TG cinofilo, abbandono dei cani: in estate 2016 si rischia di lasciare per le strade 200mila pelosi

Abbandono cani

Il fenomeno dell’ abbandono dei cani è ormai tristemente noto alla vigilia di ogni estate: quest’anno però le cifre stimate dagli esperti del settore sono ancora più tremende di quanto ci si potesse aspettare.

Infatti non dà spazio a sentimenti positivi il comunicato di AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente): “Sono oltre duecentomila i cani che questa estate sono a rischio abbandono, molti di più rispetto agli scorsi anni. Questi andrebbero ad aggiungersi ai circa 700.000 cani randagi presenti sul territorio nazionale (concentrati prevalentemente nelle regioni meridionali e in Sicilia e Sardegna) ed ai quasi 200.000 cani attualmente detenuti nei canili e nei rifugi pubblici e privati in Italia“. Il comunicato prosegue così: “Le motivazioni di questo possibile aumento di abbandono dei cani , specialmente nei mesi di luglio e agosto, sono riconosciute un po’ da sempre e da tutte le associazioni e corrispondono alla leggerezza con cui si sono acquistati esemplari di razza o si sono presi cuccioli specialmente in occasione del compleanno o del Natale, senza rendersi conto che la gestione di un cane non è affatto semplice, e quindi ci si sbarazza alla vigilia delle vacanze di questi animali, altri cani abbandonati (per fortuna non per strada in questi casi, ma spesso portati direttamente in canile) da parte di persone che non possono più mantenerle o di proprietà di persone anziane che loro malgrado sono costrette a separarsi dai loro cani in quanto spesso costrette a finire i loro giorni in casa di riposo”.

Abbandono dei cani

L’Associazione poi preme il tasto su un aspetto “nuovo” se vogliamo, rispetto agli scorsi anni: “Ma la vera novità negativa di questa estate (che ha visto affievolirsi anche le campagne delle associazione contro l’abbandono e anche quelle pubbliche che in passato erano gia in piena azione), è che il fenomeno dell’ abbandono dei cani ,oltre che nel sud e nelle altre regioni dove purtroppo il randagismo è una piaga endemica, potrebbe tornare a fare capolino anche in regioni in cui il randagismo negli ultimi anni è ridotto ai minimi termini come Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Trentino Alto Adige per restare al nord Italia”.

I segnali sui cani entrati in canile negli ultimi mesi non sono incoraggianti – spiega Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ovviamente ci auguriamo che si tratti solo di una sensazione ma il rischio è dietro l’angolo, la crisi economica certo non aiuta ma la cosa più grave è che quest’anno sono a rischio anche le cosi dette razze di piccola taglia e credo che su questo rischio non ci sia da chiudere gli occhi ma di lavorare tutti assieme sul territorio sia per la prevenzione e per il recupero. Come si risolve il problema del randagismo? Con un piano nazionale di sterilizzazione che veda impegnata insieme la veterinaria pubblica, privata e quella militare“.