vestiti e un paio di volte gli ho dato i soldi per comprarsi del cibo».Ora Capullo è stato lasciato ad altre persone che condividevano la vita per strada dell’uomo morto, con l’assicurazione che gli abitanti di zona continueranno ad assicurarsi che stia bene.Fonte: lastampa.it

Video - la storia di benito, il cane che da 4 anni fa visita alla sua proprietaria al cimitero

News Redazione - 20 Oct 2020

L'amore non conosce tempi, spazi e condizioni. In un video virale nelle ultime ore, una donna chiede a un cane: "Andiamo a trovare la mamma?" È la voce di Belen, che si riferisce a sua sorella Joha, morta nell'aprile del 2016, e parla a Benito, il cucciolo che fa parte della sua famiglia."Guardate questo amore incondizionato. Joha è mia sorella, è morta quattro anni fa e lui è Benito, il suo cucciolo che l'ha accompagnata nei suoi ultimi 2 anni di vita e che continua a farlo anche oggi", ha scritto Belen insieme al filmato che è stato trasmesso sui social network e che ha già più di un milione di visualizzazioni.Le immagini (che puoi vedere qui) ricordano diversi momenti condivisi da Joha e Benito: foto dell'arrivo del cane a casa, brindisi, festeggiamenti, pisolini insieme e aneddoti divertenti, come una volta è stato portato "nascosto in ospedale". Una scena in particolare, però, ha finito per entusiasmare gli utenti."Benito è desideroso di arrivare al cimitero", si legge nel video, che mostra il cane che si sporge dal finestrino di un'auto e poi corre nel campo santo.Già nelle vicinanze del luogo dove riposa il suo umano, Benito si emoziona, abbaia e chiede di essere sollevato per potersi avvicinare a Joha. Il video mostra il cagnolino sdraiato sulla bara in quello che sembra essere un pieno riconoscimento della sua migliore amica.Sono gli esseri più meravigliosi che esistano, semplicemente perché sono gli unici a dare il loro amore incondizionato ed eterno.

Taglia code e orecchie al cane per "motivi estetici": succede a roma

News Redazione - 07 Oct 2020

E' un cittadino romano, che è stato denunciato dalle guardie zoofile dell'Oipa di Roma. Un romano proprietario di un dobermann, denunciato dalle guardie zoofile dell’Oipa di Roma, è stato condannato a  otto mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali per aver fatto tagliare coda e orecchie al proprio cane per motivi “estetici”.La denuncia è partita a seguito di controlli durante una manifestazione canina nell’ambito dell’operazione Dirty Beauty (Bellezza sporca) condotta dagli agenti Oipa, in prima linea in tutta Italia nel contrastare queste pratiche crudeli e anacronistiche.«Il proprietario del cane ha esibito certificati veterinari che le nostre indagini di polizia giudiziaria hanno dimostrato essere falsi», spiega Claudio Locuratolo, coordinatore provinciale delle guardie zoofile Oipa di Roma. «I molti controlli delle nostra guardie a livello nazionale hanno portato a oltre settanta denunce all’autorità giudiziaria, anche nei confronti di veterinari».Quella del taglio di coda e orecchie dei cani di alcune razze a fini estetici, oltre che dolorosa per l’animale, è una pratica illegale. Le mutilazioni per fini estetici sono vietate dalla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia di Strasburgo del 13 novembre 1987, ratificata dall’Italia con la legge n. 201/2010.Le mutilazioni di coda (caudotomia) e orecchie (conchectomia) configurano il reato di  maltrattamento punito dall’art. 544 ter c.p., che prevede fino a 18 mesi di reclusione e una multa fino a 30 mila euro.«Le federazioni nazionali ed internazionali per la cinofilia dovrebbero assumere posizioni più severe ed escludere dalle manifestazioni cani mutilati e gli Ordini dei medici veterinari dovrebbero essere meno indulgenti nei confronti dei propri iscritti», aggiunge Claudio Locuratolo. «Sono già fissate molte altre udienze per rinvii a giudizio a seguito delle indagini e denunce dell’Oipa, a Roma e in altre città. Auspichiamo che la prevenzione e la repressione pongano fine a questa pratica incivile e fuorilegge».Fonte: corriere nazionale

I cani fiutano il coronavirus, e lo fanno in pochi secondi

News Redazione - 25 Sep 2020

L'esperimento che sta avvenendo ad Helsinki pone la seguente domanda: i cani fiutano il Coronavirus? A quanto pare, si. Avevamo già parlato della particolare dote dei quattro zampe di "annusare" i tumori rilevando malattie maligne, ed è per questo che fin da subito ci siamo chiesti: ma i cani fiutano il Coronavirus?La risposta ce la sta dando un esperimento che sta avvenendo all'aeroporto internazionale di Helsinki: si, e ci riescono anche in una decina di secondi, come si può vedere in questo video. Più veloce dei test rapidi, se i pet vengono debitamente addestrati.Il cane addestrato rileva le infezioni attraverso l'odore del sudore raccolto con delle salviettine passate sul collo dei passeggeri in arrivo. Nel caso in cui il cane rilevi il virus, il passeggero viene poi sottoposto al tampone così da averne la certezza.Anna Hielm-Bjorkman dell'Università di Helsinki, supervisore al programma, ha spiegato gli sviluppi futuri: "Se funziona, potrebbe rivelarsi un buon metodo di screening in altri luoghi". E quindi, ospedali, case di cura o centri sportivi.Come dicevamo, i cani sono già stati utilizzati per rilevare malattie come il cancro e il diabete. Ed è così che l'Università ha deciso di provare ad utilizzare i cani per rilevare la presenza del Covid.Il risultato è stato incredibile: i cani sono stati in grado di identificare il virus con un'accuratezza quasi del 100%. E ci riescono anche prima che un paziente sviluppasse i sintomi.

Sanremo – abbandonano e maltrattano il cane sul terrazzo al sole, lui si scaglia contro i proprietari

News Redazione - 11 Sep 2020

Avevano lasciato il loro pitbull sul terrazzo al sole per giorni. Quando sono arrivati i controlli, il cane ha azzannato i suoi proprietari. Sono stati denunciati dalla Polizia Municipale un uomo di 78 anni e suo figlio di 23 per maltrattamenti di un cane, un pitbull.La cosa incredibile è che lo stesso quattro zampe, durante i controlli effettuati oggi, ha azzannato i suoi stessi proprietari provocando loro gravi ferite.Ma andiamo con ordine, partendo dai fatti: il cane era da giorni e giorni chiusi sul terrazzo dell'abitazione dei due. I vicini protestavano, sia per l’abbaiare della bestiola che per l’odore insopportabile dei suoi escrementi, che è stato costretto a fare sul terrazzo perché lasciato quasi sempre lì. I vicini hanno chiesto l’intervento della Municipale che, questa mattina, si è presentata con due agenti.Dopo aver suonato al campanello, gli agenti sono entrati in casa e hanno visto i due proprietari che,  cercando di zittire il pitbull, sono stati assaliti e morsicati in varie parti del corpo. Gli agenti sono riusciti a salvare padre e figlio e a chiudere il cane in casa per evitare guai peggiori. I due sono stati portati in ospedale per le cure del caso e, intanto, gli agenti hanno organizzato il recupero del cane.Per prima cosa hanno chiesto l’ausilio dei Vigili del Fuoco e dell’accalappiacani. Quest’ultimo è salito sull’autoscala insieme ai pompieri e, con una cerbottana, ha addormentato il pitbull. Una mattinata lunghissima, terminata intorno alle 14. Ora il cane è affidato all’Asl per le verifiche sanitarie del caso, mentre padre e figlio sono stati denunciati per maltrattamenti di animale. Il magistrato potrà anche determinare la confisca del cane.Ma non è tutto: c'è la possibilità che il pitbull possa essere soppresso. Speriamo vivamente che ciò non accada.

La storia di georgia: perde i suoi cuccioli e supera il lutto allattando gatti orfani

News Redazione - 10 Sep 2020

Questa storia ti scalderà sicuramente il cuore. Ha un inizio triste, ma un finale commovente. Il Sunshine Dog Rescue, con sede a Phoenix, ha salvato un cane che hanno chiamato "Georgia", un pastore australiano misto, trovato che viveva in una stazione di servizio vicino al confine tra Stati Uniti e Messico, vicino a Rocky Point.Hanno subito saputo che Georgia era incinta. Purtroppo, nessuno dei cuccioli è sopravvissuto. Sono nati tutti prematuri. Anita Osa, fondatrice di Sunshine Dog Rescue, racconta che Georgia aveva il cuore spezzato dopo aver perso tutti i suoi cuccioli."Non ho mai avuto una mamma cane che ha perso una cucciolata intera prima d'ora. Il modo migliore per descriverlo è stato che era frenetica. Era così triste, cercava quei piccoli".Sperando di avviare Georgia sulla via della guarigione, Osa ha lanciato una richiesta di aiuto su Facebook, cercando qualsiasi animale che avesse bisogno di un cane madre da allattamento. Alla fine si è ritrovata con un trio di gattini appena rimasti orfani, che avevano bisogno anche di una madre.Osa ha detto che inizialmente si chiedeva se un cane avrebbe accettato i gattini come suoi figli, ma è rimasta sorpresa nel vedere il legame istantaneo che si è formato. Il video testimonia ciò che Osa racconta."Glieli presentai gentilmente. Prima ne ho comprato uno e gliel'ho fatto annusare, e lei sembrava accettarlo, così ho portato fuori gli altri. È incredibile vedere come si è calmata all'istante", ha detto Osa."Penso che per i gattini non abbiano idea che Georgia sia un cane", ha aggiunto. Georgia permette persino ai suoi nuovi gattini l'allattamento, anche se la sua produzione di latte è bassa. "È davvero qualcosa da vedere, protegge quei gattini come se fossero i suoi cuccioli", ha detto Osa.

La storia di ice, il cane poliziotto sopravvissuto al secondo accoltellamento

Home Redazione - 08 Sep 2020

Ice è un cane della polizia forestale americana sopravvissuto a nove coltellate durante un'operazione anti-spaccio. Un cane della polizia forestale statunitense, altamente decorato, ha subito nove coltellate durante un blitz contro lo spaccio di marijuana nel nord della California. Ma è sopravvissuto dopo essere stato trasportato in una clinica veterinaria.Inoltre, è la seconda volta che il cane, un pastore belga di 11 anni di nome Ice, si è ripreso dopo essere stato gravemente ferito sul lavoro.Ice è stato ferito il 27 agosto nella Klamath National Forest a sud del confine con l'Oregon, quando è stato rilasciato per catturare un sospetto che era fuggito da una ripida collina per sfuggire all'incursione che ha portato alla luce più di 5.500 piante di marijuana. Ha trattenuto il sospetto anche dopo essere stato pugnalato, mentre il suo supervisore, il capitano di pattuglia Christopher Magallon, ha effettuato l'arresto.Magallon ha poi dato il primo soccorso al suo cane mentre chiamava un elicottero, che ha trasportato Ice per oltre 70 miglia al Veterinary Specialty Center di Medford, Oregon. Il cane, che indossava un giubbotto protettivo, è stato rilasciato più tardi nel pomeriggio."Per fortuna, nonostante l'attacco, non sono state colpite aree importanti, e Ice si riprenderà rapidamente e tornerà in servizio fino al suo previsto ritiro alla fine di questo mese", ha detto Cody Wheeler, il comandante della pattuglia della Zona Nord dei Servizi Forestali, in una dichiarazione.Ice ha riportato ferite multiple da pugnalate più gravi durante un'incursione simile nel 2016. Ha ricevuto il premio per il valore e l'eroismo del direttore delle forze dell'ordine e delle indagini del 2016 dopo essere sopravvissuto all'assalto precedente. È stato anche premiato come vincitore del premio "Top Dog" nella categoria internazionale da American Humane Hero Dogs, che è apparso in una cerimonia di premiazione televisiva nazionale nel 2017.

Catania - due uomini e un bambino danno alle fiamme un cane

News Redazione - 05 Sep 2020

Da giorni la polizia sta cercando i tre presunti autori, e c'è una ricompensa per chi aiuta nelle indagini. E' stato prima cosparso di gasolio e dato alle fiamme, dopodichè ucciso con una grossa pietra. Aveva circa tre anni un cane, prrobabilmente randagio, che domenica scorsa è stato ucciso a Paternò, grosso centro agricolo vicino a Catania.La polizia municipale cerca i tre presunti autori, che sarebbero stati individuati come due adulti e un bambino. Questo è ciò che hanno dichiarato alcuni testimoni che li hanno visti e hanno poi chiamato i soccorsi.Massimo Anicito, presidente del gruppo animalista "Cani randagi" ha raccontato: "Un signore grande, uno più giovane, un bambino, hanno tirato una grossa pietra a un cane che fuggiva mentre era in fiamme. Il cane si era gettato in un ruscelletto e lì gli hanno gettato un grosso masso in testa".Anicito prosegue, raccontando che proprio non c'è stato niente da fare: "Era ustionato, la mascella spaccata, un buco in testa".Un gesto violento e gratuito, e fa molto tristezza sapere che coinvolto in tutto questo c'è anche un bambino. Un cittadino libero professionista di Paternò ha offerto una ricompensa a chi fornirà notizie sui responsabili.I vigili urbani hanno sentito i testimoni e «rastrellato» le immagini delle poche telecamere a circuito chiuso della zona, per tentare di individuare i tre. Il cane è stato portato all’Istituto zooprofilattico di Catania per essere esaminato. "I vigili faranno di tutto per individuare i responsabili - ha promesso il sindaco di Paternò, Antonino Naso - di questo gesto vigliacco e vile".

Cane "abbandonato" per colpa del covid fa 16000 km per ritrovare la sua famiglia

News Redazione - 04 Sep 2020

Questa volta l'abbandono non è stato voluto dalla famiglia, ma dalle burocrazie. La pandemia COVID-19 ha sconvolto molte famiglie. Quando è scoppiata l'emergenza, diverse persone erano bloccate lontano da casa. Allo stesso modo, un cane è rimasto bloccato a 10.000 miglia di distanza dai suoi padroni.Pip, appartenente a una famiglia australiana, stava navigando intorno al mondo con la sua famiglia quando è scoppiata la pandemia. Tuttavia, mentre l'Australia decideva di chiudere le frontiere, la famiglia Eilbeck - Zoe e Guy Eilbeck, e i loro figli Cam e Max - avevano 48 ore di tempo per fare le valigie, attraccare il loro yacht di 40 piedi all'Hilton Head Island nella Carolina del Sud e tornare al loro paese d'origine.Tuttavia, hanno dovuto prendere una decisione difficile: lasciare il loro bassotto Pip, dato che l'Australia ha regole severe per l'importazione di animali domestici.Dopo aver fatto alcune telefonate, la famiglia Eilbeck ha fatto un viaggio di otto ore in auto fino alla casa dell'amica Lynn Williams, dove ha lasciato Pip con la speranza di tornare a prenderlo tra qualche giorno. Tuttavia, le loro speranze sono crollate quando i confini australiani sono rimasti chiusi e le restrizioni del coronavirus sono diventate più severe.Il piccolo Pip e la sua famiglia, tuttavia, erano determinati a incontrarsi presto. Così, la famiglia iniziò a lavorare sulle pratiche necessarie per riportare Pip, ma si trovò ad affrontare un ostacolo dopo l'altro."Per esportare un cane dall'America, è necessario ottenere una dichiarazione degli Stati Uniti che attesti che il cane è in buona salute e che ha fatto particolari analisi del sangue per la rabbia", spiega Zoe."Questo veniva fatto a New York, che in quel momento era chiusa. Quindi cercare di fare una cosa del genere è stato estremamente difficile".La famiglia è stata finalmente in grado di concludere le pratiche necessarie ed è stata entusiasta di incontrare il proprio cane, ma la Qantas, la compagnia aerea, ha annunciato che la compagnia non portava i cani in volo nel paese.Con opzioni limitate e limiti di burocrazia, Zoe si è rivolta ai social media e ha pubblicato un messaggio per le persone che volano da est a ovest negli Stati Uniti per aiutare la famiglia. Dopo aver letto il post, Melissa Young, che lavora per la fondazione per il salvataggio dei cani The Sparky Foundation, è intervenuta e ha aiutato Pip a volare da Greensboro a Charlotte, North Carolina, e poi da Charlotte a Los Angeles con Pip sotto il suo sedile.Da lì, Pip ha viaggiato da solo da Los Angeles ad Auckland attraverso i Jetpets. Una volta raggiunta Auckland, Pip è stata messa in quarantena per una notte e il giorno dopo è stata portata in volo a Melbourne, dove è stata messa in quarantena per 10 giorni, secondo le regole dello stato.La famiglia era entusiasta di incontrare la propria parte di "equipaggio", ma i problemi sono aumentati quando lo stato del Victoria ha imposto un rigido blocco e i confini tra il Victoria e il New South Wales sono stati chiusi. Pip è stato poi preso dal fratello di Zoe, che risiede a Melbourne.Tuttavia, la popolarità dei social media di Pip è venuta in suo soccorso quando Virgin Australia ha contattato la famiglia e ha accettato di portare Pip a casa."La nostra più grande paura era che non si ricordasse di noi dopo tutto quel tempo. I miei figli erano così preoccupati che hanno preso un hot dog e se lo sono spalmato sulle mani. E poi questo cagnolino esce dall'hangar, pavoneggiandosi. Quando ha sentito le nostre voci, è venuto a sbraitare tra le nostre braccia. È stato assolutamente fantastico riaverla indietro dopo tutto quel tempo", ha detto Zoe."Sono consapevole che è un cane, ma pensiamo a noi stessi come a una specie di equipaggio", ha detto Zoe. "Vivendo su una barca bisogna davvero lavorare insieme. E anche se lei ha solo oziato e non ha fatto nulla, la consideriamo comunque un membro del nostro equipaggio".

La storia di franco: accoglie in casa solo cani anziani e abbandonati

News Redazione - 03 Sep 2020

Si chiama Franco Crippa ed è un artigiano brianzolo, che ha accolto in casa sua sei cani anziani e abbandonati. E' una scelta impegnativa quella di Franco Crippa: adottare solo cani anziani e abbandonati, il più delle volte con malattie da monitorare quotidianamente.In questo momento a casa sua ci sono sei cani anziani e abbandonati, che ogni giorno ricopre di attenzioni e di quell'amore che hanno atteso per tutta la vita.I quattro zampe a casa di Franco girano indisturbati tra il giardino e il salotto, sempre ricoperti di attenzioni e di carezze. Una missione insomma per questo artigiano di Monza, che vive insieme alla sua famiglia in una porzione di cascina alle porte della cittadina brianzola.La svolta è arrivata un anno fa, quando la sua amata cagnolona è morta improvvisamente. Franco ha così deciso di dedicarsi esclusivamente ai cani adulti in là con l'età, accogliendo nel suo grande giardino quelli dimenticati nei canili di tutta Italia.Ecco le sue parole, rilasciate a Monza Today: “Dopo la morte di Kora e Lucky non ho voluto chiudere le porte del mio cuore e della mia famiglia ad altri cani. Ho sofferto tantissimo per la loro morte, ma al tempo stesso ho deciso che quell’amore che loro per tutta la vita avevano ricevuto tanti altri cani non lo avevano mai avuto. Disponendo di uno spazio così grande ho deciso di adottare cani adulti”.I cani anziani che vivono nei canili sono quelli che hanno meno chance di essere adottati: un po' per il loro carattere già formato, un po' per i loro acciacchi, le difficoltà a trovare delle famiglie per loro sono sempre evidenti.Franco però non ci sta: “Non è giusto. Tutti i cani hanno diritto a una famiglia. L’ultima arrivata è Talia, 11 anni, una vita trascorsa dietro alle sbarre di una gabbia. Appena arrivata era spaesata: non aveva mai ricevuto attenzioni, non aveva dormito su un divano o giocato tranquillamente in giardino con gli altri cani. Adesso è completamente a suo agio, non vuole uscire e in casa ha tutto quello che per una vita le è mancato”.Ora a casa Crippa ci sono tra gli altri Jasmine, di 10 anni, ma anche Delia di 7 anni, Lampo (cane adottato durante la trasferta come volontario nelle operazioni del terremoto de L'Aquila), Lily e Rapi di 9 anni.

Magenta - cane legato e abbandonato in un parco: il video incastra i responsabili

News Redazione - 03 Sep 2020

Simone Gelli, assessore alla sicurezza di Magenta, ha ringraziato la Polizia e chi ha denunciato l'episodio. A Magenta, vicino a Milano, un cagnolino è stato legato e abbandonato ad una fontana. Sono stati alcuni passanti a segnalare la presenza del quattro zampe nel parco di Casa Giacobbe, contattando il comando della polizia locale.Una storia finita bene diciamo, e la buona notizia è anche un'altra: le videocamere poste nel parco hanno identificato gli autori del gesto.A raccontarlo è Simone Gelli, assessore comunale alla sicurezza: «Grazie al minuzioso lavoro di controllo e verifica delle immagini del nostro impianto di video sorveglianza cittadino la polizia Locale di Magenta ha individuato gli autori dell'abbandono del cane presso il parco di Casa Giacobbe. Ringrazio coloro i quali hanno prontamente denunciato il fatto e contattato il nostro comando»La tempestività nelle comunicazioni, «ha fatto sì che ci si attivasse subito, al fine di verificare chi avesse potuto macchiarsi di un atto cosi triste, quanto vile. Ora, la posizione delle persone identificate è al vaglio del nostro comando per tutti gli accertamenti di rito. Sono inoltre contento che, seppur per un episodio così triste, il nostro tanto vituperato sistema di video sorveglianza, abbia contribuito, oserei dire in maniera decisiva, alla risoluzione del caso».Il piccolo è stato portato al canile e da venerdì potrà essere adottato.

Video - fattorino di amazon si tuffa in piscina per salvare un cane dall'annegamento

News Redazione - 02 Sep 2020

E' successo in Massachussets: un fattorino di Amazon non ha esitato a tuffarsi in una piscina per salvare un cane anziano dall'annegamento. Dire che John Cassabria è un amante degli animali è un eufemismo. È cresciuto circondato da animali domestici ed è attualmente l'orgoglioso proprietario di quattro cani, quattro gatti e persino di un serpente domestico.Ma nulla avrebbe potuto prepararlo agli eventi che si sono verificati in un afoso giorno di agosto, quando il turno di routine di Cassabria per consegnare i pacchi per Amazon lo ha portato ad un eroico salvataggio che ha salvato la vita di un husky di 14 anni di nome Luka.Cassabria, 24 anni, stava facendo il suo giro a Woburn, Massachusetts, quando improvvisamente ha preso una svolta sbagliata. Ha fermato il suo furgone per deviare il suo localizzatore GPS quando ha sentito un rumore inquietante provenire da un cortile vicino."Non avevo mai sentito niente del genere in vita mia", ha detto alla CNN. Cassabria era incuriosito, così ha seguito il rumore - che alla fine lo ha portato in un cortile con una recinzione. Un rapido sguardo oltre la recinzione non solo ha spento la sua curiosità, ma l'ha sostituita con un sentimento di paura."Ho visto un cane - il cane è Luka - che stava affogando", ha detto Cassabria. In un attimo di rapida riflessione, ha scavalcato il recinto e si è precipitato verso il cane la cui testa sporgeva appena fuori dall'acqua.Come racconta lui stesso in questo video, "Mi sono tuffato in piscina con le mie scarpe, il portafoglio, le chiavi della macchina... tutto quanto", ha detto. "E ho nuotato con lui (Luka) tra le braccia il meglio che ho potuto fare per portarlo dal centro della piscina fino alla parte poco profonda e ho issato lui e me stesso fuori dalla piscina".Tirò fuori velocemente il telefono e riuscì a mettersi in contatto con il Dipartimento di Polizia di Woburn. Per pura fortuna, l'addetto al controllo degli animali inviato dal dipartimento viveva nelle vicinanze e conosceva i proprietari.Julie Caldwell, la proprietaria, era andata via per il weekend insieme a suo marito quando ha ricevuto la notizia. "Mi stavo godendo un cocktail quando il telefono di mio marito ha squillato", ha detto Caldwell alla CNN. "Era il numero della polizia di Woburn".Il dipartimento di polizia confermò la sua identità al telefono e le disse che Luka era uscito dal cortile. Caldwell era confuso - aveva chiuso il cancello prima di andarsene e sapeva che il suo cane era troppo vecchio per tentare una tale impresa.Qualche istante dopo, ricevette un'altra chiamata e questa volta da un numero familiare. L'addetto al controllo degli animali e il vicino di casa hanno raccontato gli eroici sforzi di Cassabria per salvare Luka."Mi è caduto il telefono. Ho iniziato a piangere e mi è caduto il telefono", ha ricordato Caldwell. "Non riuscivo nemmeno a parlare". Dice di essere rimasta scioccata dal fatto che Luka fosse vicino alla piscina."Abbiamo una porticina per il cane e lui la usa da 15 estati", ha detto Caldwell. "Va fuori, va dritto in bagno, e normalmente torna dentro e rimane nella casa con l'aria condizionata". Prima, quel giorno, aveva fatto in modo che un vicino si occupasse del suo cane mentre era via, ma nel tempo tra la sua partenza e l'arrivo del vicino, il suo cane si era buttato in piscina. "Questo è stato un vero e proprio shock per noi", ha detto.Quando Caldwell ha finalmente parlato al telefono con Cassabria, lo ha ringraziato infinitamente. Ha anche scritto un'e-mail all'amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, informandolo che uno dei suoi dipendenti aveva salvato il suo amato cane."Non potrò mai ringraziarlo abbastanza", ha scritto Caldwell nell'e-mail, una copia della quale un portavoce di Amazon ha condiviso con la CNN. "Le parole non possono esprimere quanto gli siamo grati". Infatti, ho le lacrime agli occhi mentre scrivo questa e-mail. Luka sta bene solo grazie al suo meraviglioso e coraggioso collaboratore".

"addio gerry": la croce rossa di modena piange il suo collega quattro zampe

News Redazione - 31 Aug 2020

I volontari del comitato modenese della Croce rossa italiana piangono Gerry, deceduto dopo dieci anni di servizio. La Croce rossa di Modena piange Gerry, il quattro zampe che per circa dieci anni è stato in servizio insieme a Fabio Fiore, il suo conduttore.Gerry era specializzato nella ricerca dei dispersi. I volontari emiliani lo hanno salutato così su Facebook: «Per molti è stato semplicemente un cane. Per i volontari del comitato modenese della Croce rossa italiana... uno di noi!»Gli stessi volontari hanno avuto anche un pensiero per il conduttore di Gerry, pubblicando anche una splendida foto dei due insieme: «Hanno lavorato insieme, fianco a fianco, nella bassa modenese senza paura nel terremoto dell'Emilia.  Dopo 14 anni di vita lo perdiamo e con tutto il nostro amore volevamo ricordarlo così, vicino al proprio compagno inseparabile. Forza Fabio! Siamo tutti con te!»Gerry e Fabio hanno salvato tantissime persone, disperse dopo tragedie come terremoti e alluvioni. I due avevano un rapporto speciale, come conferma lo stesso Fabio Fiore sulle pagine della Gazzetta di Modena:«Negli ultimi anni io e Gerry abbiamo incontrato bambini negli asili e scolari nelle scuole elementari. A loro abbiamo spiegato cosa vuol dire amare un animale, qual è il rapporto di amore che lega il cane al proprio padrone e viceversa. Una sana educazione a valori forti che spesso si danno per scontati oppure si tende a trascurali».

Sara turetta, l'ex pubblicitaria che ora salva i cani randagi

News Redazione - 28 Aug 2020

Sara Turetta è una delle maggiori protagoniste dell'attivismo internazionale per i diritti degli animali. Settemila cani salvati e fatti adottare da famiglie in grado di dare loro amore: è questo che ha fatto Sara Turetta insieme al suo team di lavoro.Classe 1973, Sara ha meno di 30 anni quando viene a sapere dei massacri di cani randagi in Romania. Ed è proprio in quel momento che decide di mollare tutto e partire per Bucarest.Si trasferisce a Cernavoda, tra il Danubio e il Mar Nero e dopo anni di battaglie contro violenze e corruzione, nel 2005 fonda Save the dogs and Other Animals Italia che ogni anno cura oltre duemila cani e ne ospita centinaia nel rifugio Footprints of joy.Per il suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui la nomina a Cavaliere della Stella d’Italia da parte del Presidente della Repubblica (2012). Il 3 settembre uscirà il suo libro “I cani, la mia vita” (Sonda Edizioni, 208 pagine, 18 euro) che verrà presentato a Roma al Festival Insieme (1-4 ottobre), i diritti d’autore saranno devoluti a Save the Dogs.Di seguito riportiamo l'intervista pubblicata sulle pagine de ilgazzettino.it, buona lettura!Come è cominciato tutto? «Sono nata a Vercelli, a 28 anni vivevo a Milano, lavoravo alla Saatchi & Saatchi ed ero lanciata nella carriera pubblicitaria. Amavo da sempre i cani, e dai tempi dell’università facevo volontariato nel rifugio di Pieve Fissiraga, nel Lodigiano e mi occupavo degli animali maltrattati nelle cascine di Milano Sud.Nel 2001 per caso ho letto un articolo sui canili di Bucarest, c’erano con foto di cadaveri di cani scuoiati e altri orrori. Mi sembrava un massacro troppo vicino per non intervenire. Vedevo che c’era Brigitte Bardot che si adoperava per questi cani, che cercava di intercedere col presidente, ma invano. Così, con mio marito e altri due volontari, ho preso le ferie e sono partita».Che situazione ha trovato in Romania? «È stato uno choc, il randagismo era gravissimo, fuori controllo, dappertutto c’erano cani vaganti, spesso malati e moribondi, i canili erano gironi infernali, nell’indifferenza di tutti. Fino a dieci anni fa in Romania i cani nelle case erano solo quelli da guardia, da lavoro, tenuti alla catena. Adesso si cominciano a vedere nelle città anche cani di razza, ma allora era veramente un disastro».E dopo la “vacanza” cosa è successo? «Che non sono più riuscita a tornare alla mia vita di prima, il tarlo non se ne andava, così ho dato le dimissioni dall’agenzia e sono partita per la Romania dove sono stata 4 anni da sola, in questo posto sperduto a 200 km da Bucarest.Ho aperto un rifugio, poi me l’hanno portato via, Ho ricominciato in un altro edificio, un ex obitorio, l’ho ristrutturato e ho aperto una piccola clinica veterinaria per fare soprattutto le sterilizzazioni».Come racconta nel suo libro, adesso lì è tutto molto diverso... «Da 8 anni abbiamo un centro meraviglioso sulle colline, il rifugio più bello della Romania e dal 2017 una clinica veterinaria di 800 metri quadri per gli animali delle persone più povere, nonché un pronto soccorso per cani e gatti. Ho uno staff di 45 persone che lavora lì. E anche un santuario per equindi abbandonati, con 62 asini e 15 cavalli maltrattati».E lei cosa fa? «Per 12 anni ho fatto la pendolare tra Milano e la Romania, adesso ci vado 3-4 volte all’anno, nel 2018 ho creato la sede italiana. E l’anno scorso ho lanciato il progetto “Non uno di troppo, li amiamo e li sterilizziamo”, tra Napoli e Castel Volturno, per combattere anche lì il randagismo.In un anno abbiamo sterilizzato 300 cani, poi il lockdown di ha fermato. Speriamo di riuscire a moltiplicare gli interventi nel Sud d’Italia, il problema esiste, anche se i cani non vengono uccisi. Adesso vivo a Milano, partecipo a conferenze internazionali, l’associazione si è fatta un nome in Europa».Ma un cane suo suo ce l’ha? «Certo! È Amelie, una cagnolina rumena che ho trovato alla catena in una baraccopoli rom, una peste adorabile, non ci separiamo mai».